<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210</id><updated>2011-12-31T15:11:22.892+01:00</updated><category term='Cinque Terre'/><category term='Comune di Fosdinovo'/><category term='Comune di Fivizzano'/><category term='Tradizioni della Lunigiana'/><category term='Natura e torrenti'/><category term='Comune di Villafranca'/><category term='Golfo dei Poeti'/><category term='Comune di Bagnone'/><category term='Castelli della Lunigiana'/><category term='Comune di Pontremoli'/><category term='Comune di Filattiera'/><category term='Comune di Mulazzo'/><category term='Comune di Aulla'/><category term='Comune di Licciana Nardi'/><category term='Comune di Casola'/><category term='Comune di Zeri'/><title type='text'>Terre di Lunigiana</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>81</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-633751913081549712</id><published>2011-12-09T23:53:00.000+01:00</published><updated>2011-12-09T23:54:22.427+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Segnaliamo una bella iniziativa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Escursioni naturalistiche - Visite guidate in Lunigiana / prossime festività&lt;br /&gt;Dal 09/12/2011 al 06/01/2012&lt;br /&gt;Escursioni naturalistiche - Visite guidate in Lunigiana / prossime festività&lt;br /&gt;26-27 dicembre 2011 / Proposte Escursionistiche – (Con guida ambientale)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco due facili proposte escursionistiche per il periodo natalizio, tempo meteorologico permettendo. Gli itinerari proposti sono semplici e suggestivi e volti alla conoscenza della natura e del rapporto uomo-ambiente&lt;br /&gt;I tempi di percorrenza sono molto dilatati rispetto alle indicazioni degli stessi percorsi dati dal C.A.I.  questo proprio per permettere la partecipazione di persone non esperte e allenate o anche alla prima esperienza, comunque adatti a famiglie con bambini in età scolare.&lt;br /&gt;Certo bisogna camminare! Con lentezza, attenzione, rispetto e voglia di conoscere l’infinità varietà  dell’ambiente della Lunigiana.&lt;br /&gt;LUNEDI 26 DICEMBRE&lt;br /&gt;ParcoNazionale Appennino Tosco-Emiliano&lt;br /&gt;Da Iera agli alpeggi delle Capanne in Garbia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iera è una frazione del comune di Bagnone.&lt;br /&gt;Il comune durante l’anno 2011 grazie ad un cofinanziammento da parte dell’ente parco, è riuscito a ristrutturare molti degli alpeggi presenti sul territorio che una volta venivano usati  per i il pascolo ed ora potranno essere utilizzati per escursioni e trekking sul nostro territorio.&lt;br /&gt;Il nostro versante appenninico non è dei più facili da affrontare e andare alla scoperta di sentieri una volta usati quotidianamente dagli abitanti della zona è sempre una scoperta suggestiva oltre che per i panorami anche per il rapporto con la storia rurale del nostro passato.&lt;br /&gt;I nuovi alpeggi possono essere un valido aiuto per escursionisti più o meno esperti che vogliono scoprire o riscoprire itinerari naturali dove la storia dell’uomo ha lasciato una traccia che oggi rimane un ricordo nella memoria di pochi. L’escursione proposta è breve e adatta a tutti ma comunque sufficiente a scoprire la qualità del luogo, la sua natura e il suo legame con l’uomo che da sempre abita questi luoghi.&lt;br /&gt;Difficoltà E - Dislivello in salita circa  400 m&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Escursione e data: Alpeggi Bagnone - Lunedi 26 dicembre&lt;br /&gt;Luogo e ora di ritrovo - Bagnone, Piazza del Comune ore 09.30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durata 4 ore&lt;br /&gt;Costo per partecipante8 euro&lt;br /&gt;Info e prenotazioni 340 9117429 - Franco&lt;br /&gt;Note - L’escursione si attiva con un minimo di 10 partecipanti - (prenotazione obbligatoria)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MARTEDì 27 DICEMBRE&lt;br /&gt;Parco Regionale delle Alpi Apuane&lt;br /&gt;Campo Cecina, Monte Borla e le cave del Monte Sagro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cave di marmo delle Alpi Apuane, che hanno reso famoso il marmo di Carrara in tutto il mondo sino dall’antichità, sono anche un museo a cielo aperto del lavoro dell’uomo e purtroppo anche una ferita insanabile nel paesaggio del Parco Regionale. Con un facile percorso - l’anello didattico del Monte Ballerino - che parte dal Rifugio Carrara, giungeremo ai Prati di Campocecina, con uno splendido panorama sul mare.&lt;br /&gt;Dopo la salita al monte Borla(1469 mslm), tutelato da un progetto di protezione ambientale europeo scenderemo giungendo alle cave alla base del monte Sagro (1749 mslm) sacro  per le antiche popolazioni dei liguri-apuani ed ora teatro di un incessante estrazione marmifera che ci porrà di fronte all’incredibile paesaggio di questo parco regionale, tra natura protetta e natura distrutta.&lt;br /&gt;Un escursione facile, adatta a tutti, senza eccessive difficoltà o dislivelli per un primo approccio ai paesaggi apuani. Difficoltà: E- / Dislivello in salita: circa 260 m&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Escursione e data: Campocecina - Monte Borla -Cave M.Sagro&lt;br /&gt;Luogo e ora di ritrovo - Uscita Autostrada Aulla ore 09.00&lt;br /&gt;Durata: 6 ore&lt;br /&gt;Costo per partecipante: 8 euro&lt;br /&gt;Info e prenotazioni: 340 9117429 - Franco&lt;br /&gt;Note: L’escursione si attiva con un minimo di 10 partecipanti&lt;br /&gt;Spostamento in auto da Aulla a Parcheggio Acquasparta- Rif.Carrara&lt;br /&gt;(prenotazione obbligatoria)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;30/31 dicembre, 2/3 gennaio 2012 - Itinerari in Lunigiana&lt;br /&gt;(con guida turistica o accompagnatore turistico)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quattro itinerari per scoprire i luoghi più affascinanti della Lunigiana, una terra da attraversare senza fretta, da assaporare con attenzione e gusto della sorpresa. Una terra affascinate e ricca, in cui l'ambiente e il paesaggio hanno mantenuto intatto tutto il loro fascino e in cui ancora si conservano le storie e i segni che l'uomo ha lasciato nei secoli: le misteriose Statue Stele preistoriche, i castelli, le pievi medievali, gli antichi cammini della Via Francigena, e una serie impressionante di raffinate opere d'arte medievali, rinascimentali e barocche.&lt;br /&gt;30 DICEMBRE&lt;br /&gt;La Via Francigena in Lunigiana – Da Aulla a Pontremoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un viaggio nel medioevo Lunigianese, sulle orme di pellegrini, eserciti e mercanti, per ripercorrere le tappe della via Francigena, strada maestra della storia Europea. In alternativa all'itinerario escursionistico, questo itinerario ripercorre i luoghi e monumenti più signifcativi lungo la via Francigena in Lunigiana. Ripercorriamo, da Aulla a Pontremoli attraverso Filattiera, una delle tappe fondamentali dell'itinerario di Sigerico, l'arcivescovo di Canterbury che nel 990 d.C., tornando da Roma verso l'Inghilterra, appuntò tutte le 79 tappe del suo viaggio tramandandoci il più antico itinerario scritto della via Francigena.&lt;br /&gt;Visitiamo assieme l'abbazia di San Caprasio ad Aulla, (duramente colpita dall'alluvione ma già nuovamente aperta al pubblico!), la pieve romanica di Sorano a Filattiera, il labirinto di San Pietro, il centro storico di Pontremoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Escursione e data: La Via Francigena in Lunigiana – 30 dicembre 2011&lt;br /&gt;Luogo e ora di ritrovo: Abbazia di San Caprasio (Aulla), ore 9,30&lt;br /&gt;Durata:Circa 3 ore&lt;br /&gt;Costo per partecipante: 8€ (gratis bambini fino a 10 anni)&lt;br /&gt;Info e prenotazioni: Francesco - 3283120525&lt;br /&gt;Note: Brevi spostamenti in auto con mezzi propri&lt;br /&gt;L’escursione si attiva con un minimo di 10 partecipanti - (prenotazione obbligatoria)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;31 DICEMBRE&lt;br /&gt;Il barocco Pontremolese – Le chiese e i palazzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il borgo medievale di Pontremoli nasconde, come uno scrigno di tesori, una straordinaria serie di chiese e palazzi privati che raccontano la vita, la storia e il gusto del periodo d'oro della città, fra seicento e settecento. Purtroppo quasi sempre questi gioielli d'arte e architettura sono chiusi al pubblico o difficili da visitare. Con questo itinerario vi proponiamo la visita esclusiva ad alcuni dei monumenti più affascinanti e inaccessibili di Pontremoli, come ad esempio l'oratorio di Nostra Donna, la Chiesa della SS. Annunziata con la Sacrestia lignea e il convento Agostiniano, il palazzo Dosi Magnavacca (di proprietà privata) in pieno centro storico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Escursione e data: Il barocco Pontremolese – 31 dicembre 2011&lt;br /&gt;Luogo e ora di ritrovo: Piazza della Repubblica, Pontremoli – ore 9,30&lt;br /&gt;Durata:Circa 2 ore&lt;br /&gt;Costo per partecipante: 7€ (gratis bambini fino a 10 anni)&lt;br /&gt;Info e prenotazioni: Francesco - 3283120525&lt;br /&gt;Note: Brevi spostamenti a piedi e in auto con mezzi propri&lt;br /&gt;L’escursione si attiva con un minimo di 10 partecipanti - (prenotazione obbligatoria)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;2 GENNAIO 2012&lt;br /&gt;All'ombra delle Apuane: Codiponte e il Castello dell'Aquila&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Lunigiana ci sono luoghi che danno la sensazione di essere sospesi nel tempo, lontani dalla vita contemporanea, che permettono di immergersi completamente nell'atmosfera di un passato lontano ed affascinante. La pieve romanica di Codiponte e il Castello dell'Aquila di Gragnola sono due di questi luoghi straordinari. La pieve di Codiponte è forse la più suggestiva di tutta la Lunigiana, grazie soprattutto ai suoi capitelli sui quali sono scolpiti numerosi simboli legati al repertorio teologico medievale. A poca distanza da Codiponte, a Gragnola, è invece il Castello dell'Aquila (proprietà privata): in posizione dominante sulla tutta la Lunigiana orientale, il castello è celebre soprattutto per il ritrovamento, nel 2004, dei resti di un cavaliere del XIV secolo, ucciso con un colpo di balestra alla gola e sepolto sotto il pavimento di una delle sale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Escursione e data:Codiponte e Castel dell'Aquila – 2 gennaio 2012&lt;br /&gt;Luogo e ora di ritrovo: Ore 9,30 Punto Informazioni turistiche Rometta (comune di Fivizzano)&lt;br /&gt;Durata: Circa 3 ore&lt;br /&gt;Costo per partecipante:8€ (gratis bambini fino a 10 anni)&lt;br /&gt;Info e prenotazioni:Francesco - 3283120525&lt;br /&gt;Note&lt;br /&gt;Biglietto di ingresso al Castello a carico dei partecipanti&lt;br /&gt;Brevi spostamenti in auto con mezzi propri&lt;br /&gt;L’escursione si attiva con un minimo di 10 partecipanti - (prenotazione obbligatoria)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;3 GENNAIO 2012&lt;br /&gt;Dei di pietra: i misteri delle Statue Stele&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le Statue Stele della Lunigiana rappresentano la più preziosa testimonianza della preistorica lunigianese e, al tempo stesso, la più importante collezione di scultura preistorica in Europa. Esse sono però anche un enigma irrisolto.&lt;br /&gt;Che cosa rappresentano veramente?&lt;br /&gt;Chi e quando le ha scolpite nella pietra arenaria, dando loro la forma eterna che le ha presenvate per millenni fino a noi?&lt;br /&gt;Questo itinerario è interamente dedicato alle Stele e ai luoghi in cui esse sono conservate. Partendo dal Museo delle Statue Stele di Pontremoli, all'interno del castello, dove è conservato il nucleo più importante, ci spostiamo sul territorio, alla scoperta delle tante statue stele disseminate tra i borghi e le pievi della Lunigiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Escursione e data&lt;br /&gt;I misteri delle Statue Stele – 3 gennaio 2012&lt;br /&gt;Luogo e ora di ritrovo:Pontremoli, Pza della Repubblica – ore 9,30&lt;br /&gt;Durata:Circa 3 ore&lt;br /&gt;Costo per partecipante:6€ (gratis bambini fino a 10 anni)&lt;br /&gt;Info e prenotazioni:Francesco - 3283120525&lt;br /&gt;Note&lt;br /&gt;Biglietto di ingresso al Castello a carico dei partecipanti&lt;br /&gt;Brevi spostamenti a piedi e in auto con mezzi propri&lt;br /&gt;L’escursione si attiva con un minimo di 10 partecipanti - (prenotazione obbligatoria)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-633751913081549712?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/633751913081549712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=633751913081549712' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/633751913081549712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/633751913081549712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2011/12/segnaliamo-una-bella-iniziativa.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-2021093273992059160</id><published>2011-09-22T00:03:00.006+02:00</published><updated>2011-09-22T00:20:31.635+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;15 AGOSTO 2011: LA LUNIGIANA COME ERA UNA VOLTA&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;O almeno così mi piace pensare. Sarà la crisi, sarà la riscoperta della&lt;br /&gt;casa dei nonni o altro, fatto sta che il 15 agosto c'era pienone in tutti i&lt;br /&gt;borghi lunigianesi. Noi l'abbiamo visto nel bagnonese, ma credo sia stato&lt;br /&gt;così ovunque. Macchine da tutte le parti, impossibile parcheggiare, paesi&lt;br /&gt;che ritornano alla vita, vociare di bambini. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-iCzvzisidpI/Tnpfxt8zXEI/AAAAAAAABAs/HIfGF7GGcOg/s1600/IMG_7064.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-iCzvzisidpI/Tnpfxt8zXEI/AAAAAAAABAs/HIfGF7GGcOg/s200/IMG_7064.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654937589869927490" /&gt;&lt;/a&gt; Solo a Leugio abbiamo&lt;br /&gt;parcheggiato senza problemi e di gente ce n'era comunque; a Canale abbiamo&lt;br /&gt;rinunciato, macchine qua e là sul ciglio della strada, a Mochignano Sopra&lt;br /&gt;stavamo entrando in una casa privata, alla fine abbiamo parcheggiato al&lt;br /&gt;cimitero; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-8lc4KJZwOVU/TnphBqHPLII/AAAAAAAABA0/zEJEppIpyf8/s1600/IMG_7081.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-8lc4KJZwOVU/TnphBqHPLII/AAAAAAAABA0/zEJEppIpyf8/s200/IMG_7081.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654938963229486210" /&gt;&lt;/a&gt; a Collesino Castello, un colpo di fortuna ci lascia uno spazio&lt;br /&gt;libero nello stretto spazio tra Codivalle e Castello; a Pieve altro colpa&lt;br /&gt;di fortuna, un solo posto nella piazza dei Barsan; a Vespeno altro&lt;br /&gt;parcheggio complicato, soprattutto per uscire.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-CJmynfbj88Y/TnphtyEGlmI/AAAAAAAABA8/xbkywhBjMQ8/s1600/IMG_7108.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-CJmynfbj88Y/TnphtyEGlmI/AAAAAAAABA8/xbkywhBjMQ8/s200/IMG_7108.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654939721278068322" /&gt;&lt;/a&gt; In questi giri lunigianesi, non siamo abituati a trovarci così tanta&lt;br /&gt;gente. In assoluto Pieve è il paese dove abbiamo trovato più movimento:&lt;br /&gt;persone sedute in piazza, bambini alla fontanella a riempire palloncini&lt;br /&gt;d'acqua, televisioni accese e finestre aperte, processioni verso l'oratorio&lt;br /&gt;di San Terenzio, musica dei Nomadi qua e là. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-pVsaz38L6QA/TnpiPwqO9gI/AAAAAAAABBE/nf9MxU40sK4/s1600/IMG_7120.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-pVsaz38L6QA/TnpiPwqO9gI/AAAAAAAABBE/nf9MxU40sK4/s200/IMG_7120.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654940305016681986" /&gt;&lt;/a&gt; Anche a Mochignano Sopra il&lt;br /&gt;movimento era parecchio, macchine targate Milano, Brescia e Bergamo&lt;br /&gt;soprattutto, vecchi discorsi di chi si rivede una volta all'anno o dopo&lt;br /&gt;tanto tempo, sedie in strada a cercare l'ombra.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-X_rRUnNTRNs/Tnpit_AY9CI/AAAAAAAABBM/7jHjq-szSrw/s1600/IMG_7129.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-X_rRUnNTRNs/Tnpit_AY9CI/AAAAAAAABBM/7jHjq-szSrw/s200/IMG_7129.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654940824263783458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un giorno così dura troppo poco però, le bellezze dei borghi le lasciamo&lt;br /&gt;un momento da parte e ci gustiamo il ritorno alla vita dei paesi.&lt;br /&gt;Un po' sabato del villaggio e un po' sera del dì di festa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-2021093273992059160?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/2021093273992059160/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=2021093273992059160' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/2021093273992059160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/2021093273992059160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2011/09/15-agosto-2011-la-lunigiana-come-era.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-iCzvzisidpI/Tnpfxt8zXEI/AAAAAAAABAs/HIfGF7GGcOg/s72-c/IMG_7064.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-130117482535174990</id><published>2011-09-06T23:35:00.005+02:00</published><updated>2011-09-06T23:48:44.236+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;7 AGOSTO 2011: RISALENDO LA VALLE DEL BARDINE&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Parzialmente si intende, non tutta tutta. Leggo qua e là che il Bardine è lungo circa 10 km, di cui i primi 4 nel comune di Fivizzano e i restanti 6 in quella di Aulla. È composto da due rami: il torrente Pesciola e il torrente Bardinella che si uniscono a a Bardine di San Terenzo e poi corre a tuffarsi nell'Aulella presso Pallerone.&lt;br /&gt;Quindi dalla statale del Cerreto dopo Pallerone prendo a destro verso Canova e Ceserano. Non sono mai passato da qua. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-98TVqU__tNA/TmaSr9RDXNI/AAAAAAAABAA/2H9RoFYrEcc/s1600/IMG_6920.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-98TVqU__tNA/TmaSr9RDXNI/AAAAAAAABAA/2H9RoFYrEcc/s200/IMG_6920.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649364066460982482" /&gt;&lt;/a&gt; Dopo poche curve arrivo a Canova e parcheggio nei pressi della chiesa. É di recente costruzione, un cartello all'esterno dice che è stata ristrutturata fortemente dopo il terremoto del 1995. La dedicazione a San Jacopo fa pensare a un antico borgo di passaggio lungo la via per Santiago di Compostella in Lunigiana o così mi piace immaginare. Il paese infatti si sviluppa su una strada principale, dove si affacciano interessanti portali e una bellissima maestà. C'è anche un maestoso villone con tanto di viale d'accesso. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-DsViy0coYWQ/TmaTPuVgNFI/AAAAAAAABAI/hisz59PKLc8/s1600/IMG_6922.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-DsViy0coYWQ/TmaTPuVgNFI/AAAAAAAABAI/hisz59PKLc8/s200/IMG_6922.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649364680928408658" /&gt;&lt;/a&gt; A causa della mia curiosità di girare qua e là, finisco con la macchina in una casa privata, da dove ne esco con una retromarcia azzardatissima e lo sguardo stranito dei residenti...&lt;br /&gt;Insomma, in breve sono a Ceserano, paesone allungato sul crinale della collina, con una scuola elementare, bar e attività varie: uno dei centri della valle. Su un poggio c'è la parte più antica, accanto alla chiesa, sorta dove si trovava il castello, poi il paese sono due file di case da una parte all'altra della strada, molto scenografico, sia proveniendo da Rometta o Bardine San Terenzo. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-STMA0GjDq4s/TmaTrlnY1mI/AAAAAAAABAQ/Op5HN60k7gY/s1600/IMG_6932.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-STMA0GjDq4s/TmaTrlnY1mI/AAAAAAAABAQ/Op5HN60k7gY/s200/IMG_6932.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649365159623841378" /&gt;&lt;/a&gt; Mi dirigo verso quest'ultimo, ma mi fermo proprio brevemente nei pressi della chiesa, la salitona per visitare il paese in alto mi scoraggia... Ci ripasso sicuro. Intanto stavolta ne approffitto per vedere con calma San Terenzo Monti, secondo la tradizione sede della chiesa più antica della Lungiana. Si racconta infatti che il Vescovo Gualtiero, nel IX secolo decise di far costruire una chiesa dedicata a San Terenzo, dove si fosse fermata una coppia di buoi. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-dxw2-hwLgFs/TmaUZG04uBI/AAAAAAAABAY/T8JJoenhMA4/s1600/IMG_6969.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-dxw2-hwLgFs/TmaUZG04uBI/AAAAAAAABAY/T8JJoenhMA4/s200/IMG_6969.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649365941632940050" /&gt;&lt;/a&gt; E così fu... e i buoi venivano da Carrara!&lt;br /&gt;Il paese è grande, durante la seconda guerra mondiale soffrì un brutale eccidio e un museo lo ricorda. Nella parte alta si trova la chiesa, anzi, due chiese! una accanto all'altra, davanti a un'imponente villa, che sembra delimitare tutto il borgo in alto e di cui si vede solo il fiabesco accesso chiuso con un catenone. Dalla chiesa una vietta sale e diventa sterrata tra le case in arenaria. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-60DZB4tIp6s/TmaVLXida_I/AAAAAAAABAg/dnklufUnRAk/s1600/IMG_7000.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-60DZB4tIp6s/TmaVLXida_I/AAAAAAAABAg/dnklufUnRAk/s200/IMG_7000.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649366805112515570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La risalita lungo la valle del Bardine si interrompe qui, ma a Bardine ci devo ritornare, probabilmente quando visiterò poi Posterla, Marciaso e Pulica, sperando che la stagione delle piogge non faccia disastri...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-130117482535174990?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/130117482535174990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=130117482535174990' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/130117482535174990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/130117482535174990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2011/09/7-agosto-2011-risalendo-la-valle-del.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-98TVqU__tNA/TmaSr9RDXNI/AAAAAAAABAA/2H9RoFYrEcc/s72-c/IMG_6920.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-1207806932659234293</id><published>2011-07-20T23:43:00.009+02:00</published><updated>2011-07-21T00:14:52.557+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;26 GIUGNO 2011: ZERI, CODOLO, ADELANO...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Altra giornata di calore intenso in Lunigiana. Potremmo stare in panciolle sul greto del fiume Magra, anche se di "bozzi", ossia posti dove fare il bagno, per i profani, non se ne vedono, anzi, se arriva alla vita è già tanto. Comunque, la Magra è luogo di ritrovo, occasione per rinfrescarsi, l'acqua in questo periodo è gelata, e fare quattro chiacchere da bar o da fiume.&lt;br /&gt;Noi stakanovisti dei borghi lunigianesi viaggiamo invece spediti verso le valli di Zeri, lungo i tornati che salgono la famigerata strada provinciale 37, con l'asfalto rattoppato qua e là, da poco riaperta dopo una frana... &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-ghsZZClXTSY/TidMoODx27I/AAAAAAAAA_M/vmEjMvu9ffo/s1600/IMG_6698.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/http://www.blogger.com/img/blank.gif-ghsZZClXTSY/TidMoODx27I/AAAAAAAAA_M/vmEjMvu9ffo/s200/IMG_6698.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5631554112902519730" /&gt;&lt;/a&gt; e già richiusa dopo uno scroscio di pioggia in questi giorni! Torniamo a noi, prendiamo per &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/vallatacodolo.php"&gt;Codolo&lt;/a&gt;, vallata laterale del Gordana e curva dopo curva arriviamo a Codolo Chiesa, il borgo principale. La chiesa sembra più grande di tutto Codolo messo insieme, dal suo piazzale si ammira tutta la valle fino a Pontremoli e l'Appennino tosco-emiliano. Che giornata di sole! &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-lZd6g41kuvw/TidNLC2TC5I/AAAAAAAAA_U/ObbuewZeIjE/s1600/IMG_6713.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:poinhttp://www.blogger.com/img/blank.gifter; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-lZd6g41kuvw/TidNLC2TC5I/AAAAAAAAA_U/ObbuewZeIjE/s200/IMG_6713.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5631554711188605842" /&gt;&lt;/a&gt; Una via principale attraversa Codolo, strettina, con alcune case in rovina e nascosto un vecchio forno in pietra. Su in macchina e senza fermarci facciamo una tirata da qua fino al &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/natura/passoduesanti.php"&gt;Passo Due Santi&lt;/a&gt;, non mi ricordo mai di quanto è lunga: Noce, Patigno, Valditermine, Villaggio Aracci e su ancora. Il piazzale è vuoto, anzi no, c'è una macchina, tutto chiuso ovviamente. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-1vX_P0CPCNQ/TidNnYKzBzI/AAAAAAAAA_c/pko8mUxUif8/s1600/IMG_6715.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-1vX_P0CPCNQ/TidNnYKzBzI/AAAAAAAAA_c/pko8mUxUif8/s200/IMG_6715.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5631555197948069682" /&gt;&lt;/a&gt; Ammiriamo un po' il panorama e riscendiamo piano piano fino al bivio di Adelano, con sosta obbligata alla grotta di Lourdes, a prendere un po' il fresco all'ombra, ragionando un po' sui toponimi zeraschi che i cartelli indicano sulla curva: dallo stellare Antara alla "stallare" Costa d'Asino. Si sente il vociare di ragazzini, sembrano scout, si fermano anche loro alla grotta. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully(http://www.blogger.com/img/blank.gif);} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-qCvtl-wuyFA/TidOcKYLKZI/AAAAAAAAA_k/GJIMj95eNjI/s1600/IMG_6724.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-qCvtl-wuyFA/TidOcKYLKZI/AAAAAAAAA_k/GJIMj95eNjI/s200/IMG_6724.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5631556104779147666" /&gt;&lt;/a&gt; Noi riprendiamo verso &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/vallataadelano.php"&gt;Adelano&lt;/a&gt;. Questa parte di Zeri mi è totalmente sconosciuta, mai arrivato fino a qui, i nomi degli abitati si susseguono e dopo Calzavitello, un campanile aguzzo appare da sotto la valle tra le colline. Ma dove siamo, in Val d'Aosta? Momento cartolina. La chiesa di Santa Maddalena giustifica l'esistenza di Adelano, matrioska zerasca. Cioè, Adelano in sè non esiste come paese e si trova nel comune di Zeri, che non esiste come paese specifico. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-F3BSJRw7zF0/TidO55M8ZZI/AAAAAAAAA_s/5BCKMBUFZDY/s1600/IMG_6734.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-F3BSJRw7zF0/TidO55M8ZZI/AAAAAAAAA_s/5BCKMBUFZDY/s200/IMG_6734.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5631556615564715410" /&gt;&lt;/a&gt; Comuni sparsi li chiamano, o sbaglio? Io che pensavo fossero comuni denuclearizzati, nel senso che non avevano un nucleo preciso... che abbaglio!&lt;br /&gt;Insomma, alla fine arriviamo fino alla chiesa e l'amico accanto a me mi dice tutto serio "Oh, attento che c'è uno in gonna". Non scende neanche dalla macchina, che sarà mai. Si rivela invece una bella sopresa: "quello in gonna", è un frate molto giovane, che, mi spiega, è lì da ottobre e sta rimettendo a posto la canonica. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-_zHEDNOh04U/TidPyfziozI/AAAAAAAAA_0/GF2IS_fhJsc/s1600/IMG_6738.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-_zHEDNOh04U/TidPyfziozI/AAAAAAAAA_0/GF2IS_fhJsc/s200/IMG_6738.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5631557587999826738" /&gt;&lt;/a&gt; Infatti è intento a lavorare con un trapano, alle prese con una porta o una tavola. Parliamo un po', mi fa visitare la chiesa, dedicata a Santa Maddalena, molto ben curata e tenuta bene, barocca (ma si lo azzardo, ricordi scolastici). Lo ammetto che la sorpresa è rimasta tuttora, un eremita così giovane ad Adelano di Zeri, complimenti!&lt;br /&gt;È ora di ritornare, chilometri ne abbiamo fatti a sufficienza, risaliamo verso Bergugliara e giù da Castello, Coloretta, Noce...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-1207806932659234293?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/1207806932659234293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=1207806932659234293' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/1207806932659234293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/1207806932659234293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2011/07/26-giugno-2011-zeri-codolo-adelano.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-lZd6g41kuvw/TidNLC2TC5I/AAAAAAAAA_U/ObbuewZeIjE/s72-c/IMG_6713.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-6691278902250935402</id><published>2011-07-14T13:15:00.001+02:00</published><updated>2011-07-14T13:17:17.021+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PONTREMOLI CHIESE E PALAZZI APERTI 2011 &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Aperture straordinarie e visite guidate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Riportiamo qui questa bella iniziativa:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Pontremoli conserva un ricchissimo e multiforme patrimonio artistico, architettonico, librario, eredità di una storia millenaria.&lt;br /&gt;Oltre i portali delle chiese, dentro i cortili e nei saloni delle dimore barocche, sugli scaffali delle biblioteche, sono racchiusi affreschi, dipinti, manufatti di pregio, sculture medievali, arredi, libri antichi ed una quantità di altre tracce che raccontano infinite storie...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiese e palazzi aperti a Pontremoli, giunta alla sua VII edizione, offre a turisti, appassionati e agli stessi Pontremolesi, attraverso aperture straordinarie e visite guidate gratuite la possibilità di scoprire le tante bellezze che la città conserva ma che sono, per gran parte dell'anno, difficilmente fruibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco il programma per l'estate 2011:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;domenica 24 luglio&lt;br /&gt;Villa Pavesi Negri - Scorano &lt;br /&gt;ritrovo ore 17.00 loc. Scorano&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;sabato 30 luglio&lt;br /&gt;Palazzo Bocconi e Palazzo Dosi Magnavacca&lt;br /&gt;ritrovo ore 17.00 Piazza della Repubblica&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;domenica 31 luglio,&lt;br /&gt;Palazzo Petrucci, Oratorio di Nostra Donna, Chiesa di San Giacomo d'Altopascio&lt;br /&gt;ritrovo ore 11.00 Piazza della Repubblica&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;sabato 6 agosto,&lt;br /&gt;Chiesa di San Francesco, Biblioteca del Seminario Vescovile&lt;br /&gt;ritrovo ore 17,00, Piazza San Francesco&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;domenica 7 agosto,&lt;br /&gt;Palazzo Petrucci, Oratorio di Nostra Donna, Chiesa di San Pietro (Labirinto)&lt;br /&gt;ritrovo ore 11.00, Piazza della Repubblica&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;venerdì 12 agosto, ore 17,00&lt;br /&gt;Museo Diocesano, Chiesa di San Geminiano, Chiesa di San Nicolò&lt;br /&gt;ritrovo ore 17.00 Piazza della Repubblica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 13 agosto, ore 17.00&lt;br /&gt;La chiesa e il convento della SS. Annunziata&lt;br /&gt;ritrovo ore 17,00 loc. SS. Annunziata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;domenica 14 agosto, ore 17.00&lt;br /&gt;Oratorio di Nostra Donna, Museo della Misericordia, Chiesa di San Giacomo d'Altopascio, Chiesa di San Pietro (Labirinto)&lt;br /&gt;ritrovo ore 17.00 Piazza della Repubblica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 27 agosto, ore 17,00&lt;br /&gt;Palazzo Ruschi Pavesi e Palazzo Dosi Magnavacca&lt;br /&gt;ritrovo ore 17.00 Piazza della Repubblica&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;domenica 28 agosto, ore 17,00&lt;br /&gt;Oratorio di Nostra Donna, Museo della Misericordia, Chiesa di San Giacomo d'Altopascio, Chiesa di San Pietro (Labirinto)&lt;br /&gt;ritrovo ore 17.00 Piazza della Repubblica&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Le visite guidate sono gratuite e si svolgono su prenotazione fino ad un massimo di 25 persone per gruppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INFO E PRENOTAZIONI: 3937617888&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-6691278902250935402?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/6691278902250935402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=6691278902250935402' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/6691278902250935402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/6691278902250935402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2011/07/pontremoli-chiese-e-palazzi-aperti-2011.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-8917935966588961927</id><published>2011-07-09T12:20:00.005+02:00</published><updated>2011-07-09T12:44:03.406+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;25 GIUGNO 2011: VALLE DELL'OSCA, TRESANA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Comune di Tresana, ma quante frazioni hai? Quando iniziai con Terre di Lunigiana, nell'ormai lontano 2005, oltre a Barbarasco e a Tresana, trovai qua e là (poche) informazioni su Giovagallo, Villa di Tresana e Riccò. Adesso non mi ci raccapezzo più con tante località.&lt;br /&gt;La prima volta da queste parti, dopo il ponte per Barbarasco, incauti, prendemmo per Montedivalli, non sapendo cosa ci aspettava, dopo Tassonarla, Riccò e Novegigola, cominciammo a preoccuparci dopo aver visto il mare da lontano... Un paio di anni dopo fu la volta di Tavella, Pietrasalta, Giovagallo e Bola, tornando da Groppo e Fontanedo. Da queste parti succede una cosa strana, sembrano borghi molto grandi da lontano, ben strutturati sulla collina con case imponenti, poi una volta lì, lungo la strada principale, si trova solo una strada parallela, mah... Poco tempo fa, &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/12/13-agosto-2010-girovagando-per-tresana.html"&gt;dalle parti di Riccò&lt;/a&gt; un signore ci avvisò che Riccò non esisteva come borgo, così come Novegigola, insomma, una bella confusione. Nello stesso giorno passammo da Corneda e Popetto.&lt;br /&gt;Stavolta, continuando la scoperta del tresanese, da Barbarasco, abbiamo preso &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/catizzola.php"&gt;Catizzola&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/lorenzana.php"&gt;Lorenzana&lt;/a&gt;. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-Zn7HER0TG9s/ThgtIp788XI/AAAAAAAAA-E/bkmbTRxxH-g/s1600/IMG_6510.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Zn7HER0TG9s/ThgtIp788XI/AAAAAAAAA-E/bkmbTRxxH-g/s200/IMG_6510.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5627297361118949746" /&gt;&lt;/a&gt; La prima sono poche case lungo la strada, con una chiesetta all'ingresso del paese, che, grazie a un suggerimento via Facebook, dovrebbe essere dedicata a San Remigio, con davanti una bella statua bianchissima in onore ai caduti della prima guerra mondiale; la seconda, pure... ma in questo caso abbiamo avuto una mezza disavventura con la macchina arrivando nei pressi della chiesa, marcia indietro un po' complicata e ci siamo ripromessi di ritornarci.&lt;br /&gt;Poi è cominciata la risalita verso la valle dell'Osca, dopo Tresana, su su, fino a &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgovilla.php"&gt;Villa di Tresana&lt;/a&gt;. Davanti alla chiesa dalla facciata rossastra ci saluta una signora in francese. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-kufcD0gspOI/Thgt3ZY9KxI/AAAAAAAAA-M/GNV-CzXiGp8/s1600/IMG_6559.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-kufcD0gspOI/Thgt3ZY9KxI/AAAAAAAAA-M/GNV-CzXiGp8/s200/IMG_6559.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5627298164131048210" /&gt;&lt;/a&gt; Dietro il cimitero la strada porta al piccolo spiazzo con un circolo arci chiuso e una corte ben tenuta. Davanti, dall'altre parte della piccola valle, le tre borgate di Camporella, Ortigaro e Pera. Il castello è in fondo in fondo alla strada, ci ritorneremo. Fantasia toponimica lunigianese. Non incontriamo nessun altro e proseguiamo per &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/villecchia.php"&gt;Villecchia&lt;/a&gt;, grappolo di case, che, come si leggerebbe in qualche guida, si trova "completamente immerso nel verde", come d'altronde tutti i paesi vicini. Ammetto che Villecchia mi è proprio piaciuta: ben tenuta e curata, non ho visto case diroccate, pure una casa vacanza, Casa Nirvana, per trovare il paradiso qui. Borgo in galleria, portali, passaggi voltati, labirinto di viette: borgo lunigianese per riassumere. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-vAjvDEHaKkk/Thguk0-cb2I/AAAAAAAAA-U/qt18Ybl0yh0/s1600/IMG_6538.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-vAjvDEHaKkk/Thguk0-cb2I/AAAAAAAAA-U/qt18Ybl0yh0/s200/IMG_6538.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5627298944630157154" /&gt;&lt;/a&gt; Tornando indietro, sosta obbligata al bar trattoria Lo Scoiattolo, che si trova davanti a un piccolo oratorio, per rifollacillarci brevemente e via per l'altro lato della valle. Su e giù fino a &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/pera.php"&gt;Pera&lt;/a&gt;, dove forse una volta c'era un bar o una posta o altro. C'è un vecchio cartello telefonico, con accanto appese una fila di pannocchie. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-thn1oz9uduk/ThgvsP__2cI/AAAAAAAAA-k/S13hWM56Jwk/s1600/IMG_6551.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-thn1oz9uduk/ThgvsP__2cI/AAAAAAAAA-k/S13hWM56Jwk/s200/IMG_6551.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5627300171655141826" /&gt;&lt;/a&gt; Nella via che sale, una casa è affrescata con un quadro della Madonna, sorprese lunigianesi. Sotto il paese c'è il santuario della Madonna del Canale. Narra la leggenda che i paesani non si mettessero d'accordo se costruirlo al di qua o al di là del suddetto canale. Lasciarono i mattoni e tutto il resto da questa parte e nottetempo, uno che voleva si costruisse dall'altra parte, li spostò... Miracolo! E il santuario si costruì dove lo ammiriamo oggi. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-cYXgkZHuMNs/ThgwWDROUvI/AAAAAAAAA-s/RommrCsNhug/s1600/IMG_6552.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-cYXgkZHuMNs/ThgwWDROUvI/AAAAAAAAA-s/RommrCsNhug/s200/IMG_6552.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5627300889792238322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il programma prevedeva anche Camporella e Ortigaro, ma non riuscendo a parcheggiare a Ortigaro per l'ora punta, abbiamo anche sbagliato strada e siamo rispuntati nei pressi di Bola e da lì siamo scesi verso la Val di Magra. È balenata l'idea di andare fino a Calice al Cornoviglio, ma subito affossata, ma la strada è aperta poi?&lt;br /&gt;Quindi, prossimamente, il nuovo tour di Tresana sarà simile: visita di Camporella e Ortigaro nella valle dell'Osca; Groppo e Fontanedo in quella del Penolo; Bottria, Serrapiana e Careggia tra le due valli. E chi più ne ha più ne metta!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-8917935966588961927?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/8917935966588961927/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=8917935966588961927' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/8917935966588961927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/8917935966588961927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2011/07/comune-di-tresana-ma-quante-frazioni.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Zn7HER0TG9s/ThgtIp788XI/AAAAAAAAA-E/bkmbTRxxH-g/s72-c/IMG_6510.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-1129301040682846155</id><published>2011-05-11T00:05:00.007+02:00</published><updated>2011-05-11T00:19:31.958+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;16 GENNAIO 2011: ROCCA SIGILLINA E LUSIGNANA&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Bellissima giornata di gennaio, sarebbe un peccato non fare un giro per qualche borgo. Dopo esserci passato alcune volte, ma mai a fondo, andiamo a visitare la Rocca Sigillina e Lusignana, in quel di Filattiera. La Rocca è un paesone adagiato su una collina e sopra il torrente Caprio. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-2Gru_JILtOA/Tcm32UmuqsI/AAAAAAAAA9Y/HM3npcqPKfI/s1600/IMG_6195.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-2Gru_JILtOA/Tcm32UmuqsI/AAAAAAAAA9Y/HM3npcqPKfI/s200/IMG_6195.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605213355111262914" /&gt;&lt;/a&gt; Parcheggiamo lungo la strada e prendiamo subito per una ripida salita a piedi, che ci mette a dura prova, soprattutto chi mi accompagna. Le case sono ben tenute, all'inizio del paese c'è un oratorio, con la facciata un po' sofferente, passiamo da un arco e continuiamo a salire affanosamente. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-q3APCo5oGZg/Tcm4VQlhF6I/AAAAAAAAA9g/Mkx0aRQsOx4/s1600/IMG_6202.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-q3APCo5oGZg/Tcm4VQlhF6I/AAAAAAAAA9g/Mkx0aRQsOx4/s200/IMG_6202.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605213886608381858" /&gt;&lt;/a&gt; Non incontriamo nessuno, alcune pecore sono chiuse in un fondo, sentiamo come belano; sotto di noi il torrente. Non mancano maestà e portali lavorati, l'atmosfera è di calma assoluta. Si sente l'acqua di una fontanella aperta sotto i ruderi della rocca. Sono proprio ruderi, un bastione ottogonale, davanti alla chiesa principale, il cui interno è stato recentemente restaurato. Gironzoliamo qua e là, la parte alta è costituita da tre vie, di cui due sono vicoli, ma ce ne rendiamo conto una volta arrivati in fondo... &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-IfEW8UrAnm4/Tcm4sUdwhFI/AAAAAAAAA9o/u0W7jyQZ0R4/s1600/IMG_6207.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-IfEW8UrAnm4/Tcm4sUdwhFI/AAAAAAAAA9o/u0W7jyQZ0R4/s200/IMG_6207.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605214282786571346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ritorniamo sui nostri passi e andiamo veloci verso Lusignana, tornante dopo tornante, fino alla chiesa. Per chi non lo sapesse, Lusignana, come Dobbiana, Zeri, Riccò e altre località, non esiste! I due paesi che la formano sono Vignolo e Posponte, ma non c'è un centro chiamato Lusignana. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Xny2PODzgP4/Tcm5Fo3K3MI/AAAAAAAAA9w/v10Zc9SEVNw/s1600/IMG_6229.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Xny2PODzgP4/Tcm5Fo3K3MI/AAAAAAAAA9w/v10Zc9SEVNw/s200/IMG_6229.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605214717758594242" /&gt;&lt;/a&gt; Dove si svolge la festa ad agosto, sotto la chiesa, è Vignolo. Stanchi come se avessimo corso una maratona, percorriamo le due vie del borgo, qui si vedono alcune case lasciate al loro destino, un bel portale con un'architrave scolpita e un imponente portale, preceduto da un cancello chiuso, con accanto una maestà murata. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-60tEFMu1Lsc/Tcm5kyK4exI/AAAAAAAAA94/Y_xTQu78dt8/s1600/IMG_6245.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-60tEFMu1Lsc/Tcm5kyK4exI/AAAAAAAAA94/Y_xTQu78dt8/s200/IMG_6245.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605215252833139474" /&gt;&lt;/a&gt; Vignolo, sarà per la prossima volta!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-1129301040682846155?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/1129301040682846155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=1129301040682846155' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/1129301040682846155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/1129301040682846155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2011/05/16-gennaio-2011-rocca-sigillina-e.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-2Gru_JILtOA/Tcm32UmuqsI/AAAAAAAAA9Y/HM3npcqPKfI/s72-c/IMG_6195.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-6877018206484720836</id><published>2011-04-14T23:57:00.008+02:00</published><updated>2011-04-15T00:06:45.610+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;14 GENNAIO 2011: VALLE, BOSCO DI ROSSANO, CHIOSO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Dopo aver girato per &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/03/14-gennaio-2010-la-valle-di-rossano.html"&gt;Piagna, Paretola e Chiesa di Rossano&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/11/14-agosto-2010-valle-di-rossano.html"&gt;Castoglio e Montelama&lt;/a&gt;, andiamo alla scoperta degli altri paesi della Valle di Rossano: Bosco di Rossano, Valle e Chioso. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-wJX2f8JzNd0/TaduVWfkPPI/AAAAAAAAA8Q/FnYlLB9cDi8/s1600/14012011454.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-wJX2f8JzNd0/TaduVWfkPPI/AAAAAAAAA8Q/FnYlLB9cDi8/s200/14012011454.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595562375125417202" /&gt;&lt;/a&gt; La giornata è soleggiata, dopo le continue piogge degli ultimi tempi, (la strada per Piagna ne porta ancora i segni ed è chiusa) e non manca molto al calar del sole. Premessa, facendo la prima foto, accendendo la macchina fotografica... mi accorgo di non avere la batteria, l'avevo caricata il giorno prima e l'i è rimasta... &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-YV65Mo-S_nk/TaduiXyJSiI/AAAAAAAAA8Y/h2ZxnuqPZnw/s1600/14012011456.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-YV65Mo-S_nk/TaduiXyJSiI/AAAAAAAAA8Y/h2ZxnuqPZnw/s200/14012011456.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595562598810077730" /&gt;&lt;/a&gt; Il cellulare viene in soccorso, non è però la stessa cosa...&lt;br /&gt;Comunque, prima fermata a Valle. La piccola frazione ha anche un bell'oratorio, simile agli altri della valle. Non incrociamo nessuno tra le case in pietra, alcune sono crollate, alcune resistono nonostante i vetri rotti alle finestre, un gatto miagola, un pezzo di ferro appoggiato a un muro, qualche attrezzo, una maestà. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-pwh-McEJjm4/Tadu2SWF7JI/AAAAAAAAA8g/CUYcRHNStEE/s1600/14012011461.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-pwh-McEJjm4/Tadu2SWF7JI/AAAAAAAAA8g/CUYcRHNStEE/s200/14012011461.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595562940947623058" /&gt;&lt;/a&gt; Il fascino della desolazione.&lt;br /&gt;Lentamente viaggiamo verso Bosco, il paese più lontano della valle, anche perchè la strada non è proprio in condizioni ottimali. Buca dopo buca, appare il paese, incassato nella valle del torrente Teglia. All'entrata del borgo due uomini e una donna con qualche pecora ci fermano chiedendo cosa ci spinge fin qua su. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-jrAtj3DXNaE/TadvFXUJ7XI/AAAAAAAAA8o/nG99n2V9wF0/s1600/14012011476.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-jrAtj3DXNaE/TadvFXUJ7XI/AAAAAAAAA8o/nG99n2V9wF0/s200/14012011476.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595563199979711858" /&gt;&lt;/a&gt; Tutti e tre hanno gli occhi azzurrissimi, sembrano extraterrestri, ci dicono che dobbiamo aiutarli a vendere le loro case lì, la storia è purtroppo la stessa di tanti altri borghi lunigianesi: una volta c'era proprio tanta gente, adesso saranno una ventina durante l'anno e anche d'estate, togliendo la settimana di ferragosto, c'è ben poco. "Dopo Bosco c'è l'inferno!" ci dice uno di loro. Andiamo a vederlo. Effettivamente è un paesone, sono poche le case diroccate, tutte alla sinistra del torrente. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-KaVuOWbVoKY/TadvlZLXv5I/AAAAAAAAA8w/RmhOaplPD6k/s1600/14012011482.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-KaVuOWbVoKY/TadvlZLXv5I/AAAAAAAAA8w/RmhOaplPD6k/s200/14012011482.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595563750235553682" /&gt;&lt;/a&gt; La chiesa è bella grande, ma quel campanile in cemento armato accanto... che pugno in un occhio. Qualche voce arriva dalle case aperte, intravediamo anche una ragazza giovane, qua a Bosco. Questo &lt;a href="http://blogzeri.wordpress.com/2007/09/14/una-storia-di-zeraschi-in-uruguay/mulino-di-bosco-di-rossano/"&gt;mulino&lt;/a&gt;, non l'abbiamo trovato, qualche rudere lungo il torrente, ci rassegnamo.&lt;br /&gt;Torniamo sui nostri passi e risalutiamo i signori incontrati all'inizio, comincia a esserci poca luce, via verso Chioso, davanti a Montelama. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-QwZMq3yj5I4/Tadv4jtwGhI/AAAAAAAAA84/sxG7BV6nwoU/s1600/14012011502.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-QwZMq3yj5I4/Tadv4jtwGhI/AAAAAAAAA84/sxG7BV6nwoU/s200/14012011502.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595564079481625106" /&gt;&lt;/a&gt; Qua oratori non ne vediamo, situazione simile a Valle, più case in rovina, una con una bellissima maestà di Sant'Antonio e un'edicola all'inizio del paese.&lt;br /&gt;Alla prossima valle di Rossano!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-6877018206484720836?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/6877018206484720836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=6877018206484720836' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/6877018206484720836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/6877018206484720836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2011/04/14-gennaio-2011-valle-bosco-di-rossano.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-wJX2f8JzNd0/TaduVWfkPPI/AAAAAAAAA8Q/FnYlLB9cDi8/s72-c/14012011454.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-7357215042230288309</id><published>2011-02-18T22:55:00.002+01:00</published><updated>2011-02-18T23:12:11.762+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;MA CHE BEL CASTELLO!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;La visita al &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2011/02/7-gennaio-2011-il-castello-della.html"&gt;castello della Verrucola&lt;/a&gt; mi ha dato spunto per una riflessione più ampia sulla possibilità di visitare sui castelli della Lunigiana. In qualsiasi brochure turistica la Lunigiana è definita come terra dei cento castelli (alcuni dicono 120)... Ovviamente per la stragrande maggioranza di tratta di ruderi, più o meno ben conservati e accessibili. Ma fermiamoci su quelli che dovrebbero essere visitabili, ma quali e quanti sono veramente? Qua e là notizie contrastanti su internet e sugli opuscoli turistici sulla Lunigiana.&lt;br /&gt;Rimanendo alla sola Lunigiana interna, i castelli abitati, sede di musei o comunque esternamente non ridotti a rudere sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Fortezza della Brunella di Aulla, sede del Museo di Storia Naturale della Lunigiana&lt;br /&gt;- Castello del Piagnaro di Pontremoli, sede del Museo delle Statue Stele&lt;br /&gt;- Castello di Terrarossa (comune di Licciana Nardi), usato per conferenze, mercatini di Natale, parte adibita a foresteria&lt;br /&gt;- Castello di Malgrate (comune di Villafranca in Lunigiana)&lt;br /&gt;- Castello di Lusuolo (comune di Mulazzo), sede del Museo dell'Emigrazione della Gente di Toscana. Temporalmente (?) chiuso, ma non c'è una data di riapertura, il sito http://www.museogenteditoscana.it/, non funziona, ma se togliete il www si!...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo adesso i castelli privati. Come detto le informazioni sono contradditorie. Allora abbiamo preso in mano il telefono e abbiamo chiamato per verificare.&lt;br /&gt;Questi castelli sono quelli privati visitabili, e alcuni li avevamo già visitati:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2006/03/il-castello-di-fosdinovo-dei-pi-di-100.html"&gt;Castello di Fosdinovo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2007/05/pasqua-in-lunigiana-7-aprile-2007-il.html"&gt;Castello di Castiglione del Terziere&lt;/a&gt; (comune di Bagnone)&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/03/12-gennaio-2008-il-castello-dellaquila.html"&gt;Castello dell'Aquila di Gragnola&lt;/a&gt; (comune di Fivizzano)&lt;br /&gt;- Castello della Verrucola di Fivizzano: sono solo due ambienti con i gessi delle opere del Cascella, purtroppo non è una visita&lt;br /&gt;- Castello di Filattiera: lo stesso della Verrucola.&lt;br /&gt;- Castello di Bastia (comune di Licciana Nardi): all'ufficio informazioni del castello di Terrarossa, a cui ci ha indirizzato il comune, dicono di si. Ma al numero dato non risponde mai nessuno. Tre anni fa avevamo chiamato un numero di cellulare trovato su un mini depliant della provincia e ci avevano detto che non era possibili...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i castelli non visitabili, che in qualche caso appaiono come visitabili in siti o brochure:&lt;br /&gt;- Castello di Monti (comune di Licciana Nardi)&lt;br /&gt;- Castello di Castevoli (comune di Mulazzo)&lt;br /&gt;- Castello di Podenzana, solo disponibile per cerimonie&lt;br /&gt;- Castello di Villa di Tresana&lt;br /&gt;- Castello di Bagnone&lt;br /&gt;- Castello di Licciana Nardi&lt;br /&gt;- Castello di Gavedo (comune di Mulazzo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono poi i ruderi maestosi, come a Treschietto, Tresana e Ponzanello in attesa di qualche ricco pazzoide decida di rimettere in piedi tutto, possibilità meno remota che vengano valorizzati dallo Stato (non si riesce neanche a fare uno straccio di pista ciclabile...). A Comano però sembra che si stiano ristrutturando i ruderi.&lt;br /&gt;In conclusione, considero che i castelli realmente visitabili (senza contare il resto della Lunigiana storica) siano sette: Fortezza della Brunella, Castello del Piagnaro, Castello di Terrarossa, Castello di Malgrate, Castello di Fosdinovo, Castello di Castiglione del Terziere, Castello dell'Aquila di Gragnola.&lt;br /&gt;Molti? Pochi?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-7357215042230288309?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/7357215042230288309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=7357215042230288309' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/7357215042230288309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/7357215042230288309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2011/02/ma-che-bel-castello-la-visita-al.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-3605784282652202450</id><published>2011-02-05T00:12:00.002+01:00</published><updated>2011-02-05T00:16:42.304+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Pubblichiamo con piacere, d'accordo con l'autore, questa teoria sulla mummia del Similaun legata alla Lunigiana:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ANTONIO TULUI&lt;br /&gt;LA MUMMIA DEL SIMILAUN &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;L'uomo dei ghiacci veniva dalle Alpi Apuane&lt;br /&gt;Nel libro del Prof. Raffaele C. De Marìnis e Giuseppe Brillante pubblicato dall'Editore Marsilio nel 1998 vengono dettagliatamente descrìtti il recupero e le analisi effettuate sulla mummia del Similaun nonché le ipotesi avanzate su questo uomo vissuto alla fine del quarto millennio a.C, che rispecchiano le informazioni contenute nel resoconto scientifico fatto ad opera del Prof. Konrad Spindler e pubblicato nel volume "L'uomo dei ghiacci) edito da Nuova Pratiche Editrice nello stesso 1998.&lt;br /&gt;Degli argomenti trattati in questi due libri il più interessate è quello che riguarda l'indagine sul "chi era" e da dove veniva questo uomo venuto dal passato.&lt;br /&gt;Per rispondere a questo quesito lo Spindler osserva che è difficile stabilire la localizzazione del "villaggio natale" dell'uomo dei ghiacci - Sembrerebbe scontato, egli afferma, collocare il nostro uomo nella soleggiata Val Venosta.&lt;br /&gt;Anche il De Marìnis propende per una provenienza dalla Val Venosta e Val Senales dove sembra probabile che l'uomo soggiornò prima di intraprendere il viaggio attraverso il valico delle Alpi dove trovò la morte e rimase imprigionato&lt;br /&gt;nel ghiaccio per oltre cinquemila anni.&lt;br /&gt;Vale la pena a questo punto riportare quanto scrive la Brenda Fowler nel suo saggio giornalistico su " La mummia dei ghiacci" pubblicato nelle edizioni Piemme nell'anno 2000.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Anche l'aspetto archeologico si trovava in una fase di stallo: le ipotesi erano abbastanza chiare, ma a dispetto di tutti gli sforzi compiuti fino a quel momento, gli archeologi non erano ancora riusciti a identificare dei siti, nella zona delVHauslabjooch, che avrebbero potuto gettare un pò di luce sul mondo dell'uomo dei ghiacci Tuttavia la ricerca transalpina di Annalisa Pedrotti aveva evidenziato una serie di caratteristiche archeologiche analoghe in diversi siti,scoperti su entrambi i versanti dell'alto crinale delle Alpi, fra Trento e la Svizzera sudorientale. Negli ultimi anni si era rafforzata,infatti, la sua convinzione che l'uomo dei ghiacci non appartenesse alla cultura di Remedello, e neppure a una qualsiasi altra cultura neolitica presente nell'Italia settentrionale o in Austria. "&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Per quanto riguarda il "chi era" Il Prof. De Marìnis afferma che deve essere stato un membro importante all'interno del suo clan. Egli afferma inoltre che non poteva essere né un rinnegato, né cercatore di minerali, e neppure un mercante o cacciatore, o uno sciamano. Egli arriva comunque alla conclusione che l'uomo dei ghiacci era un pastore che ogni anno attraversava le Alpi per meraviglia dei conquistatori romani i quali reputavano che con una sola forma di questo prodotto si potevano sfamare più di mille bambini.&lt;br /&gt;Otzi era uno sciamano , un Mago divinatore, un aruspice, uno stregone, un antenato del Divino Aronte che i romani invitarono a pronunciare la sua veggenza in merito alle sorti delle loro battaglie. Ce lo ricorda anche Dante quando cita questo "Divino Aronte" come grande Mago che "ronca nei monti apuani".&lt;br /&gt;Ma resta l'interrogativo sul perchè l'uomo dei ghiacci avesse tanti e misteriosi tatuaggi sul suo corpo. Lo Spindler ritiene che questi tatuaggi siano opera di un'altra persona; in effetti, data la posizione che occupano nel suo corpo, non potrebbe esserseli fatti con le sue mani, tranne forse alcuni. Lo Spindler segnala l'esistenza di una teoria che eleva l'uomo dei ghiacci al rango di sciamano - a questa si lega l'idea che si sia recato sulle cime dei monti per essere più vicino possibile alle sue divinità nella propria funzione religiosa. Il fatto che cercasse le posizioni più ele\*.*e e portasse un oggetto simile ad un amuletto, può essere testimonianza della sua attività.&lt;br /&gt;Riteniamo però errato definire "amuletto" il marmo circolare con foro centrale si tratta invece di una piccola mazza che veniva utilizzata mediante l'inserimento di un manico nel foro in essa praticato e che servila per piccoli lavori di precisione. Di queste " teste mazze" ne sono state rinvenute moltissime nei territori di Beersheba in Paletina come ci riferisce a pagina 147 Jan Perrot nel volume dedicato alla Siria-Palestina, Edizioni Nagel dell'anno 1977. Qual'è il significato di questi tatuaggi ? Questa è la domanda che si pone il Prof. De Marinis. Egli dice che mancano completamente dati diretti per quanto concerne la preistoria europea e bisogna quindi ricorrere a confronti etnografici. Il tatuaggio, egli scrive, è un fenomeno di diffusione universale, ma le tecniche e le motivazioni cambiano a seconda delle popolazioni e delle culture. Può essere eseguito per puntura oppure mediante scarificazioni che lasciano cicatrici a rilievo. Quest'ultima tecnica è utilizzata primcipalmente dalle popolazioni di pelle scura dell'Africa, a sud del Sahara, dell'Australia, della Melanesia e forse era presente anche nella preistoria europea.&lt;br /&gt;Il significato dei tatuaggi, che sono segni indelebilmente inpressi sulla pelle, può essere, secondo i casi, di tipo ormamentale,legato alla distinzione sodatele, all'identità tribale, oppure - e questo è il caso forse più frequente - una pratica legata alle cerimonie di iniziazione e ai riti di passaggio all'età adulta. Vi sono prove, egli aggiunge, che l'abitudine di tatuare la pelle fosse presente fra le popolazioni preistoriche europee e del Vicino Oriente. Ma anche i confronti sono labili indicatori per capire la motivazione dei segni che l'uomo dei ghiacci ha voluto mettere sul suo corpo. I segni non erano destinati ad essere visti da altri ma celati dai vestiti e in luogo difficile per essere visti da altri. Il De Marinis conclude che i tatuaggi dell'uomo del Similaun avevano valore terapeutico, una pratica che in qualche modo rappresente un precursore dell'agopuntura, a cui era probabilmente abbinata la fede nel valore magico del numero 7 in quanto nei tatuaggi dell'uomo del Similaun poteva esprimere la somma dei gruppi con quattro linee a quelli di tre tratti con un risultato di sette segni.&lt;br /&gt;I tatuaggi esibiti o celati, dice lo Spindler possono anche esprimere idee pohtiche o religiose, ma aggiunge che questi si possono interpretare inequivocabilmente come terapeutici, nell'ambito di uno o più trattamenti medici volti a lenire i raggiungere, insieme ai suoi compagni e le sue pecore, i pascoli alti della verde Valle delTOtztal.&lt;br /&gt;Alle stesse conclusioni arriva il Prof. Spindler che lo ritiene fondamentalmente dedito alla pastorizia escludendo quindi ogni altra ipotesi sul "chi era" l'uomo dello Hauslabjoch.&lt;br /&gt;La Brenda Fowler a pag. 284 del suo libro "La mummia dei ghiacci" ci riferisce che tutti i risultati di queste affermazioni erano messi seriamente in discussione e che la teoria del pastore che gli archeologi andavano proponendo come aveva giustamente affermato l'archeologo Lawrence Barfield, perchè,se l'uomo dei ghiacci era un pastore, fra i suoi abiti non era presente una percentuale maggiore dei pellami degli animali che accudiva ?&lt;br /&gt;E' però possibile un'altra ipotesi sull'uomo dei ghiacci e cioè che appartenesse ad una tribù lunigianese. Si tratta di un'affermazione che ha bisogno di conferme scientifiche, ma si può ritenere corrispondente al vero se prendiamo in esame i punti essenziali per stabilirne la possibile veridicità.&lt;br /&gt;Otzi visse nel periodo calcolitico e precisamente negli anni intorno al 3.300 a.C. Questo è stato stabilito dagli esami eseguiti dagli esperti in materia. In quel periodo, nell'italia settentrionale fioriva una grande civiltà che precedette quella di Remedello collocata intorno, o poco più indietro, nell'anno 2000 a.C. e quella di Lagozza datata intorno all'anno 2850 a.C. Si tratta della civiltà attestata dalle Statue-Stele rinvenute in grande quantià nei territori della Lunigiana che vennero colonizzati da popoli venuti dal Medio Oriente alla fine del quarto millennio a.C.&lt;br /&gt;Questa migrazione fu la conseguenza del grande aumento demografico nei paesi dell'area mesopotamica, ed alla conseguente insufficienza di alimenti per la sopravvivenza in quei territori. La stessa causa che determinò la migrazione Lidia, due millenni più tardi, nella costa tirrenica.&lt;br /&gt;Ora possiamo rispondere alla domanda "Chi era Otzi ?" Otzi era un gran sacerdote e capo popolo di una tribù lunigianese. Un uomo di grande esperienza e saggezza. Egli era anche un coraggioso guerriero capace di fabbricarsi da solo le armi e gli attrezzi per combattere e cacciare. Otzi viveva nella regione delle Alpi Apuane e quindi era un esperto montanaro. Dalle alte cime del massiccio delle Apuane egli poteva osservare a Sud la Corsica e le isole dell'Alto Tirreno e a Nord le vette delle Alpi che raggiungevano una altitudine maggiore di circa 2000 metri rispetto al suo punto di osservazione. Da buon adoratore dei "Luoghi Alti" egli sperava di poter raggiungere un giorno la più alta sede delle sue divinità, tra le quali il dio Luna che era anche il principale dio della sua religione al quale il suo popolo aveva dedicato il nome della città che fondarono alla foce del fiume Magra.&lt;br /&gt;L'alimentazione di Otzi era a base di carni e di formaggi ottenuti dagli intensi allevamenti di bovini e ovini delle valli del Magra, del Vara e dei numerosi corsi d' acqua perenni in quasi tutte le stagioni dell'anno.&lt;br /&gt;A tal proposito dobbiano dire che il famoso formaggio "parmigiano" deve la sua origine a questo territorio ed è da questa regione che venivano le grandi forme di formaggio che recavano il marchio del dio Luna. Questi formaggi destarono la disturbi artritici dell'uomo dei ghiacci.&lt;br /&gt;Ma se analizziamo attentamente questi tatuaggi, composti quasi totalmente da linee parallele, possiamo arrivare a differenti conclusioni da quelle proposte dal De Marinis e dallo Spindler.&lt;br /&gt;Innanzi tutto dobbiamo ipotizzare che l'uomo del Similaun appartenesse ad una stirpe Assiro-Babilonese o Semitica.&lt;br /&gt;L'ipotesi di queste origini è suffragata dal colore dei capelli che va dal castano scuro al nero e di aspetto cresposo, (pag.215 Spindler).     Anche l'elevato consumo dei suoi denti depone a favore di questa ipotesi. Tutte le popolazioni dell'area mediorentale sono soggette a questa forte usura dei denti. Un'altra conferma di quanto viene qui ipotezzito viene dal tipo di berretto, alto circa 25 centimetri ed avente una forma a tronco di cono, (pag.186 Spindler)&lt;br /&gt;E' evidente, noi pensiamo, che questo copricapo ha la stessa foggia di quello che usavano i sacerdoti Assiro-Babilonesi&lt;br /&gt;Siamo in epoca calcolitica ed a questo periodo appartengono le famose Statue-Stele lunigianesi che rappresentano circa il cinquanta per cento di tutte le Statue-Stele rinvenute in italiaa e risalenti a questa epoca.&lt;br /&gt;In Lunigiana il culto connesso con le statue-stele persiste fino ad epoche molto avanzate. La nozione della loro esistenza non cessò mai. E' pertanto comprensibile che gran parte degli studiosi abbia avuto tanta difficoltà ad accettare che molti di questi documenti potessero risalire a circa cinquemila anni or sono,( pag.21 Emmanuel Anati in "Le statue-stele della Lunigiana" Jaca Hook 1981).&lt;br /&gt;L'Anati ci dice anche il fatto che le più antiche statue-stele dell'area lunigianese sono state trovate proprio sulla costa, nel ben protetto golfo di La Spezia, ha sollecitato l'ipotesi assai suggestiva, ma per il momento non dimostrabile, che gli autori delle statue-stele lunigianesi siano arrivati dal mare, siano approdati a La Spezia.&lt;br /&gt;Altro elemento d'interesse cronologico, prosegue l'Anati, sono le figure di armi. Quelle di Malgrate sono le più antiche e risalgono all'età calcolitica. Anche cinque delle asce raffigurano tutte strumenti con lama in pietra levigata ed il manico in legno (Anati 1972) sono strumenti tipicamente calcolitici.&lt;br /&gt;Il percorso per via mare di queste popolazioni può essere ipotizzato con un viaggio costiero Libia-Sardegna occidentale-Isole dell'arcipelago toscano-costa tirrenica fino alle foci del Fiume Magra.&lt;br /&gt;La presenza il Sardegna di una Torre di Babele scoperta nelle adiacenze dell'antico Porto di Turris Libisonis ( Porto Torres) può essere considerata la prova archeologica più importante per attestare una migrazione di popolazioni assiro-semitiche verso le terre fertili dei territori della Sardegna e della Penisola italiana. Questa Torre di Babele eretta in Sardegna sul Monte Accoddi è anche una chiara infotrmazione sulla città di provenienza che si chiamava AKKO e a questa città è dedicata la Ziqqurat da loro eretta sul Monte AKKODDI.&lt;br /&gt;Le migrazioni delle popolazioni Medio-Assire furono principalmente dovute al grande aumento demografico nei paesi mesopotamici ed alla conseguente insuficienza di alimenti per le popolazioni di quei territori, la stessa causa che determinò, due millenni dopo, la migrazione Lidia nelle terre dell'Etruria-Queste migrazioni furono anche la conseguenza non tanto della mancanza di cibo ma prevalentemente dal terrore che in quei territori veniva creato dalle continue lotte tribali fra le varie etnie e le diversità di culto praticati. Se leggiamo quanto è scritto in alcuni capitoli della Bibbia nel libro del Deuteronomio che di seguito riportiamo:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Queste sono le prescrizioni e le norme che avrete cura dì mettere in pratica nella terra che il Signore,Dio dei tuoi padri, ti ha dato in possesso, per tutto il tempo che vivrete sulla terra.&lt;br /&gt;Distruggerete completamente tutti i luoghi nei qyali le nazioni che, voi state per conquistare, hanno servito i loro dei: sugli alti monti, nelle colline e sotto ogni albero frondoso.&lt;br /&gt;Demolirete i loro altari, frantumerete le loro stele, i loro pali sacri li brucerete nel fuoco, spezzerete le statue dei loro dei e cancellerete il loro nome da quei luoghi, Devi passare gli idolatri di quella città afil di spada. &lt;/span&gt;Questo è quanto è scritto nel Deuteronomio 12,1-2-3.&lt;br /&gt;Si tratta di ordini impartiti da una casta sacerdotale, ma se consideriamo quanto accadeva alle tribù dei nomadi che potevano essere spogliate di tutti i loro beni dopo aver rapito tutte le donne, venduto i bambini e reso schiavi tutti gli uomini. Ove non era possibile questa pratica tutti gli appartenenti alla tribù assalita venivano barbaramente trucidati. Era la libera legge del deserto. Consci del rischio che le pacifiche tribù dovevano correre non rimaneva che un tentativo di fuga verso altre terre ove trovare cibo e pace. Tutte le migrazioni preistoriche e storiche sono la conseguenza di questa grave situazione. Non deve meravigliarci pertanto se anche a costo dei rìschi di un viaggio via mare i popoli dell'Antico Oriente scegliessero la migrazione in terre lontane.&lt;br /&gt;L'uomo del Similaun doveva essere il sacerdote e capo di una tribù che lui aveva guidato fiiio alle terre della Valle del fiume Magra nel Tirreno Settentrionale. Egli viveva nella regione delle Apli Apuane e quindi era anche un esperto montanaro. La sua alimentazione era a base di carni e formaggi che venivano abbondantemente prodotti in Lunigiana grazie alle condizioni dei pascoli che consentivano un intenso allevamento bovino e di conseguenza una grande produzione di carnie di formaggi.&lt;br /&gt;Che Otzi praticava il culto delle divinità astrali e cosmiche ce lo dice lui stesso proprio col messaggio che ci trasmette con i suoi tatuaggi. Prima di tutto il tatuaggio con sette linee ci informa che egli era uno stregone e il 7 rappresenta il numero sacro di questa pratica religiosa.&lt;br /&gt;Il Pantheon della religione assiro-babilonese comprendeva le seguenti principali divinità:&lt;br /&gt;AD AD dio del fulmine e tempesta al quale veniva attribuito il numero sacro 10&lt;br /&gt;SOLE   sommo dio della scienza divininatoria ed augurale con numero sacro 20&lt;br /&gt;LUNA dio della vita che si rinnovella, grande divinità col il numero sacro     30&lt;br /&gt;EA dio dell'oceano e delle acque, divinità cosmica avente il numero sacro      40&lt;br /&gt;ENLIL dio della Terra terza divinità cosmica con l'attribuzione del numero   50&lt;br /&gt;ANU dio del Cielo divino padre dell'Universo avente il numero sacro di 60&lt;br /&gt;A questo punto è bene precisare che i numeri sacri attribuiti agli dei del Pantheon Assiro-Babilonese rappresentano singole decine, vale a dire che sono derivate dal sistema decimale in uso presso i sumeri, ed una decina corrispondeva ad un singolo individuo che nelle sue mani possiede dieci dita. Pertanto questi numeri sacri corrispondono ai numeri da una a sei decine.&lt;br /&gt;Quindi col numero 1 si intendeva rappresentare il dio della tempesta, col 2 il dio Sole, col 3 il dio Luna, col 4 il dio dell'oceano, col 5 il dio della Terra e infine col 6 il dio del Cielo.&lt;br /&gt;Abbiamo conferma di questa attribuzione di numeri sacri quando leggiamo le sei paroline scritte in etrusco, nei famosi dadi d'avorio di Tuscania, ora in possesso della Biblioteca Nazionale di Parigi, e che possiamo tradutte nel seguente modo:&lt;br /&gt;Il numero 1 scritto in etrusco TU che corrisponde al dio della Tempesta, il numero 2 scritto in etrusco HUT per indicare il dio Sole il numero 3 scritto CI in etrusco e che corrisponde al dio Luna il numero 4 scritto ZAL che rappresenta il dio dell'Oceano il numero 5 scritto M AK che vale per dio della Terra il numero 6 scritto SA per indicare il dio del Cielo chiamato ANU&lt;br /&gt;Ora à evidente che l'Uomo dei Ghiacci conosceva questa gerarchia divina e quando voleva invocare, pregare o chiedere l'aiuto di una di queste divinità le indicava nei tatuaggi che pur essendo nascosti per gli uomini sapeva benissimo che sarebbero stati vuisibili alle divinità invocate. Ogni lineetta dei suoi tatuaggi corrispondeva ad una decina e quindi volendo chiedere l'intercessione del dio della Tempesta si faceva tatuare una sola linea che corrispondeva al numero sacro 10 di questa divinità.&lt;br /&gt;Due gruppi di due lineette tatuate sul suo corpo ci segnalano che per due volte ha invocato il dio Sole Samash.&lt;br /&gt;Con i 7 gruppi di tre trattini tatuati nella sua schiena ci fa sapere che per ben sette volte ha chiesto l'aiuto della sua più adorata divinità, il dio Luna. Dai 4 gruppi di quattro trattini possiamo dedurre che per quattro volte abbia chiesto l'aiuto del dio delle acque. Questa invocazione era forse fatta in corrispondenza degli attreversamentì dei mari e dei fiumi che costituivano per lui un grave pericolo. Col singolo gruppo di 7 lineette , numero sacro dei Maghi-Stregoni egli ci dice quale era la sua principale attività religiosa.&lt;br /&gt;Questa che viene ora presentata è una lettura che modifica le interpretazioni fatte dai Professori Spindler e De Martino e che può dirci veramente chi era Otzi. Non un pastore ma un gran sacerdote e mago che proprio a causa della sua attività entrò in conflitto con popolazioni barbare che stanziavano nella Val Venosta che non comprendevano la sua lingua, forse l'accadìco, e causarono quella che lo Splinder ha chiamato "il disastro" che causò la sua morte.&lt;br /&gt;L'ipotesi qui avanzata corrisponde a quanto afferma il Prof. Heinrich Titty , che viene riportata a pag. 540 del volume di F. James e N. Thorpe dal titolo "Il libro degli antichi misteri" pubblicato dalle Edizioni Armenia nell'anno 2000. Il Tilly dice infatti che Otzi era un membro di una tribù di adoratori di stelle della Mesopotamia che aveva scalato le Alpi per propizuarsi la Luna.&lt;br /&gt;Queste poche pagine sono scritte da un archeologo dilettante e pertanto vanno lette come indicative di una via alla soluzione di alcuni "enigmi" che Otzi ci ha posto.&lt;br /&gt;Milano dicembre 2002&lt;br /&gt;Antonio Tului&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-3605784282652202450?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/3605784282652202450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=3605784282652202450' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/3605784282652202450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/3605784282652202450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2011/02/pubblichiamo-con-piacere-daccordo-con.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-7173670515302180875</id><published>2011-02-01T23:45:00.006+01:00</published><updated>2011-02-02T00:00:52.186+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;7 GENNAIO 2011: IL CASTELLO DELLA VERRUCOLA&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Venerdì quasi festivo, tra l'Epifania e il fine settimana. E si dà il caso che il venerdì sia l'unico giorno in cui è possibile visitare il castello della Verrucola. Telefoniamo per avvisare della nostra visita e dall'altro lato della linea una signora ci conferma gentilmente per il pomeriggio. Una domanda mi fa però perdere un po' d'entusiasmo: "Sa che si visitano solo due sale e la chiesetta fuori?". &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUiNo4HhCUI/AAAAAAAAA7c/EEQnkwy5r7E/s1600/IMG_5783.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUiNo4HhCUI/AAAAAAAAA7c/EEQnkwy5r7E/s200/IMG_5783.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568856672641812802" /&gt;&lt;/a&gt; Effettivamente non lo sapevo, ma ormai abbiamo chiamato.&lt;br /&gt;Il pomeriggio partiamo verso la Verrucola, tempo piovoso come sempre, siamo in quattro. Su fino a Fivizzano e oltre, arriviamo allo splendido borgo della Verrucola, dove fino a pochi anni fa facevano anche un mercato medievale d'agosto. È una frase fatta, ma se non fosse per un'impalcatura, sembrerebbe di tornare indietro nel tempo. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUiOoj1ZKiI/AAAAAAAAA7k/OQBPG1wc-PM/s1600/IMG_5785.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUiOoj1ZKiI/AAAAAAAAA7k/OQBPG1wc-PM/s200/IMG_5785.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568857766708718114" /&gt;&lt;/a&gt; Poi, se analizziamo la situazione: nuvole basse, sono le tre del pomeriggio e ormai è quasi scuro, pioggerellina, non c'è un'anima in giro, all'entrata del borgo c'è questo oratorio con un grosso teschio in facciata... Lunigiana o Transilvania... "Filini, ma che fa? Dorme?"&lt;br /&gt;Comunque, superiamo un pontino in pietra e prima della porta d'entrata, ecco una fontana del Cascella sulla destra. Per chi non lo sapesse, il castello è proprietà della famiglia dello scomparso scultore, conosciuto tra l'altro per aver costruito il mausoleo di Villa Arcore nel 1993. Ma torniamo a noi, saliamo un po' timorosi verso il castello e suoniamo il campanello. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUiPCpEVn5I/AAAAAAAAA7s/rN8uzKglong/s1600/IMG_5811.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUiPCpEVn5I/AAAAAAAAA7s/rN8uzKglong/s200/IMG_5811.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568858214790176658" /&gt;&lt;/a&gt; No, non ci apre nessun gobbo orbo da un occhio, la stessa signora del telefono ci fa entrare e dopo i convenevoli di rito, ci racconta un po' del castello: che era ridotto a rudere e che il Maestro lo fece ricostruire con cura; della strage della Verrucola, quando i cattivoni Malaspina di Gragnola nel 1416 fecero ammazzare tutti i loro parenti della Verrucola e si salvò solo un neonato grazie alla nutrice, Spinetta Malaspina (vatti a fidare dei parenti); che la torre all'altro lato del ponte sul canale Collegnago dove abbiamo parcheggiato, è proprietà di altri; che una volta la Verrucola dei Bosi era il centro principale e che Fivizzano era il mercato, cioè Fivizzano della Verrucola; che le due sale che si visitano sono quelle dove ci troviamo...&lt;br /&gt;Ok, ce lo aveva detto, ma che delusione! Non annoveriamolo tra i castelli visitabili, due sale??? Dovrebbe essere l'antica sala d'armi, con un possente pilastro centrale nel mezzo, circondata da gessi delle opere del Cascella, interessanti per carità, ma il castello è proprio grande... &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUiPZ3KtZGI/AAAAAAAAA70/NfIMdSLY4EQ/s1600/IMG_5793.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUiPZ3KtZGI/AAAAAAAAA70/NfIMdSLY4EQ/s200/IMG_5793.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568858613711987810" /&gt;&lt;/a&gt; Rassegnati ascoltiamo qualche accenno sulle sculture, in che città si trovano, il mausoleo berlusconiano ecc. Barlume di speranza, ecco che ci apre un portone verso il giardino interno, improvvisamente i nostri occhi spaziano su Pognana, Signano e Turlago, oltre il torrente Mommio. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUiQA-ptQ7I/AAAAAAAAA78/Ks-_-lM4Sgo/s1600/IMG_5805.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUiQA-ptQ7I/AAAAAAAAA78/Ks-_-lM4Sgo/s200/IMG_5805.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568859285735949234" /&gt;&lt;/a&gt; Inebriati andiamo verso la torre ovest, ma veniamo prontamente richiamati e torniamo dentro mestamente a capo chino, "la signora sta lavorando, non vorrei vi vedesse"...&lt;br /&gt;Di nuovo dentro, vediamo dal basso l'interno vuoto di una torre e alcuni resti di affresco, per un certo tempo il castello fu monastero. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUiQkFD2L2I/AAAAAAAAA8E/fpdWec5xxTA/s1600/IMG_5807.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUiQkFD2L2I/AAAAAAAAA8E/fpdWec5xxTA/s200/IMG_5807.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568859888751619938" /&gt;&lt;/a&gt; Concludiamo la visita con la chiesetta di Santa Margherita, inglobata nel castello, dove parliamo del più e del meno sulla Lunigiana e Fivizzano.&lt;br /&gt;Conclusione: alla fine un'ora e mezza di gita, la nostra guida gentilissima nello spiegare e allungare la visita, purtroppo ci ha potuto far vedere davvero poco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-7173670515302180875?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/7173670515302180875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=7173670515302180875' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/7173670515302180875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/7173670515302180875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2011/02/7-gennaio-2011-il-castello-della.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUiNo4HhCUI/AAAAAAAAA7c/EEQnkwy5r7E/s72-c/IMG_5783.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-4051788220304824108</id><published>2011-01-26T23:38:00.008+01:00</published><updated>2011-02-01T23:44:40.411+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;3 GENNAIO 2011: DA LEVANTO ALLE CINQUE TERRE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Giornata un po' grigia e gelida in alta Lunigiana, perchè non tentare la&lt;br /&gt;fortuna verso il mare? Le temperature lungo l'A12 rimangono però basse e&lt;br /&gt;all'uscita del casello di Carrodano-&lt;a href="http://www.levanto.tv" title="Levanto"&gt;Levanto&lt;/a&gt; il cielo rimane chiuso. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUCi1m-6prI/AAAAAAAAA6k/SiV7vJjEQeM/s1600/IMG_5636.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUCi1m-6prI/AAAAAAAAA6k/SiV7vJjEQeM/s200/IMG_5636.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566628181311137458" /&gt;&lt;/a&gt; Con&lt;br /&gt;lunghe curve scendiamo verso Levanto, circondati da colline di ulivi e&lt;br /&gt;borghi, afflitti anche qua da interruzioni per strada franate causa&lt;br /&gt;maltempo. Una breve sosta a Montale, per vedere la bella pieve di Ceula e&lt;br /&gt;poi giù fino alla cosiddetta porta delle Cinque Terre. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUCjQWySagI/AAAAAAAAA6s/qqVoWtAa0TQ/s1600/IMG_5645.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUCjQWySagI/AAAAAAAAA6s/qqVoWtAa0TQ/s200/IMG_5645.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566628640819669506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Parcheggio sul lungomare, pochissima gente in giro, qualche persona in&lt;br /&gt;spiaggia a prendere un po' di vento. Ci dirigiamo verso il centro storico,&lt;br /&gt;ma quante enoteche e vinerie ci sono a Levanto? Dalla loggia medievale&lt;br /&gt;saliamo verso la chiesa, con il facciata bicroma e il rosone gotico, così&lt;br /&gt;simile ad altre delle Cinque Terre. Tutto intorno le mura di Levanto e il&lt;br /&gt;castello in alto, che più che vedere, intuiamo. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUCjpCrbRFI/AAAAAAAAA60/l9sMfWg8JOU/s1600/IMG_5657.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUCjpCrbRFI/AAAAAAAAA60/l9sMfWg8JOU/s200/IMG_5657.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566629064918910034" /&gt;&lt;/a&gt; Riscendendo ci fermiamo in&lt;br /&gt;un bar a prendere qualcosa, il tempo di vedere un turista inglese litigare&lt;br /&gt;con l'italiano chiedendo qualcosa al barista.&lt;br /&gt;Siamo ancora davanti alla loggia. Risaliamo verso l'oratorio e la torre&lt;br /&gt;dell'orologio... ma all'orologio non ci arriviamo, dove ci saremo persi?&lt;br /&gt;Giù verso l'ex convento delle Clarisse dove si trova che il comune, che dal&lt;br /&gt;dietro sembra in rovina, mentre dalla piazza è una meraviglia. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUCj-05Qk9I/AAAAAAAAA68/uzgvgR10Z48/s1600/IMG_5681.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUCj-05Qk9I/AAAAAAAAA68/uzgvgR10Z48/s200/IMG_5681.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566629439175955410" /&gt;&lt;/a&gt; Fare foto&lt;br /&gt;con questo tempo non è proprio stimolante, torniamo allora alla macchina e&lt;br /&gt;prendiamo per la via delle Cinque Terre, salendo verso i borghi di Levanto&lt;br /&gt;e superando &lt;a href="http://www.monterosso.tv/santuariosoviore.php" title="Il santuario di Soviore"&gt;Soviore&lt;/a&gt;. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUCk03GBqGI/AAAAAAAAA7E/5pskCskuwJg/s1600/IMG_5695.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUCk03GBqGI/AAAAAAAAA7E/5pskCskuwJg/s200/IMG_5695.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566630367479310434" /&gt;&lt;/a&gt; Vogliamo vedere il Santuario di Nostra Signora della&lt;br /&gt;Salute di &lt;a href="http://www.vernazza.tv/" title="Vernazza"&gt;Vernazza&lt;/a&gt;, sbagliamo una volta strada, ma alla fine ci arriviamo.&lt;br /&gt;Isolato tra gli alberi, con Vernazza sotto di noi, ecco il santuario, che&lt;br /&gt;dà dietro sembra avere anche un convento annesso. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUCl11X41QI/AAAAAAAAA7M/lX1xGznpVkk/s1600/IMG_5712.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUCl11X41QI/AAAAAAAAA7M/lX1xGznpVkk/s200/IMG_5712.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566631483708855554" /&gt;&lt;/a&gt; La facciata è forse meno&lt;br /&gt;caratteristica degli altri santuari delle Cinque Terre, ma la zona è&lt;br /&gt;affascinante, completamente isolata, con la sera che sta diventando notte.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUCmfI8P86I/AAAAAAAAA7U/OMPZGAWbnNU/s1600/IMG_5727.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUCmfI8P86I/AAAAAAAAA7U/OMPZGAWbnNU/s200/IMG_5727.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566632193336275874" /&gt;&lt;/a&gt; Da qui è una lunga sequenza di curve fino al bivio di San Bernardino, con&lt;br /&gt;parti di strada franata, fino alla più sicura litoranea, passando &lt;a href="http://www.volastra.com" title="Volastra"&gt;Volastra&lt;/a&gt;,&lt;br /&gt;Groppo, &lt;a href="http://www.manarola.tv" title="Manarola"&gt;Manarola&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.riomaggiore.tv" title="Riomaggiore"&gt;Riomaggiore&lt;/a&gt;. Adesso manca il santuario di Montenero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-4051788220304824108?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/4051788220304824108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=4051788220304824108' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/4051788220304824108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/4051788220304824108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2011/01/3-gennaio-2011-da-levanto-alle-cinque.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TUCi1m-6prI/AAAAAAAAA6k/SiV7vJjEQeM/s72-c/IMG_5636.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-2329771575364777936</id><published>2011-01-24T23:37:00.003+01:00</published><updated>2011-01-24T23:46:21.682+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2 GENNAIO 2011: PRESEPE VIVENTE DI VICO CHIESA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E rieccoci all'ormai tradizionale richiamo natalizio di Vico di Bagnone,&lt;br /&gt;che ogni anno ospita in una delle sue frazioni il presepe vivente. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TT3_tJOa6EI/AAAAAAAAA6M/_OyPGKlOCNY/s1600/IMG_5559.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TT3_tJOa6EI/AAAAAAAAA6M/_OyPGKlOCNY/s200/IMG_5559.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5565885865535400002" /&gt;&lt;/a&gt; Dopo&lt;br /&gt;Vico Valle, Vico Canneto e Vico Monterole, ecco appunto Vico Chiesa.&lt;br /&gt;Serata gelida, non piovosa fortunatamente (ma riprenderà a breve), con un&lt;br /&gt;discreto pubblico che segue le evoluzioni degli sbandieratori di Fivizzano&lt;br /&gt;che poi entra nel percorso organizzato nel borgo in pietra. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TT4AxYurHDI/AAAAAAAAA6U/gqwnyH3oG70/s1600/IMG_5563.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TT4AxYurHDI/AAAAAAAAA6U/gqwnyH3oG70/s200/IMG_5563.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5565887037928315954" /&gt;&lt;/a&gt; Subito una&lt;br /&gt;gradita sorpresa, con una bella polenta calda e poi le diverse figure dal&lt;br /&gt;fabbro all'arrotino, dai pastori alle filatrici di lana, dai soldati romani&lt;br /&gt;alla sacra famiglia. Ad una fonte lavano i panni per davvero e a mani&lt;br /&gt;nude...&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TT4BKTPqElI/AAAAAAAAA6c/ho0JJfTOwEw/s1600/IMG_5588.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TT4BKTPqElI/AAAAAAAAA6c/ho0JJfTOwEw/s200/IMG_5588.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5565887465952776786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fortunamente alla fine un bel rinfresco ci rinfranca con frittelle di mela&lt;br /&gt;e di castagno, dolci e vin brulè. Al prossimo anno!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-2329771575364777936?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/2329771575364777936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=2329771575364777936' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/2329771575364777936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/2329771575364777936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2011/01/2-gennaio-2011-presepe-vivente-di-vico.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TT3_tJOa6EI/AAAAAAAAA6M/_OyPGKlOCNY/s72-c/IMG_5559.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-8081105140508399361</id><published>2011-01-03T00:37:00.006+01:00</published><updated>2011-01-03T00:47:39.999+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;18 AGOSTO 20100: VOLASTRA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Siamo sinceri, conosciamo a memoria i nomi dei paesi delle Cinque Terre, ma &lt;a href="http://www.volastra.com" title="Volastra"&gt;Volastra&lt;/a&gt;? o Groppo? Io almeno l'ho scoperta pochi anni fa, dopo una vita al mare a &lt;a href="http://www.monterosso.tv" title="Monterosso"&gt;Monterosso&lt;/a&gt;. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TSENYN_D7iI/AAAAAAAAA50/m-lfsz38Mes/s1600/IMG_5331.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TSENYN_D7iI/AAAAAAAAA50/m-lfsz38Mes/s200/IMG_5331.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5557738124874083874" /&gt;&lt;/a&gt; Allora Volastra si intrufola tra &lt;a href="http://www.manarola.tv" title="Manarola"&gt;Manarola&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.corniglia.tv" title="Corniglia"&gt;Corniglia&lt;/a&gt;, proprio sopra il primo. Il santuario di Manarola è a Volastra. Siccome il giorno non è proprio soleggiato, troviamo eccezionalmente parcheggio proprio fuori dal paese. Lungo la strada ci sono terrazzamenti a destra e a sinistra e appena prima del paese una bella vista sul mare. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TSENq_yvBGI/AAAAAAAAA58/nxk-mHSPzOI/s1600/IMG_5355.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TSENq_yvBGI/AAAAAAAAA58/nxk-mHSPzOI/s200/IMG_5355.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5557738447481799778" /&gt;&lt;/a&gt; Il santuario è imponente, con il bel sagrato e gli alberi ai lati; dietro il paese, da percorrere quasi in modo circolare. Non aspettativi una terrazza panoramica per ammirare Manarola sotto! Dovete scendere lungo il sentiero trekking perchè non ci sono viste a mare aperto tra i vicoli. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TSEN-YnjL-I/AAAAAAAAA6E/xS4zh9ZSo_c/s1600/IMG_5360.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TSEN-YnjL-I/AAAAAAAAA6E/xS4zh9ZSo_c/s200/IMG_5360.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5557738780563288034" /&gt;&lt;/a&gt; L'ideale è allora farsi una bella passeggiata fino a Manarola o al contrario. La visita è stata breve, ma dopo esserci passato così tante volte accanto, era ora di conoscere Volastra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-8081105140508399361?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/8081105140508399361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=8081105140508399361' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/8081105140508399361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/8081105140508399361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2011/01/18-agosto-20100-volastra-siamo-sinceri.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TSENYN_D7iI/AAAAAAAAA50/m-lfsz38Mes/s72-c/IMG_5331.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-5233762572014224709</id><published>2010-12-07T23:04:00.005+01:00</published><updated>2010-12-07T23:23:44.959+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;13 AGOSTO 2010: GIROVAGANDO PER TRESANA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono particolari i borghi che formano il comune di &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/tresana.php" title="Tresana"&gt;Tresana&lt;/a&gt;. Il centro principale è Barbarasco, sede comunale, che si allunga di fronte al fiume Magra. Noi scegliamo la valle del Penolo, in quella zona che prende principalmente il nome di Riccò. Ammetto che non lo sapevo, Riccò non esiste! O meglio, c'è la chiesa e le poche volte che ci ero capitato, mi chiedevo dove si trovasse il paese: mistero svelato da un uomo di Cercò. Ma facciamo un passo indietro.&lt;br /&gt;Il giorno è afoso, tipico di quando il sole non spunta del tutto e ci sono parecchie nuvole. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TP6v_fa5A-I/AAAAAAAAA48/ux2N_Oe4Lhc/s1600/IMG_5113.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TP6v_fa5A-I/AAAAAAAAA48/ux2N_Oe4Lhc/s200/IMG_5113.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5548065296267936738" /&gt;&lt;/a&gt;  La gita era programmata per avere un'idea più chiara dei paesi di Tresana. Breve tappa a Tassonarla (non so perchè pensavo fosse un paesone), una visita senza infamia e senza lode tra le poche vie e il santuario della Madonna del Cucito, costruzione recente e seminascosta assolutamente da evitare. Proseguendo verso Cercò, parcheggiamo con difficoltà all'inizio del paese. Due anziani ci guardano oziosi, salutiamo e ci chiedono chi siamo. Rispondiamo con un "ci piace girare un po' tra piccoli borghi e fare qualche foto". "Ma perchè non vendete qualche casa qua e portate un po' di gente?" La domanda ci lascia spiazzati. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TP6wXizg6jI/AAAAAAAAA5E/bOI58BNVnpk/s1600/IMG_5134.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TP6wXizg6jI/AAAAAAAAA5E/bOI58BNVnpk/s200/IMG_5134.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5548065709493381682" /&gt;&lt;/a&gt; C'è un oratorio a Cercò, ci dicono, ma non si può visitare, neanche vedere esternamente. Non capiamo bene e richiediamo. L'oratorio si deve trovare dentro una casa privata o qualcosa di simile, ci mettiamo poco a girare il borgo, vediamo qualche maestà, portali in pietra. Torniamo e i due signori sono adesso sette o otto. Casualità? Altro scambio di battute, ci guardano un po' come marziani a dire il vero, e qua chiediamo dove si trova Riccò. Uno dei signori ci dice: "&lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgoricco.php" title="Riccò di Tresana"&gt;Riccò&lt;/a&gt; non esiste, è come &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/zeri.php" title="Zeri"&gt;Zeri&lt;/a&gt;, come &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgonovegigola.php" title="Novegigola"&gt;Novegigola&lt;/a&gt;". Svelato l'arcano! Salutiamo, ci ridicono di vendere case e torniamo sui nostri passi verso Barbarasco, destino Corneda.&lt;br /&gt;Qua non troviamo nessuno, parcheggiamo anche comodamente appena sotto, la strada nasconde un borgo che vuole rinascere. &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgocorneda.php" title="Corneda"&gt;Corneda&lt;/a&gt; si sviluppa in una strada parallela, alcune case in ristrutturazione, un portale con un fregio curioso di animali, detti dialettali appesi qua e là e anche una ricetta di torta d'erbi. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TP6w66qammI/AAAAAAAAA5M/zjo02EJJIH4/s1600/IMG_5148.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TP6w66qammI/AAAAAAAAA5M/zjo02EJJIH4/s200/IMG_5148.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5548066317193091682" /&gt;&lt;/a&gt; C'è una chiesa, chiusa e poi più in alto case diroccate. Sentiamo una voce di donna esercitarsi cantando musica lirica.&lt;br /&gt;Saliamo poi verso il castello di Tresana, dove un suddito birbante coniava false monete in assenza del marchese Malaspina. Siamo però di passaggio, il castello è chiuso e cintato, direzione &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgopopetto.php" title="Popetto"&gt;Popetto&lt;/a&gt;. Anche in Danimanrca è famoso Popetto, ha pure una pagina web: &lt;a href="http://www.popetto.dk" rel="nofollow" &gt;www.popetto.dk&lt;/a&gt;. Tutto fa brodo per far conoscere la Lunigiana. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TP6xfCSyiAI/AAAAAAAAA5U/3gHX8U8bQjc/s1600/IMG_5159.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TP6xfCSyiAI/AAAAAAAAA5U/3gHX8U8bQjc/s200/IMG_5159.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5548066937716770818" /&gt;&lt;/a&gt; All'ingresso del borgo si staglia la statua di padre Giocondo Lorgna, che molti qua vorrebbero santo, fondatore delle Suore Domenicane della Beata Imelda. Belle sono le maestà in giro per il borgo, in particolare una nei pressi della casa natale del prete domenicano. Pietra di Lunigiana ovunque, nelle due vie che circondano il borgo.&lt;br /&gt;Riassumendo, oltre a scoprire un altro pezzo di Lunigiana, adesso sappiamo che il paese di Riccò non esiste.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-5233762572014224709?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/5233762572014224709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=5233762572014224709' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/5233762572014224709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/5233762572014224709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/12/13-agosto-2010-girovagando-per-tresana.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TP6v_fa5A-I/AAAAAAAAA48/ux2N_Oe4Lhc/s72-c/IMG_5113.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-3588307531034432750</id><published>2010-11-03T23:14:00.006+01:00</published><updated>2010-11-03T23:37:36.019+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;14 AGOSTO 2010: VALLE DI ROSSANO: CASTOGLIO, MONTELAMA E LA CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tempo da lupi il 14 agosto, ma il giorno prima ci eravamo ormai messi d’accordo e la mattina era nuvolosa, ma non pioveva ancora. L’idea era di risalire in parte un torrente, il &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/natura/torrentecaprio.php" title="Torrente Caprio"&gt;Caprio&lt;/a&gt; o verso &lt;a href="http://www.pontremoli.org" title="Pontremoli"&gt;Pontremoli&lt;/a&gt;. Il meteo ci consiglia di rimandare il ad altra data. Con Matteo, facciamo prima una capatina a &lt;a href="http://www.filattiera.org/arte/scorcetoli.php" title="Scorcetoli"&gt;Scorcetoli&lt;/a&gt;, in località San Bartolomeo, per vedere un antico ponte sull’Orzanella. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TNHfbVfBruI/AAAAAAAAA4M/H97JowGdevM/s1600/IMG_5201.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TNHfbVfBruI/AAAAAAAAA4M/H97JowGdevM/s200/IMG_5201.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5535451077731790562" /&gt;&lt;/a&gt; L’idea ci viene dopo aver visto giorni prima alla festa dei Donatori di Filattiera, fotografie di antichi ponti filattieresi, oggi non più usati per il transito, a volte in rovina, ma comunque maestosi. In poco tempo ci siamo e dal basso il ponte si presenta massiccio. Era usato come collegamento tra San Bartolomeo e Monteluscio, all’interno di una proprietà dei Dosi di Pontremoli e poi delle famiglie Cattini e Cimati. Per arrivarci entriamo infatti in un podere privato e scendiamo poi nel torrente. Dal basso si apprezza la sua struttura possente, anche se manca un parapetto. È comunque percorribile, ma… non porta da nessuna parte.&lt;br /&gt;All’improvviso ci raggiunge anche Simone, in precarie condizioni di salute e decidiamo di andare verso la &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/vallatarossano.php" title="Valle di Rossano"&gt;valle di Rossano&lt;/a&gt;. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TNHf2Eb-NuI/AAAAAAAAA4U/2SLuMp1VyW8/s1600/IMG_5205.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TNHf2Eb-NuI/AAAAAAAAA4U/2SLuMp1VyW8/s200/IMG_5205.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5535451537012045538" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/03/14-gennaio-2010-la-valle-di-rossano.html"&gt;C’eravamo stati&lt;/a&gt; con Gabriele a gennaio, tra Piagna, Chiesa, Paretola e la cascata della Colombara. L’idea è di vedere gli altri borghi, ma comincia a piovere letteralmente a dirotto non appena iniziamo la salita a Pontremoli. Comunque fiduciosi, continuiamo sperando in qualche chiaro che si vede più in alto. Arrivati a Castoglio, sembra abbia smesso di piovere, ma ricomincia subito. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TNHgRHHGhoI/AAAAAAAAA4c/hrJx0QUR1bU/s1600/IMG_5214.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TNHgRHHGhoI/AAAAAAAAA4c/hrJx0QUR1bU/s200/IMG_5214.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5535452001586284162" /&gt;&lt;/a&gt; “Tipico tempo lunigianese” ci ripetiamo, vediamo il borgo quasi di sfuggita, tra un edificio imponente, casa Mori e l’oratorio, sotto la cui tettoria ci ripariamo per un po’. Siccome non smette, prendiamo a corsa e ci rifugiamo in macchina tra la solitudine delle case in pietra. Da qua scendiamo verso Chiesa e prendiamo a destra per Montelama e Chioso. Riusciamo a sbagliare strada e sbuchiamo su quella che porta a &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/nocedizeri.php" title="Noce di Zeri"&gt;Noce&lt;/a&gt;, torniamo sui nostri passi, ma Chioso non lo vediamo e arriviamo direttamente a Montelama, paese di maghi secondo la leggenda. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TNHgxAId8RI/AAAAAAAAA4k/ZuQ2NEZ07DY/s1600/IMG_5232.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TNHgxAId8RI/AAAAAAAAA4k/ZuQ2NEZ07DY/s200/IMG_5232.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5535452549468778770" /&gt;&lt;/a&gt; Avvicinandoci lo ammiriamo avvolto dalle nuvole basse, tra il verde rigoglioso dei monti. Lasciamo la macchina accanto a quello che doveva essere il bar o la posta del paese, c’è ancora un segnale del telefono affisso. Sono poche case disposte attorno all’oratorio, anche qua pietre di fiume e piagne a picco sulla vallata del torrente Teglia. Incontriamo un uomo che ci guarda un po’ così, poi ci dice che il paese ormai è spopolato, ma una volta le case erano tutte ben tenute. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TNHhYrJuhjI/AAAAAAAAA4s/jVel-S0bDIU/s1600/IMG_5253.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TNHhYrJuhjI/AAAAAAAAA4s/jVel-S0bDIU/s200/IMG_5253.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5535453231031682610" /&gt;&lt;/a&gt; Anche qua ci coglie l’acqua impertettita, salutiamo e facciamo un giro veloce, osservando le nuvole salire dalla valle del Teglia e mangiando succosissimi fichi presi da una pianta, che sembrava ci chiedesse di alleviarla dal carico di frutti maturi. Chioso non lo troviamo e basta e scendendo verso Chiesa di Rossano ecco la chiesa di San Giovanni Battista, bella e isolata tra i prati, dove pascolano indifferenti alcuni agnelli. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TNHiTBVzgJI/AAAAAAAAA40/vmJ5wtnrGtU/s1600/IMG_5260.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TNHiTBVzgJI/AAAAAAAAA40/vmJ5wtnrGtU/s200/IMG_5260.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5535454233420333202" /&gt;&lt;/a&gt; Sembra di tornare indietro nel tempo con l’acquazzone, come in quel film di Benigni e Troisi. Ci diamo per vinti, il temporale ci ha sopraffatti, torniamo passando da Valle e ammirando poi da lontano tutta la valle di Rossano, minacciata da una nuvola a forma di artiglio che semra volere graffiarla.&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RFiim88R_aQ?fs=1&amp;amp;hl=es_ES"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/RFiim88R_aQ?fs=1&amp;amp;hl=es_ES" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-3588307531034432750?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/3588307531034432750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=3588307531034432750' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/3588307531034432750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/3588307531034432750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/11/14-agosto-2010-valle-di-rossano.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TNHfbVfBruI/AAAAAAAAA4M/H97JowGdevM/s72-c/IMG_5201.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-1835182543567207595</id><published>2010-09-23T23:51:00.014+02:00</published><updated>2010-09-24T00:29:59.122+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;CERCANDO IL TREKKING LUNIGIANA: 9 e 17 AGOSTO 2010&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Abbiamo provato a percorrere un paio di tappe del Trekking Lunigiana, per vedere in che condizioni si trova e se effettivamente è ancora percorribile. Sappiamo che i posti tappa non sono più aperti da molto, anche se chiamando il comune corrispondente, dovrebbero essere disponibili previo pagamento di una somma.&lt;br /&gt;In un paio di giornate siamo andati sulle tracce della sesta e settima tappa. La prima, da Groppoli di Valdantena, in comune di Pontremoli, a Serravalle, nel comune di Filattiera, l’abbiamo percorsa parzialmente. Due anni fa, &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/10/26-28-30-agosto-2008-la-via-francigena.html"&gt;avevamo percorso la Via Francigena dal passo della Cisa fino a Pontremoli&lt;/a&gt; e il tratto che parte da Cavezzana d’Antena ricalca il TL (o viceversa). Lo avevamo trovato in buone condizioni e ben segnalato. Le parti più impegnative erano state la risalita del torrente Civasola, ripida e lungo un sentierino molto stretto e la discesa dal passo della Coletta ad Arzengio, anche qua per la ripidità.&lt;br /&gt;Siamo dunque ripartiti da Arzengio, in buona compagnia, con Fabio e Emanuele. In bicicletta anche stavolta, giusto per vedere se con la mountain bike era fattibile. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvM6oOODWI/AAAAAAAAA28/ZQBsGtvgaYo/s1600/IMG_5054.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvM6oOODWI/AAAAAAAAA28/ZQBsGtvgaYo/s200/IMG_5054.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520231075874213218" /&gt;&lt;/a&gt; Mentre la Via Francigena scende verso Pontremoli, il TL continua per Ceretoli lungo la strada asfaltata e poi, poco oltre la Chiesa, ad una curva dove si trovano una maetà e una fontana, sale per una comoda strada sterrata fino a Campodone, a Dobbiana di Filattiera. Non è una salita molto impegnativa, ma per chi è poco allenato come me, è stata una prova... La strada si fa poi in saliscendi fino a Tarasco, dove abbiamo perso il contatto con i segnali rossi e bianchi. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvNuT0gy4I/AAAAAAAAA3E/Lyb9qlbsNSU/s1600/IMG_5060.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvNuT0gy4I/AAAAAAAAA3E/Lyb9qlbsNSU/s200/IMG_5060.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520231963750878082" /&gt;&lt;/a&gt; All’entrata del paese c’è una fontanella dove si può bere. Qua incontriamo un signore del posto che ci chiede se siamo gli stessi del giorno prima. Deve esserci stata una gara di mountain bike. Non vediamo segnali e ci sono tre strade. Scartiamo quella asfaltata che sale sopra Tarasco, il signore ci sconsiglia un viottolo dicendo che non porta da nessuna parte e allora prendiamo quella di mezzo che passa dal paese. Alcune persone ci guardano con curiosità sorridendo, passiamo oltre e ci ritroviamo sulla strada asfaltata, che seguiamo fino a Macerie. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvOKztxyjI/AAAAAAAAA3M/IE-cdTlehUI/s1600/IMG_5064.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvOKztxyjI/AAAAAAAAA3M/IE-cdTlehUI/s200/IMG_5064.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520232453348903474" /&gt;&lt;/a&gt; Il TL non passa da qua, ma in bici è molto comodo e non incrociamo nessuno. A Macerie vediamo il segnale del TL davanti a un lavatoio con una maestà di San Rocco. Qua ritroviamo i segnali che ci portano per un breve tratto lungo la strada asfaltata e poi segnalano un sentiero sulla destra. Abbiamo ritrovato il percorso. In alcuni punti dobbiamo scendere dalla bici, ma a piedi è facilmente percorribile e pulito. Sbuchiamo in breve davanti a una cappelletta con una maestà dove il sentiero taglia la strada asfaltata e ci porta velocemente alle prime case di Serravalle e poi alla chiesa. E qua troviamo Walter, intento a tirar su una casa, con cui terminiamo la giornata.&lt;br /&gt;Riassumendo, la sesta tappa del TL è quasi ovunque ben segnalata e anche dove ci si può sbagliare per mancanza di segnaletica, come è successo a noi, si ritrova velocemente la strada giusta. Ripensandoci, da Ceretoli non sono sicuro che il TL salga verso Campodone, anche se i segnali sull’asfalto lo indicano, perchè poi fino a Macerie non se ne vedono. Ne vale però la pena!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La settimana dopo ci cimentiamo con la settima tappa, che va da Serravalle a Treschietto. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvOynFb6uI/AAAAAAAAA3U/cUp2hyax5CY/s1600/DSC04834.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvOynFb6uI/AAAAAAAAA3U/cUp2hyax5CY/s200/DSC04834.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520233137153239778" /&gt;&lt;/a&gt; Non vogliamo arrivare nel bagnonese in un giorno e l’idea è di fermarsi a Lusignana. Stavolta siamo con Fabio e Matteo, il nostro sherpa del CAI Filattiera. Lasciamo la macchina nei pressi del posto tappa di Serravalle, che previa richiesta al comune di Filattiera è di solito accessibile. E qua commettiamo un grave errore... Il percorso parte del paese di Serravalle, passando comodamente da una bella mulattiera, ma noi, tratti in inganno dalla segnaletica nei pressi del posto tappa, a 200 metri dalla chiesa, attraversiamo un campo recintato e subito ci perdiamo… &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvPZCv7beI/AAAAAAAAA3c/jjYp5P_Gn6A/s1600/DSC04837.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvPZCv7beI/AAAAAAAAA3c/jjYp5P_Gn6A/s200/DSC04837.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520233797414252002" /&gt;&lt;/a&gt; L’unica nota positiva è che troviamo una bella cascatella in un canale lì vicino, per il resto, vaghiamo perun’ora o più cercando inultimente i segnavia biancorossi e nonostante ci diciamo che non possono sparire completamente anche se magari è passato diverso tempo da quando li hanno messi, continuiamo imperterriti salendo il monte, anche in situazioni non proprio agevoli per non dire pericolose. Intanto ci chiama Simone chiedendo a che punto siamo. Non lo sappiamo neanche noi. Faticando facendoci spazio tra la vegetazione, spuntiamo finalmente nella comoda mulattiera che inizia da Serravalle, dove ritroviamo i segnali TL. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvP_WvOI9I/AAAAAAAAA3k/AqS_QN3vWMw/s1600/DSC04841.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvP_WvOI9I/AAAAAAAAA3k/AqS_QN3vWMw/s200/DSC04841.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520234455615022034" /&gt;&lt;/a&gt; Passando nel bosco, arriviamo ad un pianello dove la vegetazione si dirada; vediamo Cavallana a destra e saliamo a cielo aperto verso sinistra, sbucando in un altro pianello da dove appare la Rocca Sigillina. Dopo lo sforzo iniziale siamo quasi entusiasti e ci sembra che il più sia ormai fatto… Illusi! La parte peggiore comincia proprio qua. Siamo davanti a tre strade, una che sembra il proseguimento di quella che stiamo percorrendo e sale a sinistra verso il monte, una a destra che scende, non proprio pulita, e una nel mezzo, abastanza percorribile. Fabio propone quella di mezzo e subito dopo ritroviamo i segnali TL. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvQpGEPtvI/AAAAAAAAA3s/89Ryj4Rrma4/s1600/IMG_5410.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvQpGEPtvI/AAAAAAAAA3s/89Ryj4Rrma4/s200/IMG_5410.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520235172694308594" /&gt;&lt;/a&gt; Ci facciamo ancora più forza, ma il sentiero, dapprima pulito, si fa via via più intricato e stretto e dopo un po’ ripiombiamo nel bosco di castagni, completamente persi. L’ultimo segnale lo troviamo in un piccolo spiazzo nei pressi di un grande castagno, da lì decidiamo solo di scendere verso il torrente Cuccarello che dobbiamo attraversare, per percorsi di fungaioli o cinghiali. Abbiamo pure un incontro ravvicinato con una vipera, che ci fissa a poca distanza, ma non è in posizione di attacco. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvRRKd6SfI/AAAAAAAAA30/wvT1axYND1I/s1600/IMG_5435.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvRRKd6SfI/AAAAAAAAA30/wvT1axYND1I/s200/IMG_5435.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520235861070465522" /&gt;&lt;/a&gt; Dopo circa un’ora vagando nel bosco arriviamo al torrente. Matteo suggerisce di risalirlo per congiungerci poi con una strada di mezzacosta che porta alla Rocca. Io sarei andato giù… Tra i sassi giganti del Cuccarello, saliamo ormai quasi per disperazione da un minuscolo sentiero, o quel che sembra un sentiero, che passo dopo passo ci porta ad una stradina sterrata e poi in 20 minuti al paese, dove, proprio dove arriviamo, si trovano i segnali biancorossi del TL, che indicano un altro sentiero più in alto. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvRxe6VsPI/AAAAAAAAA38/6MCmT4okC5g/s1600/IMG_5442.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvRxe6VsPI/AAAAAAAAA38/6MCmT4okC5g/s200/IMG_5442.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520236416314224882" /&gt;&lt;/a&gt; Ci abbiamo messo 4 ore e mezza da Serravalle alla Rocca, quasi un record al rovescio. Fortunatamente ci vengono a recuperare in macchina. Lasciamo il tratto fino a Lusignana per un’altra volta, anche se ci dicono che è molto ben tenuto.&lt;br /&gt;Riassumendo, provare a fare questo tratto d’estate, con la vegetazione che ci soggiogava non è stata la migliore idea. Altre fonti ci dicono che nelle altre stagioni, con meno verde, il percorso si capisce. Da Serravalle fino a vedere la Rocca Sigillina da lontano è facilemente percorribile anche in bici, se non vi sbagliate come noi all’inizio. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvSSN5Li8I/AAAAAAAAA4E/Eg_nN1qFLCQ/s1600/IMG_5450.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvSSN5Li8I/AAAAAAAAA4E/Eg_nN1qFLCQ/s200/IMG_5450.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5520236978681646018" /&gt;&lt;/a&gt; Poi totalmente impraticabile senza conoscere la zona. Mancano segnali in punti chiave. Non appena possibile, proveremo a farlo al rovescio, dalla Rocca almeno fino al torrente, per vedere dove si interrompe la segnaletica.&lt;br /&gt;Alla Rocca non ci sono strutture ricettive, quindi, o si arriva a Lusignana o bisogna scendere a Caprio.&lt;br /&gt;(A breve disponibile anche il video della due giorni),&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-1835182543567207595?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/1835182543567207595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=1835182543567207595' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/1835182543567207595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/1835182543567207595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/09/cercando-il-trekking-lunigiana-abbiamo.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TJvM6oOODWI/AAAAAAAAA28/ZQBsGtvgaYo/s72-c/IMG_5054.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-7690533822468702357</id><published>2010-09-10T00:02:00.011+02:00</published><updated>2010-09-11T11:59:43.532+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Fivizzano'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;8 AGOSTO 2010: SASSALBO!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;È stato il paese che più tempo ci abbia messo a raggiungere. La statale del Cerreto si fa lunga e monotona dopo Fivizzano e la &lt;a href="www.terredilunigiana.com/castelli/casteverrucola.php"&gt;Verrucola&lt;/a&gt;. Qualche anno fa eravamo arrivati fino a &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2006/07/le-marmitte-dei-giganti-in-una-bella.html"&gt;Mommio&lt;/a&gt;, ma strada da fare ce n'è ancora fino al paese. Tra l'altro entriamo anche in riserva e dobbiamo salire fino al Passo per rifornirci. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TIla5-SGW8I/AAAAAAAAA10/L40UT3SSGRo/s1600/IMG_4933.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TIla5-SGW8I/AAAAAAAAA10/L40UT3SSGRo/s200/IMG_4933.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515039170709838786" /&gt;&lt;/a&gt; Dagli ultimi tornanti si vede tutta la valle del Rosaro e i numerosi paesini e abitati del comune di Fivizzano. &lt;br /&gt;Stranamente le macchina ci vengono tutte incontro, orde di gitanti emiliani verso la Lunigiana? Insomma, il viaggio è comunque ameno nonostante Claudio mugugni continuamente, ma Paolo fa da controparte.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TIlbvEFuqiI/AAAAAAAAA18/HB4m4U8hvHc/s1600/IMG_4948.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TIlbvEFuqiI/AAAAAAAAA18/HB4m4U8hvHc/s200/IMG_4948.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515040082801633826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dall'alto si capisce il perchè del nome, Sasso Albo, con i gessi bianchi che riflettono il sole sopra il borgo. Racconta la leggenda che Sassalbo non avesse camini, perchè fondata da un gruppo di pirati in fuga, che in questo modo non sarebbero stati scoperti per il fumo delle case.&lt;br /&gt;Sassalbo è un paesone, molto più grande rispetto ad altri abitati aggrappati sui monti. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TIlcQMh7RFI/AAAAAAAAA2E/8KTzY-DCUAE/s1600/IMG_4960.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TIlcQMh7RFI/AAAAAAAAA2E/8KTzY-DCUAE/s200/IMG_4960.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515040652003066962" /&gt;&lt;/a&gt; Lasciamo la macchina all'inizio del paese, sopra la chiesa di San Michele. Si alternano case dall'aspetto montano ad altre più tipicamente "lunigianesi", in pietra arenaria. Nei pressi della chiesa, costruita e ricostruita a causa di frane e terremoti. La terra non sta proprio ferma da queste parti. Troviamo il paese vivo, naturalmente è estate, ma non ci sono molte case diroccate e molte altre sono in ristrutturazione. Poi ci sono bar, alimentari, negozietti. In un bar in fondo al paese ci riposiamo un po' in una piccola piazzetta. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TIlc2l0o2sI/AAAAAAAAA2M/-wJdPnS13RI/s1600/IMG_4971.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TIlc2l0o2sI/AAAAAAAAA2M/-wJdPnS13RI/s200/IMG_4971.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515041311627467458" /&gt;&lt;/a&gt; Non mancano i portali in arenaria qua e là e le maestà murate o in edicole. Proprio quando stiamo tornando sui nostri passi, indecisi su come tornare verso la macchina, un ragazzo di passaggio ci sente e incomincia a fare da anfitrione. Ci porta prima a vedere diversi portali e visitiamo stavolta tutto il paese. Eravamo scesi dritti dalla chiesa e un po' ignorato le viette laterali. Portale dopo portale incrociamo poi altri ragazzi, a cui chiede altre particolarità del borgo per poter farci vedere. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TIldWKmHGxI/AAAAAAAAA2U/84y2QFu1oII/s1600/IMG_4987.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TIldWKmHGxI/AAAAAAAAA2U/84y2QFu1oII/s200/IMG_4987.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515041854074592018" /&gt;&lt;/a&gt;  Con uno di loro, Stefano, parlando di Terre di Lunigiana, scopriamo che ci eravamo sentiti via email tramite il sito &lt;a href="http://www.sassalbo.it"&gt;www.sassalbo.it&lt;/a&gt;. Momento Carramba che Sorpresa, complimenti reciproci ed inviti a ripassare dal paese.&lt;br /&gt;Continuiamo il giro, in fondo al paese, vediamo anche un piccolo oratorio che sembra una casa privata. È dedicato a Sant'Ugo ed appartiene ai cavalieri dell'ordine di Malta. Fin qui nella Lunigiana orientale sono arrivati! &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TIld9SNz5wI/AAAAAAAAA2c/C_VFtOFafjc/s1600/IMG_4989.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TIld9SNz5wI/AAAAAAAAA2c/C_VFtOFafjc/s200/IMG_4989.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515042526135052034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Però questo era un importante punto di passaggio verso il Passo dell'Ospedalaccio nel Medioevo. Scendiamo anche fino al Rosaro, dove lo vediamo noi un rigagnolo, ma più è balneabile in alcuni punti. Finiamo il giro parlando degli Ufo, che qui si dice siano stati avvistati nell'estate del 2001 e di uno scultore sassalbino emigrato in Australia, di cui non ricordo il nome, che ha creato il portale della foto.  &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TIlefe_U2yI/AAAAAAAAA2k/aOLgY7fd3qk/s1600/IMG_4995.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TIlefe_U2yI/AAAAAAAAA2k/aOLgY7fd3qk/s200/IMG_4995.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515043113679510306" /&gt;&lt;/a&gt;Ma soprattutto, non ricordo il nome della nostra guida! Un grazie di cuore per il tempo dedicatoci e per averci fatto scoprire più a fondo il paese.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TIlfiR3WOlI/AAAAAAAAA2s/7T1uKNH6OJE/s1600/IMG_5001.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TIlfiR3WOlI/AAAAAAAAA2s/7T1uKNH6OJE/s200/IMG_5001.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515044261207620178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tornando verso Fivizzano, ci fermiamo alla &lt;a href="www.terredilunigiana.com/chiese/pievevendaso.php"&gt;pieve di Vendaso&lt;/a&gt;, con caravan incorporato (viva le foto con le macchine). I capitelli dell'interno valgono la pena, mi ricordano quelli della pieve di Codiponte. &lt;br /&gt;Fivizzano è proprio il comune delle cento frazioni, ma poco a poco arriviamo ovunque...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-7690533822468702357?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/7690533822468702357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=7690533822468702357' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/7690533822468702357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/7690533822468702357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/09/8-agosto-2010-sassalbo-e-stato-il-paese.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TIla5-SGW8I/AAAAAAAAA10/L40UT3SSGRo/s72-c/IMG_4933.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-394554626221514447</id><published>2010-07-14T23:41:00.002+02:00</published><updated>2010-09-11T11:59:37.726+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Filattiera'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Festa della Fame e della Sete: rinnovarsi per continuare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mettiamola così, è stato un successone, oltre ogni attesa, la dodicesima edizione della Festa della Fame e della Sete di Filattiera ha superato ogni previsione e si è ormai imposta almeno all'attenzione regionale, con una lenta ma irrefrenabile crescita anno dopo anno. Già dal pomeriggio dei quattro giorni di festeggiamenti alcuni turisti giravano alla scoperta del borgo. Chiedendo qua e là da dove venissero, le risposte erano Livorno, Chiesina Uzzanese, La Spezia, Pisa, Lucca...&lt;br /&gt;Se giovedì e domenica, e mettiamoci pure venerdì, sono stati nella norma, con comunque più presenze degli anni passati negli stessi giorni, il sabato è stato l'apoteosi. Non si era mai vista così tanta gente a Filattiera. Alle 8 di sera il parcheggio del castello era completo, i tavoli stracolmi, camerieri indaffaratissimi, il borgo di mezzo collassato in poco tempo dopo le undici. La fiumana continuava senza interruzione verso la piazzina di San Giorgio, i fondi letteralmenti presi d'assalto, tavoli sempre pieni, borgo della Chiesa (senza fondi aperti) con un via vai costante.&lt;br /&gt;Una grande soddisfazione per chi in questi anni ha speso il proprio tempo nell'organizzazione anno dopo anno, portando alla scoperta del paese, ricevendo complimenti, sentendosi parte di una comunità, divertendosi. Nonostante&lt;br /&gt;le difficoltà che comporta una festa di questo tipo in mezzo al borgo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riflessione che però va fatta dopo il successo del sabato è: come fare per non far diventare la festa vittima del proprio successo? La gente era obbiettivamente troppa e se la stragrande maggioranza era lì solo per divertirsi, la bestia umana non ci sorprende quando il bere dà alla testa: pisciate ovunque, vetri e vasi rotti, sporcizia, canti di ubriachi fino a tarda ora, improvvisate rivalità campanilistiche. Senso di precarietà del sabato, discussioni la domenica. Negli occhi una marea umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il prossimo anno? Da meditare lungamente. Negli ultimi anni si è persa un'occasione. Unire alla festa altre attività di tipo turistico, con il supporto di amministrazione comunali e associazioni locali. Molti chiedevano se era possibile visitare il castello. Miraggio e ardua avventura. Si poteva pensare e si potrebbe pensare per il futuro ad un'apertura straordinaria la mattina e il pomeriggio dei giorni della festa. Quest'anno si sono già organizzate visite turistiche del borgo durante il fine settimana. Si può riproporre? Lo stesso per le visite ai Prati di Logarghena. Si può pensare anche ai prodotti tipici, coinvolgendo anche associazioni di altri paesi limitrofi, una vera finestra di tradizioni e specificità locali (lasciando da parte il Medioevo, ormai inflazionato).&lt;br /&gt;La festa della Fame e della Sete ha raggiunto il massimo e deve rinnovarsi, anche perdendo affluenza e guadagnando in qualità. Gli esempi delle ormai passate feste (bellissme) di Teglia e Castagnetoli insegnano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-394554626221514447?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/394554626221514447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=394554626221514447' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/394554626221514447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/394554626221514447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/07/festa-della-fame-e-della-sete.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-2508847515998074955</id><published>2010-07-07T23:52:00.017+02:00</published><updated>2010-09-11T11:59:32.232+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Licciana Nardi'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;26 GIUGNO 2010: TAPONECCO, APELLA, MONTALE, BASTIA, CISIGLIANA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dopo che a gennaio l'oscurità ci aveva colto dopo la visita di &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/03/15-gennaio-2010-infine-tavernelle-il.html"&gt;Tavernelle&lt;/a&gt;, siamo tornati nel comune di Licciana Nardi, nelle località più a nord, verso l'Appennino. Stavolta sono con Claudio, come ai vecchi tempi, come non succedeva da tanto. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDT4LwFe11I/AAAAAAAAA0U/n5R44ctePMk/s1600/IMG_4406.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDT4LwFe11I/AAAAAAAAA0U/n5R44ctePMk/s200/IMG_4406.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491286726441621330" /&gt;&lt;/a&gt; Nuvole minacciose ci accompagnano quasi dall'inizio, ma giustamente cominciano a scaricare acqua appena prima del nostro arrivo a &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgotaponecco.php"&gt;Taponecco&lt;/a&gt;, quando giriamo a sinistra lungo la strada del Lagastrello, al cartello che indica: "Taponecco, borgo in galleria del XIII secolo". &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDT5AbYBA3I/AAAAAAAAA0c/wwtNgD5gw4w/s1600/IMG_4413.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDT5AbYBA3I/AAAAAAAAA0c/wwtNgD5gw4w/s200/IMG_4413.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491287631415280498" /&gt;&lt;/a&gt; Il cartello dice il vero. Il paese è un susseguirsi di volte e gallerie, bei portali, che in questa parte della Lunigiana sono molto frequenti, maestà e case in pietra ben conservate. Non incrociamo un'anima, ma un cane ci guarda da una finestra. Visitiamo tutto il paese salendo fino alla strada asfaltata e poi scendendo per le vie lastricate del borgo.&lt;br /&gt;Rimontiamo in macchina in direzione dell'&lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgoapella.php"&gt;Apella&lt;/a&gt;, dove si staglia la possente torre dell'antico monastero. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDT7Ff734xI/AAAAAAAAA0k/UJ_27JdDTS4/s1600/IMG_4430.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDT7Ff734xI/AAAAAAAAA0k/UJ_27JdDTS4/s200/IMG_4430.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491289917562020626" /&gt;&lt;/a&gt; Oggi è un agriturismo e ristorante, &lt;a href="http://www.montagnaverde.it/"&gt;Montagna Verde&lt;/a&gt;. Curiosiamo un po' dall'esterno, poi entriamo e chiediamo se è possibile visitare la torre dall'interno. Ci accoglie Alessandro, che ci offre anche un caffè e un bicchiere d'acqua e ci spiega che la torre non è di solito visitabile, le scale a pioli non sono a norma, ma se ce la sentiamo... &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDT7mgiOyrI/AAAAAAAAA0s/4Prh80wdskE/s1600/IMG_4468.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDT7mgiOyrI/AAAAAAAAA0s/4Prh80wdskE/s200/IMG_4468.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491290484658588338" /&gt;&lt;/a&gt; Ce la sentiamo, ma bisogna aspettare che rintocchino le campane, sennò ci rintroneremmo. Gentilissimo, Alessandro ci fa strada tra le due rampe di scale. Come aveva detto, bisogna fare un po' attenzione, ma si può salire, non abbiamo neanche le scarpe adeguate, siamo praticamente in ciabatte. Dall'alto si ammira la valle del Taverone, con &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgotavernelle.php"&gt;Tavernelle&lt;/a&gt; e Taponecco da una parte in basso e il borgo dell'Apella dall'altro. La torre è il campanile della chiesa di Santa Maria Assunta, rimasta così dopo l'abbandono&lt;br /&gt;del monastero, che oggi è un ristorante e un agriturismo. Più pace e tranquillità non si possono chiedere.&lt;br /&gt;Ringraziamo Alessandro e andiamo a vedere l'Apella, altro borgo in pietra, con meno volte di Taponecco, qualche casa con copertura a piagne, una collezione di portali in pietra da non credere e angoli contadini suggestivi. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDT8ZT3l7fI/AAAAAAAAA00/6SWv5tdwqk0/s1600/IMG_4475.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDT8ZT3l7fI/AAAAAAAAA00/6SWv5tdwqk0/s200/IMG_4475.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491291357431852530" /&gt;&lt;/a&gt; Qua c'è un ufficio del Parco dell'Appennino, in quel che sembra un antico oratorio. Intanto Claudio si maledice per non avere portato la macchina fotografica, ci siamo abituati.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDT81eUG9gI/AAAAAAAAA08/eteXPlnU9co/s1600/IMG_4491.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDT81eUG9gI/AAAAAAAAA08/eteXPlnU9co/s200/IMG_4491.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491291841272149506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Salutiamo l'Apella e riscendiamo verso la strada del Lagastrello in direzione Licciana. Dopo poco sulla sinistra prendiamo la strada per Montale, che devo ancora capire se fa parte del comune di Comano e Licciana. Le case sono sparse e più moderne. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDT9PWAUyRI/AAAAAAAAA1E/Yf3lFDgI8ms/s1600/IMG_4525.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDT9PWAUyRI/AAAAAAAAA1E/Yf3lFDgI8ms/s200/IMG_4525.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491292285718284562" /&gt;&lt;/a&gt; Ci fermiamo a vedere dal fuori la chiesa con il campanile, antica torre di guardia. E ci sorge un dubbio, Montale fa parte del comune di Licciana o Comano?&lt;br /&gt;Riprendiamo la via del Lagastrello verso il fondovalle e nei pressi di Licciana giriamo a sinistra, cominciando la salita verso &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgobastia.php"&gt;Bastia&lt;/a&gt;. Il borgo si presenta pittoresco con le case a fare da corollario al possente castello. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDZFHBCQSsI/AAAAAAAAA1M/GuTs1RLmtLw/s1600/IMG_4531.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDZFHBCQSsI/AAAAAAAAA1M/GuTs1RLmtLw/s200/IMG_4531.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491652782464191170" /&gt;&lt;/a&gt; Quattro&lt;br /&gt;torrioni ben piantati di pietra chiara, quasi più grandi del paese stesso, che fanno ricordare la sua castellana più famosa, &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/leggende/annamalaspina.php"&gt;Anna Malaspina&lt;/a&gt;, e i suoi intrighi d'amore. Il parcheggio è proprio sotto la fortezza, chiusa al pubblico, nonostante in qualche depliant turistico si dica il contrario. Chiediamo anche a un signore del luogo e&lt;br /&gt;ci ripete lo stesso. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDZGUN09YnI/AAAAAAAAA1U/klxkgSJ9Yro/s1600/IMG_4539.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDZGUN09YnI/AAAAAAAAA1U/klxkgSJ9Yro/s200/IMG_4539.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491654108748014194" /&gt;&lt;/a&gt; Bastia è più piccolo di quel che sembra dal basso, la chiesa è davanti all'entrata del castello, una viuzza scende tra una fila di case su due piani e portali in pietra. Le abitazioni sono compatte e non riusciamo a sbucare da nessuna parte per ammirare Licciana e la valle del Taverone.&lt;br /&gt;Ed eccoci di nuovo in viaggio verso l'ultimo destino del giorno: &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgocisigliana.php"&gt;Cisigliana&lt;/a&gt;, ad alcuni km di curve, in salita, da Bastia. Passata Paretola, paese omonimo del borgo zerasco della valle di Rossano, si intravede tra la vegetazione la chiesa di Cisigliana. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDZG7t_nZmI/AAAAAAAAA1c/YFSd1itG3wE/s1600/IMG_4575.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDZG7t_nZmI/AAAAAAAAA1c/YFSd1itG3wE/s200/IMG_4575.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491654787397543522" /&gt;&lt;/a&gt; In pochi minuti siamo nella piazzetta del paese, dove ci accoglie un bel palazzo, con portale lavorato e stemma in pietra e una curiosa collezione di arte moderna (?) o così ci sembra. Bella la vecchia cabina del telefono usata come vaso per gerani, poi qua e là opere in ferro battuto e disegni vari, chi le avrà fatte? Cisigliana sono pochissime case: &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDZHcKq6TEI/AAAAAAAAA1k/KrM5heIo8dg/s1600/IMG_4554.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDZHcKq6TEI/AAAAAAAAA1k/KrM5heIo8dg/s200/IMG_4554.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491655344851143746" /&gt;&lt;/a&gt; un tratto di borgo in galleria nei pressi del palazzo, dove ci abbaiano cani continuamente, un paio di case più moderne, una casa diroccata che sembra la vecchia canonica, con un giardino lasciato al suo destino, la chiesa, intonacata di giallo, con l'abside originale nella parte posteriore. Un bel paesino. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDZITwKiiwI/AAAAAAAAA1s/yKHTNfIVsQY/s1600/IMG_4568.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDZITwKiiwI/AAAAAAAAA1s/yKHTNfIVsQY/s200/IMG_4568.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491656299808721666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tempo di tornare verso casa, Paretola la lasciamo per un altro giorno, poi ho appena letto che la torre Nocciola si trova da queste parti...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-2508847515998074955?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/2508847515998074955/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=2508847515998074955' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/2508847515998074955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/2508847515998074955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/07/26-giugno-2010-taponecco-apella-montale.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/TDT4LwFe11I/AAAAAAAAA0U/n5R44ctePMk/s72-c/IMG_4406.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-3655322997066702402</id><published>2010-03-28T03:00:00.009+02:00</published><updated>2010-09-11T11:59:25.645+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Licciana Nardi'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;15 GENNAIO 2010: INFINE TAVERNELLE&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il titolo ha bisogno una spiegazione. La domanda era: "cosa fare oggi?". Poche idee, un po' di stanchezza, nessuna meta precisa. Nelle vicinanza abbiamo visitato un po' tutto, di tornare verso Zeri o salire su fino a Sassalbo e dintorni, poca voglia. Ecco allora un giorno perfetto per visitare uno di quei borghi di passaggio, quando sempre dici che la prossima volta ti fermerai a vederlo. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S692vNgG3nI/AAAAAAAAAzQ/3SHx7sVgD4o/s1600/IMG_3189.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S692vNgG3nI/AAAAAAAAAzQ/3SHx7sVgD4o/s200/IMG_3189.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453708227219218034" /&gt;&lt;/a&gt; Stavolta tocca al Merizzo, il cui cartello stradale è ben visibile sulla strada che porta da Villafranca a Licciana. Trovo un paese abbastanza moderno, che accoglie alle porte del paese con la chiesa di San Michele. Il giro è proprio corto, oltre a qualche bel portale, una maestà raffigurante la Madonna con Bambino e qualche volte ben intonacata, non troviamo particolari attrattive. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6935CHC9PI/AAAAAAAAAzY/rX-uFf_RMCE/s1600/IMG_3208.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6935CHC9PI/AAAAAAAAAzY/rX-uFf_RMCE/s200/IMG_3208.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453709495471633650" /&gt;&lt;/a&gt; Non è il tipico borgo in pietra lunigianese.&lt;br /&gt;Andando verso Merizzo, in alto sulla sinistra, stagliata contro i monti, vedo una chiesa. Ad essere sinceri non l'avevo mai notata, anche se con il senno di poi, è un altro di quei luoghi di passaggio cui avevo fatto poco caso. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S694nFqocsI/AAAAAAAAAzg/fdKVFTC7qww/s1600/IMG_3198.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S694nFqocsI/AAAAAAAAAzg/fdKVFTC7qww/s200/IMG_3198.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453710286700180162" /&gt;&lt;/a&gt; È l'oratorio di San Rocco, lungo la strada che porta a Corvarola. Da fuori ricorda la chiesa di San Martino del cimitero di Mulazzo, non solo perchè sfortunatamente sono in rovina entrambe. Poco spazio per parcheggiare, lasciamo la macchina proprio sulla strada, confidando che non passi nessuno. Una veloce ricognizione ci permette di confermare lo stato decrepito dell'oratorio, soprattutto internamente. Sul pannello informativo accanto, ci sono solo informazioni generali su San Rocco e che l'architrave reca la data 7 maggio 1489. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S695hoLshnI/AAAAAAAAAzo/bxjufuUDkh8/s1600/IMG_3205.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S695hoLshnI/AAAAAAAAAzo/bxjufuUDkh8/s200/IMG_3205.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453711292398077554" /&gt;&lt;/a&gt; Ora, anche da vicino il fascino rimane, ma fateci caso venendo da Villafranca, l'immagine è molto scenografica e mi ricorda in parte quella della chiesetta tra Moncigoli e Soliera, ai piedi delle Apuane.&lt;br /&gt;Controlliamo l'ora, avremo ancora un'ora di luce più o meno, i borghi di questa parte del bagnonese li abbiamo già visitati. E allora Tavernelle, così a casaccio. Da Corvarola, saliamo verso Gabbiana e curva dopo curva verso Villa di Panicale, Panicale, Licciana e poi su lungo la strada del Lagastrello fino a Tavernelle. La ricordavo più vicina. C'ero stato brevemente con Andrea un autunno soleggiato di cinque anni fa, all'inzio di Terre di Lunigiana, quando visitammo velocemente anche Bastia e Monti.&lt;br /&gt;Tavernelle è diverso dalla maggioranza dei borghi lunigianesi. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S696EulA5AI/AAAAAAAAAzw/seqrtjQ55Qc/s1600/IMG_3223.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S696EulA5AI/AAAAAAAAAzw/seqrtjQ55Qc/s200/IMG_3223.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453711895410304002" /&gt;&lt;/a&gt; Non è arroccato su uno sperone, non ci sono stradine ciottolate nè case diroccate. Il borgo si snoda quasi completamente lungo un'unica via, dove si affacciavano nel Medioevo numerose locande e taverne che ospitavano mercanti e pellegrini. La vicinanza del passo del Lagastrello e dell’antica via del Sale fu la sua fortuna: il borgo si arricchì e le famiglie prosperarono. Sembra che sia lo stesso al giorno d'oggi. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S696feigrXI/AAAAAAAAAz4/Mvwj3Va2zKI/s1600/IMG_3236.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S696feigrXI/AAAAAAAAAz4/Mvwj3Va2zKI/s200/IMG_3236.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453712354961304946" /&gt;&lt;/a&gt; Il paese è un susseguirsi di maestosi palazzi quattrocenteschi, come quello posto in fondo al paese in confluenza del canale Tavernelle, stupendi portali in arenaria, stemmi nobiliari. Il più bel borgo della Lunigiana? Sicuramente è tra i primi, stona solo un pochino la chiesa di San Rocco all'inizio del paese. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6963HV-3zI/AAAAAAAAA0A/dc0HadSlVdc/s1600/IMG_3245.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6963HV-3zI/AAAAAAAAA0A/dc0HadSlVdc/s200/IMG_3245.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453712761051602738" /&gt;&lt;/a&gt; Si nota comunque che è inverno, non incontro un'anima, solo un cane che mi ringhia un po', anche Tavernelle ha sofferto l'immigrazione. Ormai si fa scuro, l'intenzione era di salire fino a Taponecco, ma sarà per la prossima volta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-3655322997066702402?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/3655322997066702402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=3655322997066702402' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/3655322997066702402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/3655322997066702402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/03/15-gennaio-2010-infine-tavernelle-il.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S692vNgG3nI/AAAAAAAAAzQ/3SHx7sVgD4o/s72-c/IMG_3189.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-2770115748837820193</id><published>2010-03-21T15:57:00.017+01:00</published><updated>2010-09-11T11:59:19.293+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Zeri'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;14 GENNAIO 2010: LA VALLE DI ROSSANO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Conosciamo bene le nostre cascate e torrenti della Lunigiana durante l'estate, ma d'inverno??? Sono più spettacolari, anche se i colori sono più spenti, come quest'anno pioggia e neve hanno dato poca tregua?&lt;br /&gt;L'idea iniziale era ritornare alla &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/natura/cascatadellacolombara.php"&gt;cascata della Colombara&lt;/a&gt;, quasi cinque anni dopo l'ultima volta, quando avevo scattato &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/images/colombara.jpg"&gt;questa foto&lt;/a&gt;, che è proprio piaciuta, visto che il comune di Zeri l'ha messa nel suo sito web (avessero chiesto il permesso...).&lt;br /&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6aoVZDjjRI/AAAAAAAAAyY/4GS0d9k5cOQ/s1600-h/IMG_3091.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6aoVZDjjRI/AAAAAAAAAyY/4GS0d9k5cOQ/s200/IMG_3091.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451229484435082514" /&gt;&lt;/a&gt; Molto ha nevicate nelle valli zerasche, forse un po' meno in quella di Rossano. Salendo verso Arzelato, appena superato il paese cominciamo a trovare neve sulla strada, un manto compatto, non scivoloso, ma sufficiente per procedere con molta prudenza. Esageriamo, sembra di stare in &lt;a href="http://www.slowitaly.org/valdaosta.php"&gt;Val d'Aosta&lt;/a&gt;! Neve, neve, neve. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6aoz6pEQbI/AAAAAAAAAyg/t5HCwHb29uc/s1600-h/IMG_3184.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6aoz6pEQbI/AAAAAAAAAyg/t5HCwHb29uc/s200/IMG_3184.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451230008846860722" /&gt;&lt;/a&gt; Superiamo anche Pietra Piccata, completamente coperta di neve, e cominciando a scendere verso la valle di Rossano, la strada si fa più pulita; a Chiesa di Rossano sembra che non abbia proprio nevicato, appena più in su a Piagna, si nota eccome.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6apT8bQUeI/AAAAAAAAAyo/-tJ37id1hwA/s1600-h/IMG_3101.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6apT8bQUeI/AAAAAAAAAyo/-tJ37id1hwA/s200/IMG_3101.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451230559081615842" /&gt;&lt;/a&gt; Puntiamo diretti verso la Colombara, oltre Chiesa e Paretola e procedendo verso Bosco di Rossano. Dopo diverse curve, in un piccolo spiazzo, un cartello segnala la grotta della Colombara. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6ap3xeFxcI/AAAAAAAAAyw/3P_jaZ97jQ8/s1600-h/IMG_3123.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6ap3xeFxcI/AAAAAAAAAyw/3P_jaZ97jQ8/s200/IMG_3123.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451231174616008130" /&gt;&lt;/a&gt; Prendiamo il sentiero lungo il fosso della Colombara, lo saltiamo senza bagnarci (gran salto di Gabriele) e in breve superiamo l'ultimo ostacolo, una piccola salita ripida e scivolosa. Ecco in fondo la cascata! C'è molta più acqua, il giorno è scuro e non ci sono i famosi riflessi, ma è uno spettacolo, che più che letto, merita di essere visto qui sotto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="420" height="315"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2DTfh52hbxA&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/2DTfh52hbxA&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="420" height="315"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla via del ritorno, ci fermiamo brevemente a Paretola, Chiesa e Piagna. Nonostante siano ormai cinque anni che giriamo in lungo e in largo per la Lunigiana, Zeri è stato il comune meno battuto, anche se siamo stati due volte sul &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2009/09/19-agosto-2009-il-torrente-gordana-noce.html"&gt;Gordana a Noce di Zeri&lt;/a&gt;, abbiamo visitato i borghi della &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2007/10/la-valle-di-zeri-una-soleggiata-mattina.html"&gt;valle di Zeri&lt;/a&gt; e inerpicati fino al &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2009/01/2-gennaio-2009-zum-zeri-dopo.html"&gt;Passo Due Santi&lt;/a&gt; per una bella sciata.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6aqePJDy6I/AAAAAAAAAy4/RO8DoemHId8/s1600-h/IMG_3148.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6aqePJDy6I/AAAAAAAAAy4/RO8DoemHId8/s200/IMG_3148.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451231835415890850" /&gt;&lt;/a&gt; A Paretola scopriamo l'oratorio di San Genesio, molto simile a quelli di Noce. Come per Chiesa di Rossano, le case sono poche. Qui si trova la chiesa di San Medardo, che da fuori non chiama particolarmente l'attenzione. Ho letto che all'interno la cupola è una meraviglia, ma è chiusa. Da Chiesa saliampo infine verso Piagna, bellissimo borgo in pietra, con poche case abbandonate. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6arKRZ8C7I/AAAAAAAAAzA/yyZkjCWKkck/s1600-h/IMG_3180.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6arKRZ8C7I/AAAAAAAAAzA/yyZkjCWKkck/s200/IMG_3180.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451232591937801138" /&gt;&lt;/a&gt; Un borgo da cartolina, caratteristico e innevato, con portali dcorati in pietra, tetti a piagne, l'oratorio di Santa Maria Maddalena e anche un facion (almeno solo uno ne abbiamo visto). &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6artFvzK5I/AAAAAAAAAzI/QoiE6M0_u5E/s1600-h/IMG_3167.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6artFvzK5I/AAAAAAAAAzI/QoiE6M0_u5E/s200/IMG_3167.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451233190103690130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per oggi basta così, torniamo verso casa, ma la Valle di Rossano ci dovrà ancora scoprire Chioso, Montelama, Castoglio, Bosco...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/vallatarossano.php"&gt;&lt;br /&gt;Valle di Rossano e fotografie dei suoi borghi&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-2770115748837820193?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/2770115748837820193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=2770115748837820193' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/2770115748837820193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/2770115748837820193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/03/14-gennaio-2010-la-valle-di-rossano.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S6aoVZDjjRI/AAAAAAAAAyY/4GS0d9k5cOQ/s72-c/IMG_3091.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-7818060455298590073</id><published>2010-02-20T15:20:00.009+01:00</published><updated>2010-09-11T11:59:10.841+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Bagnone'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;13 GENNAIO 2010: TRA ORTURANO, AGNETTA E VICO VALLE&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dopo averlo visto dal castello di Malgrate pochi giorni prima, eccoci ad Orturano, borgo ancora mancante alla lunga vista di paesi della Lunigiana visitati e fotografati. Ripercorro la stessa strada, salendo verso Malgrate e poi verso la chiesa di San Lorenzo (così simile a quella di San Maurizio di Mocrone che mi sono confuso per divesi anni). In breve appare Orturano di Sotto con la chiesa di Santa Maria Assunta. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S5GTi6R-b7I/AAAAAAAAAxg/PjH613H1ZE4/s1600-h/IMG_2995.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S5GTi6R-b7I/AAAAAAAAAxg/PjH613H1ZE4/s200/IMG_2995.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445295652437127090" /&gt;&lt;/a&gt; Mi avvicino per fare alcune foto, dal piazzale della chiesa si vede la piana di Mocrone, ed ecco uscire due persone macchina fotografica in mano. Altri due "pazzi" amanti di borghi isolati penso, non intavolo conversazione e giro un po' il borgo, rimonto in macchina e salgo verso Orturano di Sopra. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S5GT-VzcxmI/AAAAAAAAAxo/l4DWXQIIG-g/s1600-h/IMG_3023.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S5GT-VzcxmI/AAAAAAAAAxo/l4DWXQIIG-g/s200/IMG_3023.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445296123681752674" /&gt;&lt;/a&gt; Gran bel borgo devo ammettere, praticamente senza case diroccate, in parte in galleria, con bei portali e fregi. Giro a destra in una piazzetta e mi ritrovo uno dei due ragazzi. A questo punto la butto lì e chiedo con curiosità come mai è in giro a fare foto. Marco (si chiama) è di Orturano ed è appassionato dei borghi lunigianesi e mi consiglia di fermarmi ad Agnetta e di notare il campanile della chiesa, con due campane ad altezze diverse. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S5GUYeeWk_I/AAAAAAAAAxw/Usvcn9GxiwU/s1600-h/IMG_3039.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S5GUYeeWk_I/AAAAAAAAAxw/Usvcn9GxiwU/s200/IMG_3039.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445296572685784050" /&gt;&lt;/a&gt; Parliamo un po', mi spiega che alcune pietre murate nella scalinata di casa sua sono copie (proprio belle) di decorazioni che ha visto nel bagnonese. Mi consiglia di fare il giro in tondo del paese, fino all'oratorio di San Giuseppe e tornare poi in su. Ci salutiamo e proseguo, scendo verso l'oratorio, che sembra essere stato appena ristrutturato (continuando per la stessa strada tornerei a piedi a Orturano di Sotto) e poi giro intorno al paese. Un gatto sonnecchia su un Ape, nei pressi di quella che sembra una porta d'ingresso al borgo, protetta da una maestà. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S5GU23zIBtI/AAAAAAAAAx4/cDLvU6SHLj4/s1600-h/IMG_3050.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S5GU23zIBtI/AAAAAAAAAx4/cDLvU6SHLj4/s200/IMG_3050.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445297094879872722" /&gt;&lt;/a&gt; Torno alla macchina e proseguo per Agnetta e Corlaga. Tra una curva e l'altra spunta il castello di Bagnone in fondo e dopo poco Agnetta. Il borgo sono pochissime case e nel mezzo l'oratorio della Visitazione di Maria Vergine, che si vede dalla strada con il suo doppio campanile. Nessuno in giro. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S5GVS_FKeiI/AAAAAAAAAyA/D7HVvu9ywbU/s1600-h/IMG_3054.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S5GVS_FKeiI/AAAAAAAAAyA/D7HVvu9ywbU/s200/IMG_3054.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445297577870916130" /&gt;&lt;/a&gt; Passo tra le volte del paese, che sbucano proprio vel sagrato dell'oratorio, sembra un labirinto di pietra e una porta reca scolpito un medaglione che non riesco a decifrare.&lt;br /&gt;Continuo quindi verso Corlaga e lungo la strada trovo una coppia di signori che passeggia. Si vede da lontano che non sono italiani. Fanno come un cenno per fermarmi, li saluto e chiedo se non hanno sbagliato persona. Dopo un malinteso iniziale, iniziamo a parlare, ora non ricordo i nomi, ma vivono a Corlaga da molti anni e hanno una casa vacanze, Villa Magnolia mi sembra. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S5GV4IUZchI/AAAAAAAAAyI/lgXV99SkSq4/s1600-h/IMG_3066.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S5GV4IUZchI/AAAAAAAAAyI/lgXV99SkSq4/s200/IMG_3066.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445298216005890578" /&gt;&lt;/a&gt; Sono arrivati in Lunigiana molti anni fa, parliamo un po' di turismo in Lunigiana, della loro scelta di venire a vivere qui, della qualità del turismo. Ci salutiamo e riparto per l'ultimo borgo in programma, Vico Valle. La sera sta ormai scendendo e in breve arrivo sotto il paese dopo aver passato Vico Chiesa. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S5GWS9tA9OI/AAAAAAAAAyQ/6XJ2HCf5fa8/s1600-h/IMG_3078.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S5GWS9tA9OI/AAAAAAAAAyQ/6XJ2HCf5fa8/s200/IMG_3078.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445298677012821218" /&gt;&lt;/a&gt; L'anno scorso avevamo visitato il presepe vivente, mi era sembrato un bellissimo paese, tutto in sasso e in galleria, con un oratorio al centro. Le impressioni rimangono le stesse, nonostante sia ormai quasi buio. La prossima sarà la volta di Canneto e Monterole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-7818060455298590073?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/7818060455298590073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=7818060455298590073' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/7818060455298590073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/7818060455298590073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/02/13-gennaio-2010-tra-orturano-agnetta-e.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S5GTi6R-b7I/AAAAAAAAAxg/PjH613H1ZE4/s72-c/IMG_2995.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-541839254621429198</id><published>2010-02-14T15:03:00.005+01:00</published><updated>2010-02-14T17:25:55.094+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Aulla'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;7 GENNAIO 2010: AULLA: UN PASSATO GLORIOSO DA RECUPERARE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Giorni dedicati ai centri principali della Lunigiana storica. Aulla era una meta da tempo rimandata, consapevole che il centro pochissimo ha salvato della sua bellezza pre-bellica. Le bombe della seconda guerra mondiale hanno spazzato via la storia della città, salvatesi solo in pochi punti, visitati negli anni scorsi: la &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/05/24-marzo-2008-villa-pescigola-e-la.html"&gt;Fortezza della Brunella&lt;/a&gt; con il Museo di Storia Naturale della Lunigiana e l'&lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2009/01/30-dicembre-2008-labbazia-di-san.html"&gt;Abbazia di San Caprasio&lt;/a&gt; con annesso museo. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3gfoC5IyvI/AAAAAAAAAw4/VwGmFTA-ZJI/s1600-h/IMG_2683.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3gfoC5IyvI/AAAAAAAAAw4/VwGmFTA-ZJI/s200/IMG_2683.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438131322881624818" /&gt;&lt;/a&gt; Poi, siamo sinceri, la città in sè è moderna, a tratti di una modernità già vecchia, con palazzoni e centri commerciali ovunque, sviluppatisi smangiando anche terreno all'alveo del fiume Magra che puntualmente se lo riprende dopo copiose piogge. Mi raccontavano che la zone del piazzale degli autobus non esisteva proprio, lì c'era il fiume con i suoi bei sassi; poi venne fatto un terrapieno e costruito un quartiere nuovo di zecca... Ma il fiume poco assai gliene importa.&lt;br /&gt;Sicuramente Aulla è il centro della Lunigiana più dinamico dal punto di vista economico, negozi un po' ovunque, supermercati, magazzini, traffico (strisce pedonali non proprio rispettate), via vai di gente. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3ggH3RIoDI/AAAAAAAAAxA/4q6YFTKErwk/s1600-h/IMG_2680.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3ggH3RIoDI/AAAAAAAAAxA/4q6YFTKErwk/s200/IMG_2680.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438131869516865586" /&gt;&lt;/a&gt; La macchina la lasciamo davanti al cinema teatro "Città di Aulla", dove bellamente si erge un pomo attuale della discordia aullese: la statua di Bettino Craxi in marmo di Carrara che l'ammnistrazione comunale sta cercando di vendere. Accanto dovrebbe esserci un giardino pensile, ma la piante se ne sono andate da un po'. Camminiamo qua e là per negozi e, nonostante il freddo, prendiamo un ottimo gelato. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3ggiSQd9sI/AAAAAAAAAxI/vRx4L7XRpwo/s1600-h/IMG_2688.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3ggiSQd9sI/AAAAAAAAAxI/vRx4L7XRpwo/s200/IMG_2688.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438132323438425794" /&gt;&lt;/a&gt; Non ricordo il nome della gelateria, si trova nella via per andare alla vecchia stazione dei treni, davvero buono. In vetrina poi fanno bella mostra "ferri" di cioccolato.&lt;br /&gt;Da qui ci spostiamo verso il comune, notiamo alcune case che dovevano far parte della parte antica della città, un passaggio voltato con gli stemmi dei quartieri e delle frazioni di Aulla. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3ghFaIvuCI/AAAAAAAAAxQ/fIWPItd07Qc/s1600-h/IMG_2698.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3ghFaIvuCI/AAAAAAAAAxQ/fIWPItd07Qc/s200/IMG_2698.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438132926848940066" /&gt;&lt;/a&gt; Poi sbuchiamo davanti a Palazzo Centurione, sede comunale, andiamo a vedere il Magra per curiosità, torniamo verso Piazza Corbani, dove inglobata in una casa si trova una torre dell'antica cinta muraria e in breve siamo ancora alla macchina.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3ghabD27qI/AAAAAAAAAxY/PMCuRf95GhE/s1600-h/IMG_2703.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3ghabD27qI/AAAAAAAAAxY/PMCuRf95GhE/s200/IMG_2703.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438133287874129570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In conclusione: Aulla poco mostra del suo splendido passato sulla Via Francigena, ma una giornata tra la fortezza della Brunella, l'abbazia di San Caprasio, un buon gelato e una sbirciatina ai negozi sono motivi più che sufficienti per farci un salto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-541839254621429198?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/541839254621429198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=541839254621429198' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/541839254621429198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/541839254621429198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/02/7-gennaio-2010-aulla-un-passato.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3gfoC5IyvI/AAAAAAAAAw4/VwGmFTA-ZJI/s72-c/IMG_2683.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-2920567541512611660</id><published>2010-02-09T18:18:00.005+01:00</published><updated>2010-02-14T17:19:21.133+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Aulla'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Fivizzano'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;6 GENNAIO 2010: PALLERONE, SOLIERA E ROMETTA&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Gita strana il giorno della Befana, ma l'obiettivo era tornare a vedere il presepe meccanico di Pallerone e già che c'eravamo fare alcune foto di questi borghi "di passaggio", di cui sempre rimandavo la visita, tanto erano sulla strada...&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3GbshElacI/AAAAAAAAAv4/cGFyzxQRKhA/s1600-h/IMG_2603.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3GbshElacI/AAAAAAAAAv4/cGFyzxQRKhA/s200/IMG_2603.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436297414307047874" /&gt;&lt;/a&gt; Nulla da dire per il presepe meccanico, sempre piacevole da vedere, nonostante la nostalgia di un 6 gennaio che chiudeva le feste. Il borgo invece non ci ha fatto una buonissima impressione. Oltre la chiesa, spazzatura un po' ovunque, case diroccate, una macchina lì chissà da quanti anni. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3GcF5fRAVI/AAAAAAAAAwA/5JP4JzjtnHI/s1600-h/IMG_2604.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3GcF5fRAVI/AAAAAAAAAwA/5JP4JzjtnHI/s200/IMG_2604.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436297850358137170" /&gt;&lt;/a&gt; Poi girando si scoprono scorci tipici da borgo lunigianese e cresce il rimpianto per come è tenuto. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3Gci_2lTnI/AAAAAAAAAwI/gRT018k9Gso/s1600-h/IMG_2611.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3Gci_2lTnI/AAAAAAAAAwI/gRT018k9Gso/s200/IMG_2611.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436298350282755698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In breve siamo a Soliera, seguiti da nuvoloni minacciosi, borgo che mi ricorda un po' Castiglioncello di Casola: due vie principali che attreversano il paese, bei portali in arenaria con fregi. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3GdCD2TeRI/AAAAAAAAAwQ/kuGjJFwuOcg/s1600-h/IMG_2619.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3GdCD2TeRI/AAAAAAAAAwQ/kuGjJFwuOcg/s200/IMG_2619.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436298883931273490" /&gt;&lt;/a&gt; Non incontriamo nessuno, il freddo è rigido, in fondo al borgo si trova un bel palazzo, mentre nei pressi della chiesa nuova si vedono in alto i ruderi della pieve di Santa Maria, ridotti a due muri. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3GdjoXuU4I/AAAAAAAAAwY/fxNwkYxAoY0/s1600-h/IMG_2637.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3GdjoXuU4I/AAAAAAAAAwY/fxNwkYxAoY0/s200/IMG_2637.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436299460670804866" /&gt;&lt;/a&gt; In una casa vicina, sembra ci sia murata un capitello della pieve forse, con una immagine da bestiario medievale. Il giro è breve anche perchè comincia a piovere, ma è un falso allarme. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3Gd93jBA7I/AAAAAAAAAwg/9TT_1yRGV7k/s1600-h/IMG_2620.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3Gd93jBA7I/AAAAAAAAAwg/9TT_1yRGV7k/s200/IMG_2620.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436299911421297586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Arriviamo allora in breve a Soliera, che nonostante l'obbrobrio di quella chiesa moderna all'inizio del paese, (esagonale? ottogonale? boh) è un bellissimo borgo in pietra, caratterizzato come Soliera da bei portali, alcune volte imponenti, in quello che doveva essere l'antico castello. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3GeiA9zGfI/AAAAAAAAAwo/XVvu1RZVl60/s1600-h/IMG_2654.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3GeiA9zGfI/AAAAAAAAAwo/XVvu1RZVl60/s200/IMG_2654.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436300532424841714" /&gt;&lt;/a&gt; Girando qua e là arriviamo alla chiesa vecchia, dove, sotto una targa in ricordo del canonico Giuseppe Centauri, ecco un bel mucchio di sacchi di spazzatura... &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3GfUYZfzVI/AAAAAAAAAww/PVaWyd8IWtk/s1600-h/IMG_2660.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3GfUYZfzVI/AAAAAAAAAww/PVaWyd8IWtk/s200/IMG_2660.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436301397708492114" /&gt;&lt;/a&gt; Forse non è giornata!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per vedere le foto dei tre borghi:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/fototour/palleronefoto.php" title="Fotografie di Pallerone"&gt;Fotografie di Pallerone&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/fototour/solierafoto.php" title="Fotografie di Soliera"&gt;Fotografie di Soliera&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/fototour/romettafoto.php" title="Fotografie di Rometta"&gt;Fotografie di Rometta&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-2920567541512611660?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/2920567541512611660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=2920567541512611660' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/2920567541512611660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/2920567541512611660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/02/6-gennaio-2010-pallerone-soliera-e.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S3GbshElacI/AAAAAAAAAv4/cGFyzxQRKhA/s72-c/IMG_2603.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-1143898697453678565</id><published>2010-01-08T00:21:00.008+01:00</published><updated>2010-01-31T23:47:29.096+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;5 GENNAIO 2010: MASSA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non il miglior giorno per le visite turistiche, ancora pioggia, che ormai da una settimana sembra non voler dare tregua nel cielo della Lunigiana. Due anni fa, in uguali condizioni, avevamo visitato Carrara.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S2YGzI2NgXI/AAAAAAAAAvY/uT0wk-Fu3NM/s1600-h/IMG_2578.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S2YGzI2NgXI/AAAAAAAAAvY/uT0wk-Fu3NM/s200/IMG_2578.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433037476087038322" /&gt;&lt;/a&gt; L'idea principale è di visitare il castello Malaspina, che, vedremo, non ha un accesso facilissimo. Almeno per quanto riguarda la strada fatta da noi, lungo vie in cui passa solo una macchina, ma a doppio senso. Lo troviamo poi chiuso, incauti, non abbiamo controllato pensando che sotto le feste fosse comunque aperto.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S2YHNZaNIKI/AAAAAAAAAvg/2fvnTs7003Q/s1600-h/IMG_2586.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S2YHNZaNIKI/AAAAAAAAAvg/2fvnTs7003Q/s200/IMG_2586.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433037927209574562" /&gt;&lt;/a&gt; Scendiamo in città allora, parcheggio vicino al teatro Guglielmi, addobbato a festa. La visita è breve, non solo per la pioggia. Vediamo Piazza Aranci, il Palazzo Ducale da fuori, la cattedrale, Piazza Mercurio con la chiesa del Carmine e l'edificio del Museo Diocesano (chiuso). &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S2YHiYlfaYI/AAAAAAAAAvo/D_lJs6u3uv4/s1600-h/IMG_2592.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S2YHiYlfaYI/AAAAAAAAAvo/D_lJs6u3uv4/s200/IMG_2592.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433038287765727618" /&gt;&lt;/a&gt; Cosa dire, non vorrei attirarmi le ire dei massesi, ma la città non mi è piaciuta molto dal punto di vista turistico: sembra che si sia sviluppata senza controllo, accostando edifici moderni (e alcuni proprio brutti) ad antichi palazzi (pochi), isola pedonale praticamente inesistente, macchine ovunque in Piazza Aranci e Piazza Mercurio e quella chiesa nuova in centro... &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S2YIEgZsPnI/AAAAAAAAAvw/bnrQj-Xfb0Q/s1600-h/IMG_2594.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S2YIEgZsPnI/AAAAAAAAAvw/bnrQj-Xfb0Q/s200/IMG_2594.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433038873979272818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-1143898697453678565?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/1143898697453678565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=1143898697453678565' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/1143898697453678565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/1143898697453678565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/01/5-gennaio-2010-massa-non-il-miglior.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S2YGzI2NgXI/AAAAAAAAAvY/uT0wk-Fu3NM/s72-c/IMG_2578.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-9012280079750614344</id><published>2010-01-07T23:57:00.009+01:00</published><updated>2010-02-14T17:20:53.274+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinque Terre'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;4 GENNAIO 2010: RIOMAGGIORE D'INVERNO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Per chi è abituato a vedere le Cinque Terre d'estate o in primavera, affollate da turisti di ogni dove, &lt;a href="http://www.riomaggiore.tv" title="Riomaggiore"&gt;Riomaggiore&lt;/a&gt; d'inverno offre uno spettacolo inconsueto in una giornata fredda e piovosa, con i turisti che quasi si contano sulle dita di una mano. La mattina del 4 gennaio aveva nevicato leggermente nel borgo (così mi informano telefonicamente all'ufficio di informazioni turistiche), ma neve non era rimasta per le strade. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1yKqgFIbII/AAAAAAAAAu4/CWz7vBJLygI/s1600-h/IMG_2573.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1yKqgFIbII/AAAAAAAAAu4/CWz7vBJLygI/s200/IMG_2573.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430367713472572546" /&gt;&lt;/a&gt; Ne incontriamo solo un po' lungo la litoranea, all'altezza di Biassa, ben imbiancata dietro al castello di Coderone. Nella discesa verso il borgo ci accompagna solo una pioggerellina battente che diminuisce e riprende d'intensità ogni poco. Parcheggiata la macchina (due ore, più di 5 euro), scendiamo solitari verso il borgo e prendiamo a destra per la chiesa. Alle nostre spalle, le colline sono imbiancate e anche Volastra (che abbiamo visto dalla litoranea), è appena ricoperta. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1yKKuo5PiI/AAAAAAAAAuw/NMyxqhb3jCI/s1600-h/IMG_2535.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1yKKuo5PiI/AAAAAAAAAuw/NMyxqhb3jCI/s200/IMG_2535.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430367167624855074" /&gt;&lt;/a&gt; Molto silenzio, nessun brulicare, la chiesa non è illuminata internamente e l'atmosfera sembra ancora più cupa. Fuori, i tetti e gli orti con limoni, aranci e pompelmi sono bagnati dalla pioggia. Salendo verso il castello incrociamo una coppia che parla tedesco, scrutiamo la via dell'Amore a destra e ridiscendiamo lungo un dedalo di scale verso il porticciolo. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1yLhMfXGhI/AAAAAAAAAvI/hToeyQ7hr3I/s1600-h/IMG_2553.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1yLhMfXGhI/AAAAAAAAAvI/hToeyQ7hr3I/s200/IMG_2553.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430368653106682386" /&gt;&lt;/a&gt; Le barche sono tutte al riparo ben allineate, il mare è molto calmo, ma nei giorni scorsi la sua furia si è fatta sentire, soprattutto a Vernazza e Monterosso. &lt;br /&gt;Vista l'ora, ci concediamo un piccolo pranzo all'enoteca Daucila, proprio davanti alla marina. Siamo gli unici clienti, l'interno è confortevole, e caratteristico, ricavato nella pietra del monte sembra: antipasto di mare freddo e caldo (piccole porzioni di muscoli ripieni, ostriche, acciughe, gamberi, tortino di sardine e polpo) e risotto di mare per due (ben più di due porzioni però, è bastato e avanzato), più acqua e un bicchiere di Begasti di &lt;a href="http://www.lecinqueterre.org/monterosso.php" title="Monterosso al Mare"&gt;Monterosso&lt;/a&gt;. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1yL_y1-ODI/AAAAAAAAAvQ/KTEDgro97w0/s1600-h/IMG_2561.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1yL_y1-ODI/AAAAAAAAAvQ/KTEDgro97w0/s200/IMG_2561.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430369178798143538" /&gt;&lt;/a&gt; 48,50 euro ben spesi. Usciamo gonfi e risaliamo il borgo verso la macchina, una passeggiata che viene bene. Sempre poca gente, tre ragazze che sembrano americane che visitano con noi il bel presepe del borgo, piacevole sorpresa.&lt;br /&gt;La neve è sempre ferma sulle colline, la pioggia ha dato una tregua. Per un giorno Riomaggiore è sembrato un paese dell'entroterra, più abitanti che turisti.&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tnYPIj3oT68&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/tnYPIj3oT68&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-9012280079750614344?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/9012280079750614344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=9012280079750614344' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/9012280079750614344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/9012280079750614344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/01/4-gennaio-2010-riomaggiore-dinverno-per.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1yKqgFIbII/AAAAAAAAAu4/CWz7vBJLygI/s72-c/IMG_2573.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-7360549973911132569</id><published>2010-01-03T23:50:00.005+01:00</published><updated>2010-02-14T17:18:58.700+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Villafranca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Castelli della Lunigiana'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;3 GENNAIO 2010: VISITA AL CASTELLO DI MALGRATE&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'anno comincia con una visita a uno dei castelli della Lunigiana raramente visitabili: il castello di Malgrate. Il borgo è una cartolina tipica del passato medievale lunigianese: case abbarbicate sulla collina e arroccate intorno alla torre castellana. Abbiamo chiamato qualche giorno prima per sapere gli orari di visita (informazioni 0187 494400) ed arriviamo verso le 3 del pomeriggio. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1uFmgBtX0I/AAAAAAAAAuA/4BQueQACsOc/s1600-h/IMG_2465.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1uFmgBtX0I/AAAAAAAAAuA/4BQueQACsOc/s200/IMG_2465.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430080672203890498" /&gt;&lt;/a&gt; Poche anime in giro complice il freddo che promette nevicate proprio mentre scrivo. Il portone del castello è aperto e ad attenderci ci sono due avvisi contraddittori: "Aperto 1, 2, 3 e 6 gennaio" e subito sotto "Visite sospese per maltempo". Entriamo comunque e la custode ci informa che la neve e le piogge dei giorni scorsi hanno allagato diverse sale e che non è possibile accendere la luce. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1uGX9koxzI/AAAAAAAAAuI/BpqiOqIonuo/s1600-h/IMG_2469.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1uGX9koxzI/AAAAAAAAAuI/BpqiOqIonuo/s200/IMG_2469.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430081521948608306" /&gt;&lt;/a&gt; Un giro lo possiamo comunque fare, vedere alcuni cartelli espositivi e fotografie al buio. Il prezzo di due euro a biglietto va comunque pagato e in nessun caso ci sono visite guidate, ci dice chiaramente. Ci fa uno sconto visto la situzione e ci dà un piccolo depliant cartaceo con spiegazioni sulla storia e la struttura del castello indicandoci da dove cominciare.&lt;br /&gt;Iniziamo la nostra visita leggendo di sfuggita le informazioni e notando le travi metalliche utilizzate per il restauro del castello, praticamente ovunque. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1uG4LQU4YI/AAAAAAAAAuQ/hqQ_6BsmoOo/s1600-h/IMG_2475.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1uG4LQU4YI/AAAAAAAAAuQ/hqQ_6BsmoOo/s200/IMG_2475.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430082075377328514" /&gt;&lt;/a&gt; Un breve accenno storico: il castello di Malgrate venne costruito del XIII secolo, quando il borgo era dominio dei Malaspina di Filattiera. Venne ampliato quando divenne feudo autonomo nel 1351 secolo con Bernabò Malaspina e con il suo passaggio nel 1641 agli Ariberti di Cremona, divenne una residenza signorile, prima di entrare in decandenza dopo l'abolizione dei feudi nel 1797.&lt;br /&gt;I nostri occhi profani però sono attirati soprattutto dalla torre, alta 25 metri (purtroppo non ci si può andare in cima) e dal panorama che si gode dalle sua mura. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1uHZCWaJPI/AAAAAAAAAuY/0dVRCV-KjXM/s1600-h/IMG_2485.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1uHZCWaJPI/AAAAAAAAAuY/0dVRCV-KjXM/s200/IMG_2485.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430082639922603250" /&gt;&lt;/a&gt; Ci fermiamo ad osservare nell'oscurità alcune foto del castello prima della ristrutturazione e di un'immagine medievale al massimo del suo splendore; la cappella di San Celso (sembra nuovissima) e, nel basamento della torre alcuni stemmi marchonali e i resti di un affresco, (oltre alle firme incise sul muro lasciate dai soliti idioti). Il recupero è stato notevole, ma si è fermato alle strutture portanti sembra, lasciando, come un pugno in un occhio, le travi metalliche viste all'inizio. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1uHwpGCXyI/AAAAAAAAAug/M9aQET5XVCE/s1600-h/IMG_2504.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1uHwpGCXyI/AAAAAAAAAug/M9aQET5XVCE/s200/IMG_2504.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430083045459910434" /&gt;&lt;/a&gt; L'interesse maggiore per noi è il panorama che si gode dall'alto, sul borgo stesso e sulla vallata del Bagnone, dove sull'altro lato sta Virgoletta con il suo castello, l'altra sentinella della valle; mentre nel mezzo svetta il campanile della chiesa di Filetto, borgo fortificato. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1uISWL713I/AAAAAAAAAuo/Z0kl5VrBNNo/s1600-h/IMG_2497.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1uISWL713I/AAAAAAAAAuo/Z0kl5VrBNNo/s200/IMG_2497.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430083624499926898" /&gt;&lt;/a&gt; Dietro di noi, verso l'Appennino, spunta Orturano, mentre verso nord, si alza la chiesa di San Maurizio di Mocrone.&lt;br /&gt;Siamo comunque contenti della visita, anche se, in questi casi, come per Castiglion del Terziere o Gragnola, una visita guidata, magari a orari pretabiliti, aiuterebbe moltissimo a fruire in modo più completo del castello.&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EjjpXuj4Nf8&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/EjjpXuj4Nf8&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Avremmo voluto terminare la giornata con la visita al presepe vivente di Vico Canneto, ma sbagliamo clamorosamente orario ed arriviamo con 4 ore di anticipo, quando fervono i preparativi. L'anno scorso, a Vico Valle, era iniziato già dal pomeriggio, e quet'anno non avevo fatto caso all'orario. Sono disponibilissimi, ma non possono farci vedere ovviamente niente, incontriamo l'organizzatrice che ci invita a tornare più tardi, ma purtroppo non ce l'abbiamo fatta. La invito a mandarci foto e video della manifestazione semmai legerà questo post!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-7360549973911132569?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/7360549973911132569/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=7360549973911132569' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/7360549973911132569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/7360549973911132569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2010/01/3-gennaio-2010-visita-al-castello-di.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/S1uFmgBtX0I/AAAAAAAAAuA/4BQueQACsOc/s72-c/IMG_2465.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-2870701138528577149</id><published>2009-10-04T23:53:00.004+02:00</published><updated>2011-04-20T10:35:23.159+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Filattiera'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;FESTE DELL'ESTATE FILATTIERESE 2009&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Anche quest'este sta volgendo al termine e lascia dietro la sua scia di feste e sagre di ogni tipo. Quest'anno mi sono concentrato per comodità, nei brevi periodi in Lunigiana, alle feste filattieresi. L'estate si è aperta "ufficialmente" con l'ormai conosciuta &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;festa della fame e delle sete&lt;/span&gt; a fine giugno. Una quattro giorni nel borgo di Filattiera che non lascia indifferenti, tra bontà gastronomiche tipiche e bevute tra amici, concerti, karaoke e bodeguita.&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rIzHM0hearw&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/rIzHM0hearw&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Anche per l'undicesima edizione si è registrato il pienone, forse complice la tanto decantata crisi, che ha fatto riscoprire agli emigranti di seconda e terza generazione le (gratuite) case dei nonni. L'impressione è che si sia vista più gente e che sia rimasta più a lungo a godere del fresco lunigianese, togliendo la torrida seconda settimana di agosto.&lt;br /&gt;Proprio ad agosto si sono svolte la &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;festa di San Rocco a Lusignana&lt;/span&gt;, per un'intera settimana, anche con la partecipazione della banda musicale filattierese. L'amore e l'impegno di pochi fanno rivivere il borgo di Lusignana e si sentono le tonalità degli emigranti bresciani, romagnoli, fiorentini e milanesi.&lt;br /&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/k6mI8-y7Owo" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;Un successo anche le cene nella piazza di Filattiera, sotto la mole del castello, impreziosita da quest'anno dall'antico pozzo ricostruito. Ponticello poi non ha deluso con l'ormai tradizionale appuntamento con i &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;"Mestieri del Borgo"&lt;/span&gt;. Gli autobus visti nei fine settimana e non, parcheggiati al lato della ferrovia davanti all'ex Pantera Rosa, danno fede della riscoperta del borgo posto lungo la Via Francigena.&lt;br /&gt;Infine la bella manifestazione di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;"Erba Voglio"&lt;/span&gt; il 19 agosto, legata a Medievalis di Pontremoli, con conferenze sulle erbe locali, una visita guidata all'interno del Parco dell'Appennino Tosco Emiliano, l'interessante degustazione di acque provenienti da fonti lunigianesi e gli spettacoli degli sbandieratori della Compagnia del Piagnaro di Pontremoli e dei giullari medievali.&lt;br /&gt;Al prossimo anno!&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Kj-zD5DEpLg&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Kj-zD5DEpLg&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-2870701138528577149?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/2870701138528577149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=2870701138528577149' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/2870701138528577149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/2870701138528577149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2009/10/feste-dellestate-filattierese-2009.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/k6mI8-y7Owo/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-6364091896733456418</id><published>2009-09-27T14:57:00.004+02:00</published><updated>2011-04-19T12:21:06.060+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Natura e torrenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Zeri'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;19 AGOSTO 2009: IL TORRENTE GORDANA A NOCE DI ZERI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Siamo tornati dopo quattro anni al torrente Gordana a Noce di Zeri. Quella volta con Roberto, Andrea e Conchy era stata una toccata e fuga, visto che nello stesso giorno eravamo andati anche alla cascata della Colombara.&lt;br /&gt;Come ormai tradizione, Giovanni mi accompagna iin questa ennesima uscita lunigianese e nonostante le ultime due volte, al rio Cuccarello e alla cascata della Monia non fosse andato proprio tutto nel verso giusto.&lt;br /&gt;Roberto ci ricorda come arrivare e la mattina alle 8 e mezza siamo in partenza. Dopo circa mezz'ora raggiungiamo Noce di Zeri e nei pressi del paese, dove sulla destra si alza un muraglione in cemento, lasciamo la macchina. Il sentiero parte dall'altra parte della strada, ma se quattro anni fa era bello pulito, adesso le erbacce la fanno da padrone, almeno nel primo tratto. Ricordo vagamente il sentiero in discesa e appena arrivati in una spianata, noto che la recinzione di filo spinato che la chiudeva ormai è lasciata al suo destino (probabilmente il motivo dell'incuria del sentiero).&lt;br /&gt;Da qua però tutto cambia, il percorso fatto allora non esiste più e bisogna scendere direttamente nel torrente. Giovanni crea una strada, tra rovi, muretti a secco abbandonati e brusche discese. Nonostante tutto, iin poco tempo siamo nel greto del Gordana, all'altezza di un piccolo sbarramento d'acqua.&lt;br /&gt;Scendiamo il torrente, Giovanni a piedi nudi, perchè le scarpe non se le porta mai e le ciabatte stavolta scivolano. In breve siamo all'inizio della parte più bella. Qua il Gordana si incassa nella vallata, non come a Giaredo, con alte pareti di roccia, ma più dolcemente, scendendo tra grossi sassi levigati e lisci, in piccole marmitte e pozze che si susseguono.&lt;br /&gt;Lo spettacolo comincia nei pressi di una grossa roccia ribattezzata l'urlo del Gordana, per la somiglianza con le fattezze di un viso umano. Non c'è moltissima acqua e la discesa è più facile che la prima volta, anche se un po' meno suggestiva. Almeno si scivola molto meno, allora alla prima roccia Andrea ci aveva lasciato le unghie. Anche se è possibile scendere il torrente senza tuffarsi del tutto, l'acqua non è per niente fredda e ogni tanto evitiamo di salire lungo le sponde.&lt;br /&gt;Ai lati le rocce di colore grigio sembrano prese da un paesaggio lunare e mosse dall'acqua.&lt;br /&gt;Tra salti d'acqua e grandi rocce, (su cui Giovanni si arrampica, ma poi non riesce a scendere), il Gordana si fa strada poco a poco e tornare a pieno sole dopo una ventina di minuti. A un certo punto abbiamo divuto mollare la macchina fotografica, portata con noi non senza problemi: Rocce troppe scivolose e acqua alta.&lt;br /&gt;Fantasticando sulla prossima avventura di percorrere il Gordana da qui fino agli stretti di Giaredo, torniamo sui nostri passi. Ormai è quasi mezzogiorno. A passo lento ci abbiamo messo un paio d'ore. Mitico Gordana!&lt;br /&gt;Ed ecco il resoconto visuale completo:&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Ufw0Wz8-m7M&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Ufw0Wz8-m7M&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-6364091896733456418?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/6364091896733456418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=6364091896733456418' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/6364091896733456418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/6364091896733456418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2009/09/19-agosto-2009-il-torrente-gordana-noce.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-1621131154097715209</id><published>2009-09-14T23:55:00.004+02:00</published><updated>2010-02-14T17:18:25.367+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinque Terre'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;12 AGOSTO 2009: SOGNADO GUVANO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si, sognando Guvano. Perchè c'ero stato anni e anni e anni fa, perchè volevo fare una bella camminata e vedere lo stato della spiaggia, perchè una volta era una spiaggia nudista. Però non è stato possibile. Guvano irrangiubile via terra, solo via mare. Questo ci dicono all'ufficio della stazione dei treni di &lt;a href="http://www.corniglia.tv" title="Corniglia"&gt;Corniglia&lt;/a&gt;: il sentiero è inagibile e la galleria chiusa. Benedette Cinque Terre, a volte te le fanno proprio girare. Domanda banale e populista, ma con tutti i soldi che ci girano attorno non lo potevano mettere a posto sto sentiero? Sento un signore che dice, "lo chiudono apposta, perchè ci rimangono i balordi a dormire e scoppiano sempre risse". Mah...&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ASRMfzq7jfM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ASRMfzq7jfM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Comunque sia, siamo forzati del mare, urge alternativa e niente di più facile che raggiungere lo spiaggione di Corniglia, o quello che ne resta, visto che il mare avanza inesorabile di anno in anno. Lo spiaggione si trova lungo il sentiero azzurro che porta a Manarola, ma, sorpresa sorpresa, prima di arrivarci, bisogna attraversare il famigerato "Villaggio Europa", uno scempio di bungalows diventati baracche nel tempo, chiusi da reti metalliche, posti ai lati dello stradello in cemento che porta alla spiaggia. &lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/e8fPTJR-Pqw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/e8fPTJR-Pqw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; Benedette Cinque Terre. Cercando di non vedere, scendiamo e sotto il sole a picco ci godiamo in pace la nostra giornata di mare. Qua è simile alla spiaggia di Riomaggiore, anche se quella è più larga e meno lunga. &lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Fd-uezAAuZs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Fd-uezAAuZs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;L'entrata in mare non è difficile nonostante i sassi e non c'è neanche tantissima gente. Guardando davanti e ai lati la vista è indimenticabile; guardando dietro, sempre lo spettro del "Villaggio Europa", con la scala in ferro ossidato che giunge a metà muraglione. Chissà cosa pensano i turisti stranieri e italiani. Sulla destra verso Corniglia si intravede la scalinata della Lardarina e un formicaio di persone che vanno su e giù. Noi, sotto il sole cocente da un po', decidiamo di andare verso il paese alla ricerca di refrigerio. &lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/AXpSQG95e7o&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/AXpSQG95e7o&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; Non prendiamo il bus-navetta, ma ce la facciamo a piedi... Incauti! A parte il sole, la strada che va dritta tra il muraglione della ferrovia e il mare è qua e là allagato da tubi di scolo arruginiti (????). Facendo attenzione a non metterci i piedi arriviamo all'inizio della scalinata. Saliamo con difficoltà i 380 scalini, assetati, assetati, assetati. Appena arrivati a Corniglia, ci rifugiamo nel primo bar per bere e riposarci un momento. Il borgo è naturalmente bellissimo, si capisce perchè sia Patrimonio dell'Unesco. Lo percorriamo fino alla terrazza di Santa Maria, da dove vediamo giù la Marina di Corniglia. &lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/p5PeLuyl2J0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/p5PeLuyl2J0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; Non scendiamo perchè ci aspetta il treno del ritorno. Questa volta prendiamo al volo la navetta che ci porta comodamente alla stazione dei treni.&lt;br /&gt;Continueremo a sognare Guvano, la ributtiamo all'anno prossimo, magari con più fortuna...&lt;br /&gt;A proposito, per una maggiore conoscenza delle vicende del "Villaggio Europa", rimandiamo qui: &lt;a href="http://www.facebook.com/topic.php?uid=38757292108&amp;topic=5590&amp;ref=mf" rel="nofollow"&gt;http://www.facebook.com/topic.php?uid=38757292108&amp;topic=5590&amp;ref=mf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-1621131154097715209?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/1621131154097715209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=1621131154097715209' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/1621131154097715209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/1621131154097715209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2009/09/12-agosto-2009-sognado-guvano-si.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-9093501950356018798</id><published>2009-09-02T23:33:00.006+02:00</published><updated>2011-04-20T10:36:48.138+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Filattiera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Natura e torrenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Villafranca'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;29 GIUGNO 2009: RITORNO ALLA CASCATA DELLA MONIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/qvKqldG-cWg" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;Durante i giorni della festa della fame e della sete, non siamo proclivi a lunghe escursioni in macchina o a piedi. Torniamo allora alla cascata della Monia, tra Irola e Gigliana, passando però da quest'ultima. (Due anni fa avevamo risaliti il corso del torrente da Irola, praticamente il percorso al rovescio).&lt;br /&gt;Guida d'eccezione, Giovanni; accompagnatore capo Roberto; accompagnatore in seconda Paolo. Confidiamo nelle doti di segugio di Giovanni, che ha raggiunto la Monia da qua altre volte. Cominciamo a scendere lungo una facile sterrata che dopo poco si restringe e diventa un piccolo sentiero. E da qua in avanti è stata un'odissea. Forse i fumi della festa, forse il sole a picco, forse l'età che avanza: la nostra guida si è persa. Vaghiamo tra improbabili strisce di terra battute solo dai cinghiali, piccoli spiazzi dove ci conforta un po' il sole, e rovi che martoriano le nostre gambe (ma che poi insegneremo come fossero trofei). &lt;br /&gt;Paolo comincia a brontolare, a dire il vero, non hai mai smesso. Come per la via Francigena in bicicletta si pente di essere venuto accusandomi di averlo ingannato. Roberto invece è positivo, tasta il terreno, annusa l'aria e indica la strada. &lt;br /&gt;In un modo o nell'altro, percorrendo per qualche metro anche un canale, riusciamo a trovare il vasto prato che precede la Monia e scendiamo finalmente nel torrente. In pochi minuti ecco la cascata, rimasta maestosa e spettacolare, con il mulino diroccato a guardia sulla destra. &lt;br /&gt;Il tempo non invita a fare un bagnetto e decidiamo indagare più a fondo il mulino. Le vecchie macine sono ancora lì, belle ed inaccessibili, poi più in alto ecco il pozzo. Giovanni la prova e scende, non è profondo e ci sono scalini in ferro. &lt;br /&gt;Apprezziamo l'iniziativa. A questo punto, con Paolo già provato da una caduta in acqua, con evidenti segni su una tibia e una faccia che è tutto dire, invece di tornare sui nostri passi, aggiriamo la cascata in alto sulla destra alla ricerca di un sentiero che ci riporti verso Gigliana e che Giovanni aveva già percorso una volta...&lt;br /&gt;Richiamo e ci fidiamo, seguiamo un sentierino battuto, sulla sinistra il torrente che scorre tra piccole gole, a destra il monte. Paolo prende improvvisamente l'iniziativa ed afferma di sapere dove bisogna andare. Scendiamo un momento nel torrente, non senza difficoltà, per ammirare uno scorcio particolarmente suggestivo. Ovviamente ci riproponiamo di risalire il torrente partendo da sopra la cascata. Saliamo e saliamo e finalmente, proprio quando comincia a piovere, troviamo un campo recintato, segno inequivocabile della presenza umana, dal quale passiamo per fare ritorno stancamente verso Gigliana, prima tra i boschi, dove troviamo una strana formazione del terreno, quasi come fosse il buco lasciato dallo scoppio di una bomba, e poi per strade sterrate prive di interesse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-9093501950356018798?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/9093501950356018798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=9093501950356018798' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/9093501950356018798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/9093501950356018798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2009/09/29-giugno-2009-ritorno-alla-cascata.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/qvKqldG-cWg/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-2399331541861419997</id><published>2009-08-30T00:48:00.004+02:00</published><updated>2011-04-20T10:27:32.545+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Filattiera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Natura e torrenti'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;28 GIUGNO 2009: IL RIO CUCCARELLO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il Rio Cuccarello rimbalzava nei nostri discorsi su possibili avventure lunigianesi da un po' di tempo. Matteo e Marco ne parlavano in continuazione, delle meraviglie di questo canale, soprattutto per la sua pescosità. E quindi, finalmente, una brutta giornata di fine giugno, con il cielo carico di nuvole, partiamo alla volta della Rocca Sigillina, a Filattiera. Io, Matteo e Giovanni, sconsideratamente incuranti del tempo proviamo a raggiungerlo. Un primo tentativo di scendere del torrente lo facciamo nei pressi del ponte che porta alal Rocca Sigillina arrivando da Caprio. Comincia però a piovere e il sentierino è stretto stretto. Ci ripariamo un momento sotto il ponte, ma non sembra avere voglia di smettere. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-WQgtPpfrVr0/Ta6XVh6Z65I/AAAAAAAAA9A/pUgxGcUte4Y/s1600/IMG_1639.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-WQgtPpfrVr0/Ta6XVh6Z65I/AAAAAAAAA9A/pUgxGcUte4Y/s200/IMG_1639.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597577783004490642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Matteo ha un'idea e propone di vedere il Cuccarello più a monte. Riprendiamo la macchina e in breve siamo oltre la Rocca e parcheggiamo dopo aver percorso un breve tratto di sterrata nei pressi dell'oratorio della Madonna della Guardia, di cui ignoravo completamente l'esistenza. Qui parte una bella mulattiera al lato del santuario, che secondo Matteo ci porterà dritti dritti nel canale. Ha spiovuto un pochino e partiamo, parlando del più e del meno, sulla condizione fisica di Giovanni, da qualche tempo a questa parte carente e delle avventure di Matteo come pescatore. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-Fi4OglSRdKs/Ta6X3rd46iI/AAAAAAAAA9I/yNiU40bSBjs/s1600/IMG_1640.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Fi4OglSRdKs/Ta6X3rd46iI/AAAAAAAAA9I/yNiU40bSBjs/s200/IMG_1640.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597578369684793890" /&gt;&lt;/a&gt; Dietro di noi si apre la valle e ammiriamo una bella vista della Rocca Sigillina, ma del Cuccarello neanche l'ombra. Saliamo e saliamo (dolcemente), sulla sinistra scopriamo una gigantesca roccia posta sul precipizio, ma poco più. Ricomincia a piovere e comincia a farsi battente, nessun riparo in vista, nessuna capanna di pastori o simili. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-dqK71bF8Ua8/Ta6Yl_n2Q1I/AAAAAAAAA9Q/vI1XqNeU-yU/s1600/IMG_1650.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-dqK71bF8Ua8/Ta6Yl_n2Q1I/AAAAAAAAA9Q/vI1XqNeU-yU/s200/IMG_1650.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597579165369254738" /&gt;&lt;/a&gt; Proseguiamo imperterriti e quando finalmente arriviamo, la pioggia ha reso molto scivoloso il greto del Cuccarello e i sassi. Stavolta rinunciamo, torniamo sui nostri passi bagnati fradici incontrando anche fungaioli e cacciatori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-2399331541861419997?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/2399331541861419997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=2399331541861419997' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/2399331541861419997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/2399331541861419997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2009/08/il-rio-cuccarello-il-rio-cuccarello.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-WQgtPpfrVr0/Ta6XVh6Z65I/AAAAAAAAA9A/pUgxGcUte4Y/s72-c/IMG_1639.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-610458461781909281</id><published>2009-04-21T23:27:00.003+02:00</published><updated>2009-04-21T23:37:55.332+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Per gentile concessione di Sandro Santini dell'Associazione Manfredo Giuliani per le ricerche storiche ed etnografiche della Lunigiana:&lt;br /&gt;Estratto da STUDI LUNIGIANESI, Voll. XXXVI-XXXVII, Anno XXXIV.XXXV-2006-2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;LE VIE DI COMUNICAZIONE TRA LA PIANURA PADANA E LA LUNIGIANA, DALL'ANTICHITA' AL MEDIOEVO: UN POSSIBILE SISTEMA DIFENSIVO BIZANTINO SUL BORGALLO/ BRATTELLO. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi la definizione di via si associa a quello di percorso, ovvero alla necessità di ognuno di raggiungere in genere, una meta nel minor tempo e disagio possibili. Non vi sono differenze fra tragitti commerciali, turistici e militari per spostamenti a lungo raggio.&lt;br /&gt;Spesso poi il concetto di strada si identifica con quello di autostrada, che se non sempre collega due punti con il percorso più breve, permette però velocità e tempi di percorrenza non paragonabili. &lt;br /&gt;Nell’antichità e nell’alto medioevo, fatta qualche eccezione per le grandi vie consolari, i traffici commerciali potevano differenziarsi da quelli religiosi e militari, in quanto i primi esigevano strade con percorsi più dolci per il trasporto delle merci, evidentemente a scapito del tempo di percorrenza. &lt;br /&gt;I percorsi religiosi, oggi diremmo anche turistici, erano legati alla sicurezza dei luoghi, vedi disboscamento laterale delle strade, controllo delle autorità locali ed alla presenza di “xenodochia” ed “hospitalia”, nonché di luoghi di devozione personali, per cui il pellegrino poteva a volte deviare dal percorso originariamente stabilito. &lt;br /&gt;Le vie militari, in un tempo in cui non vi erano ancora le ingombranti macchine da guerra, seguivano sempre il percorso più breve, ancorchè più ripido e/o soggetto ad incursioni dei locali. &lt;br /&gt;Può però spesso sfuggire che le esigenze di  un esercito fossero diverse da quelle attuali. Un esercito non utilizzava una strada, ma un territorio, ovvero a meno di necessità contingenti, occupava spazi vitali dove si procacciava il cibo razziando e distruggendo. &lt;br /&gt;Ciò era ancora più evidente in montagna, dove l’assenza di grandi estensioni coltivabili ( i Romani si fermavano in pianura a mietere il grano), costringeva le truppe a transitare ed a dislocarsi in ampi territori.&lt;br /&gt;Sembra confermarlo la presenza di toponimi legati al probabile  passaggio di Annibale, proveniente da Casteggio ( PC ) e diretto a Lucca, in zone poste lungo strade diverse, seppure confinanti ( Buzzò di Albareto in Valtaro, Vignola nella valle del Verde ), mentre si dà per scontato che Annibale sia transitato solo lungo il Borgallo e Brattello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste poche considerazioni ci rafforzano la convinzione che si debba piuttosto parlare di “Area di via o di strada” (1), ovvero di gruppi di strade parallele ma concorrenti, che univano due luoghi e che a seconda delle necessità potevano essere usate singolarmente o collettivamente&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Peraltro le comunicazioni tra la Padania e la Lunigiana non conoscono, almeno sino all'arrivo dei Longobardi, momenti di grande valore storico ed economico.&lt;br /&gt;Le vie esistenti, come vedremo, servivano a sviluppare commerci locali, come quelli fra le tribù liguri, abitanti l'Appennino.&lt;br /&gt;La grande massa dei commerci si svolgeva fra la Toscana, l'Adriatico, e la pianura Padana, tramite le grandi vie consolari, Emilia, Aurelia, Flaminia, o comunque utilizzando ancora prima dei Romani, passi posti ad est della Cisa.&lt;br /&gt;Gli stessi Etruschi, popolo commerciante per eccellenza, i Celti, ed anche i Romani, difficilmente utilizzavano i passi sul nostro Appennino per giungere al mare.&lt;br /&gt;Al di là dell'impervietà dei luoghi, per altro non dissimili da altri in regioni contigue, riteniamo che proprio la presenza dei Liguri, popolo fiero, bellicoso, indipendente e chiuso, come poi scoprirono i Romani, abbia di fatto impedito lo svilupparsi di relazioni con le popolazioni loro confinanti.&lt;br /&gt;Questo, come detto, fino al periodo longobardo, dove per necessità belliche fu utilizzata compiutamente la Via di Monte Bardone ( Mons Langobardorum), che nei secoli attivò lo sviluppo di diverse vie di comunicazione parallele e trasversali, sia naturali che artificiali. &lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Parliamo genericamente di vie di comunicazione, in quanto l’evoluzione, nel corso dei  secoli,&lt;br /&gt;nell'uso di queste vie, a volte primariamente militare, a volte commerciale o di devozione, fa si che questo termine possa conglobarne tutti i differenti utilizzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I vari periodi storici differenziano una viabilità naturale da una artificiale.&lt;br /&gt;Questa, prodotta dal lavoro dell'uomo, prevale nei secoli in cui vi è un forte potere centrale o locale. La costruzione di strade, massicciate, ponti, ricoveri, e soprattutto la loro manutenzione, è propria  infatti del periodo romano e dell'età moderna.&lt;br /&gt;La viabilità naturale è invece propria dell'antichità e poi riprende nell'Alto Medioevo, con il dissolversi dell'impero Romano (476 d.c.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per viabilità naturale si intendono le vie create dall'uomo, con il suo continuo passaggio, sfruttando le possibilità offerte dal terreno. Tali strade, in montagna, sono poco più che sentieri o mulattiere. In pianura possono essere anche carrabili, con una larghezza di circa 3 metri.&lt;br /&gt;Nei centri più importanti si poteva avere un acciottolato a spina di pesce o a filari. In montagna, in genere, utilizzavano i crinali ad andamento rettilineo, ad altezze costanti, esposti al sole e privi di guadi; abbandonandoli quando le cime si presentavano troppo irte. Si modificavano per ragioni politiche, commerciali, o fisiche (frane), e si autoriproducevano col passaggio degli utenti. &lt;br /&gt;Non richiedevano manutenzione e collegavano sempre due punti con il percorso più breve. Si può affermare, in realtà, che nei vari periodi, nessuna via sia mai stata abbandonata in toto. Su di ognuna si è sempre svolta un'attività di scambi locali, mai venuta meno nel tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le prime tracce sull'utilizzo di vie naturali sul nostro Appennino risalgono all'età del rame. Sulla via del Faggio Crociato ( Due Santi ), all'altezza del prato dell'Ortighetta, in una torbiera, ove quindi prima vi era un lago, è stata trovata una cuspide microlitica in diaspro a testimonianza di un accampamento di cacciatori (2) Fra il Brattello ed il Molinatico, a 1139 m. di altitudine, sono state rinvenute due lunghe cuspidi riferibili al neolitico finale ed alla prima età del bronzo(3). &lt;br /&gt;All'età del bronzo (900 a.c.) è riferito il sito di altura sulla grotta di Patigno, nel comune di Zeri (4). Altre tracce di insediamenti preistorici sono state rinvenute lungo le direttrici dei passi del Brattello, del Borgallo e del Cirone a conferma dell’uso millenario di tali vie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli stessi  Etruschi, comunque potevano utilizzare saltuariamente, a scopi commerciali queste vie. Sulla strada dei Due Santi, a Monte Ribone, è stata rinvenuta infatti, incisa su di un masso, una iscrizione etrusca, tradotta in: “Io (sono il segnacolo funerario) di Sepu”, nome etrusco; a Monteriggioni di Siena è conosciuta la tomba dei “Calisna Sepu” (5).&lt;br /&gt;Due vie erano utilizzate principalmente nell'età del ferro dai Liguri. La più importante era l’Alta via dei Monti Liguri (6) che andava dal Col di Tenda all'Abetone.&lt;br /&gt;Correva lungo il crinale dell'Appennino. La usavano per trasportare lo stagno dell'Etruria, che insieme al rame della Val Trebbia, serviva a produrre il bronzo; metteva altresì in comunicazione le varie tribù liguri: i Friniati ed i Veleiati sul versante di Modena, Reggio e Parma e gli Apuani ed i Tigulli sul versante tirrenico&lt;br /&gt;Si parla anche della tribù dei Taurasini, stanziata nelle valli Taro, Ceno, Magra e Parma,da cui deriverebbe il toponimo valtarese Turris , ma la loro presenza in quelle valli non è accertata.( 7).&lt;br /&gt;Un'altra via conosciuta origineva nel parmense dall'attuale Rubbiano di Solignano, nella penisola originata dalla confluenza del Ceno col Taro. Li è stata individuata (8) la sede di un “conciliabulum” ligure, che prendeva il nome dal dio Robeo, divinità delle acque.&lt;br /&gt;Nella sede del conciliabolo, i Liguri, devoti a Mercurio, tenevano commercio e  praticavano i loro riti religiosi (9). Il luogo, in caso di attacco nemico, permetteva un facile sganciamento verso i retrostanti castellari. &lt;br /&gt;Tale via, saliva lungo la Val Ceno, sul monte Barigazzo. Dì lì scendeva in Val Noveglia (Noveglia, Gravago), saliva sul passo Santa Donna, scendeva lungo i crinali della Val Vona sino all'attuale Borgotaro. &lt;br /&gt;Dalla Valtaro poteva salire per il Borgallo e di là verso la Valle del Verde e la Val di Magra. In alternativa poteva salire lungo la sinistra del torrente Tarodine o del torrente Gotra per raggiungere il passo del Faggio Crociato o la Foce dei Tre Confini. Di là, lungo lo Zerasco o la via di crinale fra la Val di Magra e la Val di Vara, poteva raggiungere il porto di Ameglia ed il mare.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Tali vie  furono utilizzate poi anche dai Romani. La conquista romana dell'Appennino fu attuata dopo quella della pianura con la guerra contro i Galli (10). &lt;br /&gt;La romanizzazione dell'Appennino probabilmente fu completata solo dopo il I° Sec. D.C.&lt;br /&gt;L’ organizzazione fondiaria romana faceva capo al “municipium”, diviso a sua volta in “pagi” , che nelle nostre zone riprendevano la circoscrizione ligure dei “conciliabula ”, e in “vici” e “loci” . Nella valle del Verde è stato identificato dal Giuliani (11) il “pagus Vignolensis” che probabilmente confinava con il “Dianius” nella zona dell'Alta Valtaro (12).&lt;br /&gt;Lo “Statellius”, nell'Alta Valceno (12) confinava con il “pagus Minervius” della “Respublica Lucensium” (Lucca), i cui terreni si estendevano quindi al di là del crinale tosco-emiliano, come è documentato dalla TAV (tabula alimentaria veleiate), scolpita nel 102/103 D.C., sotto Traiano e ritrovata nel 1747 (13). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La viabilità romana riconosceva due importanti vie: l'Emilia (Marco Emilio Lepido: 220 A.C.) che andava da Piacenza a Rimini, dove incontrava la Flaminia e l'Aurelia (Aurelio Cotta: 251 A.C.). Le vie consolari erano larghe dai 4 ai 7 metri. &lt;br /&gt;Il fondo era costituito da più strati sovrapposti di pietre e sassi di diverso diametro, legati con malta e terra compatta, ghiaia e calce, con sopra blocchi di pietra squadrati. Lo spessore era di un metro. Su queste strade la velocità media era a piedi di circa 5 Km all'ora, e di circa 10/12 Km a cavallo. Tali strade venivano disboscate a destra e a sinistra per dodici stadii (14).&lt;br /&gt;La deduzione a colonia di Parma e Piacenza nel 183 A.C. e lo stanziamento dei coloni romani e Luni nel 177 A.C., dopo la vittoria sui liguri, pose agli stessi il problema di collegare Velleia a Luni, ovvero Parma a Lucca e Pisa, ad incontrare l'Aurelia.&lt;br /&gt;Nel 106 A.C., M. Emilio Scauro, aprì la cosiddetta “Via Emilia Scauri”, che partendo dall'Aurelia, dopo avere seguito il corso del Magra e forse valicata la Cisa ( da “coesa”) (15), arrivava a Fornovo e di lì a Borgo San Donnino (Fidenza). &lt;br /&gt;Da Luni si collegava anche a Lucca; più che sulla litoranea, a volte impaludata, probabilmente seguiva l'itinerario: Luni, Passo dei Carpinelli sulle Apuane, Gragnola, Casola Lunigiana, Pieve di San Lorenzo, Valle del Serchio (16) , nonostante queste fossero ancora zone pericolose per la presenza dei Liguri, ancorché pacificati, e ancora presenti nella città toscana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tito Livio (17) segnala anche la antecedente presenza della Placentiam-Lucam. Su questa via il console Sempronio, dopo la battaglia del Trebbia con Annibale, si ritirò a svernare a Lucca. Lo stesso Annibale dopo avere trascorso l’inverno, probabilmente a Casteggio (Clastidium ), deposito delle riserve alimentari dei romani, che aveva conquistato prima della battaglia del Trebbia, dovrebbe avere utilizzato tale via per recarsi a Pistoia, tramite Lucca, allontanandosi dai quartieri invernali, pur non distanti da Piacenza, senza farsi notare dai Romani. &lt;br /&gt;Passò quasi certamente per l'alta Val Gotra dove vengono segnalati, come detto, toponimi legati ad Annibale ( il prato di Anniballo ) e per la valle del Verde ( la strada di Annibale) (18). &lt;br /&gt;Secondo Dall'Aglio il percorso si snodava dalla Val d'Arda (PC) per il passo del Pellizzone, Bardi, Val Vona, probabilmente riprendendo l’antica strada dei Liguri, passo del Borgallo, Val di Magra (19) e quindi da Terrarossa ed Aulla (Aula), lungo il percorso per Gragnola e Valle del Serchio sino a Lucca. &lt;br /&gt;Secondo L. Banti in Atene e Roma , partiva da Piacenza, poi Veleia, Bardetti, Metti di Bore, Villora, Pieve di Casanova e Bardi dove si innestava  sul tracciato descritto in precedenza. &lt;br /&gt;Tale via fu attiva anche nel periodo imperiale; infatti, come già detto, la “ Respublica Lucensium “ aveva possedimenti in diverse zone della Val Ceno tra cui il “ saltus praediaque Bitunias” (Bedonia) ed il “saltus prediaque Berusetis” (Berceto) e anche nella zona di Medesano.&lt;br /&gt;Rimase importante anche nel periodo longobardo e in quello feudale, poiché permise di mantenere i collegamenti fra Piacenza e l’alta Valtaro-Ceno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La dissoluzione dell'Impero Romano d'Occidente (20) e quindi la caduta di un forte potere centrale e anche locale, provocò un notevole cambiamento nella viabilità. e strade romane, non più curate e spesso depredate del materiale, che veniva usato per le costruzioni, andarono in rovina; i ponti non furono più riparati. &lt;br /&gt;Aumentò l'insicurezza, e le popolazioni, ritirandosi sulle montagne, lontane dal pericolo saraceno, iniziarono a servirsi di nuove strade, o piuttosto a riattivare la vecchia viabilità naturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per altro i collegamenti fra la Padania e la Lunigiana rimasero ancora secondari, in quanto i grandi flussi viari, sino all'arrivo dei Longobardi, seguivano, come anticipato, il litorale Adriatico ( Via Emilia – Flaminia ) ed  i passi posti più ad est della Cisa, che collegavano Bologna ( l'etrusca Felsina ), con Firenze e la Toscana.&lt;br /&gt;Come detto i Bizantini, vinti dai Longobardi, si trincerarono nell'Esarcato di Ravenna che controllava il litorale Adriatico. &lt;br /&gt;Occupavano ancora Luni, conquistata dai Longobardi solo nel 644, e la “Maritima tirrenica”.&lt;br /&gt;I Longobardi, che avevano necessità di rapportarsi con propri ducati dell'Italia centrale, dovettero dirottare i propri traffici verso ovest; verso la Cisa o via di Monte Bardone.&lt;br /&gt;I Longobardi di Parma occuparono infatti la Val Baganza, Berceto, e la media Valtaro sino a Solignano (Castrum Nebla). &lt;br /&gt;Sembra ormai certo (21) che i Longobardi di Piacenza invece conquistassero nel 594 l'alta Valtaro, con probabile eccezione dell'antica Turris poi Torresana ( Borgo Val di Taro) che come vedremo, fu conquistata probabilmente solo poco prima del 644 d.c..&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Che invece l'alta Valtaro fosse longobarda già alla fine del VI sec., sembra provato (22) dal fatto che nel 612 fondarono l'Abbazia di Bobbio, dalla quale partì l'evangelizzazione dell'Appennino, con influenze anche su Brugnato e Pontremoli.&lt;br /&gt;Se non avessero già raggiunto ed occupato i crinali dell'Appennino (23), l'Abbazia sarebbe stata soggetta agli attacchi dei Bizantini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comitatus Torresianus ( Anonimo Ravennate VIII sec. e Abate Wala, Bobbio 833 dc ), di cui faceva appunto parte la” curtis Turris” borgotarese ( 24), si estendeva probabilmente fra  Varsi ad ovest del monte Abdon, attuale S. Donna, Borgotaro, Bardi, Solignano, sino a Lavagna e al mar Ligure, seguendo il crinale dell’ appennino tosco- ligure- emiliano. &lt;br /&gt;Era un sistema difensivo anti longobardo,formato da diverse”Turres”, consolidatosi poi nel periodo carolingio. Dopo la vittoria longobarda, la” Turris “ valtarese divenne capitale del Comitato e sede di un Gastaldato.&lt;br /&gt;I re longobardi assegnarono quindi il territorio facente capo alla “ curtis Turris “ al Monastero di Bobbio ed i monaci costruirono una  piccola “ cella  “(862 dc ), sulla riva destra del Taro che darà origine alla Pieve di San Giorgio, situata sulla sponda destra del fiume, nella zona della attuale stazione ferroviaria; anche se viene prospettata anche l’ipotesi che avessero riutilizzato una precedente chiesa edificata dai bizantini.&lt;br /&gt;Nel IX e X sec si rafforzò quindi il dominio dell’ Abbazia bobbiense di San Colombano sulla “curtis di Turris cum appenditiis suis “ (fra queste anche il Groppo di Albareto), di cui  costituiva una delle più importanti possessioni. Altre “curtes” erano a Calice di Bedonia e a Varsi. &lt;br /&gt;Ad Albareto, nel IX sec., vi erano anche importanti possedimenti dell’Abbazia di San Caprasio di Aulla; a Buzzò e Gotra aveva proprietà l’Abbazia di Bugnato.&lt;br /&gt; La”curtis “era divisa in 47 livelli con 38 consorti. Il Monastero percepiva annualmente 500 moggia di grano, 15 anfore di vino, 4 denari ,40 polli ed uova, 21 montoni, 50 libre di olio e numerose opere. &lt;br /&gt;Nel tempo, dove il Tarodine sbocca nel Taro, vi si costituirà il centro di “ Turrexana ”(Torresana), probabilmente situato sulle due sponde, unite da un ponte (Pontolo?). &lt;br /&gt;I Longobardi, padroni del passo di Monte Bardone e dei crinali posti ad est dello stesso, giunti al valico utilizzavano l’Alta via dei monti Liguri per raggiungere Lucca. &lt;br /&gt;La usarono anche per conquistare, nel 665, Forlimpopoli (25), nell'Esarcato, senza che i Bizantini si   accorgessero del loro arrivo.&lt;br /&gt;I Longobardi, a difesa delle loro vie di comunicazione edificarono diverse Abbazie ( Bobbio, Nonantola, Berceto, Tolla, Gravago) che servivano anche come ricovero per pellegrini, viandanti ed ammalati. &lt;br /&gt;Con la conquista di Luni e della Maritima ( 644.d.c.  ) e soprattutto con l’avvento dei Franchi la via proseguì dalla Lunigiana sino a Roma.&lt;br /&gt;Il percorso nel corso dei secoli si modifica. Compaiono nomi di località nuove; altre scompaiono o non sono rintracciabili. Ne fanno fede i diari di pellegrinaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 723/26 San Winnibald si reca a Roma;  nel 900 San Dunstano dall'Inghilterra sino all'Urbe.&lt;br /&gt;Nel 900 Sigeric, arcivescovo di Canterbury, va dal Papa a ricevere la stola con croce.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Cita Luni ( Sce Stephane), Aguilla ( Aulla), Pontremel; poi Sce Benedicte (Montelungo), Sce Moderanno (Berceto).  &lt;br /&gt;Indi Philemangenur ( Felegara), Metane ( Medesano ) e Sce Donnine ( Fidenza ). &lt;br /&gt;Dopo di lui l’Abate Nikulas proveniente  dall'Irlanda e diretto a Gerusalemme; indi Filippo Augusto re di Francia, al ritorno dalla terza crociata nel 1191.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sostanza il percorso medioevale, nel parmense, prendeva le mosse da Borgo S. Donnino, la romana Fidentia Julia, dove passava davanti all'importante duomo romanico con sculture dell’Antelami, e dove si trovavano diversi xenodochia ed ospedali. &lt;br /&gt;Deviava a sud, a Coduro (el Co duro), lungo il tracciato della via Emilia Scauri, poi S. Margherita, dove esiste il toponimo “Via Francesca”(26), dove “via” è parola romana e “strada” invece medioevale. &lt;br /&gt;Indi Borghetto Lanzabardonis di Noceto, dove la via comune del paese è definita “il Camino”, come il pellegrinaggio a Santiago di Compostela; poi Medesano ( Castrum Medexane ), dove alcuni territori appartenevano già nel 805 alla chiesa di Lucca .&lt;br /&gt;Ancora Felegara, poi Fornovo, sede della pieve romanica di S. Maria Assunta, la cui giurisdizione , come già il pagus Mercurialis, arrivava sino a Berceto. &lt;br /&gt;Già in epoca romana vi sorgeva un ponte, ricostruito nel medioevo, con xenodochio e chiesa dedicata a S. Nicolò, gestiti dai Cavalieri di Altopascio. &lt;br /&gt;A Fornovo si incontrava il ramo che veniva da Parma lungo la direttrice S. Pancrazio, Vicofertile, Collecchio, tutte sedi plebane (27). &lt;br /&gt;La strada proseguiva per la valle dello Sporzana verso Respiccio ( De Rivo Spitio ) con xenodochio. Indi Bardone dove troviamo la pieve romanica di S. Maria Assunta con sculture antelamiche. &lt;br /&gt;Poi Terenzo, Cassio, dove sorgeva lo xenodochio di S. Ilario ed il priorato di S. Benedetto, dipendenti dall'Abbazia di Leno di Brescia. &lt;br /&gt;Passava poi da Castellonchio e Berceto, la cui Abbazia, fondata nel 712 da Liutprando, prese il nome da S. Moderanno, che stabilitosi a Berceto nel 719, vi morì ( in summa, quoque, Bardonis alpe, monasterium quod Bercetum dicitur, aedificavit, scrive Paolo Diacono nella Historia Langobardorum dell’VIII sec). &lt;br /&gt;Dal Tugo, saliva alla Cisa, dove sorgeva un ospizio ( S. Maria della Cisa ) fondato da un gastaldo longobardo.&lt;br /&gt;Nella discesa verso il mare incontrava Montelungo, con l'ospedale di S. Benedetto, indi Succisa con la chiesa di S. Felicita, Mignegno e poi Pontremoli. &lt;br /&gt;Lì, in primis, la chiesa di S. Giorgio, dipendente dall’Abbazia di Leno di Brescia con xenodochio ed altre importanti realtà ecclesiali.&lt;br /&gt;Dopo, Filattiera, con la pieve di S. Stefano di Sorano e la chiesa di S. Giorgio. &lt;br /&gt;Proseguiva per Villafranca ( Lealvile ), Fornoli con la chiesa di S. Maria di Albaretulo ( la Chiesaccia ) e ospizio, dove si trovano tracce dell'antica pavimentazione. &lt;br /&gt;Il ramo originale proveniente da Filattiera proseguiva probabilmente per Filetto e di lì per Bagnone; con un ponte sull’omonimo torrente giungeva a Virgoletta con diramazioni per Villafranca e Castiglione del Terziere, e lungo il torrente Carpena, per Terrarossa. E’ ancora indicata in alcuni tratti, dove esiste ancora l’antico acciottolato, come “via romana”.&lt;br /&gt;Il percorso proseguiva per Aulla, con l'Abbazia di S. Caprasio, dove riceveva le vie provenienti dal parmense e dal reggiano; poi Caprigliola con il castello, S. Stefano, Sarzana e Luni, Lucca, Siena, Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine del XII secolo, la strada, ormai Francigena ( dai Franchi ), conobbe un appannamento. La riapertura di passi più ad est come il passo dell’Osteria bruciata, sostituito poi dal passo del Giogo e  ancora nel XVIII sec. da quello della Futa, che portava a Firenze, avevano di fatto spostato il baricentro dei commerci. &lt;br /&gt;Dopo Lucca e Siena si imponeva appunto Firenze.&lt;br /&gt;Alla fine del XV sec. la francigena era ridotta ad una via locale. &lt;br /&gt;Manfredo Giuliani (28) sostiene che tale via era già secondaria ad altre vie dell'Appennino centrale, già usate da Umbri, Galli ed Etruschi.&lt;br /&gt;Infatti in Val di Magra non si trovano opere romane, che rivelino l'esistenza di una grande via militare. Anche dal punto di vista dei traffici locali, poteva considerarsi importante quanto il Brattello. &lt;br /&gt;Fu comunque una via considerevole, non solo per l'uso che ne facevano i pellegrini diretti a Roma, in Terrasanta ( i palmari ) ed a Santiago di Compostela, ma anche per la presenza di xenodochia ed hospitalia gestiti dalle varie congregazioni religiose, che davano alloggio ai viandanti. Questo continuo flusso di interscambi permise di mantenere viva la tradizione orale, nonché  il propalarsi, in un periodo buio, delle vicende contemporanee.&lt;br /&gt;Importante fu anche l'influsso che ebbe nello sviluppo dell'arte con l'esempio dei maestri comacini, dell'Antelami e del Lanfranco, che edificò il battistero di Parma ed il duomo di Modena.&lt;br /&gt;Lo sviluppo della Francigena, quindi dei commerci fra la pianura padana ed il mare, portò anche alla ripresa di diverse vie, che se nella parte lombarda erano solo parallele a questa, nella parte lunigianese finivano per essere tributarie dell'arteria maggiore.(29)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Bobbio ,centro di irradiazione del Cristianesimo, saliva a partire dal VII sec. la via degli Abati, usata dai religiosi per raggiungere la sede papale di Roma e lungo la quale venivano trasportate anche le derrate alimentari per l’importante Abbazia longobarda di San Colombano, provenienti dai notevoli possedimenti nel Nord Italia, in Valtaro-Ceno e Toscana, nonché da pellegrini provenienti dal Nord Europa. Questa via, riscoperta recentemente grazie al lavoro del Magistretti, da Farini, Groppallo, Boccolo, scendeva a Bardi. Di lì, probabilmente lungo il percorso della Placentiam – Lucam  si dirigeva in Val Noveglia al monastero di Gravago, fondato nel 737 e già citato in un documento nel 744, come quello di Tolla.&lt;br /&gt;Saliva poi al passo S. Donna e di lì in Val Vona, dove poi sorsero i castelli dei Platoni, signori di Torresana. &lt;br /&gt;La strada da Valdena (Hena), dove fu edificato un maniero della citata e potente famiglia, si inerpicava per i passi del Borgallo e del Brattello.&lt;br /&gt;Nasceva quindi nella zona dove si trovava l’antica Pieve di San Giorgio e nelle vicinanze della fortificazione bizantina “ Turris “, posta probabilmente sulla sinistra del Taro, sulle pendici della Val Vona, forse in località Cappella, dove doveva trovarsi, secondo il Rameri, la scomparsa chiesa di “ San Colombano ad Turrem”(XIII sec) . &lt;br /&gt;Ci sembra importante per questo, soffermarci sull’origine e sullo sviluppo  dell’attuale Borgotaro, nel periodo che va dai Bizantini ai Piacentini, passando per il dominio malaspiniano, anche perché a partire dal XI sec, compare nelle cronache il nome di un castello, quello di Ena ( Hena, poi di Monte grosso, secondo il Boccia ), di cui peraltro non esistono studi archeologici, ma che riveste una notevole importanza nel controllo militare delle due vie. &lt;br /&gt;Lo dimostra, come vedremo, l’ impegno profuso dai Piacentini e dai Malaspina nel XII sec. per assicurarsene il possesso o la distruzione. In particolare si può ritenere che i legami parentali fra il ramo dei Platoni, proprietari del castello, ed i Malaspina, fossero dovuti a contratti matrimoniali, piuttosto che ad una ascendenza comune, non documentata.     &lt;br /&gt;Qui emersero una serie, come nella valle dei Cavalieri di Parma (Vallisneri) , di livellarii, ultimo gradino di nobili ( milites): i Platoni. &lt;br /&gt;Nell’XI sec i discendenti di Plato Platoni presero possesso dei beni della “curtis Turris “, che di fatto erano però di proprietà dell’ Abbazia di Bobbio. &lt;br /&gt;Secondo un testamento, poi considerato falso (30), Plato avrebbe diviso i suoi beni e castelli fra i figli; in particolare avrebbe lasciato al figlio Rolandino il castello di Hena e le terre site “ultra Tarum et inter Varaculam et  Goteram ( torrenti Varacola e Gotra)  usque ad sumitatem Burgali, Crucisferae  (Passo delle Cento Croci?) et caprae mortuae montium” ( 31 ). &lt;br /&gt;Dalla frantumazione  del consorzio feudale, si formarono una serie di famiglie, i Granelli, i Lusardi ed i Rossi che continuarono ad appellarsi “ seu de Platis “ e che per anni dominarono la scena  del territorio valtarese.&lt;br /&gt;Il Capacchi ( 32 ) asserisce altresì vera la notizia del Crescenzi ( Corona della nobiltà italiana ) e riportata anche dal Rameri, che già nel 1022 i Platoni fossero anche i feudatari del castello di Pietramogolana, citato nel 674 nel giudicato del re longobardo Pertarido per una diatriba di confine fra i ducati di Parma e Piacenza. &lt;br /&gt;Il frazionamento del territorio suscitò, come prevedibile, le mire dei potenti vicini, soprattutto Obertenghi quali i Malaspina e Pelavicino. &lt;br /&gt;In particolare Oberto, capostipite degli Obertenghi, già nell’XI sec. aveva ottenuto dal sovrano la disponibilità della parte beneficiaria, che aveva a sua volta infeudato ai livellari, futuri nobili locali, che si opposero poi ai discendenti degli Obertenghi stessi.&lt;br /&gt;Nel 1141 i Malaspina dovettero cedere al Comune di Piacenza i diritti sul “castrum cum curia”(33) di Compiano, che poi glielo reinfeudò. &lt;br /&gt;In seguito, il Comune di Piacenza occupò la Valtaro, ottenendo dai Valtaresi ( 34 ) la sottomissione a Cereseto (Compiano). Restituì loro in feudo gli allodi e i livellari che avevano ceduto e la metà di quanto avevano ottenuto dai loro feudatari Alberto Malaspina, Oberto Pallavicino, Corrado Cavalcabò ( consorte degli Obertenghi) e Gerardo di Cornazzano. &lt;br /&gt;Nel 1166 Moroello Malaspina di Opizzo, con l’appoggio dei parmigiani e di Federico I riconquistò la Valtaro. &lt;br /&gt;Nel 1168, dopo la sconfitta dell’Imperatore, si alleò con la Lega e ne mantenne il controllo.&lt;br /&gt;I Piacentini rioccuparono la Valtaro nel 1184 ed ottennero il giuramento di fedeltà dai signori del luogo , fra cui i fratelli Guiffredo, Guglielmo, Ugo ed Armanno, signori di Ena. &lt;br /&gt;E’ da notare che non si parla mai di casata degli Ena ma dei signori di Ena, in quanto tale cognome non compare nelle cronache della Valtaro. &lt;br /&gt;Nel 1189 i Malaspina furono costretti a vendere ai Piacentini i propri diritti in Valtaro, ed in particolare di Ena stessa. &lt;br /&gt;Ma nel 1191 i signori di Ena con i Malaspina medesimi, il Comune di Parma e gli Odelberti di Pontremoli si ribellarono ai Piacentini. Nel 1194 le forze in campo raggiunsero un difficile accordo per ordine di Enrico VI.&lt;br /&gt;Fu riconosciuto il dominio piacentino sulla Valtaro, con il divieto della ricostruzione del castello di Grondola e della distruzione di quello di Ena, i cui signori, Guifredo, Guglielmo ed Ugo, figli di Armanno, nel 1197, riebbero dai Piacentini i loro diritti, ma con il divieto di ricostruire il castello stesso. &lt;br /&gt;Nel 1195 i Piacentini fondarono o comunque fortificarono il nuovo centro di “ Turrexana, castro et burgo”, poi Borgo Val di Taro, sorto sulla sinistra del Taro.  Nel 1226 vi fu costruita la nuova chiesa dedicata a Sant’Antonino, che nel 1564 assurse a dignità plebana, sostituendo l’antica Pieve di San Giorgio.&lt;br /&gt;La via del Borgallo, da Val d’ Ena ( Valdena), seguendo il corso del Tarodine, giungeva con un irto percorso al passo di Muntis Burgalii, dove si trovava l’Ospedale di San Bartolomeo. &lt;br /&gt;Scendeva poi lungo la valle del Verde dove incontrava i piccoli villaggi di Monti, S. Lorenzo, Navola ( 35 ), Cervara, Veserada, Baselica, conosciuti ancora nel medioevo col nome collettivo di Mulpe ( 36 ). &lt;br /&gt;Prima di Pontremoli giungeva a Vignola, sede dell’antica Pieve di San Pancrazio e ancor prima, secondo il Giuliani ( 37 ), di un Pagus romano.&lt;br /&gt;La strada del Brattello, con andamento più dolce, e quindi secondo il Giuliani, via prevalentemente commerciale, saliva al valico ( 950 m ) e di lì scendeva a Bratto, Braia, Grondola, Traverde sino a Porta Parma di Pontremoli.&lt;br /&gt;Due vie intermedie univano ed uniscono ancora le due strade; la prima sul crinale e la seconda da Grondola a Guinadi, lungo la Verdesina che sbocca nel Verde. &lt;br /&gt;Frequentate già nel Neolitico, il Giuliani riteneva le due vie anteriori di molto a quella di Monte Bardone, che non era considerata, prima dei Franchi, di grande importanza militare. &lt;br /&gt;Pensava, secondo noi a ragione, infatti, di avere individuato ( 38 ) nella strada, poi Lombarda, del Cirone, l’antica via romana Parmam- Pisam.&lt;br /&gt;In particolare, le due vie in oggetto, Borgallo e Brattello, sono state spesso indicate separatamente, come già ricordato, confondendole, senza apparenti motivazioni,ed ignorandone le diversità, tali come il terminale verso la Lunigiana della romana Placentiam- Lucam, della medioevale via degli Abati, proveniente, dall’Abbazia longobarda di Bobbio ed ancor prima dell’ antica via dei Liguri, proveniente dal Concilibulum di Rubbiano di Solignano, ed indagata dal Mariotti. (  39 ).&lt;br /&gt;Ci sorprende però che gli studi sul Borgallo e Brattello siano praticamente inesistenti, se si eccettuano gli scritti di Manfredo Giuliani, che richiama però piuttosto, l’aspetto pagense della via del Borgallo, legata all’ espandersi della fede cristiana nell’ Alto Medioevo e si sofferma sulle lotte medioevali per il possesso di Grondola su quella del Brattello&lt;br /&gt;In particolare non esiste una ricostruzione sul campo ed anche topografica del loro percorso originario, come si è fatto per la strada di Monte Bardone.&lt;br /&gt;In realtà, osservando alcune carte geografiche edite dal XVI al XVIII secolo ( 40), si nota che la via del Borgallo continua ad essere rappresentata in diverse occasioni, molto di più di quella di Monte Bardone, che peraltro aveva da tempo perso l’originaria importanza.&lt;br /&gt;Vengono citati i toponimi “Montis Burgalii o Borgalla”, Ospedale di San Bartolomeo, Navola, Guinadi o Guinale e soprattutto, sempre presente, Cervara..&lt;br /&gt;In particolare in quest’ultima località, viene citato nel 1270 uno xenodochio (Nostra Signora della Cervara) , dipendente dal Monastero di Borzone sul Monte Ghiffi (41) ,legato alla famiglia dei Ravaschieri, consorti dei Fieschi, che a loro volta erano parte degli antichi “ comites de Lavaniae “  ( Lavagna ) e discendenti da una famiglia di “ milites “ degli Obertenghi ( 42), come il Priorato della Madonna al Monte di Mulazzo e quello di Santa Maria del Taro a Tornolo.&lt;br /&gt;Questa continue citazioni stanno ad indicare che tale via ancora nel periodo rinascimentale era attiva e ben conosciuta, nonostante le notevoli improvvisazioni dei cartografi di allora.&lt;br /&gt;Fece sensazione però, nel 1495, dopo il sacco di Pontremoli,  il trasporto da parte delle truppe mercenarie svizzere di Carlo VIII di Francia, delle artiglierie, probabilmente lungo tale tortuosa strada, anziché lungo la via di Monte Bardone, per arrivare sino a Belforte e di li lungo un ramo secondario della francigena a Berceto e Fornovo, castello di Carona, dove fu sconfitto dalle truppe della Lega ( 43).&lt;br /&gt;Compirono, a detta degli esperti militari di allora, un impresa “impossibile”, stante le difficoltà del percorso, totalmente inadatto al trasporto di macchine militari.&lt;br /&gt;Sul Brattello, in tali carte geografiche, vengono citati, seppure in periodi più avanzati Braia, Bratto e sempre Grondola. &lt;br /&gt;Sulla via di Monte Bardone invece più spesso si ritrova citato Montelungo.  &lt;br /&gt;I ritrovamenti bibliografici e quelli toponomastici, ci fanno però ritenere che piuttosto che di due vie separate nello spazio e nel tempo, si possa piuttosto parlare di un sistema viario comune che univa l’ alta Valtaro alla Lunigiana dal periodo preromano a quello medioevale.&lt;br /&gt;In particolare ci sembra naturale che per primi i Bizantini, al tempo della guerra con i Longobardi, avessero ritenuto di dovere fortificare tale sistema.&lt;br /&gt;I Longobardi di Piacenza probabilmente conquistarono, come già detto, la Val Ceno e quelli di Parma, Solignano ( Castrum Nebla ) e quindi la media Valtaro e la Val Baganza sino all’attuale passo della Cisa prima del 594, sotto il regno di Autari, disponendo quindi dei relativi crinali posti ad est del passo.&lt;br /&gt;La resistenza di quest'ultimi si era attestata sui controcrinali della Lunigiana, Poggio Castello, Monte Castro dove a valle si trova il toponimo la Fossola (forse un opera difensiva), Monte Castello, Torre Nocciolo, Jera , Treschietto, già castellari liguri, e sul limes di pianura ( Filattiera e Filetto ) (44).&lt;br /&gt;I Longobardi non occuparono, però, probabilmente, sino al 643, Borgotaro e l’alta Valtaro, protette dal citato sistema di fortificazioni (turres ), che faceva capo alla strettoia (clausura vallis) di Roccamurata, dove Ghiretti ha identificato una possibile fortificazione bizantina sulla sinistra del Taro.&lt;br /&gt;I Bizantini, quindi, padroni ancora dei due valichi in questione, che facevano capo al Kastron Soreon ( Filattiera), dove peraltro sembra avessero trasferito la sede del Gastaldato di Turris, dovevano necessariamente preoccuparsi della difesa di queste due vie, vitali per i rifornimenti dell’Alta Valtaro.&lt;br /&gt;Che le due vie costituissero un unico sistema difensivo ci sembra poi confermarlo il già descritto accordo fra Piacentini, Platoni e Malaspina che prevedeva la distruzione e la non ricostruzione dei due castelli posti a capo delle due vie, Ena (castello di Monte Grosso) e Grondola (castrum Grondolae ), considerando che per castrum non s’intende una sola fortificazione, ma un insieme di opere difensive di vario tipo sparse nel territorio.&lt;br /&gt;Nel tratto intermedio delle due vie, tra i valichi e Grondola abbiamo poi identificato una serie di toponimi riferiti ad opere militari che, ancor più, ci hanno convinto dell’ipotesi in oggetto.&lt;br /&gt;Immediatamente a valle del passo del Brattello, all’altezza della via che porta al Borgallo troviamo la Cà del Guelfo. &lt;br /&gt;Inizialmente ci aveva colpito questo termine: “ Guelfo”. Rimandava alle lotte interne fra i Pontremolesi o piuttosto alla matrice da sempre guelfa del Comune valtarese? La Banti ( 45) lo nomina Castel del Guelfo, includendolo nell’elenco di luoghi ove erano stati trovati reperti romani . Perduta l’antica funzione sarebbe poi diventato una semplice Cà (da locus).&lt;br /&gt;Riteniamo però avesse una sua funzione difensiva alla fine del IX sec a seguito delle invasioni degli Ungari, (vedi la diffusa presenza in zona del culto di San Geminiano) confusi con i Saraceni, stante i numerosi toponimi legati ai “ Sarasin” in quella zona quali “teca dei Sarasin., fosso dei Sarasin”, ecc. Tra l’altro la Petracco Siccardi ha individuato a Lacore di Varsi un “casale” diventato “castellum” nel 904, a seguito proprio dell’arrivo degli Ungari.&lt;br /&gt;All’altro capo della via, a valle del Borgallo,  è presente il toponimo “ Castel di Margrai “ ( 46 ), ovvero dei marchesi ( da mark: confine e graf: conte). &lt;br /&gt;Attualmente il toponimo non è più riscontrabile nelle carte geografiche; si trova invece “ la Lobbia”, termine dialettale per frana ( lubia ), tra l’altro ripetuto appena più a valle come “ Lubbia”. Potrebbe essersi ripetuto quanto accaduto  al castello di Muceto ( Filattiera ), sostituito dopo la demolizione del castello, dal toponimo “ Macerie”. &lt;br /&gt;Viene citato anche un “ castrum Burgalii” ( 47), senza peraltro fornirne una allocazione. &lt;br /&gt;Riteniamo probabile si tratti dello stesso fortilizio, non essendo pensabile a due realtà militari nello stesso luogo, D’altronde ci sembra pacifico che a guardia del valico, certamente più importante militarmente del Brattello, e di un “Hospitale”, di cui il Capitano Boccia ravvisava ancora tracce nel 1804/5 ( 48 ), vi fosse un opera difensiva.&lt;br /&gt;Più a valle, sopra l’ abitato della Cervara, troviamo il toponimo “Castello”, frequente sull’ Appennino, ma comunque indicante una posizione militare. Considerando la presenza già citata di uno xenodochio e l’importanza della Cervara, almeno secondo quanto appare dalle carte geografiche citate, possiamo pensare anche ad un “ castrum “ o ad un opera difensiva di una certa importanza.&lt;br /&gt;Sul Brattello, alla stessa altezza, viene citato  il “ Castelliere dei Cerri“, segnalato per la prima volta da Aldo Mazza nel 1951 sulla Gazzetta di Parma ( 49 ). Questi ne segnala i resti presso l’abitato di Bratto, senza peraltro fornirne ulteriori indicazioni. &lt;br /&gt;La notizia viene ripresa dal Ghiretti e prima dal Corradi Cervi ( 50 ), che lo indica come punto di partenza di una serie di “castellari” liguri, che si estendevano sui crinali appenninici a Solignano, Prelerna, passo Santa Donna, Monte Lama, e collegati a vista, sulle sommità, da punti di segnalazione.&lt;br /&gt;Sarebbero stati edificati in funzione antiromana e quindi rivolti verso il mare.&lt;br /&gt;Ci sembra un ipotesi azzardata che presuppone un coordinamento militare e sociale fra le varie tribù liguri ( Veleiati, Apuani ) abitanti l’appennino, francamente difficile da pensare. Ricordiamo infatti che il Giuliani parla di piccole tribù in quelle zone e che i soli momenti di incontri collettivi erano quelli nei “ conciliabola” ( ubi ad concilium convenitur). &lt;br /&gt;Riteniamo pur senza alcuna prova , possa trattarsi più di un presidio bizantino legato alla guerra contro i Longobardi, tesi giudicata in generale peraltro” verosimile ” dal Ghiretti anche se non provata ( 51 ).&lt;br /&gt;In località Braia (52), viene segnalato il toponimo “ Castello”, appena a valle del piccolo centro. Potrebbe trattarsi di un opera difensiva legata al “ Castrum Grondolae “, ovvero di una torre o di una casa torre ( caminata ). Non avendone notizie, neanche nelle trattazioni del Giuliani, possiamo solo auspicare un indagine archeologica.&lt;br /&gt;Il Castrum Grondulae sopracitato era certamente la fortificazione più importante delle due vie; si estendeva dalla Magra al Verde e di fatto controllava le due vallate e le tre vie che le percorrevano.&lt;br /&gt;Era un “ castrum “ con “ cimae, fortitudines “ steccati, fossati e argini. Fu ceduto al Comune di Piacenza dal marchese Alberto, figlio del defunto Opizzone Malaspina, anche per conto del nipote Corrado il 17 dicembre1195 in Piacenza per 215 lire piacentine. &lt;br /&gt;Il Comune di Piacenza era rappresentato dal podestà, Conte Azzone; il Malaspina, oltre al Poggio di Grondola si impegnò a cedere anche ogni altro poggio della stessa corte; “ ita quod nec illud podium neque aliud nec aliquod castrum possit edifficari neque levari in tota curte Grondule nisi in concordia et parabola atque consensus communis Placentie et domini Alberti marchionis et Conradi nepotis eius “( 53).&lt;br /&gt;Giurò che avrebbe aiutato i Piacentini contro Parma ed i suoi alleati e giurò altresì fedeltà a Piacenza.&lt;br /&gt;I piacentini a loro volta infeudarono Grondola ai nuovi vassalli Malaspina. &lt;br /&gt;Nel 1241 i Pontremolesi occuparono Grondola di sorpresa, ma Federico II ordinò l’abbattimento delle loro mura e torri e nel 1248 ne avocò il possesso alla camera imperiale. &lt;br /&gt;Nel 1271, i Parmigiani d’accordo con i Pontremolesi  ricostruirono il castello di Grondola e nel 1273 edificarono la torre che ancora si vede ( 54)&lt;br /&gt;Un’ultima fortificazione, prima di Pontremoli, è segnalata dal Giuliani ( 55 ) nella valle del Verde. &lt;br /&gt;A monte della Pieve di Vignola si trovava il “ castrum Belvedere “; era situato sul colle della Bardera fra i torrenti Picalla e Betinia. &lt;br /&gt;Probabilmente era uno dei tanti “ castrum cum curia “ sorti nel X sec ( 56 ),forse su preesistenti insediamenti difensivi, e nel 1164, quando i Malaspina occuparono la Valtaro, fu infeudato da Federico I ad Obizzo Malaspina.&lt;br /&gt;Le due strade si riunivano, poi, dove ora sorge l’attuale città di Pontremoli, capoluogo dove si riunivano nel medioevo tutte le vie provenienti da Piacenza, Parma ( Cirone ) e dal Genovesato (Rastrello).&lt;br /&gt;Il centro medioevale, sorse, secondo il Giuliani, come necessità di controllo di tali vie. Nacque, quindi, o si sviluppò alla confluenza del Magra e del Verde, su uno degli ultimi rilievi, un castrum, che divenne punto di aggregazione delle popolazioni sparse per “ vici e loci “ viciniori e primo nucleo dell’oppidum, poi comune medioevale.&lt;br /&gt;E’ però da considerare, che al contrario di Borgotaro, nell’Alto Medioevo, non Pontremoli, che probabilmente ancora non esisteva, ma il “ Kastron Soreon “, attuale Filattiera era la sede del Gastaldato bizantino. &lt;br /&gt;Ci si potrebbe domandare a questo punto quale rapporto ci possa essere tra tutte le fortificazioni descritte e l’ipotesi di un sistema difensivo prima bizantino, poi medioevale.&lt;br /&gt;Si è molto discusso sulla “ vexata quaestio” dei castellieri liguri nell’appennino tosco-emiliano- ligure.&lt;br /&gt;Prima il Monaco e poi il Corradi Cervi sostenevano, sulla base di osservazioni probabilmente non supportate da adeguati scavi archeologici, che tutta una serie di resti di fortificazioni ritrovate sull’appennino, fossero state costruite dai Liguri in funzione antiromana.   &lt;br /&gt;Da Angelo Ghiretti è stata ( 57) data una risposta, secondo noi, importante al problema. Sulla base di osservazioni, scavi, datazione di ceramiche ritrovate in loco, ha rilevato alcune differenze fra “ castellari liguri e altomedioevali “ e “castellieri tardo medioevali “. In particolare ha evidenziato la differenza nello sviluppo della cinta muraria, curvilinea, presente solo nei punti più esposti, nei “ castellari liguri “ e squadrata nei “ castellieri medioevali “ che presentano pure muri a secco e resti di camminamenti ( castelliere d’Umbria ) a Varsi. &lt;br /&gt;Raramente, Monte Pietra Nera fra Pellegrino e Salsomaggiore, di origine ligure con cinta muraria. &lt;br /&gt;In particolare non si può non pensare che in sostituzione o ristrutturazione di posizioni fortificate dei liguri in funzione antiromana, non siano sorti nel periodo altomedioevale e poi ancora nel IX e X sec. nuovi insediamenti fortificati , come dimostrato da Tiziano Mannoni negli scavi del “ castrum Zirri “ a Zeri.&lt;br /&gt;Questa affermazione tiene conto dell’utilizzo già descritto, nel corso dei secoli, delle vie del Borgallo e del Brattello per raggiungere la Lunigiana, per cui ci pare lecito pensare che nel tratto Borgovalditaro - Pontremoli, ognuno abbia cercato di incastellarsi  nelle posizioni più facilmente difendibili, riutilizzando e modificando, ove possibile, le fortificazioni preesistenti. &lt;br /&gt;Ancora di più ciò può essere valido in particolare, durante la guerra greco- longobarda, quando i bizantini avevano il controllo delle due vie in oggetto e di conseguenza dovevano impedire che i longobardi da Solignano, superata la “ clausura vallis “ di Roccamurata, dilagassero attraverso questi due valichi, in Lunigiana, considerando altresì che ad ovest del passo di monte Bardone non sono stati riscontrati quegli incastellamenti difensivi sui controcrinali, del tipo di quelli citati precedentemente. &lt;br /&gt;Il primo incastallamento infatti si ritrova sul monte dei Greci (Bizantini) dopo Varese Ligure.&lt;br /&gt;La via del Borgallo ricalcava anche in parte la cosiddetta via delle Pievi: Bedonia (S.Antonino), Pieve di Campi (Albareto ), Pieve di S. Giorgio a Borgotaro, Vignola (S.Pancrazio), Urceola ( Saliceto di Pontremoli ), Mulazzo (San Martino), Busatica, Vico di Castevoli, Tresana e poi Aulla (58). &lt;br /&gt;La Banti sottolinea l’importanza di questa via, che considera come parte del tragitto originale della via romana. &lt;br /&gt;Correva lungo la sponda destra della Magra in quanto, prima della deduzione di Luni, era attivo il porto di Ameglia, posto dallo stesso lato. &lt;br /&gt;Poiché, secondo tale teoria, le Pievi, particolarmente in Lunigiana, erano originariamente poste nei centri abitati più importanti, sedi di pagi, ancorchè scomparsi, le vie romane dovevano necessariamente passare per tali centri plebani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro incastellamento difensivo bizantino si trovava, come detto, a Zeri ( Castrum Zirri). &lt;br /&gt;Si raggiungeva  lungo la riva sinistra del torrente Tarodine, in Val Taro, dove correva un altra via, quella del Faggio Crociato (59), ora Due Santi, che salendo da Borgotaro ed Albareto, passando per Nola, località di alpeggio, e per Monte Ribone, portava nello zerasco e permetteva, tramite la via dei crinali, di raggiungere il Borgallo o la Foce dei Tre confini ( Forcella del Gottero ), metri 1408.&lt;br /&gt;Questa si raggiungeva anche con una strada che saliva lungo il torrente Gotra (60) da Albareto. &lt;br /&gt;Dai valtaresi era chiamata Via Regia e dai genovesi Via del Sale o Salaria.&lt;br /&gt;Raggiunto il passo, la strada correva lungo il crinale fra la Val di Magra e la Val di Vara. &lt;br /&gt;Era usata non solo per portare il sale in Valtaro, ma anche per la transumanza dei pastori compianesi. &lt;br /&gt;Fu per secoli teatro di dispute fra gli abitanti di Zeri e Godano per l'uso delle terre di crinale; in quanto retaggio di antichi usi liguri. Nel 1780 si ricorse ad un arbitrato del re di Sardegna.&lt;br /&gt;La strada era controllata come detto, dal castello di Zeri, sembra derivante (61) da un castellaro ligure poi castrum romano.&lt;br /&gt;La via scendeva a Bolano e Ceparana con deviazione verso il traghetto di Groppofosco; da Tresana (Trivium) &lt;br /&gt;Su questa via, nel 1167, Moroello Malaspina, guidò Federico I., che dovendo risalire la penisola, trovò la via di Monte Bardone bloccata dai pontremolesi. &lt;br /&gt;Secondo Pavoni (62) da Malnido ( Villafranca ) raggiunsero lo spartiacque alle Pietre Bianche, sopra Calice al Cornoviglio, non potendo sicuramente salire dal passo dei Casoni, troppo vicino a Pontremoli. &lt;br /&gt;Per scendere a Bedonia utilizzarono poi o il Passo delle Cento Croci o quello della Scassella e di qui per la Val d'Aveto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1267, Federico, duca d'Austria, per raggiungere a Pisa, Corradino di Svevia, fu guidato da Alberto Malaspina, ultimogenito di Corrado, lungo la via di Zeri e del Gottero, essendo occupata Pontremoli da Carlo d'Angiò.&lt;br /&gt;Dal castello di Zeri, si scendeva lungo il torrente Gordana a Pontremoli, per incontrare la Francigena e attraverso il valico del Rastrello si andava a Godano, in Val di Vara, e di lì per il genovesato ad incontrare l'Aurelia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se le vie ad ovest della Francigena rivestivano da sempre  un ruolo di strade di comunicazione con il Nord e l'Europa, surrogando a volte la stessa Francigena, quelle poste ad est erano ad uso più locale, in funzione delle necessità commerciali e militari dei vari stati che attraversavano.&lt;br /&gt;La via più a sud è quella che dal parmigiano saliva lungo la strada di Linari ( Lagastrello ). Toccava diverse pievi: Pieve di S. Ambrogio a Bazzano ( XI sec. ), una delle più importanti testimonianze della scultura romanica emiliana; Pieve di S. Maria Assunta a Sasso, di epoca matildica ( XI sec. ), quando la contessa (discendente dagli Obertenghi ) aveva possedimenti anche in Toscana e nel parmense.&lt;br /&gt;Indi la chiesa di S. Giuliana a Moragnano, cappella di Sasso, con 20.000 incisioni ed iscrizioni rupestri, interne ed esterne e la chiesa di S. Maria Assunta di Zibana ( XII / XIII  sec. ).&lt;br /&gt;Al passo del Lagastrello si trovava l'Abbazia benedettina di Linari, intitolata a S. Bartolomeo, soggetta alla Pieve di Fornovo. L'abbazia fondata nel X secolo, di cui ci restano poche mura, è ricordata nel capitolum decimarum del 1230. &lt;br /&gt;Fu fondata dagli Estensi e Arrigo IV, nel 1077, ne confermò il giuspatronato a Ugo e Folco d'Este (63). Scendendo verso la Val di Magra, toccava la Pieve di Crespiano, posta alla congiunzione della via romana Parma – Lucca, con la via che sul “limes”, univa la Pieve al castrum di Verrucola. Una lapide del 1079 attesta il restauro della chiesa e la costruzione del campanile (64).&lt;br /&gt;A Monti, toccava la Pieve di S. Maria Assunta di Venelia, nominata nel 998 e collegata alle Pievi di Bagnone e Crespiano .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Tavernelle partiva una via di crinale che da Collesino andava a Bagnone. Così pure da Licciana per Panigale, Pieve di Bagnone, e da Monti per Virgoletta e Bagnone.&lt;br /&gt;Dal bagnonese partivano altresì una serie di vie trasversali, dette “ lombarde “, che valicavano il crinale tosco – emiliano, ad altezze notevoli, e che portavano in Val Parma ed Enza. &lt;br /&gt;La prima saliva da Compione verso il passo dei Tornini; a lato quella che andava al passo di Badignana dove si trovano due toponimi :“Fosso dei Lombardi” e “Fosso d'Attori”, questo forse legato a quel Ser Atto di cui fa menzione Manfredo Giuliani (65). &lt;br /&gt;Al valico scendevano entrambe verso il Lago Santo, sui crinali di due sorgenti del torrente Parma verso Corniglio, e Torrechiara, feudo dei Rossi, signori anche di Berceto.&lt;br /&gt;E' da ricordare il Da Faie (68) quando dice che “s’andava a Monti Chiarugo ( Montechiarugolo, in Val d'Enza ) per biave”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un via saliva verso il passo delle Guardine ( ora nella foresta demaniale della Val Parma ). Un altra via “lombarda” iniziava alla confluenza fra il Rio Cuccarello ed il Capria; raggiungeva Logarghena, Frattamara ed il Cirone. All'altezza di Frattamara si distaccava un ramo, che per il passo del Portile o Bocchetta dell'Orsaro andava al Lago Santo, e di lì si ricongiungeva al ramo principale. Al Monte Corno la strada scendeva verso Corniglio &lt;br /&gt;Un’altra via importante saliva dalla Valdantena per il Groppo del Vescovo e di lì a Corniglio, feudo dei Rossi.&lt;br /&gt;Tali vie lombarde, legate ad una viabilità minore, erano però importanti perchè consentivano scambi commerciali e sociali tra le località di costa. &lt;br /&gt;La via più importante ad est della Cisa era quella del Cirone. Da Parma passava per Torrechiara, poi l'Abbazia di Badia Cavana, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, fondata nel secolo XII dal vescovo di Parma, Bernardo degli Uberti. &lt;br /&gt;La chiesa risale al IX sec.&lt;br /&gt;Vicino a Tizzano incontrava la Pieve di San Pietro Apostolo, già documentata nel 1004, con affreschi del XV sec. Da Corniglio e Bosco, transitando da una via di fondovalle o una di crinale sino al Monte Borgognone, arrivava al passo del Cirone, dove si trovava l'ospedale di Piella Burgari, tenuto dai monaci di Altopascio.&lt;br /&gt;Scendeva poi a Pracchiola. In questo tragitto la boscaglia, secondo gli statuti di Pontremoli, doveva essere tagliata per 100 braccia. Indi Groppodalosio ( Groppo di Alloggio ), Casalina, Versola, Topelecca, Arzengio ( Castrum Arzengi ); di qui si poteva scendere a Pontremoli o a Filattiera.&lt;br /&gt; La via era controllata a bassa costa da una serie di fortificazioni: Muceto, Serravalle e Rocca Sigillina. Quest'ultima fu contesa per anni dai Malaspina, Pontremolesi e Parmigiani, per i quali rappresentava una possibilità di accedere alla Francigena, anche tramite il valico del Cirone, quando la via di Monte Bardone era controllata da forze nemiche.&lt;br /&gt;La via del Cirone fu tenuta per ottanta anni dai Parmigiani, sino al 1313, dopodiché perse notevole importanza. Ne tentò il recuperò, con notevoli spese, nel 1546, Cosimo I de Medici, che acquistata Rocca Sigillina dai Noceti, voleva evitare di passare da Pontremoli, tenuto allora da Filippo II di Spagna.  Solo nel XIX e XX sec. la via della Cisa e del Cirone furono rese carrozzabili.&lt;br /&gt;Queste, in sintesi, le principali vie che hanno unito le due terre; la Lunigiana ed la Padania, diverse ma, come visto, collegate da sempre fra loro, con reciproche influenze sul linguaggio, nei costumi, nell'arte. Su di ognuna di queste vie esistono approfondimenti notevoli.&lt;br /&gt;Un grande contributo si deve a Manfredo Giuliani, con i suoi studi specifici ed anche con i suoi continui richiami alla viabilità, in numerosi scritti. &lt;br /&gt;Certamente, quindi, una riaffermazione della importanza della via di Monte Bardone, ma anche un riconoscimento della funzione secolare di tante altre vie e della funzione storica della Lungiana nella storia dei rapporti fra nord e centro Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOTE&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;1. G. R. Coppedè: Le vie di commercio in Borgo Val di Taro ed i Fieschi – Borgo Val di Taro 2002&lt;br /&gt;2. A. Ghiretti: Preistoria in Appennino – le valli parmensi del Taro e del Ceno – Grafiche Step Parma 2001&lt;br /&gt;3. Si riconosce la seguente divisione temporale: Paleolitico da 80.000 a 9.000 A.C.; Mesolitico: 9.000/6.000; Neolitico 6.000/3.500; Rame 3.500/2.300; Bronzo 2.300/900; Ferro 900/193 : A .Ghiretti : ibidem&lt;br /&gt;4. A. Ghiretti: ibidem&lt;br /&gt;5. A. Ghiretti: ibidem&lt;br /&gt;6. G. R: Coppedè .op.cit&lt;br /&gt;7. AA. VV.: I Liguri. Questi vivevano originariamente nella zona compresa tra le valli del Rodano e dell’Arno. Piccoli di statura, vestiti di pelli; armati di una spada e di uno scudo ovale con elmo sormontato da un corno ( Diodoro Siculo V 31/1 ). Livio li descrive come guerrieri agili e forti. Posidonio sosteneva che un ligure combattendo contro un Gallo, seppur più grande, lo vinceva. Erano abili mercanti e navigatori. Sulle montagne combattevano con tecniche di guerriglia. Erano considerati la miglior palestra per i soldati romani .che infiacchiti dalle mollezze orientali, nelle guerre contro i Liguri , potevano, secondo Tito Livio in “Ab urbe condita” ritrovare l'antica “vis pugnandi”. I Liguri erano divisi in tribù; si ritrovavano per discutere e commerciare fra di loro e con gli Etruschi ed i Galli, in località dette conciliaboli. M. Giuliani ha ritenuto di identificare lo zerasco come un insieme di piccole tribù liguri con il relativo conciliabolo che può essere identificato nella località “conciliaria”. Utilizzavano proprietà comuni, i compascua solitamente nella zone più alte, sia per il pascolo che per il legnatico. Col prefisso “alb” o “alp”(alpe o arpa) si intendeva originariamente il luogo dei compascua stessi. (fonte: internet ) Si difendevano nei castellari, luoghi di sommità, fortificati, in parte naturalmente, che, in piccolo, richiamavano gli oppida celtici. Pur diversi, erano di ceppo comune ( tant'è che si parla di Gallo-Liguri ). Si ricorda che alla battaglia delle Acque Sextiae fra Romani e Liguri contro  i Cimbri, Teutoni e Galli, i due popoli usavano lo stesso grido di guerra: “Ambron”. Erano anche nemici degli Etruschi; attaccarono spesso Pisa, città etrusca, da cui venivano definiti come “vicini fastidiosi” . Combatterono i Romani, che dopo aver sconfitto i Celti, cercarono di occupare le montagne. Distrussero una legione al Saltus Marcius . Furono sconfitti una prima volta dai Romani nel 180 A.C e deportati in 40.000 nel Sannio. Di nuovo si ribellarono nel 155. I Romani distrussero le loro case, le messi , e ne deportarono di nuovo 7.000. Finiva cosi l'epoca dei Liguri Apuani.&lt;br /&gt;8. G. Mariotti: Il pagus mercurialis – La giovane Montagna XII, n° 4, aprile 1947&lt;br /&gt;9. G. Mariotti: ibidem&lt;br /&gt;10. AA.VV. I Celti – La presenza dei Celti in Italia non parte, come spesso si crede, dall'occupazione di Roma ( 386 A.C. ). Secondo Tito Livio, circa 200 anni prima, i Galli erano scesi in Italia e spesso avevano combattuto gli Etruschi, stanziati fra Alpi ed Appennino. Guidati da Belloveso, valicate le Alpi, dopo aver vinto ancora gli Etruschi sul Ticino, si stanziarono nel territorio detto degli Insubri e fondarono Mediolanum ( Cultura di Golasecca).. Indi i Cenomani, insidiatisi fra Brixia ( Brescia ) e Verona, poi i Libui e i Salluvii che occuparono la zona dei Liguri Laevi, collocata sul Ticino. Indi i Boi ed i Lingones, passarono il Po, vinsero gli Etruschi, peraltro impreparati alla guerra, gli Umbri e i Liguri. Da ultimo giunsero i Senoni che occuparono la regione dell'Aesis ( Esino ). Nel 386 si fa cadere l'assedio di Clusium ( Chiusi), casus belli della guerra contro Roma. Nel 369/68, Dionisio, tiranno di Siracusa, che fondò Ancona, reclutava mercenari Celti per la guerra in Grecia. Privi di tradizione scritta, i Celti svilupparono in tutta Europa manifestazioni artistiche notevoli, sia in campo civile che militare. In particolare i torquis, a forma di bracciali e collier, in oro e rame, di cui si adornavano. Andavano in battaglia vestiti di braghe e di sai. “Solo i Gesati si erano schierati in prima fila, nudi, adornati solo di torquis d'oro” ( Polibio ). Descritti come curiosi e fanfaroni, davanti ad Alessandro il Grande , esclamarono che la loro sola paura era che il cielo cadesse loro sulla testa. L'armamento era costituito da un grande scudo ovale, più grande di quello dei Liguri; da una spada lunga, con fodero, che con un sistema di tiranti rimaneva sempre parallelo alle gambe. Le spade, spesso, dopo il primo colpo, si piegavano ed erano costretti a raddrizzarle con un piede. La conoscenza maggiore dei Celti si deve a Cesare ( De Bello Gallico ), che rileva la divisione della Gallia in tre parti: Belgi, Aquitani, Galli, che, nella loro lingua, si chiamavano Celti. Il territorio di Parma era abitato dai Boi, divisi in 112 tribù. Il loro territorio era articolato in una serie di vici – tecta – castella ( Livio). Sconfitti in diverse guerre dai Romani, che fondarono nel territorio dei Senoni, Senagallica, si integrarono nella società romana. Il ritrovamento più vicino a noi è quello della tomba ad inumazione di Casa Selvatica di Berceto, dove sono stati trovati i resti di un guerriero celtico ( boico? ), con le armi spezzate e con un elmo di bronzo sormontato da un corno applicato superiormente. Recentemente a Pulica ( Fosdinovo ) si è scoperta una tomba Ligure ad incenerazione, con una ricca panoplia, costituita da una spada piegata ed un elmo, di fattura etrusca, con due corna simili a quello di Casa Selvatica. Armi celtiche sono state trovate anche nella necropoli di Ameglia ( La Spezia ), datate dal IX al III secolo A.C. Indicano contatti o mescolanze, o addirittura piccoli insediamenti, tra Galli e Liguri. Dimostrano comunque che fra popoli di confine vi erano scambi commerciali. A Villafranca Lunigiana ( Il Secolo XIX – 3/2/35 ) sono state trovate tombe ad inumazione in località S. Bernardino contenenti resti di guerrieri alti circa due metri. Tali resti sono stati dispersi. L'altezza non depone a favore di resti di Liguri, descritti di piccola statura ed agili.&lt;br /&gt;11. M. Giuliani: La via del Borgallo, il Pagus Vignolensis ed il Castrum Grondolae in Archivio Storico per le Provincie Parmensi – IV serie, VI 34&lt;br /&gt;12. N. Criniti: La tavola alimentaria di Veleia – fonti e studi serie prima – Dep. di St. Pat. Provincie Parmensi 1991&lt;br /&gt;13. N. Criniti: ibidem&lt;br /&gt;14. G. P. Salvanelli: La Cisa ed il Cerreto, Storia di due strade nel XIX secolo – Grafiche Conti Aulla 2002&lt;br /&gt;15. G. P. Salvanelli: ibidem&lt;br /&gt;16. M. N. Conti: Itinerari Romani in Lunigiana in memorie dell'Acc. Lun. Cappellini V – 1924 n° 4&lt;br /&gt;17. Tito Livio: Ab urbe condita&lt;br /&gt;18. M. Giuliani: Le vie del Borgallo... op. cit.&lt;br /&gt;19. Dall'Aglio: La viabilità in età Romana, in Momenti storici della Val Tolla – Pro Loco Morfasso 1986&lt;br /&gt;20. Al 476 d.C. Si fa risalire la fine dell'impero romano d'occidente. Odoacre con i suoi Eruli depose l'ultimo imperatore Romolo Augustolo, nel cui nome regnava il padre Oreste, generale dell'imperatore Nepote; Odoacre, che assunse solo il titolo di patrizio, fu sconfitto nel 489 da Teodorico, re dei Goti. Il dominio di questo popolo durò sino al 553, con il re Totila e poi Teia, che furono sconfitti da Narsete, generale di Giustiniano. Questi si installò a Ravenna, sede dell'esarcato bizantino. Narsete nel 568, in rotta coi Bizantini, chiamò in Italia Alboino, re dei longobardi, stanziati in Pannonia ( Ungheria ). Questi occupò il Friuli, poi il Veneto, Milano e la Lombardia. Indi l'Emilia, la Toscana, l'Umbria sino a Benevento. Insediò 36 duchi, in altrettanti ducati, come veri e propri vassalli. Era nato il primo germe del feudalesimo. Ad Alboino, successe prima Clefi, poi nel 585 Autari. I Longobardi mantennero la legislazione romana, affiancandola alla loro. La loro dominazione terminò nel 773, sotto Desiderio ed il figlio Adelchi per opera di Carlo Magno, figlio di Pipino, re dei Franchi, chiamato in Italia dal Papa Adriano.&lt;br /&gt;21. R. Pavoni: dalla curtis bobbiense di Turris al Borgo della Val di Taro; in Borgo Val di Taro e i Fieschi – Borgo Val di Taro 2002&lt;br /&gt;22. R. Pavoni: ibidem&lt;br /&gt;23. R. Pavoni: ibidem&lt;br /&gt;24. Pietro Rameri: Borgotaro riassunto storico dalle origini ai giorni nostri. L’Arcadia- Roma 1918&lt;br /&gt;25. R. Pavoni: dalla curtis bobbiense di Turris al Borgo della Val di Taro; in Borgo Val di Taro e i Fieschi – Borgo Val di Taro 2002&lt;br /&gt;26. M. C. Basteri: La via Francigena nel territorio parmense – Proposte Editrice&lt;br /&gt;27. Ibidem&lt;br /&gt;28. M. Giuliani. La via del Borgallo…op. cit.&lt;br /&gt;29. Ibidem&lt;br /&gt;30. Pietro Rameri: La pieve di Torresana. La Giovane Montagna- Parma 1937. Il Pavoni ritiene l’atto di divisione dei Platoni falso, probabilmente del XV sec. Non ne fa cenno però il Rameri, che quindi lo ritiene vero e così lo Schenoni&lt;br /&gt;31. Ibidem&lt;br /&gt;32. Guglielmo Capacchi: Castelli Parmigiani 1989&lt;br /&gt;33. Registrum Magnum del Comune di Piacenza, doc. 1-273. A. Giuffrè Milano 1984&lt;br /&gt;34. Ibidem&lt;br /&gt;35. Avvallamento, valle.&lt;br /&gt;36. M. Giuliani: la via del Borgallo…op.cit.&lt;br /&gt;37. Ibidem&lt;br /&gt;38. Ibidem&lt;br /&gt;39. G. Mariotti: Il pagus mercurialis – La giovane Montagna XII, n° 4, aprile 1947&lt;br /&gt;40. Antonio Samorè: La Signoria Landi. Centro Studi della Valle del Ceno “Cardinale Antonio Samorè”,1a ristampa 2003&lt;br /&gt;41. Dal tedesco WIFFA, ciuffo di paglia che veniva usato per segnare un confine. &lt;br /&gt;42. Qui era l'ospedale/xenodochio retto dal priore del monastero di Borzone sul Monte Ghitti. Monastero fondato nel 1184, su resti precedenti, che nel 1388 fu concesso a Tommaso Ravaschieri, consorte dei Fieschi, assieme al monastero di Santa Maria del Taro ( Tornolo ) ed alla chiesa di S. Maria al Monte di Mulazzo ( M. Chiappe: vie di comunicazione e controllo del territorio nell'entroterra del Tigullio in Borgotaro e i Fieschi... op. cit. ). Ricordiamo che gli xenodochia erano originariamente ricoveri per pellegrini e spesso anche ammalati, gestiti da varie congregazioni religiose, posti lungo le strade romee. Più tardi si differenziarono gli Hospitalia per il ricovero degli infermi, anche locali. Per una esaustiva informazione si legga il notevole lavoro del Pellegri citato in bibliografia.&lt;br /&gt;43. Paolo Giacomone Piana: Le vie della guerra. Borgo Val di Taro durante la Guerra di successione austriaca 1742/48 in Borgo Val di Taro ed i Fieschi op. cit. Viene riportato un brano di Marin Sanudo ( la spedizione di Carlo VIII in Italia &lt;br /&gt;44. G. Lazzeroni: Insediamenti abbandonati in Lunigiana. I castelli di Treschietto e Iera nella Valle di Bagnone – Studi Lunigianesi Vol. XIX – XX – XXI &lt;br /&gt;45. Luisa Banti. Contributi agli studi della guerra annibalica in Atene e Roma, vol. 32 “via Placentiam- Lucam”&lt;br /&gt;46. Carta aereofotogrammetrica dell’Emilia Romagna&lt;br /&gt;47. Annamaria Rinaldi. Comunicazione alla  Deputazione di Storia Patria per le provincie parmensi. Bardi 2006&lt;br /&gt;        48.  Antonio Boccia: Descrizione geografica, fisica, storica e statistica delle valli del Taro e del Ceno. Ass.     &lt;br /&gt;               Ricerche Valtaresi “A. Emanuel                                                                                                            &lt;br /&gt;49. “Fra castellieri e strade antiche”.&lt;br /&gt;50. Maurizio Corradi Cervi: Il castelliere ligure dei Cerri e il sistema difensivo dei liguri veleiati. Istituto Editoriale Cisalpino Mi. VA&lt;br /&gt;51. Angelo Ghiretti: Preistoria in Appennino. Le valli parmensi del Taro e del Ceno- grafiche Step- Parma 2001&lt;br /&gt;52.  Braia stà per campo coltivato, pianura. Bratto dal tedesco BRACHE, campo incolto&lt;br /&gt;53. Registrum Magnum del Comune di Piacenza, doc. 1-273. A. Giuffrè Milano 1984&lt;br /&gt;54. M. Giuliani: la via del Borgallo…op. cit.&lt;br /&gt;55. ibidem&lt;br /&gt;56 Paolo Cammarosano: Storia dell’Italia medioevale, dal VI all’XI secolo. Il Giornale. Biblioteca storica 2001&lt;br /&gt;57 A. Ghiretti: Nuovi dati sull’incastellamento nell’appennino parmense 1988&lt;br /&gt;58  L. Banti: op. cit.  ( Tale via correva da Pontremoli ad Aulla parallela alla Francigena, lungo la sponda destra del Magra. A Villafranca, in località Grotto del Garfagnino e su ambedue le rive  sono stati rinvenuti i resti di due ponti che avrebbero unito le due sponde ( G. Cavalli: ipotesi sulla villa malaspiniana e le origini di Villafranca – Studi Lunigianesi vol. XVI – XVII – XVIII ).&lt;br /&gt;59 Su questo faggio erano segnati i confini con una croce con capocchie di chiodi. Abbattuto dagli abitanti di Zeri nel 1600. Nel suo tronco vennero inserite le immagini di due Santi.&lt;br /&gt;60  M. Giuliani: Il castello di Zeri e le comucazioni antiche e medioevali nella regione del Gottero – Studi Lunigianesi Anno XI – 1981&lt;br /&gt;61 Ibidem&lt;br /&gt;62 R. Pavoni: dalla curtis op. cit.&lt;br /&gt;63 G. Mariotti: la strada francesca di Monte Bardone. 1940&lt;br /&gt;64 O. Failla .Pievi di Lunigiana, Luna ed &lt;br /&gt;65 M Giuliani M. - La strada Lombarda nell'alta Val di Magra in Arch. St. per la Pr. Par. IV serie, VI, '54&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BIBLIOGRAFIA&lt;br /&gt;AA. VV. - I Celti : Mostra di Palazzo Grassi – Bompiani 1991&lt;br /&gt;AA. VV. - Guerrieri dell'età del ferro in Lunigiana – Ed. Giacchè 2001&lt;br /&gt;AA. VV.: Borgo Val di Taro e i Fieschi. Borgotaro 2002&lt;br /&gt;Ambrosi A.C.- Pieve e territorio nella Lunigiana – Studi Lunigianesi anno X- 1980&lt;br /&gt;Banti L. – Contributi agli studi della guerra annibalica in Atene e Roma, vol. 32 “via placentiam – lucam&lt;br /&gt;Basteri A. C. - La via Francigena nel territorio parmense – Proposta Editrice 1996&lt;br /&gt;Branchi E.: Storia della Lunigiana feudale. Forni 1897&lt;br /&gt;Cammarosano P: Storia dell’ Italia Medioevale; Il Giornale 2002&lt;br /&gt;Capacchi G.: Castelli Parmigiani 1976-1989&lt;br /&gt;Cavalli. G. - Ipotesi sulla villa malaspiniana e le origini di Villafranca – Studi Lunigianesi&lt;br /&gt;Chiappe M.. - Vie di comunicazione e controllo del territorio in Borgo Val di Taro ed i Fieschi 2002&lt;br /&gt;Conti M. N. - Itinerari romani in Lunigiana in Memorie dell'Acc. Lun. G. Cappellini – V° 1924 / 4 &lt;br /&gt;Coppedè G. R. - Le vie di commercio in Borgo Val di Taro e i Fieschi 2002&lt;br /&gt;Corradi Cervi: Il castelliere ligure dei Cerri e il sistema difensivo dei Liguri Veleiati; Ist. Ed. Cisalpino Mi-Va&lt;br /&gt;Corradi Cervi.. - Appunti sulle comunicazioni antiche e moderne del borgotarese ( estr. di PR economica n° 4 / aprile '65 ) - A. G. Silva PR&lt;br /&gt;Criniti N. - La tabula alimentaria di Veleia – Fonti e studi, serie prima XIV – Def. di S.P.P.P. 1991&lt;br /&gt;Dall'Aglio – La viabilità in età romana – Momenti storici della Valtolla – Pro Loco di Morfasso 1986&lt;br /&gt;Failla  O. -  Pievi di Lunigiana – Luna editore &lt;br /&gt;Forsetti P. - La via francigena: the pathos of the pilgrims – TCI&lt;br /&gt;Fumagalli.G. Petracco Siccardi, D. Ponzini: Valtaro e Valceno nell’Alto  medioevo.  Compiano Arte e Storia 1979&lt;br /&gt;Ghiretti A. - Preistoria in Appennino. Le valli parmensi del Taro e del Ceno.&lt;br /&gt;Ghiretti A – Il popolamento preistorico in Val Ceno. Tesi di laurea a.a. 1983-84&lt;br /&gt;Ghiretti A.-  Nuovi dati sull’incastellamento nell’ appennino parmense (Valli di Taro e Ceno), tesi di perfezionamento in   archeologia romana e medioevale. 1988&lt;br /&gt;Giuliani M.: Pontremoli e le Signorie dei Fieschi, ASPP, 1957&lt;br /&gt;Giuliani M.:  La via del Borgallo, il “ Pagus Vignolensis “ e il “ Castrum Grundolae “. ASPP, IV serie 1954&lt;br /&gt;Giuliani M.: Il Castello di Zeri e le comunicazioni antiche e medioevali della Regione del Gottero; ASPP IV serie 1959&lt;br /&gt;Giuliani M. - La strada Lombarda nell'alta Val di Magra in Arch. St. per la Pr. Par. IV serie, VI, '54&lt;br /&gt;Giuliani M. - Appunti di geografia storica dell'Appennino parmense – Pontremolese, per un programma di ricerche   lessicali e folcloristiche. Giovane Montagna 1929 n.69&lt;br /&gt;Giulio Cesare – Commentarii De Bello Gallico&lt;br /&gt;Lazzeroni G. - Insediamenti abbandonati in Lunigiana – St. Lunigianesi 1997&lt;br /&gt;Leonardi G. - Borgo Val di Taro note demografiche economiche e sociali in Borgo Val di Taro ed i Fieschi 2002&lt;br /&gt;Mariotti G. - La strada francesca di Monte Bardone – La giovane Montagna n° 3 Marzo 1940&lt;br /&gt;Mariotti G. - Il pagus mercurialis – La giovane Montagna XII n° 4 Aprile 1937&lt;br /&gt;Mariotti G. - La pieve di S. Maria di Fornovo – La giovane Montagna n° 3 Marzo 1937&lt;br /&gt;Monaco G.: I Castellieri preromani della zona di confine Tosco-Ligure-Emiliana; Forni ed. 1963.&lt;br /&gt;Paolo Diacono: Storia dei Longobardi; a cura di Elio Bertolini; Ed. Tea 1999&lt;br /&gt;Pavoni R. - Dalla curtis bobbiense di Turris a Borgo Val di Taro – Borgo Val di Taro ed i Fieschi 2002&lt;br /&gt;Pellegri M- Gli xenodochi lungo la strada del  contado della Diocesi di Parma in Parma nell’arte 1972/73 &lt;br /&gt;Petracco Siccardi G,: La storia della Valtaro alla luce della toponomastica: Ass: Emanuelli, Borgotaro&lt;br /&gt;Rameri P.: Per la storia delle valli del Taro e del Ceno. I quaderni della Giovane Montagna 1940&lt;br /&gt;Rameri P.: Borgotaro. Riassunto storico dalle origini ai giorni nostri. L’Arcadia – Roma 1918&lt;br /&gt;Rameri P.: Medioevo Borgotarese. Tip. Mediorientale Roma 1968&lt;br /&gt;Rameri P.: La Pieve di Torresana. La Giovane Montagna 1937&lt;br /&gt;Rapetti C. - L'alta Val di Magra in Castelli e fortificazioni di Massa Carrara 1990&lt;br /&gt;Registrum Magnum del Comune di Piacenza, quattro volumi; ed A. Giuffrè Milano, 1984 &lt;br /&gt;Stopani R– La via Francigena – Le lettere – Firenze 1988&lt;br /&gt;Touring Club Italiano – The route and stage posty from “passo della Cisa”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-610458461781909281?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/610458461781909281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=610458461781909281' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/610458461781909281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/610458461781909281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2009/04/per-gentile-concessione-di-sandro.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-1381898632277792839</id><published>2009-04-11T11:39:00.009+02:00</published><updated>2009-05-03T00:39:50.630+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Bagnone'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;5 GENNAIO 2009: IL PRESEPE VIVENTE DI VICO VALLE&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Avevo visto qualche poster qua e là annunciando il presepe vivente di Vico Valle. Per il 28 dicembre non avevo fatto in tempo, ma questo non volevo perderlo. A Vico Chiesa c'ero stato &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/02/10-gennaio-2008-dalla-valle-del-bagnone.html"&gt;un paio di anni fa&lt;/a&gt;, in una grigia giornata invernale. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SeBqf_C4loI/AAAAAAAAAtQ/0Csu6WaSnZ8/s1600-h/PICT0014.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SeBqf_C4loI/AAAAAAAAAtQ/0Csu6WaSnZ8/s200/PICT0014.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323371857283946114" /&gt;&lt;/a&gt; A dir la verità, mi ero spinto fino a Vico Valle e (colpevolmente), non mi aveva chiamato l'attenzione. Quindi, dopo il nostro giro tra &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2009/03/5-gennaio-2009-tra-borghi-lunigianesi.html"&gt;Panicale, Agnino e Moncigoli&lt;/a&gt;, arriviamo, un po' in ritardo, a Vico, passando da Bagnone e prendendo la strada per Corlaga. Comincia a essere già un po' scuro, parcheggiamo nei pressi di Vico Chiesa e cominciamo a incamminarci verso Vico Valle. In direzione contraria incrociamo gli sbandieratori di Pontremoli che tornano, ce li siamo persi. Così come abbiamo perso Claudio che si ferma a parlare e non si trova più.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SeBq05zItLI/AAAAAAAAAtY/ZBpXyYy9WhM/s1600-h/PICT0015.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SeBq05zItLI/AAAAAAAAAtY/ZBpXyYy9WhM/s200/PICT0015.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323372216652969138" /&gt;&lt;/a&gt; Fortunatamente ci accorgiamo di un pulmino che fa la spola tra i due paesini e saliamo, sarebbe stata una gran bella camminata, la facevo più corta.&lt;br /&gt;Appena scesi a Vico Valle, ecco l'entrata del borgo dove lasciare un'offerta per poter entrare, firmiamo il libro delle visite intingendo il pennino nell'inchiostro. &lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8nJGOi11ySc&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/8nJGOi11ySc&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Da qui in avanti sono tutte comparse in costume, tra persone che si congratulano per la riuscita del presepe vivente, orgogliose del loro borgo, per essere riusciti a organizzarlo e far rivevere Vico Valle e farlo conoscere a qualcuno. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SeBrPkKNfzI/AAAAAAAAAtg/4hPLKZtxNBk/s1600-h/PICT0023.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SeBrPkKNfzI/AAAAAAAAAtg/4hPLKZtxNBk/s200/PICT0023.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323372674700640050" /&gt;&lt;/a&gt; Ed effettivamente è proprio ben riuscito. Il percorso tra le viuzze lastricate è accompagnato da vino, dolci e musica. Mi sorprende il numero di "fondi" messi a disposizione, moltissimi, e la partecipazione della gente. In questi momenti ci attanaglia anche una nostalgia lunigianese per noi che ci viviamo, senso di comunità, di appartenenza, in queste feste comandate. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SeBrlpEX5mI/AAAAAAAAAto/Ao_vQXsbBcE/s1600-h/PICT0025.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SeBrlpEX5mI/AAAAAAAAAto/Ao_vQXsbBcE/s200/PICT0025.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323373053975455330" /&gt;&lt;/a&gt; Ogni due passi si apre un'antica casa con antichi mestieri: il fabbro, l'arrotino, la sarta, il falegname; non mancano ricchi re orientali con le loro dame e i conquistatori romani. Il percorso è ben fatto e permette anche di visitare tutto il borgo, le case in pietra ben tenute e non fatiscenti come incontrate alcune volte.&lt;br /&gt;Prima di finire la visita, scopriamo anche un oratorio recentemente ristrutturato. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SeBsaKcdTSI/AAAAAAAAAtw/H-YitRv_4qg/s1600-h/PICT0030.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SeBsaKcdTSI/AAAAAAAAAtw/H-YitRv_4qg/s200/PICT0030.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323373956288040226" /&gt;&lt;/a&gt; Alla fine del presepe vivente, quando ormai è buio pesto nonostante siano le sei di sera, ci aspettano vin brulè, panettone e frittelle di castagno con formaggi. Grata sorpresa.&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/oti4rDaEiV4&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/oti4rDaEiV4&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-1381898632277792839?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/1381898632277792839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=1381898632277792839' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/1381898632277792839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/1381898632277792839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2009/04/5-gennaio-2009-il-presepe-vivente-di.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SeBqf_C4loI/AAAAAAAAAtQ/0Csu6WaSnZ8/s72-c/PICT0014.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-42128716414321034</id><published>2009-03-08T00:00:00.002+01:00</published><updated>2009-05-03T00:39:42.986+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Licciana Nardi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Fivizzano'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;5 GENNAIO 2009: TRA BORGHI LUNIGIANESI, PANICALE, AGNINO, MONCIGOLI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Giornata piena di borghi lunigianesi, dopo la toccata e fuga dei giorni anteriori ad Arzelato, Collesino, Teglia e Castagnetoli. Approffitiamo del bel tempo per visitare un po' la Lunigiana orientale, nel territorio di Licciana e Fivizzano, un po' dimenticati nelle nostre gite in questi anni.&lt;br /&gt;Passando dalla strada che porta a Virgoletta e Monti, arriviamo fino a Licciana e giriamo a destra seguendo le indicazioni per Panicale. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SbbrGFEHU0I/AAAAAAAAAsQ/cqATthjdqm0/s1600-h/Virgoletta.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SbbrGFEHU0I/AAAAAAAAAsQ/cqATthjdqm0/s200/Virgoletta.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311691300201255746" /&gt;&lt;/a&gt; La giornata è stupenda, ideale per le foto, anche se Claudio si porta dietro una macchina con le pile scariche... Panicale è preceduto qualche centinaio di metri prima dal santuario della Madonna di Loreto, a cui sono particolarmenti devoti gli aviatori, come dimostrano le lapidi all'entrata della chiesa. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SbbrgNaUf1I/AAAAAAAAAsY/w-rKa_Mshz0/s1600-h/IMG_0219.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SbbrgNaUf1I/AAAAAAAAAsY/w-rKa_Mshz0/s200/IMG_0219.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311691749118476114" /&gt;&lt;/a&gt; Un'altra chiesa, quella di San Biagio, ci accoglie all'entrata del paese, dove parcheggiamo. Davanti si trova un bell'edificio, forse le vecchie scuole, e davanti la porta medievale d'entrata al borgo, uno dei pochi resti dell'antico castell. Panicale fu infatti un feudo malaspiniano e passarono presto ai Medici. Appena entrati nel centro, sulla destra ecco il palazzo marchionale, ben conservato come tutto il borgo. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SbbsIrm6FeI/AAAAAAAAAsg/ZdI98E_Lqoo/s1600-h/IMG_0187.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SbbsIrm6FeI/AAAAAAAAAsg/ZdI98E_Lqoo/s200/IMG_0187.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311692444419102178" /&gt;&lt;/a&gt; Respiriamo l'atmosfera medievale e giriamo senza meta per le viuzze del paese, che vediamo in breve.&lt;br /&gt;Torniamo sui nostri passi e decidiamo sul da farsi. Da tempo volevo vedere Agnino. Facciamo allora dietrofront, rivediamo Licciana sotto di noi e cominciamo a salire per Bastia. Dopo poco un cartello sulla destra ci indica Magliano e Agnino, curva dopo curva, l'unico che vediamo sono boschi e boschi, con qualche casa qua e là. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SbbsvaMUQQI/AAAAAAAAAso/yqCBwmdB4eE/s1600-h/Agnino.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SbbsvaMUQQI/AAAAAAAAAso/yqCBwmdB4eE/s200/Agnino.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311693109759066370" /&gt;&lt;/a&gt; Superiamo Magliano e in breve eccoci ad Agnino. La mia curiosità è per il castello e i suoi ruderi. Lo cerchiamo in alto verso la chiesa, un po' spaesati, prima di chiedere a un signore del posto. Ci dice di continuare fino alla fine del borgo, in direzione Fivizzano, dove nei pressi di una fontana, comincia la salita che porta ai ruderi. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SbbtQiCU4SI/AAAAAAAAAsw/eUaKn8jhYTk/s1600-h/IMG_0269.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SbbtQiCU4SI/AAAAAAAAAsw/eUaKn8jhYTk/s200/IMG_0269.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311693678800331042" /&gt;&lt;/a&gt; Parcheggiamo con un po' di difficoltà e cominciamo a salire. Più di un castello vero e proprio, sono molte antiche case e locali in rovina e, sorpresa, sono chiuse da un cancello. Ebbene si, proprietà privata dei ruderi. Ci accontentiamo di vedere qualche muro decadente tra la vegetazione e riprendiamo il cammino direzione Fivizzano. Arriviamo a Posara e poi giriamo a destra verso Moncigoli. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/Sbbuh83LwRI/AAAAAAAAAs4/GbODt-zmYo0/s1600-h/IMG_0275.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/Sbbuh83LwRI/AAAAAAAAAs4/GbODt-zmYo0/s200/IMG_0275.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311695077570756882" /&gt;&lt;/a&gt; Siamo abbastanza affamati, ma nel borgo non troviamo niente. Troviamo però un disponibile signore che ci fa da guida del borgo, dall'arco di entrata al paese fino alla chiesa. Si lamenta un po' dello stato delle case e che ormai ci vive poca gente. Hanno un palazzo Chigi a Moncigoli, case con bei portali in pietra e un torrione nei pressi della chiesa, unico resto del castello medievale. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/Sbbu-sQi-mI/AAAAAAAAAtA/feEDp3mfNWA/s1600-h/IMG_0278.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/Sbbu-sQi-mI/AAAAAAAAAtA/feEDp3mfNWA/s200/IMG_0278.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311695571329940066" /&gt;&lt;/a&gt; Il panorama verso Agnino e Magliano e bellissimo e ricorda la Toscana vera e proprio, più che la scontrosa natura della Lunigiana. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/Sbbv5NQEExI/AAAAAAAAAtI/Z1eyPN9b-20/s1600-h/PICT0010.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/Sbbv5NQEExI/AAAAAAAAAtI/Z1eyPN9b-20/s200/PICT0010.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311696576618697490" /&gt;&lt;/a&gt; Ringraziamo il nostro Cicerone e ripartiamo, ormai in direzione di casa, fermandoci però ad ammirare la splendida vista di una chiesetta di campagna, con il profilo delle Apuane come sfondo, appena prima Soliera.&lt;br /&gt;Non avremo una torre di Pisa o una cupola del Brunelleschi in Lunigiana, ma la somma di piccoli monumenti e borghi è impressionante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-42128716414321034?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/42128716414321034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=42128716414321034' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/42128716414321034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/42128716414321034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2009/03/5-gennaio-2009-tra-borghi-lunigianesi.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SbbrGFEHU0I/AAAAAAAAAsQ/cqATthjdqm0/s72-c/Virgoletta.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-2673511289571004323</id><published>2009-02-01T15:14:00.010+01:00</published><updated>2011-04-20T10:37:50.277+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Aulla'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;3 GENNAIO 2009: IL CASTELLO DI STADANO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Incuriosito da un &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2007/12/cippi-di-confine-in-lunigiana-e-altre.html#c4986310470548630004"&gt;commento&lt;/a&gt; su questo blog e sul gruppo di Terre di Lunigiana su &lt;a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=29353364354" rel="nofollow"&gt;Facebook&lt;/a&gt;, convinco, sfondando una porta aperta, o meglio stuzzico Giovanni ad andare a cercare i ruderi del castello di Stadano. Partiamo di mattina, bella soleggiata dopo le piogge dei giorni precedenti e in breve ci dirigiamo verso Stadano. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYWvHV32deI/AAAAAAAAArg/sIMl8iGDkMk/s1600-h/IMG_0003.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYWvHV32deI/AAAAAAAAArg/sIMl8iGDkMk/s200/IMG_0003.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297833077336602082" /&gt;&lt;/a&gt; Superata Aulla, sulla destra, appena prima di Caprigliola, ecco il cartello che ci indica il paese, ricordandoci ci aver dato i Natali agli antenati di Napoleone Bonaparte.&lt;br /&gt;Attraversato il ponte sul Magra troviamo le prime case e la moderna chiesa di Stadano, non proprio una bellezza. Davanti parlottano due signori e subito chiediamo informazioni. Disponibilissimi ci spiegano la strada da dove siamo. &lt;br /&gt;Dobbiamo andare a piedi verso il monte, seguire uno stradello abbastanza pulito e poi a un bivio girare a destra per un sentierino non ben tenuto. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYWwBQhfPeI/AAAAAAAAAro/7dC3VO6ZXP8/s1600-h/IMG_0004.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYWwBQhfPeI/AAAAAAAAAro/7dC3VO6ZXP8/s200/IMG_0004.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297834072333041122" /&gt;&lt;/a&gt; Da dove siamo noi non vediamo i ruderi, ci dicono che un paio di mesi addietro, dopo giorni e giorni di piogge, si era sentito un gran tonfo e una parte dei (pochi) ruderi del castello era crollata. Ci mettiamo in cammino, che non sarà lungo, iniziando a salire abbastanza ripidamente ma comodamente. Sbagliammo una volta strada e non ci accorgiamo del sentiero a destra che punta verso i ruderi, torniamo sui nostri passi e tra spine, rami e terreno scosceso, iniziamo a scorgere nella boscaglia una costruzione. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYWwXr3L0ZI/AAAAAAAAArw/WOiDM8qHRx0/s1600-h/IMG_0010.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYWwXr3L0ZI/AAAAAAAAArw/WOiDM8qHRx0/s200/IMG_0010.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297834457628922258" /&gt;&lt;/a&gt; In questi anni di ricerca di castelli in rovina della Lunigiana, non avevo trovato praticamente niente su Stadano, ma ecco lì davanti ciò che restava del castello. Nella parte verso il paese si vede chiaramente la frana, peccato. Restano in piedi le mura perimetrali di quella che doveva essere una chiesa. Si vedono ancora infatti tracce di affresco e dopo essere entrati all'interno, notiamo che la parte franata dve trattarsi dell'abside. Quello che era la torre o il campanile è ancora parzialmente in piedi, ma non si sa per quanto. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYWwyEokdAI/AAAAAAAAAr4/ZJJCi5oo0ic/s1600-h/IMG_0016.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYWwyEokdAI/AAAAAAAAAr4/ZJJCi5oo0ic/s200/IMG_0016.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297834910955107330" /&gt;&lt;/a&gt; Facciamo le fotografie di rito e torniamo sui nostri passi soddisfatti dell'inesperata scoperta. Sulla via del ritorno Giovanni mi parla del fortino, sempre a Stadano, che si vede dall'autostrada. Stavolta mi stuzzica lui...&lt;br /&gt;Riprendiamo la macchina e ritroviamo i due signori ancora lì. Gli raccontiamo come è andata e ci confermano che una volta lì c'erano delle suore. Poi chiediamo del fortino e uno di loro ci racconta che è lì da tanto, da prima della prima guerra mondiale. Purtroppo, e lo dice con tristezza, con la costruzione dell'autostrada lo hanno rovinato, nonostante le promesse di ricostruzione. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYWxpeIrD0I/AAAAAAAAAsA/ykH1rM1V1VQ/s1600-h/IMG_0024.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYWxpeIrD0I/AAAAAAAAAsA/ykH1rM1V1VQ/s200/IMG_0024.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297835862693449538" /&gt;&lt;/a&gt; Ci dice che al centro del fortino c'è una colonna che diventa una volta e diventa più grande alzandosi verso il soffitto. Secondo loro, la Comunità ci aveva fatto una scala in legno per arrivarci. Dobbiamo provare ad arrivarci. Seguiamo la strada che supera il maneggio e passiamo sotto l'autostrada, ci sono molte pozzanghere. Parcheggiamo in uno spiazzo con rifiuti qua e là (triste tradizione lunigianese) e ci dirigiamo a piedi verso il fortino costeggiando la rete che divide dall'autostrada. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYWyCXgQdCI/AAAAAAAAAsI/cbg91YNW4ks/s1600-h/IMG_0029.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYWyCXgQdCI/AAAAAAAAAsI/cbg91YNW4ks/s200/IMG_0029.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297836290410050594" /&gt;&lt;/a&gt; Passare tra gli alberi non è però facilissimo, non c'è un vero e proprio sentiero, solo qualche centimetro tra la rete e i rami, ci impigliamo continuamente finchè ci arriviamo proprio sotto e... della scala neanche l'ombra! Impossibile arrivarci da lì. Torniamo indietro e già che ci siamo giriamo con la macchina ancora a destra, con l'unico risultato di non rimanere impantanati per miracolo. &lt;br /&gt;Il castello l'abbiamo visto, il fortino può attendere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-2673511289571004323?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/2673511289571004323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=2673511289571004323' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/2673511289571004323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/2673511289571004323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2009/02/3-gennaio-2008-il-castello-di-stadano.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYWvHV32deI/AAAAAAAAArg/sIMl8iGDkMk/s72-c/IMG_0003.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-3695409758544035861</id><published>2009-01-30T00:22:00.008+01:00</published><updated>2009-05-03T00:39:04.965+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Zeri'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2 GENNAIO 2009: ZUM ZERI&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dopo l'esperienza qualche anno fa a &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/natura/sciare-pratospilla.php" title="Pratospilla"&gt;Pratospilla&lt;/a&gt; e inverni con poca neve, ecco finalmente l'occasione di sciare sulle piste di &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/natura/passoduesanti.php" title="Zum Zeri"&gt;Zum Zeri&lt;/a&gt;. Quest'anno si sta rivelando molto nevoso rispetto alle ultime stagioni. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYI-rCuFv8I/AAAAAAAAAq4/_uUyG65PTA8/s1600-h/IMG_3873.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYI-rCuFv8I/AAAAAAAAAq4/_uUyG65PTA8/s200/IMG_3873.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5296865020926607298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Già il mio arrivo in Lunigiana era stato accompagnato dalla neve sulla Cisa e per tutte le feste il forte freddo ci ha accompagnato fino alla gran nevicata del 6 gennaio.&lt;br /&gt;Partenza alle 8 di mattina. Il Passo Due Santi si trova a una quarantina di minuti. La mattinata è rigida e molto soleggiata, mentre ci addentriamo nelle valli di Zeri ci accompagnano bei paesaggi come la vista di &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/vallataadelano.php" title="Adelano"&gt;Adelano&lt;/a&gt; sotto il primo sole. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYI_LBmRVMI/AAAAAAAAArA/LUgA8mJWvgY/s1600-h/IMG_3876.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYI_LBmRVMI/AAAAAAAAArA/LUgA8mJWvgY/s200/IMG_3876.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5296865570381190338" /&gt;&lt;/a&gt; La strada è quella che è, ovvero una sequenza ininterrotta di buche, dossi, ristringimenti, non proprio l'ideale per una stazione sciistica. Da Patigno peggiore ulteriormente fino alla &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/formentara.php" title="La Formentara"&gt;Formentara&lt;/a&gt; e al Villaggio Aracci, quando diventa liscia e ampia. &lt;br /&gt;Al nostro arrivo il parcheggio è semivuoto, noleggiamo un paio di sci (fosse un pelino più grande...) e iniziamo a goderci la giornata.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYI_lqFWouI/AAAAAAAAArI/TOWGQUrvAb4/s1600-h/IMG_3887.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYI_lqFWouI/AAAAAAAAArI/TOWGQUrvAb4/s200/IMG_3887.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5296866027925578466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La neve è un po' ghiacciata e l'assaggio subito per andare a prendere la seggiovia. Appena messi gli sci e lo snowboard, prendiamo la cinta trasportratice e poi giriamo qua e là tra lo skilift e la seggiovia. Quando leggevo che dalla cima si vedeva il mar Ligura, non è che ci vedevo troppo. Troppe volte avevo letto in giro frasi tipo "nelle giornate più terse si vede fino a... e poi non si vedeva niente". &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYI_8HvOnNI/AAAAAAAAArQ/4jQR66EdtFY/s1600-h/IMG_3910.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYI_8HvOnNI/AAAAAAAAArQ/4jQR66EdtFY/s200/IMG_3910.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5296866413842963666" /&gt;&lt;/a&gt; Invece, sorpresa sorpresa, appena prima di smontare dalla seggiovia, sulla sinistra ecco aprirsi nitida la &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/dintorni.php" title="La Riviera Apuana"&gt;riviera apuana&lt;/a&gt; e il &lt;a href="http://www.ilgolfodeipoeti.org" title="Il Golfo dei Poeti"&gt;golfo dei poeti&lt;/a&gt;. Nonostante il sole in fronte, lo spettacolo è unico.&lt;br /&gt;Dopo qualche discesa il parcheggio è già pieno, ma non aspettiamo mai più di tre minuti per risalire. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYJAYw1-IuI/AAAAAAAAArY/-pntRbl63GQ/s1600-h/IMG_3916.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYJAYw1-IuI/AAAAAAAAArY/-pntRbl63GQ/s200/IMG_3916.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5296866905913434850" /&gt;&lt;/a&gt; La lunghezza delle piste non è eccessiva, ma per una giornata di sci dalle nostre parti va più che bene. Ampi spazi, poche code, prezzo accessibile, giornata stupenda e il tempo vola. Verso le 2 e mezzo togliamo tutti gli attrezzi e torniamo verso casa, non prima di dare un'occhiata alla chiesetta del Passo Due Santi. Se solo ci fosse neve così tutti gli anni!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-3695409758544035861?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/3695409758544035861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=3695409758544035861' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/3695409758544035861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/3695409758544035861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2009/01/2-gennaio-2009-zum-zeri-dopo.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SYI-rCuFv8I/AAAAAAAAAq4/_uUyG65PTA8/s72-c/IMG_3873.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-6265138370229825509</id><published>2009-01-21T22:33:00.007+01:00</published><updated>2009-05-03T00:38:53.519+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Aulla'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;30 DICEMBRE 2008: L'ABBAZIA DI SAN CAPRASIO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Ed eccoci a sorpresa all'&lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/sancaprasio.php" title="Abbazia di San Caprasio"&gt;abbazia di San Caprasio&lt;/a&gt;. Sorpresa perchè non era una delle mete previste in queste vacanze lunigianesi, ma Carlo ha già preso informazioni sugli orari del museo e per le tre del pomeriggio siamo davanti ad Aulla con Giovanni, che da tempo la voleva visitare e Simone, aggiunto all'ultimo momento come al solito...&lt;br /&gt;Siamo gli unici visitatori e abbiamo la guida tutta per noi. Il Signor Enrico ci fa una breve presentazione della storia dell'abbazia, dalla fondazione con Adalberto di Toscana prima dell'anno Mille, fino ai giorni nostri. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SXeV0AooptI/AAAAAAAAAqM/HRHeDDGK4JY/s1600-h/IMG_3847.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SXeV0AooptI/AAAAAAAAAqM/HRHeDDGK4JY/s200/IMG_3847.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293864607753479890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci dice che da sempre si parlava di una leggenda che voleva nella chiesa le spoglie di San Caprasio, ma fino al ritrovamento della tomba si trattava appunto di una leggenda. Gli scavi iniziarono perchè nella parte absidale esterna, al livello del suolo, notarono una fila di pietre poste a spiga di grano, non normale per un semplice edificio religioso. Da lì, ci spiegano, nacque tutto: il ritrovamento di due absidi più antiche, fregi di marmo romani e soprattutto le spoglie del santo. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SXeWSaNo3wI/AAAAAAAAAqU/WC2hLpl1B2I/s1600-h/IMG_3851.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SXeWSaNo3wI/AAAAAAAAAqU/WC2hLpl1B2I/s200/IMG_3851.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293865130015645442" /&gt;&lt;/a&gt; Cominciamo la visita dalla chiesa, dalla zona dell'abside, dove si trovano la parte più importante degli scavi. La spiegazione del Signor Enrico è briosa e ci mostra come nel tempo l'abbazia si sia ingrandita grazie alla testimonianza delle due antiche absidi, lascito di successivi ingrandimenti della chiesa, in cui si trova l'urna di San Caprasio. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SXeW7sOV1XI/AAAAAAAAAqc/686EPunGayk/s1600-h/IMG_3854.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SXeW7sOV1XI/AAAAAAAAAqc/686EPunGayk/s200/IMG_3854.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293865839225066866" /&gt;&lt;/a&gt; Riposava nascosta sotto il calcestruzzo, perchè i frati benedettini dell'abbazia non volevano che fosse trovata e trafugata durante una delle scorribande dei nemici. Intorno si sono trovate anche numerose ossa e anche due bombe inesplose della seconda guerra mondiale, proprio accanto alla tomba del santo, altro miracolo di San Caprasio...&lt;br /&gt;Dopo aver visto gli scavi interni usciamo all'esterno, nella zona absidale esteriore, dove si trova la fila di pietre a spiga di grano, poste in modo diverso dalle altre pietre di fiume. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SXeXc6YpzcI/AAAAAAAAAqk/iTwIB9kHjeo/s1600-h/IMG_3859.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SXeXc6YpzcI/AAAAAAAAAqk/iTwIB9kHjeo/s200/IMG_3859.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293866409962098114" /&gt;&lt;/a&gt; Altri scavi si stanno facendo e il sogno è quello di sollevare tutto il pavimento della chiesa per vedere cosa si trova sotto. Rientriamo in chiesa e ci spostiamo nel piccolo &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/musei/museosancaprasio.php" title="Museo di San Caprasio"&gt;museo&lt;/a&gt;, antica sala benedettina di cui si conserva il pavimento, in cui si conservano alcuni reperti ritrovati durante gli scavi: fibbie, monete antiche, fregi romani. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SXeX8C4uZvI/AAAAAAAAAqs/Q8SCJdTjyt8/s1600-h/IMG_3866.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SXeX8C4uZvI/AAAAAAAAAqs/Q8SCJdTjyt8/s200/IMG_3866.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293866944820045554" /&gt;&lt;/a&gt; Più interessante in assoluto sono però i magnifici capitelli scolpiti con figure zoomorfe e altri disegni. L'ultima saletta del museo è invece occupata da stemmi dalla famiglia Centurione, che comprò il feudo di Aulla dai Malaspina, un busto in marmo di un esponente della famiglia e le relique di San Severo, a cui era intestata prima la chiesa.&lt;br /&gt;Gentilissimi, alla fine della visita ci offrono pure caffè e tè.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-6265138370229825509?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/6265138370229825509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=6265138370229825509' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/6265138370229825509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/6265138370229825509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2009/01/30-dicembre-2008-labbazia-di-san.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SXeV0AooptI/AAAAAAAAAqM/HRHeDDGK4JY/s72-c/IMG_3847.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-9122807351829953678</id><published>2008-10-18T23:54:00.036+02:00</published><updated>2011-04-20T10:37:38.188+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Natura e torrenti'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;28, 30 AGOSTO 2008: LA VIA FRANCIGENA IN LUNIGIANA DAL PASSO DELLA CISA A PONTREMOLI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/SpA4uIpxNew" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed alla fine lo abbiamo fatto, almeno in parte. Da ormai alcuni anni posticipavo continuamente il percorso della Via Francigena in Lunigiana, dopo aver letto libri di trekking e altri più storici. Le notizie che avevo trovato sul tracciato in Lunigiana erano a volte discordanti, sopratutto dal Passo della Cisa fino ad Aulla. La strada napoleonica SS62 della Cisa ne ricalca il tracciato, ma percorrerla da odierni pellegrini è orribile anche se più veloce.&lt;br /&gt;Negli ultimi tempi leggevo su giornali locali di attività lungo il percorso, pulitura di sentieri, aggiunta di nuova segnaletica, passaggio di studenti, guardie svizzere, comitive di giornalisti etc. Qualche camminatore lo avevo visto ogni tanto, sempre lungo la statale però, con il bastone anche, briciole rispetto a quello che è il "Camino de Santiago" verso Compostela. Leggevo sempre della migliore situazione della Francigena nell'Appennino Parmense, con la riconversione in ostelli di case cantoniere. Niente di tutto questo nella nostra zona, dove i posti tappa del trekking Lunigiana sono più o meno abbandonati al loro destino. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPpilsJRdEI/AAAAAAAAAcw/Jc3z-BZxBOY/s1600-h/IMG_2823.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPpilsJRdEI/AAAAAAAAAcw/Jc3z-BZxBOY/s200/IMG_2823.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258623914553209922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Comunque, ci prepariamo mentalmente per affrontare il percorso un paio di giorni prima. Compagni di viaggio saranno Gabriele, per tutto il tempo, e Paolo, per metà, causa problemi di diversa natura che spiegherò più avanti. L'idea malsana è infatti quella di percorrerla in mountain bike (anche se la mia bici non si puù definire tale), inspiegabilmente pensiamo che sia tutta in discesa... Per fugare qualsiasi dubbio, NON fatela in mountain bike, oppure chiedetelo a Paolo per vedere cosa vi consiglia (!). Solo in alcuni tratti si può fare ed in altri è un vero supplizio e può essere pericoloso.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPpjDBylr-I/AAAAAAAAAc4/6qHzvWrgUZU/s1600-h/IMG_2828.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPpjDBylr-I/AAAAAAAAAc4/6qHzvWrgUZU/s200/IMG_2828.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258624418579853282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ritrovo ore 8 e mezza di mattina. Naturalmente non pedalaremo fino al Passo della Cisa, partiamo con tre macchine, due le lasciamo a Mignegno e saliamo fino al Passo. La giornata è stupenda, il programma prevede arrivare a Filattiera per l'una. Ignari! Informazioni nulle sui tempo di percorrenza e sullo stato dei sentieri, ma siamo armati di buona volontà. I miei due compagni si presentano in tenute da ciclisti professionisti, facendomi sentire un po' fantozziano. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPpm1GJhI1I/AAAAAAAAAdA/FPppUJc9e4E/s1600-h/IMG_2841.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPpm1GJhI1I/AAAAAAAAAdA/FPppUJc9e4E/s200/IMG_2841.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258628577278108498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Arriviamo dunque in cima, lasciamo la macchina e ci incamminiamo verso la chiesa della Madonna della Guardia. Paolo vorrebbe scendere lungo la statale fino ad un cartello indicante la Via Francigena, visto dopo Montelungo, io e Gabriele lo convinciamo, come poi avverrà ripetutamente più avanti, a seguire i cartelli che indicano la salita verso la chiesetta. Spingendo le biciclette cominciamo la nostra avventura. Viste le rimostranze di questo puledro ingabbiato che è Paolo, mi sento di rassicurarlo sulla bontà del percorso e che è praticamente tutto in discesa. Ci sarà un fondo di verità in questo. &lt;br /&gt;All'inizio lo sterrato è sufficientemente ampio e pulito, in continuo saliscendi, abbastanza marcato (cioè, siamo sempre con il piede a terra), per poi restringersi in una sorta di viottolo con pietre di diverse dimensioni che spuntano pericolosamente per le ruote di una bici. Bisogna fare attenzione ad non impuntarsi con la ruota anteriore e rischiare di cadere (tutte queste precauzioni non serviranno al nostro Paolo). Siamo completamente coperti dal bosco, ma bisogna dire che la segnaletica è buona, praticamente impossibile perdersi, con segnali bianco-rossi o pali di legno con il simbolo del pellegrino piantati nel terreno. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPpypNhuLTI/AAAAAAAAAdI/C1Rds08ptmM/s1600-h/IMG_2843.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPpypNhuLTI/AAAAAAAAAdI/C1Rds08ptmM/s200/IMG_2843.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258641567239777586" /&gt;&lt;/a&gt; Dopo un tratto in discesa alquanto accidentato, con un piccolo stapiombo sulla nostra sinistra, saliamo ascoltando le prime imprecazioni che vengono dagli alberi, o dalla gola di Paolo, che perde l'equilibrio e rischia di cadere, protetto per sua fortuna dal tronco di un albero, l'ormai famoso "Faggio della Cisa". Il sentiero ricomincia a salire, ma si fa proprio stretto, anche se più pulito e senza sassi. La vegetazione però lo invade e ampliarlo leggermente sarebbe l'ideale, non per le bici, ma anche per chi va a piedi. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPpzQpG37UI/AAAAAAAAAdQ/OcBv_4h__pM/s1600-h/IMG_2845.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPpzQpG37UI/AAAAAAAAAdQ/OcBv_4h__pM/s200/IMG_2845.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258642244658261314" /&gt;&lt;/a&gt; Le spine dei roveti ci tormentano, finchè usciamo in una bellissima e altissima pineta, grata sorpresa, dove la strada sterrata di fa comoda e quasi panoramica. Scendiamo con ampie curve per breve tempo e ricominciamo il saliscendi fino a spuntare in un piccolo spiazzo dove sotto di noi vediamo Montelungo, la cui vista ci accompagnerà per molto tempo. La Francigena ora si ricongiunge con la statale della Cisa per un brevissimo tratto. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPpzuzgx-qI/AAAAAAAAAdY/rVRR6c98G7k/s1600-h/IMG_2867.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPpzuzgx-qI/AAAAAAAAAdY/rVRR6c98G7k/s200/IMG_2867.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258642762847353506" /&gt;&lt;/a&gt; I maggiori problemi sono però legati allo stato animico di Paolo. Paragonando quella famosa scena di Fantozzi sciatore, ritrovato solo a tarde notte dopo i suoi sci e le sue racchette, io e Gabriele aspettiamo l'arrivo del terzo compagno di ventura. Per poco non arriva prima una ruota, poi il manubrio e la catena, ma la possente voce colorita di Paolo non tardi nel farsi udire. Si lamenta dell'impraticabilità del sentiero per una bicicletta, (dice in dialetto che se frena con quello di dietro, scivola, se frena con quello davanti, si ribalta) prendendosela con me per essersi fatto convincere. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPp0WAasfsI/AAAAAAAAAdg/Ct6-vYmbhgs/s1600-h/IMG_2872.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPp0WAasfsI/AAAAAAAAAdg/Ct6-vYmbhgs/s200/IMG_2872.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258643436326387394" /&gt;&lt;/a&gt; Minaccia di tornare a Pontremoli lungo la strada asfaltata e di aspettarci giù. La capiamo, ha appena sofferto una caduta, ma siamo partiti insieme con le macchine e non può farci questo. Dopo un breve tira e molla, lo convinciamo a seguirci, dicendogli che sarà tutto in discesa, ma lui insiste che vuole pedalare in piano ("Me a voi al par").&lt;br /&gt;Ed eccoci dopo un breve tratto di asfalto a seguire il cartello della Via Francigena, molto chiaro, verso la Valdantena. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPu9C8djKYI/AAAAAAAAAdo/09eckco_GbQ/s1600-h/IMG_2891.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPu9C8djKYI/AAAAAAAAAdo/09eckco_GbQ/s200/IMG_2891.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259004848172640642" /&gt;&lt;/a&gt; Questo è il tratto più bello in assoluto, il panorama della valle e dei suoi borghi è unico, nonostante il serpentone dell'autostrada della Cisa. Ci fermiamo un momento per controllare le condizioni della schiena di Paolo, solo qualche graffio nonostante le sue lamentele.&lt;br /&gt;Siamo proprio sul crinale, da una parte i paesi di Gravagna San Rocco e Gravagna Montale sotto il Groppo del Vescovo, dall'altra, da sinistra a destra Montelungo, Succisa e la Valdantena, con i suoi paesini: Cargalla, Groppodalosio, Casalina, Toplecca e Versola quelli che riusciamo a decifrare. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPu98SiWGeI/AAAAAAAAAdw/TUVMoWqVk4o/s1600-h/IMG_2899.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPu98SiWGeI/AAAAAAAAAdw/TUVMoWqVk4o/s200/IMG_2899.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259005833350879714" /&gt;&lt;/a&gt; In questo tratto ritornano la calma e la fiducia nel gruppo. La strada e ampia e altamente panoramica, non particolarmente faticosa nonostante qualche salitella. Ma ecco all'improvviso tutto si restrige, il comodo tratturo divento uno stretto sentierino e quindi una mulattiera franosa, anche se torna ad allargarsi, con molte rocce di piccole dimensioni che rendono il percorso scivoloso. Procediamo con estrema cautela, a volte scendendo dalla bici davanti a discese particolarmente impegnative. Paolo però, volenteroso e aitante, decide di lanciarsi in una discesa spericolata, nonostante gli avvisi miei e di Gabriele, fermi ad aspettarlo. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPu-sJ8rZZI/AAAAAAAAAd4/gPTAKNQqnPM/s1600-h/IMG_2909.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPu-sJ8rZZI/AAAAAAAAAd4/gPTAKNQqnPM/s200/IMG_2909.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259006655679128978" /&gt;&lt;/a&gt; Come una scarica elettrica ecco giungerlo, un sonoro fiume in piena. Difficile dire cosa si prova in quei momenti. Vedere in diretta una caduta di quel genere, con la smorfia della paura dipinta sul volto del malcapitato ed assistere ad una capriola con bici incorporata che sfida la gravità è certamente un avvenimento eccezionale. Si capisce anche da dove nascano le leggende di fate e folletti nascosti nei boschi incantati o di spaventosi esseri che abitano i boschi più fitti della montagna. Le imprecazioni di Paolo risuonano in tutta la valle, moderno yeti lunigianese, spauracchio dei pastori e dei taglialegna. Dopo le prime rassicurazioni tra di noi, vedendolo comunque in ottime condizioni nella sue lamentele, a stento tratteniamo le risate. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPu_dJ9JbTI/AAAAAAAAAeA/kxmAzovhp2c/s1600-h/IMG_2912.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPu_dJ9JbTI/AAAAAAAAAeA/kxmAzovhp2c/s200/IMG_2912.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259007497494687026" /&gt;&lt;/a&gt; Io mi nascondo dietro un grosso sasso per non farmi vedere, il momento è tragicomico. Paolo grida a pieni polmoni, è irrefranabile nella sua ira e ovviamente non si possono riportare su carta i suoi pensieri.&lt;br /&gt;Riprendiamo il cammino nei pressi di un segnale del Trekking GEA. Il cartello della Via Francigena ci indica la discesa che continua restringendosi via via e facendosi anche complicata per le bici, a causa dei molti sassi di diverse dimensioni sparsi qua e là. La situazione è un po' tesa, Paolo è deciso a mollare appena possibile. Io e Gabriele soprassediamo e continuiamo la discesa, passando nei pressi di una cappelletta con una maestà di una Madonna con Bambino per arrivare finalmente in vista di Cavezzana Valdantena, che in breve raggiungiamo. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPvALRs3ZMI/AAAAAAAAAeI/6l_KLd4s5xw/s1600-h/IMG_2913.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPvALRs3ZMI/AAAAAAAAAeI/6l_KLd4s5xw/s200/IMG_2913.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259008289847862466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; I cartelli della Via Francigena indicano a sinistra, ma noi prendiamo a destra per vedere il paese, bere abbondantemente ad una fontanella e raffreddare anche gli animi. Sono le 11 e mezza.&lt;br /&gt;Non so come, ma riusciamo a riconvincere Paolo di non separarci, torniamo sui nostri passi e proseguiamo il percorso. Qua il sentiero si fa stretto e non proprio ben tenuto. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPvAyWRCBpI/AAAAAAAAAeQ/D-1v7-7h13U/s1600-h/IMG_2930.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPvAyWRCBpI/AAAAAAAAAeQ/D-1v7-7h13U/s200/IMG_2930.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259008961088194194" /&gt;&lt;/a&gt; L'erba invade quasi la sterrata, finchè comincia un'altra mulattiera piena zeppa di ciotoli, molto pericolosa in bicicletta. La percorriamo in parte a piedi e con molta attenzione, ma ciò non impedisce la terza caduta di questa particola Via Crucis. Gabriele afferma che Paolo è caduto da fermo, io non ho visto, ma non posso non credergli. In una cosa ha ragione, non si può percorrere in bici la Via Francigena, almeno in questo tratto che sbuca finalmente a Groppoli di Valdantena. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPvBiVC9hGI/AAAAAAAAAeY/ftR8vLWxrgU/s1600-h/IMG_2934.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPvBiVC9hGI/AAAAAAAAAeY/ftR8vLWxrgU/s200/IMG_2934.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259009785394463842" /&gt;&lt;/a&gt; E qua non c'è più niente da fare. Paolo chiede a una signora dove si trova la strada per Pontremoli e la segue, dicendo di aspettarci alle macchine. Rimaniamo in due e continuiamo, ma la strada è ancora lunga, non ce la aspettavamo così impegnativa. Scendiamo ora verso il torrente Civasola, che raggiungiamo immediatamente. D'estate è poco più di un ruscello e lo superiamo senza problemi, anche se un filo di ferro è attaccato a due alberi per guadarlo in altri periodi dell'anno. Il problema, serio, è ora la risalita. Il sentiero che porta a Previdè è ripido, stretto e faticoso. non ci credo che i pellegrini medievali scegliessero queste strade. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPzzM3lGimI/AAAAAAAAAeg/pD9DJAGo-no/s1600-h/IMG_2937.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPzzM3lGimI/AAAAAAAAAeg/pD9DJAGo-no/s200/IMG_2937.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259345867265444450" /&gt;&lt;/a&gt; E noi abbiamo le biciclette sul groppone. Ho un brutto ricordo e nessuna fotografia della salita. Siamo senz'acqua, sotto il sole a picco e dannatamente stanchi, quando, ciliegina, mi si buca la ruota anteriore. Botta di sfiga tremenda. Arrivati finalmente in cima, tolgo il chiodo, ebbene si, un chiodo, dal copertone e do per conclusa la mattinata. È l'una ormai, per le due non ce l'avremmo comunque fatta. Mestamente torniamo verso  Mignegno, non senza fatica, un lungo tratto è infatti in salita. Gabriele mi precede per andare incontro a Paolo, che si trova alla macchina e dopo quella che mi sembra un'eternità, li incrocio in macchina. Carichiamo la bici e torniamo al Passo della Cisa con un senso di insoddisfazione per non aver terminato ciò che ci eravamo ripromessi.&lt;br /&gt;Dopo l'iniziale scoramento, non ci diamo per vinti. Prontamente riparo la ruota e già decidiamo di riprovarci a finire la Via Francigena due giorni dopo. Ovviamente io e Gabriele, Paolo è ancora sotto choc per le cadute e continua a mandarmi maledizioni via sms. Insomma, ci si ritrova al bar e partenza per Previdè. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPz0EaMu-3I/AAAAAAAAAeo/9gI_SnmvQ3w/s1600-h/IMG_2978.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPz0EaMu-3I/AAAAAAAAAeo/9gI_SnmvQ3w/s200/IMG_2978.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259346821451283314" /&gt;&lt;/a&gt; È un'altra giornata stupenda, come mai tante da diversi giorni. Iniziamo quindi la Via Francigena, speranzosi di trovare un percorso accessibile in bici e non faticoso come l'ultimo tratto della volta precedente. Usciamo subito dal paese in discesa lungo una mulattiera, e la strada diventa subito stretta e sassosa, difficile da fare in bici ed anche a piedi si procederebbe in fila indiana. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPz2WULdKwI/AAAAAAAAAew/kidVKMCyoWc/s1600-h/IMG_2986.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPz2WULdKwI/AAAAAAAAAew/kidVKMCyoWc/s200/IMG_2986.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259349328096209666" /&gt;&lt;/a&gt; Sulla nostra destra ci accompagnerà la bella vista della Valdantena e soprattutto di Casalina, siamo praticamente sempre con il piede a terra, ma in breve arriviamo a Groppodalosio. Vediamo una signora che ci chiede se cerchiamo il ponte, deve essere famoso quindi. Si riferisce al ponte medievale sul fiume Magra che si vede dal paese e da dove passa la Francigena. Come altri piccoli borghi della Valdantena e della Lunigiana in generale, Groppodalosio è composto completamente da poche case in pietre, alcune le stanno ristrutturando, altre sono lasciate al loro destino. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPz6L9_Qb4I/AAAAAAAAAe4/dC67eRzfZNA/s1600-h/IMG_2995.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPz6L9_Qb4I/AAAAAAAAAe4/dC67eRzfZNA/s200/IMG_2995.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259353548387282818" /&gt;&lt;/a&gt; In breve siamo sul ponte, forse il simbolo di questa parte alta della Via Francigena in Lunigiana. Sotto scorre il fiume, che qua ha un regime torrentizio ed è molto suggestivo. Abbiamo fatto trenta, facciamo anche trentuno.&lt;br /&gt;Un sentierino scende fino al Magra in cinque minuti e non perdiamo l'occasione per vedere il ponte dal sotto, ci si potrebbe fare anche il bagno se ci battesse un po' il sole. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPz77YSEipI/AAAAAAAAAfA/sFP1CadfbT0/s1600-h/IMG_3017.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPz77YSEipI/AAAAAAAAAfA/sFP1CadfbT0/s200/IMG_3017.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259355462410996370" /&gt;&lt;/a&gt; Riprendiamo il nostro cammino, dopo una breve discesa la strada risale e in poco meno di dieci minuti arriviamo a Casalina. Sbuchiamo sulla strada asfaltata, attraversiamo ed entriamo nel borgo. La situazione della Via Francigena in questo breve tratto è deplorevole, erbacce ovunque, il sentiero non si vede, anche se è segnalato. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPz8yzWjfVI/AAAAAAAAAfI/eoQnL241sf4/s1600-h/IMG_3023.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPz8yzWjfVI/AAAAAAAAAfI/eoQnL241sf4/s200/IMG_3023.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259356414570364242" /&gt;&lt;/a&gt; Incontriamo una signora che ci offre delle noccioline, ma noi cerchiamo acqua. Vicino troviamo una fontanella, la terza dopo Cavezzana D'Antena e Groppodalosio. Ci dissetiamo e seguiamo le indicazioni. Per adesso siamo contenti del percorso, interessante e panoramico. &lt;br /&gt;Nelle nostre menti, la Via Francigena dovrebbe adesso scendere dolcemente fino a Pontremoli. Nulla di più sbagliato, si segue la strada asfaltata in salita fino al cimitero di Casalina e poi devia sulla sinistra nel bosco. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPz9fd7SIDI/AAAAAAAAAfQ/ftmS7OI0D28/s1600-h/IMG_3045.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPz9fd7SIDI/AAAAAAAAAfQ/ftmS7OI0D28/s200/IMG_3045.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259357181912948786" /&gt;&lt;/a&gt; Vediamo Montelungo in lontananza, dove eravamo l'altro ieri, sotto di noi Previdè e più in alto Groppodalosio. Stiamo praticamente percorrendo a mezza costa il monte in direzione Arzengio, dapprima lungo uno stradino in discesa che diventa mulattiera abbastanza comoda. È l'inizio di un lungo e monotono saliscendi, a tratti pure molto faticoso, rotto solo dalla presenza di tre pontini in pietra (medievali?) su piccoli canali e dalla strada asfaltata dove sbuchiamo due volte, incrociando la strada che porta al Passo del Cirone. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPz_MZt7zVI/AAAAAAAAAfY/D46JoZabdEE/s1600-h/IMG_3053.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPz_MZt7zVI/AAAAAAAAAfY/D46JoZabdEE/s200/IMG_3053.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259359053388959058" /&gt;&lt;/a&gt; È un tratto molto lungo, sempre nel bosco, senza nessuno scorcio panoramico. In questo tratto ci chiediamo molte volte se i pellegrini medievali giravano così in tondo per arrivare a destinazione, "la Francigena è un'area strada", dico a Gabriele senza convinzione.&lt;br /&gt;Finalmente, assetati e stremati sbuchiamo a cielo aperto al Passo della Crocetta, crocevia di diversi sentieri tra cui quello al rifugio Mattei. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPz_07WThrI/AAAAAAAAAfg/t2xQlmS8f6w/s1600-h/IMG_3060.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPz_07WThrI/AAAAAAAAAfg/t2xQlmS8f6w/s200/IMG_3060.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259359749611423410" /&gt;&lt;/a&gt; Dall'alto ci godiamo il panorama accanto alla chiesa della vallata del Magra e cominciamo la ripida e complicata discesa verso Arzengio. Siamo sulla strada selciata della Via Crucis che porta al paese, le grosse pietre che spuntano qua e là richiedono la massima attenzione, Gabriele fila giù come un fulmine, io prendo qualche precauzione in più. Lo trovo all'entrata di Arzengio seduto vicino alla fontana, finalmente! &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SP0AdnGgvII/AAAAAAAAAfo/cZMslUhnjEw/s1600-h/IMG_3062.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SP0AdnGgvII/AAAAAAAAAfo/cZMslUhnjEw/s200/IMG_3062.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259360448551107714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Beviamo e ribeviamo, ormai è quasi fatta, Pontremoli è sotto di noi anche se non lo vediamo. Rimontiamo in sella e attraversiamo il paese lungo la strada asfaltata per un breve pezzo, poi seguiamo a destra il segnale della Francigena in discesa. A destra in basso ecco Mignegno, più in alto, Traverde. Quest'ultimo tratto non è particolarmente impegnativo, anche se la discesa si fa sentire. Il manubrio della mia bici sta avendo qualche problema, ma resiste.&lt;br /&gt;In dieci minuti siamo nei pressi del vecchio ospedale di Sant'Antonio, che raggiungiamo superando un bel ponte sul Magra. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SP0BI1vd8pI/AAAAAAAAAfw/9D-kbjUfcsk/s1600-h/IMG_3067.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SP0BI1vd8pI/AAAAAAAAAfw/9D-kbjUfcsk/s200/IMG_3067.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259361191215362706" /&gt;&lt;/a&gt; Sbuchiamo sull'agognata statale della Cisa dopo quasi cinque ore, Porta Parma e Pontremoli sono ormai a pochi metri, ma noi andiamo dall'altra parte, in salita verso Mignegno.... dove abbiamo lasciato la macchina. Ce l'abbiamo fatta!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Informazioni per chi fa il pellegrino moderno:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Visto che vi siete sorbiti tutto il racconto, ecco alcune informazioni che mi sarebbe piaciuto sapere prima di iniziare. &lt;br /&gt;La buona notizia è che è impossibile perdersi, la segnaletica lungo il tracciato è da 10, con paletti conficcati nel terreno con il simbolo della Via Francigena o quelli bianchi e rossi del CAI. Non ci sono in generale passaggi molto impegnativi, se non la risalita dal torrente Civasola fino a Previdè. Importante: abbiamo trovato lungo tutto il percorso solo 4 fontanelle. In molti punti i sentieri potrebbero essere meglio tenuti, soprattutti nel primo tratto dal Passo della Cisa, dove a volte si segue un minuscolo sentierino e si può solo andare in fila indiana; tra Cavezzana e Groppoli di Valdantena, con tutti quei sassi che danno fastidio anche a chi cammina; un piccolo tratto per arrivare a Casalina, completamente infestato dalle erbacce. Si nota lo sforzo per non far passare la Francigena lungo la strada asfaltata, ma a volte si ha la sensazione di allungare inutilmente il percorso. La parte più bella è sicuramente dal crinale della Valdantena fino a Casalina. In generale:&lt;br /&gt;- Passo della Cisa - Statale della Cisa: sempre nel bosco, tranne qualche spiazzo da dove si vede Montelungo e la valle. Chi va di fretta più cominciare più in basso, anche se la pineta è veramente bella.&lt;br /&gt;- Statale della Cisa - Cavezzana Valdantena: il tratto più suggestivo, sul crinale della Valdantena, vista su tutta la valle da una parte, Gravagna dall'altra. Poi la discesa entra in un bosco, si incontra una cappelletta con una maestà e si arriva a Cavezzana. Per entrare nel borgo c'è un bel ponte in pietra con una maestà.&lt;br /&gt;- Cavezzana Valdantena - Groppoli di Valdantena: un po' monotono, poi a Groppoli un'altra maestà e le caratteristiche case di pietra.&lt;br /&gt;- Groppoli di Valdantena - Previdè: nessun particolare artistico o paesaggistico degno di nota.&lt;br /&gt;- Previdè - Casalina: bella vista di Casalina e della Valdantena; da non perdere Groppodalosio e il ponte medievale.&lt;br /&gt;- Casalina - Passo della Crocetta: Casalina è un bel borgo, ma la strada fino al Passo della Crocetta è lunga e monotona, quasi sempre nel bosco, anche se ci sono tre bei ponti di pietra e si incrociano un paio di maestà.&lt;br /&gt;- Passo della Crocetta - Arzengio - Pontremoli: bella vista della Val di Magra, interessante la Via Crucis che porta a Arzengio (da visitare), un'insolita vista di Mignegno e l'ultimo ponte in pietra sul Magra prima del vecchio ospedale di Sant'Antonio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Per i bikers. &lt;/span&gt; Il tracciato non è da fare in mountain bike, almeno non tutto il percorso. Se però insistete:&lt;br /&gt;- Passo della Cisa - Statale della Cisa: percorribile anche se ci sono passaggi molto stretti. A volte il fondo è sconnesso o sassoso, ma chi è allenato e con esperienza non dovrebbe avere problemi.&lt;br /&gt;- Statale della Cisa - Cavezzana Valdantena: molto bella nel primo tratto, poi tutto in discesa, anche con forti pendenze quando si entra nel bosco. Il fondo è friabile, occorre molta attenzione. Tutto sommato ben fattibile.&lt;br /&gt;- Cavezzana Valdantena - Groppoli di Valdantena: sentierino di terra all'inizio che poi inizia a scendere e si allarga un po' e diventa completamente ricoperto di sassi di medie dimensioni abbastanza pericolosi (sembra quasi il letto di un canale) per le ruote. Non lo consiglio particolarmente. Da Cavezzana si può raggiungere Groppoli lungo la strada asfaltata.&lt;br /&gt;- Groppoli di Valdantena - Previdè: assolutamente da non fare in bici. Ok in discesa fino al torrente Civasola, la risalita della valletta è un suicidio in bici, si fa molta fatica solo a piedi. Quindi, continuare lungo la strada asfaltata scendendo al Molinello e risalire per Previdè.&lt;br /&gt;- Previdè - Casalina: fino a Groppodalosio difficile non mettere il piede a terra spessissimo, poi ok. Quindi, ancora per la strada asfaltata fino a Groppodalosio, poi si scende al ponte medievale e si sale a Casalina.&lt;br /&gt;- Casalina - Passo della Crocetta: chi è allenato se la fa tranquillamente, anche se è abbastanza faticoso. In discesa il sentiero è stretto, poi si allarga e diventa una bella mulattiera.&lt;br /&gt;- Passo della Crocetta - Arzengio - Pontremoli: discesone con forti pendenze all'inizio. Si fa, ma sempre in tensione, terreno molto sassoso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-9122807351829953678?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/9122807351829953678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=9122807351829953678' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/9122807351829953678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/9122807351829953678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/10/26-28-30-agosto-2008-la-via-francigena.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/SpA4uIpxNew/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-3223528826454247597</id><published>2008-10-04T11:51:00.011+02:00</published><updated>2008-10-13T16:32:30.204+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;24 AGOSTO 2008: PONZANO MAGRA E FALCINELLO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tornando una mattina da &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/sarzana.php" title="Sarzana"&gt;Sarzana&lt;/a&gt; verso la Lunigiana interna decido di prendere una deviazione prima di &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/santostefanomagra.php" title="Santo Stefano Magra"&gt;Santo Stefano Magra&lt;/a&gt;. Dopo Ponzano Magra, (antica terra dei miei avi), giro a destra per &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/ponzanosuperiore.php" title="Ponzano Superiore"&gt;Ponzano Superiore&lt;/a&gt;. Una volta avevo pensato di arrivarci a piedi da &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/bibola.php" title="Bibola"&gt;Bibola&lt;/a&gt; lungo la &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/francigena.php" title="La Via Francigena"&gt;Via Francigena&lt;/a&gt;, ma a Bibola c'ero stato in macchina tre anni fa per vedere i ruderi del castello e la salita mi aveva impressionato. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPNWhRnVmTI/AAAAAAAAAb8/mhzxHC9dxxo/s1600-h/IMG_2741.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPNWhRnVmTI/AAAAAAAAAb8/mhzxHC9dxxo/s200/IMG_2741.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256640319735568690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dopo qualche tornante ecco aprirsi il borgo. Trovo parcheggio nella piazzetta del monumento ai caduti e comincio la visita. Le indicazioni sulla Via Francigena e il centro storico si trovano subito all'inizio del paese. È strutturato in forma circolare e le viette voltate portano alla chiesa e al palazzo Remedi, da dove il panorama sulla Val di Magra è unico. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPNXd45bCMI/AAAAAAAAAcE/NelZzYErmHo/s1600-h/IMG_2746.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPNXd45bCMI/AAAAAAAAAcE/NelZzYErmHo/s200/IMG_2746.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256641361072556226" /&gt;&lt;/a&gt; Salendo si vedono in alcune maestà murate nelle case e in breve arrivo alla &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/ponzanopieve.php" title="La chiesa di San Michele Arcangelo"&gt;chiesa di San Michele Arcangelo&lt;/a&gt;. È chiusa, ma forse l'attrazione principale sono le due lapidi murate nel muro accanto. Da una parte San Giorgio che uccide il drago, simbolo del potere genovese, dall'altro lo stemma con i gigli di Francia, a ricordare il passaggio di Carlo VIII nel 1495 (naturalmente tutte queste informazioni le ho trovate dopo...). &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPNYcG-KKPI/AAAAAAAAAcM/sBgmm3Xqu9A/s1600-h/IMG_2750.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPNYcG-KKPI/AAAAAAAAAcM/sBgmm3Xqu9A/s200/IMG_2750.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256642430002407666" /&gt;&lt;/a&gt; Continuo e mi fermo nella piazzetta davanti a Palazzo Remedi con vista sulla &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/valdimagra.php" title="La Val di Magra"&gt;Val di Magra&lt;/a&gt;. Il palazzo potrebbe essere in migliori condizioni, la vista, nonostante il tempo così così è stupenda: dal mare fino alla &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/valdivara.php" title="La Val di Vara"&gt;Val di Vara&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Torno verso la macchina girando attorno al borgo e ad un tratto spunta un altro paese appollaiato sulla collina. Chiedo ad una signora e mi dice che è &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/falcinello.php" title="Falcinello"&gt;Falcinello&lt;/a&gt;. Ripasso dalla chiesa e decido di andarlo a visitare. Non si trova lontano da Ponzano Superiore, lungo la strada il sole spunta per un attimo e dopo qualche curva, vedendo anche un cartello che indica il &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/castelli/castellobrina.php" title="Il castello della Brina"&gt;castello della Brina&lt;/a&gt;, arrivo a Falcinello. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPNZnF4gnDI/AAAAAAAAAcU/f5O3pckB5Ug/s1600-h/IMG_2772.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPNZnF4gnDI/AAAAAAAAAcU/f5O3pckB5Ug/s200/IMG_2772.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256643718200466482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Da lontano spuntava il campanile della chiesa e poche case. La parte alta del paese è infatti piccolissima, ma non è spopolata, stessa architettura di tanti borghi lunigianesi. In breve sono alla chiesa di San Sebastiano e lì mi aspetta un sorpresa. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPNatddcKnI/AAAAAAAAAcc/Xn_FVmD-E-4/s1600-h/IMG_2812.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPNatddcKnI/AAAAAAAAAcc/Xn_FVmD-E-4/s200/IMG_2812.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256644927120222834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Immerso nei miei pensieri, con la macchina fotografica in mano, non mi accorgo del prete che si trova lì accanto e mi chiede "Cosa fotografa?" La mia attenzione era attirata dall'iscrizione sopra il portale. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPNbctc4nXI/AAAAAAAAAck/gw3o_q9GAAg/s1600-h/IMG_2785.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPNbctc4nXI/AAAAAAAAAck/gw3o_q9GAAg/s200/IMG_2785.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256645738866711922" /&gt;&lt;/a&gt; Don Livio, (arzillo novantenne come mi dirà alla fine e che ringrazio da subito), inizia a spiegarmi la storia della chiesa, mi fa vedere la traduzione che ha fatto dell'iscrizione e mi guida all'interno facendomi una visita privata inaspettata e gradita. Mi dice di fare tranquillamente fotografie e di mandargliele mentre mi racconta anche un po' della sua vita.&lt;br /&gt;Sorprese di viaggi lunigianesi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-3223528826454247597?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/3223528826454247597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=3223528826454247597' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/3223528826454247597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/3223528826454247597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/10/20-agosto-2008-ponzano-magra-e.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SPNWhRnVmTI/AAAAAAAAAb8/mhzxHC9dxxo/s72-c/IMG_2741.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-75645031748537423</id><published>2008-09-25T23:04:00.008+02:00</published><updated>2008-11-01T23:28:46.251+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Villafranca'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;23 AGOSTO 2008: LA CHIESACCIA DI FORNOLI&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ancora con le gambe doloranti per la lunga risalita della &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/09/21-agosto-2008-campiglia-e-la-spiaggia.html"&gt;scalinata del Persico&lt;/a&gt;, stavolta preferiamo una meta più vicina e meno impegnativa. Tante volte passando in macchina lungo la statale della Cisa verso Aulla, ci incuriosiva il cartello che indicava una stradina a destra indicante la &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/chiesaccia.php" title="La chiesa di Santa Maria di Groppofosco"&gt;chiesa di Santa Maria di Groppofosco&lt;/a&gt; o Chiesaccia. In tutti i depliant turistici della Lunigiana viene sempre citata per la sua importanza in epoca medievale, posta alla confluenza della variante della &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/francigena.php" title="La Via Francigena "&gt;Via Francigena&lt;/a&gt; che scendeva dal mulazzese e dal vicino &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/castelli/castellolusuolo.php" title="Il castello di Lusuolo"&gt;castello di Lusuolo&lt;/a&gt;. Insomma, ci siamo andati a vedere, abbiamo faticato per arrivarci e purtroppo dobbiamo dire che un'importante pezzo di storia lunigianese è lasciato al suo destino. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNwJUgTENdI/AAAAAAAAAbc/iXUpsJeXyuk/s1600-h/IMG_2531.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNwJUgTENdI/AAAAAAAAAbc/iXUpsJeXyuk/s200/IMG_2531.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5250081513479091666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto il suddetto cartello nei pressi di &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgofornoli.php" title="Fornoli"&gt;Fornoli&lt;/a&gt; non porta da nessuna parte. Il raddoppio della ferrovia pontremolese impedisce ora il passaggio, la chiesa non si vede neanche, nascosta dalla vegetazione. Farebbero proprio meglio a toglierlo. Passare da &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgobarbarasco.php" title="Barbarasco"&gt;Barbarasco&lt;/a&gt; è lunga, mooooolto lunga e non sappiamo neppure da dove si scende nel greto del fiume nè quanto ci si mette. Quindi ci arrischiamo. Il famoso cantiere ferroviario è ancora lì, con i suoi detriti in un immenso spiazzo di cemento. Ma non dovevano risanare la zona dopo la fine dei lavori? (da google maps si vede bene come l'hanno lasciato) Comunque, dopo il bivio sulla sinistra per Fornoli, si incontra uno spiazzo sulla destra dove si trova  l'entrata del cantiere. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNwKUojQZ-I/AAAAAAAAAbk/3rZvyEfzH6Y/s1600-h/IMG_2489.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNwKUojQZ-I/AAAAAAAAAbk/3rZvyEfzH6Y/s200/IMG_2489.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5250082615206111202" /&gt;&lt;/a&gt; Non c'è nessuna sbarra che proibisce il passaggio, nessun cartello. Continuiamo e tra lo scempio arriviamo al ponte della vecchia ferrovia, sui cui lati un cartello nuovo di zecca ci dice che stiamo entrando nell'area protetta (!!!) Anpil del fiume Magra. Fino ad adesso non ci è sembrata proprio protetta. Lasciamo la macchina e ci dirigiamo alla cieca verso la chiesa. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNwLA-QbtOI/AAAAAAAAAbs/jRTj7teoj88/s1600-h/IMG_2493.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNwLA-QbtOI/AAAAAAAAAbs/jRTj7teoj88/s200/IMG_2493.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5250083376946984162" /&gt;&lt;/a&gt; Non si vede proprio, un macchione ne nasconde la vista, passiamo da un campo con l'erba alta fino al ginocchio e all'improvviso appaiono le mura e l'abside. Dà l'mpressione di essere stata recentemente restaurata esternamente. L'unico lato facilmente visibile è quello est, quello verso la statale, della facciata si vede la porta a una maestà che la sormonta, poi davanti sono tutti alberelli che continuano a cresce. Per avere un'idea generale ci allontaniamo verso il fiume. Accanto alla chiesa si trova un vecchio casolare, l'antico &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/storia/ospedale-groppofosco.php" title="L'ospitale di Groppofosco"&gt;ospitale&lt;/a&gt; (la foto in questo link è idillica di un tempo che fu) per i pellegrini; della chiesa si vede solo la parte alta della facciata e il lato est. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNwLf8PNorI/AAAAAAAAAb0/NH-LCxAfEqU/s1600-h/IMG_2497.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNwLf8PNorI/AAAAAAAAAb0/NH-LCxAfEqU/s200/IMG_2497.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5250083908980941490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giriamo comunque intorno alla chiesa con difficoltà e curiosiamo da una delle nicchie all'interno. È vuoto e non sembra in ottime condizioni. Un po' delusi ritorniamo sui notri passi, chiedendoci come mai insistano tanto nel menzionare la Chiesaccia nei vari opuscoli turistici. &lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt; &lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/UzZLoBilH2w"&gt; &lt;/param&gt; &lt;embed src="http://www.youtube.com/v/UzZLoBilH2w" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"&gt; &lt;/embed&gt; &lt;/object&gt;&lt;br /&gt;È praticamente impossibile da raggiungere, con segnalazioni sbagliate ed essendo così isolata e nascosta, non si sa mai che incontri puoi fare. (Abbiamo trovato resti di falò nei pressi del fiume). Certo è suggestivo pensare ai pellegrini che da qui passavano verso Lucca, Roma o anche Santiago di Compostela, superando il Magra solo grazie ad un'imbarcazione che funzionò fino al XIX secolo. Ma l'edificio è abbandonato al suo destino. Magari d'inverno, senza la vegetazione, si vede bene anche da lontano...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-75645031748537423?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/75645031748537423/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=75645031748537423' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/75645031748537423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/75645031748537423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/09/23-agosto-2008-la-chiesaccia-di-fornoli.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNwJUgTENdI/AAAAAAAAAbc/iXUpsJeXyuk/s72-c/IMG_2531.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-7811461229030561886</id><published>2008-09-18T23:35:00.017+02:00</published><updated>2009-05-03T00:44:54.253+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Natura e torrenti'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;21 AGOSTO 2008: CAMPIGLIA E LA SPIAGGIA DEL PERSICO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Temevo questa discesa. E soprattutto la risalita. Ma Roberto da un po' di tempo mi raccontava di &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/golfodeipoeti/campiglia.php" title="Campiglia"&gt;Campiglia&lt;/a&gt;, della scalinata verso la spiaggia del &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/golfodeipoeti/persico.php" title="Il Persico"&gt;Persico&lt;/a&gt; e del fantastico mare dove potersi bagnare. E alla fine ci abbiamo provato. &lt;br /&gt;Arriviamo a Campiglia alle 9 del mattino, Roberto, Giovanni ed io. Andrea ha dato forfait all'ultimo minuto, ma ha una buona ragione. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNLPr4UnsXI/AAAAAAAAAaM/l27hotPvxU0/s1600-h/IMG_2326.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNLPr4UnsXI/AAAAAAAAAaM/l27hotPvxU0/s200/IMG_2326.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247484868600246642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Arrivando dalla Spezia per &lt;a href="http://www.ilgolfodeipoeti.org/portovenere.php" title="Portovenere"&gt;Portovenere&lt;/a&gt;, sulla destra comincia la strada per Campiglia. Alcuni km di curve e tornanti tra il bosco un po' lasciato al suo destino. Siamo nel territorio del Parco delle &lt;a href="http://www.lecinqueterre.org" title="Cinque Terre"&gt;Cinque Terre&lt;/a&gt;; ci dicono che non si può toccare niente, nè coltivare, nè tagliare, nè pulire. La sensazione è che un cerino potrebbe fare un disastro.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNLSNNyzRKI/AAAAAAAAAaU/gMn3oDI72lc/s1600-h/IMG_2423.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNLSNNyzRKI/AAAAAAAAAaU/gMn3oDI72lc/s200/IMG_2423.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247487640322917538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Arriviamo a Campiglia e parcheggiamo nei pressi del paese, poco prima c'è comunque un largo spiazzo sulla sinistra. Sotto di noi La Spezia prende vita, mentre davanti si stagliano le case del borgo lungo la collina. Beviamo qualcosa al bar e iniziamo il nostro cammino da Via Tramonti. Perdersi è proprio impossibile e la direzione è una sola, bisogna solo scendere. In uno dei primi scalini, è inciso in modo non molto leggibile il numero di scalini da scendere, 2030 (duemila e trenta)all'andata e 2030 al ritorno. All'inizio ci accompagna un po' di ombra e gli scalini hanno un dislivello minimo, si potrebbero fare in bici. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNLS1M9mIfI/AAAAAAAAAac/9qyokUSuNmo/s1600-h/IMG_2328.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNLS1M9mIfI/AAAAAAAAAac/9qyokUSuNmo/s200/IMG_2328.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247488327294525938" /&gt;&lt;/a&gt; Sulla sinistra si trova anche la monorotaia usata per curare i vigneti e la vendemmia. Dopo poco incrociamo un escursionista che sta tornando su, il suo volto stravolto mi preoccupa un po'. Il mare si vede praticamente sempre sotto di noi, sulla destra &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/golfodeipoeti/schiara.php" title="Schiara"&gt;Schiara&lt;/a&gt;, una delle Cinque Terre nascoste, collegata con un altro sentiero a Campiglia.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNLTk5PunAI/AAAAAAAAAak/reh6k_yYeA4/s1600-h/IMG_2341.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNLTk5PunAI/AAAAAAAAAak/reh6k_yYeA4/s200/IMG_2341.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247489146635590658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Arrivati alle prime case gli scalini cominciano a farsi più impegnativi. Il nostro passo è comunque blando, ci godiamo il panorama e facciamo fotografie. Sulla sinistra si vedono la &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/golfodeipoeti/palmaria.php" title="L'isola Palmaria"&gt;Palmaria&lt;/a&gt; e il &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/golfodeipoeti/tino.php" title="L'isola del Tino"&gt;Tino&lt;/a&gt; in lontananza, i vigneti sono ovunque e tranne pochi tratti, il costone sembra molto ben tenuto.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNLUC067VdI/AAAAAAAAAas/oZYYUPmIhkQ/s1600-h/IMG_2355.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNLUC067VdI/AAAAAAAAAas/oZYYUPmIhkQ/s200/IMG_2355.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247489660870677970" /&gt;&lt;/a&gt; Man mano che incontriamo case ci chiediamo come possano avere costruito qui, con che fatica e con che tenacia. Arriviamo in vista di Case Persico, un'altra terra nascosta, o meglio dei suo tetti piatti. Le antiche cantine sono ora seconde case, in una vediamo un cartello "Vendesi vino", proprio davanti al grande gelso che caratterizza l'abitato.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNLU6zgyBvI/AAAAAAAAAa0/JfNj4N-8MHM/s1600-h/IMG_2407.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNLU6zgyBvI/AAAAAAAAAa0/JfNj4N-8MHM/s200/IMG_2407.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247490622565254898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dovremmo essere a metà strada più o meno, adesso il paesaggio si apre e la scalinata si fa ripida, anche se non pericolosa. Già si intravede la spiaggia del Persico e più spostato sulla destra lo scoglio Ferale con la conficcata in cima, sulla destra una grossa frana arriva fino al mare. Le forze sono ancora buone e rientriamo in una zona ombrosa. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNLVjcPv47I/AAAAAAAAAa8/2kbyKYaW964/s1600-h/IMG_2379.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNLVjcPv47I/AAAAAAAAAa8/2kbyKYaW964/s200/IMG_2379.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247491320694432690" /&gt;&lt;/a&gt;Già pregustiamo un meritato bagno e non si vede nessuno sulla spiaggia. Scendiamo velocemente l'ultimo tratto, il più accidentato, con scalini di diversa misura e un improvvisato corrimano per arrivare finalmente sui sassi rotondi e lucidi del Persico. Non mi sento poi neanche così stanco (illuso, mi pentirò di averlo pensato al ritorno)&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNLWMTNBzKI/AAAAAAAAAbE/llz0THm44nQ/s1600-h/IMG_2391.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNLWMTNBzKI/AAAAAAAAAbE/llz0THm44nQ/s200/IMG_2391.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247492022641740962" /&gt;&lt;/a&gt; Si vedono i lavori di contenimento della collina e anche qualche "resto umano" dovuto ai lavori. Se li potevano portare via tutti. Il mare è un po' mosso e siamo titubanti. Per entrare bisogna superare sassi scivolosi e le onde sono irregolari. Facciamo una passeggiata sui sassi verso Schiara, dove si apre un altra piccola baia. Tornati indietro, Roberto decide di provarla e si tuffa in mare. Giovanni mi guarda e mi dice "S'ig va lu, ag vag anca me". E non potevo essere da meno, l'acqua è limpidissima e non c'è neanche una medusa. La sensazione è stupenda, stiamo lì per un po', appoggiati ad uno scoglia che quasi emerge dalle onde. Poi è ora di tornate e non è così facile come sembra. Bisogna fare attenzione ad evitare l'onda grande che può sbatterti contro i sassi e uscire svelti per non scivolare sui sassi bagnati.&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gAXaz_hwSHs&amp;hl=en&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/gAXaz_hwSHs&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Ed eccoci al momento tanto temuto, la risalita. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNa9sQ6UK7I/AAAAAAAAAbM/ye1AT3TGJ08/s1600-h/IMG_2404.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNa9sQ6UK7I/AAAAAAAAAbM/ye1AT3TGJ08/s200/IMG_2404.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248590983898344370" /&gt;&lt;/a&gt; Credo che quando si pensa a 2000 scalini non quantifichiamo esattamente. 2000 scalini sono tanti, sotto il sole e con poca acqua sono moltissimi. Dopo un aitante inizio sono andato a rimorchio di Roberto e Giovanni, sempre rigorosamente dietro, passo dopo passo, sperando già dopo 20 minuti di essere vicini a Campiglia. Giunti a Case Persico ci fermiamo un attimo sotto il gelso. Non so perchè ma pensavo di essere praticamente arrivato. Per tirarmi su il morale Roberto mi dice che mancano 15 minuti. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNa-OWUYLoI/AAAAAAAAAbU/744xFhRnIqQ/s1600-h/IMG_2374.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNa-OWUYLoI/AAAAAAAAAbU/744xFhRnIqQ/s200/IMG_2374.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248591569465388674" /&gt;&lt;/a&gt;Falso. Dopo altri 40 minuti di calda e assetata sofferenza arriviamo finalmente al punto di partenza. Mai acqua fu più desiderata e bevuta, ci riprendiamo in circa mezz'ora e già pensiamo alla scalinata di &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/golfodeipoeti/monesteroli.php" title="Monesteroli"&gt;Monesteroli&lt;/a&gt;...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-7811461229030561886?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/7811461229030561886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=7811461229030561886' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/7811461229030561886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/7811461229030561886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/09/21-agosto-2008-campiglia-e-la-spiaggia.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SNLPr4UnsXI/AAAAAAAAAaM/l27hotPvxU0/s72-c/IMG_2326.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-5788216843360624814</id><published>2008-09-11T23:46:00.008+02:00</published><updated>2008-09-25T23:03:02.661+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Natura e torrenti'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;19 AGOSTO 2008: IL CANALE ARDONDOLA&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sveglia di mattina presto per andare a vedere il canale Ardondola a &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgodobbiana.php" title="Dobbiana"&gt;Dobbiana&lt;/a&gt;. Mi accompagna Giovanni, la guida migliore di questi posti semisconosciuti dell'alta Lunigiana. Se non si conosce infatti, arrivarci è abbastanza complicato, come per il &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/natura/riosassino.php" title="Il Rio Sassino"&gt;Rio Sassino&lt;/a&gt; alla &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgorocca.php" title="Rocca Sigillina"&gt;Rocca Sigillina&lt;/a&gt;. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SMmWymXbbbI/AAAAAAAAAZs/VoP0z-DIbmU/s1600-h/IMG_2284.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SMmWymXbbbI/AAAAAAAAAZs/VoP0z-DIbmU/s200/IMG_2284.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244889037086092722" /&gt;&lt;/a&gt; Passiamo da &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgocaprio.php" title="Caprio"&gt;Caprio&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgoserravalle.php" title="Serravalle"&gt;Serravalle&lt;/a&gt; e ci dirigiamo verso Dobbiana lasciando sulla destra la strada che invece porta ai Prati di Logarghena. Arrivati alla &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/dobbianachiesa.php" title="La chiesa di San Giovanni Battista"&gt;chiesa di San Giovanni Battista&lt;/a&gt; di Dobbiana, continuiamo lungo una parte sterrata che poi ritorna asfaltata nei pressi di Tarasco. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SMmXpc2s7UI/AAAAAAAAAZ0/V2ZofHio43k/s1600-h/IMG_2286.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SMmXpc2s7UI/AAAAAAAAAZ0/V2ZofHio43k/s200/IMG_2286.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244889979425713474" /&gt;&lt;/a&gt;Prima di arrivarci, sulla destra sale un strada sterrata percorribile in macchina, anche se lentamente, e dopo alcuni tornanti, lasciamo la macchina in uno scanso della strada.  Giovanni ci è già stato qualche tempo fa, ma in mezzo al bosco si deve sempre fare attenzione a tutte le strade. Sulla sinistra sale uno stradello e cominciamo la parte a piedi. Poco a poco si restringe, coperto in alcune parti da molte foglie secche di castagno. Ad un bivio non facilmente riconoscibile scendiamo a sinistra e in pochi minuti, una quindicina siamo nel canale. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SMmYbJtz7nI/AAAAAAAAAZ8/M20aPfTJiMo/s1600-h/IMG_2297.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SMmYbJtz7nI/AAAAAAAAAZ8/M20aPfTJiMo/s200/IMG_2297.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244890833281609330" /&gt;&lt;/a&gt; Come mi diceva Giovanni, c'è poca acqua, in inverno dovrebbe essere molto più suggestiva. Da una ventina di metri cade infatti un rigagnolo d'acqua, ma l'ambiente naturale è bellissimo. Ricorda molto la &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/natura/cascatadellacolombara.php" title="La cascata della Colombara"&gt;cascata della Colombara&lt;/a&gt; a Rossano di Zeri. Decidiamo salire sulla destra fino al di sopra della cascata. Non c'è un vero e proprio sentiero ed è un po' ripido, ma gli ordini di Giovanni vanno seguiti. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SMmZNG5nHeI/AAAAAAAAAaE/juhA7kX4jJE/s1600-h/IMG_2301.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SMmZNG5nHeI/AAAAAAAAAaE/juhA7kX4jJE/s200/IMG_2301.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244891691519253986" /&gt;&lt;/a&gt; In alto c'è un'altra cascatella, mentre non si riesce a vedere benissimo sotto a causa della roccia molto scivolosa.&lt;br /&gt;Scendiamo, facciamo le ultime foto e ritorniamo sui nostri passi. Non è stato molto stancate, meno male, il giorno dopo ci aspettano 2000 scalini a picco sul mare...&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt; &lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3YJElYfoDII"&gt; &lt;/param&gt; &lt;embed src="http://www.youtube.com/v/3YJElYfoDII" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"&gt; &lt;/embed&gt; &lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-5788216843360624814?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/5788216843360624814/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=5788216843360624814' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/5788216843360624814'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/5788216843360624814'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/09/19-agosto-2008-il-canale-ardondola.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SMmWymXbbbI/AAAAAAAAAZs/VoP0z-DIbmU/s72-c/IMG_2284.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-9108118022745624032</id><published>2008-09-06T22:51:00.006+02:00</published><updated>2008-09-25T23:03:59.276+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Pontremoli'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;18 AGOSTO 2008: ARZENGIO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Il primo giorno delle mie vacanze in Lunigiana mi riserva una bella sorpresa. La mattina ho un paio d'ore a disposizione e ne approfitto per un giro ad &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgoarzengio.php" title="Arzengio"&gt;Arzengio&lt;/a&gt;, non  lontano da Pontremoli, che raggiungo dopo qualche curva passando dal &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/pontrecappu.php" title="Il convento dei Cappuccini"&gt;convento dei Cappuccini&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Supero il paese passando una strada molto stretta e parcheggio in un campo più in alto da dove si vede tutto il paese e la sua struttura circolare. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SML01xlKkKI/AAAAAAAAAZE/W8XcI3sk94c/s1600-h/IMG_2191.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SML01xlKkKI/AAAAAAAAAZE/W8XcI3sk94c/s200/IMG_2191.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243022120892141730" /&gt;&lt;/a&gt; Vedo i cartelli della Via Francigena e inizia a camminare per le strette vie del borgo, seguendo l'indicazione "Castello" posto nei pressi di una scalinata, ma senza incontrarne nessuna traccia. Scendo verso la strada asfaltata, ammirando una splendida vista della valle del Magra, da Pontremoli a Mulazzo. Non trovo la chiesa e mentre sto per concludere il mio giro passando da una galleria, chiedo a un signore dove si trovi. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SML4qLl2u0I/AAAAAAAAAZM/zvE98zWZVdE/s1600-h/IMG_2203.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SML4qLl2u0I/AAAAAAAAAZM/zvE98zWZVdE/s200/IMG_2203.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243026319762438978" /&gt;&lt;/a&gt; Mi dice che è un po' più in alto, ma vicinissima e si offre anche di farmi visitare il borgo. Seguo allora il Signor Luigi, come mi dirà poi, che mi conduce per gli ultimi passaggi voltati da dove ero passato. Mi racconta che ad Arzengio esisteva un castello, distrutto poi nel XIII secolo dai pontremolesi e che rimangono alcuni tracce delle mura inglobate nelle case, dove appunto stiamo passando. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SML53T7o72I/AAAAAAAAAZU/jrT-iVvw1-4/s1600-h/IMG_2217.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SML53T7o72I/AAAAAAAAAZU/jrT-iVvw1-4/s200/IMG_2217.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243027644851220322" /&gt;&lt;/a&gt; Mi porta poi verso la zona chimata "Castello", dove appunto si trovava, dove oggi è una piccola piazza, scendiamo verso una terrazza dove mi indica tutti i borghi che si vedono da Arzengio, da Bassone a Torrano a Careola. Saliamo quindi verso la chiesa, di nuova costruzione, con il campanile staccato posto dove si trovava l'antica chiesa nei pressi del vecchio cimitero. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SML66rSPSSI/AAAAAAAAAZc/KOImM_A6_5s/s1600-h/IMG_2228.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SML66rSPSSI/AAAAAAAAAZc/KOImM_A6_5s/s200/IMG_2228.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243028802171259170" /&gt;&lt;/a&gt; Incontriamo una signora e Luigi gli chiede di mostrarmi una vecchia cartolina della chiesa che subito mi porta da casa sua. Luigi mi parla anche di un torrente dove faceva il bagno da ragazzo, ma forse non ci si arriva più, con due cascatelle di pochi metri. Inoltre mi dice che salendo verso la Crocetta ci sono le stazioni della Via Crucis. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SML8MDc1xVI/AAAAAAAAAZk/O5eIe8dQjYU/s1600-h/IMG_2233.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SML8MDc1xVI/AAAAAAAAAZk/O5eIe8dQjYU/s200/IMG_2233.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243030200227579218" /&gt;&lt;/a&gt; Ormai è ora di andare, ci salutiamo con una foto a lui e al suo paese, di cui va veramente orgoglioso, ma in cui ci può stare solo per pochi mesi all'anno. Eh si, Lunigiana terra di emigranti, e la storia si ripete.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-9108118022745624032?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/9108118022745624032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=9108118022745624032' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/9108118022745624032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/9108118022745624032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/09/18-agosto-2008-arzengio-il-primo-giorno.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SML01xlKkKI/AAAAAAAAAZE/W8XcI3sk94c/s72-c/IMG_2191.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-4416878846406013959</id><published>2008-07-25T11:21:00.004+02:00</published><updated>2008-07-25T13:21:36.366+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;VISITARE LA LUNIGIANA D'ESTATE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Finalmente una bella notizia sul patrimonio artistico lunigianese a volte così sconosciuto. Con il patrocinio della Comunità Montana aprono chiese, castelli e palazzi storici normalmente chiusi durante tutto l'anno. Un'occasione imperdibile per chi passa in Lunigiana le vacanze o è ci vive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco l'elenco dei monumenti visitabili:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Aulla&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Oratorio di Castagnola a Bigliolo&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Bagnone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/chiesacastebag.php"&gt;Chiesa di San Niccolò al Castello &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- Chiesa e Convento della SS. Annunziata &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Filattiera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/castelli/castellofila.php"&gt;Castello Malaspina&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/sangiorgio.php"&gt;Chiesa di San Giorgio&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- Oratorio di Pizzo Mogano &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Fivizzano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/conventodelcarmine.php"&gt;Convento del Carmine di Cerignano&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/pievepognana.php"&gt;Pieve di Pognana&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Mulazzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/mulazzosanmartino.php"&gt;Chiesa di San Martino&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/castelli/castellocastevoli.php"&gt;Castello di Castevoli&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/mulapievemarti.php"&gt;Pieve di Castevoli &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Podenzana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/gaggio.php"&gt;Santuario della Madonna della Neve o del Gaggio&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Pontremoli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Palazzo Dosi - Magnavacca&lt;br /&gt;- Biblioteca del Seminario&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/annunziata.php"&gt;Sacrestia della SS. Annunziata &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Tresana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/tresanacanale.php"&gt;Santuario della Madonna del Canale&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Villafranca&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/castelli/castellomalgrate.php"&gt;Castello di Malgrate&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/virgolettachiesa.php"&gt;Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio a Virgoletta&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Zeri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/zeriagostino.php"&gt;Oratorio di Sant'Agostino&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://http://www.terredilunigiana.com/chiese/zeribattista.php"&gt;Chiesa di San Giovanni Battista&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- Chiesa di San Medardo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Responsabile di accompagnare e guidare i visitatori sarà l'Associazione Farfalle in Cammino nelle seguenti date:&lt;br /&gt;- 26 e 27 luglio &lt;br /&gt;- 2 e 3 agosto &lt;br /&gt;In entrambi i casi dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 19.30&lt;br /&gt;Per informazioni 393 7617888.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota a margine: un applauso per l'iniziativa, che mostra segni di organizzazione turistica e un auspicio che nei prossimi anni siano più numerosi i giorni in cui visitare le bellezze della Lunigiana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-4416878846406013959?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/4416878846406013959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=4416878846406013959' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/4416878846406013959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/4416878846406013959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/07/visitare-la-lunigiana-destate.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-5187347695767353199</id><published>2008-06-29T23:30:00.008+02:00</published><updated>2008-11-01T23:28:58.880+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Filattiera'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;FESTA DELLA FAME E DELLA SETE DI FILATTIERA: 3-4-5-6 luglio 2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Anche quest'anno siamo arrivati all'attesa Festa della Fame e della Sete, 10ª edizione. La nostalgia sarà tanta, purtroppo non potrò esserci e lascerò la Bodeguita in mani altrui. Per chi c'era, 10 anni fa la festa cominciò (passato remoto) in punta di piedi, organizzata dagli Amatori e dal Centro Giovanile (!!!). Il nome nacque dalla mente di Andrea, inizialmente sbeffeggiato, divenne poi unico. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SGf__9JljwI/AAAAAAAAAYg/N_ridRI3Ljw/s1600-h/Lunigiana+Giugno+2006+008.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SGf__9JljwI/AAAAAAAAAYg/N_ridRI3Ljw/s200/Lunigiana+Giugno+2006+008.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217420167543623426" /&gt;&lt;/a&gt; La festa si svolgeva rigorosamente solo in piazza, tra pochi intimi, la birreria si trovava in un fondo davanti al castello, l'enoteca nel Cantinon, insieme alla cucina, la griglia al solito posto, così come la pedana per il ballo (se ricordo bene, una delle sere suonarono per l'ultima volta gli "Schiamazzi Notturni"). Tutti facevamo i camerieri, la birreria era la più ambita. E fu un successo.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SGgAls3qbQI/AAAAAAAAAYo/gJeqtD65PSk/s1600-h/Lunigiana+Giugno+2006+010.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SGgAls3qbQI/AAAAAAAAAYo/gJeqtD65PSk/s200/Lunigiana+Giugno+2006+010.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217420816008506626" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Poco a poco la festa si è ingrandita negli anni, i tavoli hanno occupato sempre più spazio nel borgo di mezzo e verso la Porta. Il boom ci fu nel 2001, la festa cominciò a ampliarsi davvero e forse il simbolo fu proprio la Bodeguita. Il Wilmoz lanciò l'idea della sangria, incauto precursore in Lunigiana, e non ci si fermò più: karaoke, concerti, mostra di pittura, bruschetteria, doppia birreria, padeletteria, focacceria...&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SGgA5FqeVGI/AAAAAAAAAYw/OWm0e0YSPmI/s1600-h/Lunigiana+Giugno+2006+012.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SGgA5FqeVGI/AAAAAAAAAYw/OWm0e0YSPmI/s200/Lunigiana+Giugno+2006+012.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217421149081588834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il numero di visitatori è aumentato ogni anno da allora, alcune foto dell'anno 2001 sono in giro da qualche parte, o almeno c'erano al Centro Giovanile, qualcuno se le sarà portate a casa. Negli anni i fondi sono cambiati: il Cantinon è solo cucina, l'enoteca si trova nel Borgo di Mezzo, dopo la sangria (con ananas e anguria) e la bruschetteria. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SGgBghWmg-I/AAAAAAAAAY4/PgJoGMky7C0/s1600-h/borgopieno.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SGgBghWmg-I/AAAAAAAAAY4/PgJoGMky7C0/s200/borgopieno.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217421826529330146" /&gt;&lt;/a&gt; Davanti la padeletteria, più in fondo le pizzette e last but not least la Bodeguita. Proprio in fondo al borgo canta il karaoke e poi più in là, davanti alla chiesetta di San Giorgio, un'altra birreria e concerti il venerdì e il sabato.&lt;br /&gt;Dunque quest'anno tocca a voi fare foto. Se avete ricordi particolari scriveteli qui.&lt;br /&gt;L'inizio dell'estate in Lunigiana!&lt;br /&gt;Le fotografie degli anni passati: &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/feste/famesete.php"&gt;2005&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/feste/famesete2006.php"&gt;2006&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/feste/famesete2007.php"&gt;2007&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-5187347695767353199?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/5187347695767353199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=5187347695767353199' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/5187347695767353199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/5187347695767353199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/06/festa-della-fame-e-della-sete-3-4-5-6.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SGf__9JljwI/AAAAAAAAAYg/N_ridRI3Ljw/s72-c/Lunigiana+Giugno+2006+008.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-587634387945205711</id><published>2008-05-25T18:09:00.015+02:00</published><updated>2008-09-25T23:04:29.168+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Aulla'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Fivizzano'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;24 MARZO 2008: VILLA PESCIGOLA E LA FORTEZZA DELLA BRUNELLA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Eccoci al secondo e ultimo giorno di queste corte vacanze pasquali in Lunigiana. L'idea (per l'ennesima volta) era di percorrere la Via Francigena o salire a Montecastello sopra Lusignana. Lasciamo stare per il maltempo e decidiamo di visitare &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/ville/villapescigola.php" title="Villa La Pescigola"&gt;Villa Pescigola&lt;/a&gt; e i suoi giardini, aperti solo per un breve periodo per la fioritura dei narcisi.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SDnfhqUlr0I/AAAAAAAAAXQ/mskn9IPqiZk/s1600-h/IMG_1034.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SDnfhqUlr0I/AAAAAAAAAXQ/mskn9IPqiZk/s200/IMG_1034.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204436613792640834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Siamo i soliti noti: Conchy, Andrea, Simone, Giovanni, Paolo e io. Il tempo non promette, ma non piove, tutto è umido e ce ne accorgiamo bene arrivando alla villa, che si trova nei pressi di &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/cerignano.php" title="Cerignano"&gt;Cerignano&lt;/a&gt;, non lontano da &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/fivizzano.php" title="Fivizzano"&gt;Fivizzano&lt;/a&gt; (girare a destra al semaforo principale lungo la SS63 del Cerreto). All'ingresso del giardino ci viene dato una miniguida con una mappa stilizzata della villa. L'entrata è un po' fangosa, così come il parcheggio, per il resto il verde del giardino è perfetto anche se un po' scivoloso. &lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/I6isH-gNFsM&amp;hl=en"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/I6isH-gNFsM&amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Subito sulla destra si trova il bel labirinto, forse la parte più scenografica di tutto il complesso, composto da moltissimi narcisi ben ordinati. Salendo appare il corpo principale di Villa Pescigola, di colore rosa, seminascosta da due imponenti cedri del Libano. Seguiamo il percorso consigliato e costeggiamo la villa a destra, accanto a un piccolo stagno con alcuni cigni, per poi scendere per un breve sentiero al cosiddetto teatro, circondato da statue e da un piccolo spiazzo. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SDnghqUlr2I/AAAAAAAAAXg/UaNi1AJziIY/s1600-h/IMG_1065.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SDnghqUlr2I/AAAAAAAAAXg/UaNi1AJziIY/s200/IMG_1065.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204437713304268642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tornando in su verso la villa, siamo sempre circondati da narcisi in fiore multicolore. Passiamo da una bella fontana posta accanto al muro di cinta decorato da statue in stile romano, che attraverso un viale porta al cortile interno.&lt;br /&gt;Sulla nostra sinistra si trova l'oratorio dell'Angelo Custode, mentre a destra il colonnato con il ninfeo decorato a grottesco di spugne. Uscendo dal cortile davanti a noi, arriviamo all'uccelliera, popolata con colombe e pavoni. Chiudiamo il cerchio della nostra visita passeggiando davanti alla villa e scendendo dal labirinto fino alla macchina.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SDnh6aUlr4I/AAAAAAAAAXw/yBOtBvjjmpA/s1600-h/IMG_1077.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SDnh6aUlr4I/AAAAAAAAAXw/yBOtBvjjmpA/s200/IMG_1077.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204439238017658754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nonostante gli immancabili mugugni di Andrea per il fango sotto le sue scarpe, siamo tutti contenti e anzi, non paghi, decidiamo fermarci alla &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/castelli/castebrunella.php" title="Fortezza della Brunella"&gt;fortezza della Brunella&lt;/a&gt; sulla strada del ritorno.&lt;br /&gt;Torniamo quindi verso &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/aulla.php" title="Aulla"&gt;Aulla&lt;/a&gt; e seguiamo i cartelli che indicano la strada per la fortezza. Il percorso non è molto agevole, la strada stretta e l'ultima parte sterrata. Ci si può arrivare anche a piedi dal cancello di sotto che chiude alle 18.00. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SDniWKUlr5I/AAAAAAAAAX4/JrAfTzhJ5Jk/s1600-h/IMG_1108.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SDniWKUlr5I/AAAAAAAAAX4/JrAfTzhJ5Jk/s200/IMG_1108.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204439714759028626" /&gt;&lt;/a&gt;Ci risparmiamo la scarpinata e parcheggiamo comodamento a poca distanza, dove si trova anche un parco. In un attimo siamo all'entrata, preceduta da un camminamento di pietra dove una volta si alzava il ponte levatoio. Suoniamo il campanello e ci accoglie una ragazza giovane che ci spiega il percorso della visita e ci invita a prendere degli opuscoli informativi. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SDni0qUlr6I/AAAAAAAAAYA/yyyvX0x9_2Y/s1600-h/IMG_1121.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SDni0qUlr6I/AAAAAAAAAYA/yyyvX0x9_2Y/s200/IMG_1121.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204440238745038754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Seguendo i suo consigli riusciamo dalla parte posteriore della fortezza, una volta l'entrata principale e ci giriamo intorno, godendo di una vista nuova di Aulla dall'alto. La Brunella è veramente possente, con i muri a scarpa privi di appigli e le fessure da dove i nemici venivano "accolti" con  acqua e olio bollente. La Brunella è un monumento difensivo unico in Lunigiana, costruito per far fronte alle armi da fuoco. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SDnjOqUlr7I/AAAAAAAAAYI/VvJKQ8-Gy5k/s1600-h/IMG_1128.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SDnjOqUlr7I/AAAAAAAAAYI/VvJKQ8-Gy5k/s200/IMG_1128.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204440685421637554" /&gt;&lt;/a&gt;Sembra incredibile, ma nessuna notizia certa ci dice chi l'abbia costruita: forse i Malaspina, forse i Centurione, forse il mediceo Giovanni dalle Bande Nere. Fatto sta che fu espugnata, l'ultima volta dagli spagnoli del 1733. Completato il giro esterno, saliamo per uno dei torrioni sulla cima della fortezza. Qua, dopo l'acquisto nel 1916 da parte dei coniugi inglesi Waterfield, venne costruito un giardino pensile, oggi scomparso. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SDnjqqUlr8I/AAAAAAAAAYQ/r2PHnvHKw2w/s1600-h/IMG_1125.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SDnjqqUlr8I/AAAAAAAAAYQ/r2PHnvHKw2w/s200/IMG_1125.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204441166457974722" /&gt;&lt;/a&gt;Il panorama sulla Lunigiana spazia dalla valle del Taverone a quella dell'Aulella e si intravedono i castelli di Olivola, Bastia, Bibola e Podenzana. Più lontano spunta il paesino di Tendola nel fosdinovese. Dall'alto si nota, ma da una posizione piuttosto defilata la "Madonna della Brunella", una terracotta murata che passa molto inosservata.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SDnkMKUlr9I/AAAAAAAAAYY/0-zz_VM6ULk/s1600-h/IMG_1145.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SDnkMKUlr9I/AAAAAAAAAYY/0-zz_VM6ULk/s200/IMG_1145.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204441741983592402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Scendiamo adesso per visitare il &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/musei/museonaturale.php" title="Il Museo Naturale della Lunigiana"&gt;Museo Naturale della Lunigiana&lt;/a&gt;, composto da poche sale dove vengono catalogate specie animali e vegetali tipiche della Lunigiana, alcune conservate in barattoli trasparenti. Curiosiamo velocemente e finito il giro avvisiamo la custode. Come sempre, ne è valsa la pena.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-587634387945205711?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/587634387945205711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=587634387945205711' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/587634387945205711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/587634387945205711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/05/24-marzo-2008-villa-pescigola-e-la.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/SDnfhqUlr0I/AAAAAAAAAXQ/mskn9IPqiZk/s72-c/IMG_1034.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-8985852322666910313</id><published>2008-04-05T16:49:00.003+02:00</published><updated>2008-04-12T13:30:55.415+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;22-23 MARZO 2008: VACANZA GASTRONOMICA IN LUNIGIANA&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono state molto corte quest'anno le vacanze pasquali in Lunigiana, giusto il fine settimana da venerdì a domenica. Arriviamo affamati al casello di Pontremoli verso le due e mezza del pomeriggio. Sarà ancora possibile mangiare da qualche parte? Pagando il pedaggio noto un adesivo dalla trattoria La Vecchia Mignegno e chiamo. Risponde una bambina che chiama a voce alta la nonna. Chiedo se è possibile mangiare nonostante l'ora e la signora risponde positivamente. Comincia a piovere. Il bar trattoria si trova lungo la statale della Cisa, parcheggiamo nel borgo, vicino alla chiesa del presepe elettromeccanico. La sala della trattoria è rustica, voltata a botte, ci sediamo e la signora (la nonna) ci dice il menu: &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/prodotti/testaroli.php" title="I testaroli al pesto"&gt;testaroli al pesto&lt;/a&gt; e... testaroli, ci ricorda che è Venerdì Santo e non si può mangiare carne. Più famigliare di così, era quello che cercavamo. Il piatto è ottimo, fatto in casa, nel bar accanto si sentono le voci semi alterate dei giocatori di carte. Ricordano a loro modo il venerdì santo ad ogni presunto errore del compagno di coppia. Dopo i testaroli è l'ora della &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/prodotti/tortaerbi.php" title="La torta d'erbi"&gt;torta d'erbi&lt;/a&gt; che spazzoliamo.&lt;br /&gt;Salutiamo e andiamo verso casa, il tempo è quello che è, visita a parenti e amici ed è già sera. Il programma è la cena nel borgo di Filetto, alla Taverna al Tempo Ritrovato, che mi avevano consigliato tempo fa, così come la prenotazione. Il locale è a dir poco caratteristico, due salette al piano terra, una accanto all'entrata "La Sala delle Armi" e una dove si trova il cuoco. Al piano superiore un'altra sala. Direbbero gli inglesi "Very cosy". Tutto ricorda il Medioevo, dal menu, ai tavoli, all'illuminazione con candele. Ordiniamo un antipasto di formaggi, quattro tipi diversi e stagionati, con &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/prodotti/miele.php" title="Il miele della Lunigiana"&gt;miele&lt;/a&gt; e marmellata di fichi senapata e due pizze ai &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/prodotti/funghi.php" title="I funghi della Lunigiana"&gt;funghi porcini&lt;/a&gt;. Chiudiamo con una crépe di nutella e un passito siciliano con cantucci. Consigliato per cene intime. Il venerdì finisce con una bevuta con gli amici programmando il giorno dopo a Villa Pescigola a Fivizzano, che poi racconteremo.&lt;br /&gt;Il sabato di Pasqua comincia con una sana dormita, un giro a Grondola per curiosare in un campeggio lungo la strada del Brattello, l'&lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/pontremoli/agricampinggrondola.php"&gt;Agricamping Grondola&lt;/a&gt;, completamente immerso nella natura della Valle del Verde. Per pranzo ci spostiamo a Malgrate, alla Torre di Malgrate, proprio davanti al castello, ristorante famigliare, non eccesivamente decorato all'interno ma con cucina ottima e servizio attento. La cameriera ci elenca i piatti, praticamenti tutti fatti in casa. Ordiniamo stringhetti, lasagne e una tagliata alla rucola. Non prendiamo il dolce e rimaniamo leggeri. Intanto che ci siamo, dopo pranzo facciamo un giro veloce per il borgo, fa un po' freddino, saliamo in macchina e ci ritroviamo con gli altri per andare a Villa Pescigola.&lt;br /&gt;La visita vale la pena e nel frattempo ci mettiamo d'accordo per la sera. Alla fine la scelta cade sull'Osteria Boccon Divino di Pontebosio. Siamo in quindici e prenotiamo per le otto e mezzo. Ritrovo al bar con aperitivo, saluti a chi non avevamo ancora visto e partenza. Il borgo è piccolo, ma ha un castello e mezzo, uno dopo il ponte sul Taverone, l'altro il castello del Poderetto è oggi una casa privata e mantiene solo parte dell'architettura originale. Il ristorante si trova in un "sorchetto" davanti alla chiesa. L'impressione è ottima, si entra da un maestuoso portale in arenaria, sormontato da uno stemma nobiliare. A destra vediamo un antico pozzo. Le tre sale interne sono raccolte, calde e confortevoli. Forse è ideale per coppie, noi siamo una truppa, ma il menu sembra molto valido. La cucina non è solo lunigianese, ma toscana in generale. Ovviamente ci adeguiamo: lasagnette di farina di castagne fatte in casa, toppe saracene al ragù toscano, pasta di grano farro, tordelli di patate all'olio di frantoio e pecorino della Garfagnana e altro. Come secondi la carne chianina la fa da padrona con filetti e tagliate. Il rapporto qualità prezzo è ottimo. Decisamente da ripetere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-8985852322666910313?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/8985852322666910313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=8985852322666910313' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/8985852322666910313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/8985852322666910313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/04/22-23-marzo-2008-vacanza-gastronomica.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-7376735589947348053</id><published>2008-03-28T11:51:00.007+01:00</published><updated>2008-03-29T21:59:44.159+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Castelli della Lunigiana'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Fivizzano'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;12 GENNAIO 2008, IL CASTELLO DELL'AQUILA DI GRAGNOLA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E ci svegliamo con un altro giorno di pioggia, stavolta piu battente, fin dal mattino. Ogni tipo di escursione per sentieri, il vecchio pallino della Via Francigena, viene abolito. Impossibile andare per borghi. Ultima spiaggia, la visita di un bel castello. La scelta cade sul &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/castelli/castellogragnola.php" title="Il castello dell'Aquila di Gragnola"&gt;castello dell'Aquila di Gragnola&lt;/a&gt;. Chiamiamo prima per assicurarci che sia visitabile nonostante la pioggia e la castellana, la signora Gabriella Girardin Faverio, ci risponde un po' sorpresa. Con quest'acqua d'altronde e arrivando da Pontremoli... Si fa una sana risata ma ci dà la sua disponibilità.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R-6q6LuYjsI/AAAAAAAAAWk/VF5ysEl7H9M/s1600-h/castellogragnola6.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R-6q6LuYjsI/AAAAAAAAAWk/VF5ysEl7H9M/s200/castellogragnola6.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183268137706491586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Partiamo allora in cinque, con ormai i fedelissimi Giovanni, Simone, Matteo e ragazza. Il viaggio non è breve, almeno mezz'ora, le condizioni della strada con la pioggia poi non sono delle migliori. Ma eccoci ormai a &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgogragnola.php" title="Gragnola"&gt;Gragnola&lt;/a&gt;, superiamo il passagggio a livello e dopo le prime case, prendiamo una stretta via sulla sinistra che porta al castello e che diventa presto sterrata. Tre anni fa era in condizioni peggiori e più stretta, adesso si sale agevolmente. Eravamo passati di qua nell'agosto del 2005, il castello era ancora in fase di ristrutturazione e proprio il giorno prima c'era stato un nubifragio che aveva provocato alcuni danni.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R-6sS7uYjuI/AAAAAAAAAW0/tULe7bobfTE/s1600-h/Lunigiana12-01-2008+015.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R-6sS7uYjuI/AAAAAAAAAW0/tULe7bobfTE/s200/Lunigiana12-01-2008+015.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183269662419881698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La castellana ci accoglie all'ingresso, siamo gli unici visitatori. Ci spiega alcuni passaggi della ristrutturazione, come che l'entrata come la vediamo era completamente coperta e che il castello quando lo vide per la prima volta era solo un ammasso di pietre, molte portate vie durante gli anni.&lt;br /&gt;La visita è molto piacevole e le spiegazioni date con passione, vediamo l'antica cappella, diverse sale, il cortile interno dove si nota l'aggiunta cinquecentesca e naturalmente l'attrazione principale: il "Cavaliere di Gragnola". La sua identità è sconosciuta. Dalle analisi storiche e antropologiche era molto probabilmente un cavaliere o messo di qualche famiglia importante (&lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/personaggi.php" title="I Malaspina"&gt;Malaspina&lt;/a&gt; o altri) vissuto tra il 1310 al 1387. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R-6sl7uYjvI/AAAAAAAAAW8/oSkRtq8Aa00/s1600-h/Lunigiana12-01-2008+041.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R-6sl7uYjvI/AAAAAAAAAW8/oSkRtq8Aa00/s200/Lunigiana12-01-2008+041.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183269988837396210" /&gt;&lt;/a&gt; Durante i lavori di vennero ritrovate le ossa, con il raro particolare di avere una freccia di balestra conficcata nell'unione di due vertebre giusto dietro la bocca, quando normalmente avrebbe dovuto attraversare di netto il corpo. Il mistero riguarda soprattutto la sua sepoltura. Subito dopo la morte venne immediatamente coperto (l'hanno scoperto dopo aver trovato bozzoli di una mosca particolare) con tutti i crismi (lo dice la posizione delle ossa) e a lui non fa riferimento nessun testo. Venne ucciso? portava un messaggio importante? Fu infilzato per sbaglio?&lt;br /&gt;Dopo questo momento di mistero completiamo la visita del castello salendo nella torre, dove sono state ricavate diverse suite per soggiorni e vacanze, fino in cima. Si vede Gragnola in basso e dall'altra parte i paesini di &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/alebbio.php" title="Alebbio"&gt;Alebbio&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgoluscignano.php" title="Luscignano"&gt;Luscignano&lt;/a&gt;, le Apuane dovrebbero, ma ci sono troppe nuvole basse. Qua scopriamo perchè la torre sembra sempre non finita quando la si vede da lontano. Durante i secoli non venne mai portata a termine e oggi si presenta come allora, secondo testimonianze scritte dell'epoca. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R-6tLLuYjwI/AAAAAAAAAXE/zNe9_wZzI1E/s1600-h/Lunigiana12-01-2008+064.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R-6tLLuYjwI/AAAAAAAAAXE/zNe9_wZzI1E/s200/Lunigiana12-01-2008+064.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183270628787523330" /&gt;&lt;/a&gt; Per evitare infiltrazioni d'acqua, il perimetro è stato coperto con materiale isolante. L'acqua è infatti un problema per le pietre, e qui scopriamo anche che nel Medioevo i castelli non avevano le pietre a vista, ma erano intonacati, proprio per evitare che l'acqua ne minasse le strutture.&lt;br /&gt;Finita la visita, sempre con la pioggia come compagna, salutiamo la castellana, veramente molto disponibile. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/fototour/gragnolacastellofoto.php" title="Le fotografie del castello di Gragnola"&gt;Fotografie del castello di Gragnola&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-7376735589947348053?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/7376735589947348053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=7376735589947348053' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/7376735589947348053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/7376735589947348053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/03/12-gennaio-2008-il-castello-dellaquila.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R-6q6LuYjsI/AAAAAAAAAWk/VF5ysEl7H9M/s72-c/castellogragnola6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-4011985521101814839</id><published>2008-03-02T15:11:00.014+01:00</published><updated>2009-02-01T00:12:29.871+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Casola'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;11 GENNAIO 2008, I PAESI DI CASOLA IN LUNIGIANA VERSO LA GARFAGNANA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Oggi ci spostiamo verso la Lunigiana orientale, nel comune di Casola in Lunigiana, tra paesini sperduti al confine con la &lt;a href="http://www.ingarfagnana.org" title="La Garfagnana"&gt;Garfagnana&lt;/a&gt;. Come è ormai abituale, il tempo non ci accompagna. Solita nebbia e solita pioggia fine. Speriamo che lungo il cammino la situazione migliori e in parte sarà così. Dalla SS63 del Cerreto entriamo nella Valle del Lucido e dell'Aulella. La SR445 della Garfagnana è quello che è e procediamo con attenzione. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R8sr1SAfSlI/AAAAAAAAAVk/_4TpOnAn9aI/s1600-h/Lunigiana11-01-2008+018.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R8sr1SAfSlI/AAAAAAAAAVk/_4TpOnAn9aI/s200/Lunigiana11-01-2008+018.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173276791332096594" /&gt;&lt;/a&gt; Passando da &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/gassano.php"title="Gassano"&gt;Gassano&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgogragnola.php" title="Gragnola"&gt;Gragnola&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgocodiponte.php" title="Codiponte"&gt;Codiponte&lt;/a&gt; arriviamo a Casola e ancora su fino a Vigneta, Montefiore e infine &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgoregnano.php" title="Regnano"&gt;Regnano&lt;/a&gt;. È proprio qui che comincia a piovere, quando parcheggiamo con difficoltà la macchina a Regnano Castello. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R8ssXCAfSmI/AAAAAAAAAVs/IKuDndYedT4/s1600-h/Lunigiana11-01-2008+012.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R8ssXCAfSmI/AAAAAAAAAVs/IKuDndYedT4/s200/Lunigiana11-01-2008+012.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173277371152681570" /&gt;&lt;/a&gt; Poche case, molte in rovine. L'obbiettivo era visitare la chiesa diroccata di &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/chiesaregnano.php" title="La chiesa di Santa Margherita"&gt;Santa Margherita&lt;/a&gt; e i resti del castello. Non troviamo nè l'una nè l'altro. La pioggia si fa battente e dobbiamo tornare sui nostri passi. Scendiamo a Regnano Villa e ci fermiamo un momento davanti alla chiesa ad aspettare che spiova. La giornata non comincia bene. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R8ss0SAfSnI/AAAAAAAAAV0/Ji6vcYS_obs/s1600-h/Lunigiana11-01-2008+036.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R8ss0SAfSnI/AAAAAAAAAV0/Ji6vcYS_obs/s200/Lunigiana11-01-2008+036.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173277873663855218" /&gt;&lt;/a&gt; Quando il tempo si calma ci dirigiamo in basso verso la &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/pieveoffiano.php" title="La pieve di Offiano"&gt;Pieve di Offiano&lt;/a&gt;. La porta laterale è aperta e ne approffittiamo per una visita. Di solito la pieve è chiusa se per le funzioni religiose. Due signore stanno facendo pulizie, non possiamo fare foto, purtroppo la pieve è stata visitata da ladri in passato. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R8stNSAfSoI/AAAAAAAAAV8/Gbr3Iiemcdc/s1600-h/Lunigiana11-01-2008+057.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R8stNSAfSoI/AAAAAAAAAV8/Gbr3Iiemcdc/s200/Lunigiana11-01-2008+057.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173278303160584834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In breve saliamo al vicino borgo di &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgocastiglioncello.php" title="Castiglioncello"&gt;Castiglioncello&lt;/a&gt;, la nebbia e le nuvole basse ci impediscono di godere del panorama da qua su, ma le poche vie del borgo sono ornate da stupendi portali in pietra arenaria. Castiglioncello passò dai Malaspina ai Medici che vi costruirono residenze signorili. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R8st8CAfSpI/AAAAAAAAAWE/ee_FVgmH8eQ/s1600-h/Lunigiana11-01-2008+068.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R8st8CAfSpI/AAAAAAAAAWE/ee_FVgmH8eQ/s200/Lunigiana11-01-2008+068.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173279106319469202" /&gt;&lt;/a&gt; Tra le nubi si scorgono &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgoreusa.php" title="Reusa"&gt;Reusa&lt;/a&gt; e Vedriano, le nostre prossime tappe. Entrambi i paesi sono piccolissimi, Reusa posto intorno alla chiesa, mentre Vedriano è formato da una sola via e un oratorio nascosto che sembra quasi una casa privata. Ce lo indica una ragazza dall'accento russo, Lunigiana terra di emigrazione e immigrazione.&lt;br /&gt;Andiamo adesso verso &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgoluscignano.php" title="Luscignano"&gt;Luscignano&lt;/a&gt;, la giornata si rischiara appena, anche se il tramonto è dietro l'angolo. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R8sucSAfSqI/AAAAAAAAAWM/xoOWWLk3A08/s1600-h/Lunigiana11-01-2008+112.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R8sucSAfSqI/AAAAAAAAAWM/xoOWWLk3A08/s200/Lunigiana11-01-2008+112.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173279660370250402" /&gt;&lt;/a&gt; La strada verso il borgo è stupenda. La vista della valle dell'Aulella con Codiponte, Alebbio, Sercognano e Gragnola è unica. Dopo uno dei tornatni spunta il paese, in posizione panoramica. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R8svTyAfSrI/AAAAAAAAAWU/iN2mFYmPTPQ/s1600-h/Lunigiana11-01-2008+114.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R8svTyAfSrI/AAAAAAAAAWU/iN2mFYmPTPQ/s200/Lunigiana11-01-2008+114.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173280613852990130" /&gt;&lt;/a&gt; Il borgo si sviluppa lungo la collina. Un monumento ai caduti con una vasca in marmo si trova all'ingresso, da dove parte la via principale che poi si divide e si unisce a semicerchio. Come Castiglioncello i portali in arenaria e i fregi sono ovunque. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R8svoiAfSsI/AAAAAAAAAWc/VByUBPyBE2c/s1600-h/Lunigiana11-01-2008+161.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R8svoiAfSsI/AAAAAAAAAWc/VByUBPyBE2c/s200/Lunigiana11-01-2008+161.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173280970335275714" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Velocemente approffittiamo degli ultimi raggi del sole, raggiungiamo Terenzano, borgo posto sulla strada con la bella chiesa di San Jacopo e dopo molte curve scendiamo a Alebbio, piccola borgata con la bellissima &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/alebbiochiesa.php" title="La chiesa di San Gimignano"&gt;chiesa di San Gimignano&lt;/a&gt;, in grandi bozze di arenaria, posto proprio davanti al &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/castelli/castellogragnola.php" title="Il castello di Gragnola"&gt;castelo di Gragnola&lt;/a&gt; che intravediamo tra l'oscurità nella valle del Lucido.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-4011985521101814839?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/4011985521101814839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=4011985521101814839' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/4011985521101814839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/4011985521101814839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/03/11-gennaio-2008-i-paesi-di-casola-in.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R8sr1SAfSlI/AAAAAAAAAVk/_4TpOnAn9aI/s72-c/Lunigiana11-01-2008+018.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-3052930441160688622</id><published>2008-02-10T23:56:00.002+01:00</published><updated>2010-11-21T15:11:27.384+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Mulazzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Bagnone'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;10 gennaio 2008: DALLA VALLE DEL BAGNONE A MULAZZO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; Giornata di pioggia fine e di nuvole basse, la peggior situazione per fare fotografie e per girare in generale. Il primo pomeriggio partiamo comunque speranzosi in un cambio del tempo che alla fine non arriverà. Conosciamo direttamente il Vapor di Val di Magra dantesco...&lt;br /&gt;Destinazione &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/bagnone.php" title="Bagnone"&gt;Bagnone&lt;/a&gt; e alcuni borghi collinari. Navighiamo a vista, cercando di evitare banchi di nebbia troppo fitti, ma è veramente difficile. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R7DCFPZJdhI/AAAAAAAAAU0/dvhR3YB9Yoo/s1600-h/Lunigiana10-01-2008+339.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R7DCFPZJdhI/AAAAAAAAAU0/dvhR3YB9Yoo/s200/Lunigiana10-01-2008+339.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165842167881102866" /&gt;&lt;/a&gt; Dopo aver attraversato il ponte sul Bagnone, prendiamo a sinistra verso &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgocorlaga.php" title="Corlaga"&gt;Corlaga&lt;/a&gt;. Una leggera foschia si aggira per le case, strade umide, nessuna persona in vista. Ci fermiamo brevemente per visitare la chiesa, fotografare il palazzo marchionale che si trova davanti e poco più. Continuiamo allora verso &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgovico.php" title="Vico"&gt;Vico&lt;/a&gt;, dove la situazione si rischiara leggermente ma riprende a piovviginare. Anche qua dopo un giro veloce dell'abitato, molto piccolo, risaliamo in macchina e decidiamo di tornare verso Bagnone. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R7DCsvZJdiI/AAAAAAAAAU8/Wd6xQpuilf8/s1600-h/Lunigiana10-01-2008+326.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R7DCsvZJdiI/AAAAAAAAAU8/Wd6xQpuilf8/s200/Lunigiana10-01-2008+326.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165842846485935650" /&gt;&lt;/a&gt; La visibilità è molto bassa. Arrivati al Pacinotti però, giriamo a destra per &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgomochignano.php" title="Mochignano"&gt;Mochignano&lt;/a&gt;. In questa parte della valle si vede molto meglio, saliamo verso &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgocollesino.php" title="Collesino"&gt;Collesino&lt;/a&gt;, lasciando le poche case di Mochignano Chiesa in basso a destra. Dall'alto il panorama è unico, siamo sopra le nuvole basse, si intravede il &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/castelli/castellobagnone.php" title="Il castello di Bagnone"&gt;castello di Bagnone&lt;/a&gt; e poco più in alto &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgopastina.php" title="pastina"&gt;Pastina&lt;/a&gt;. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R7DDNvZJdjI/AAAAAAAAAVE/x44GMQgGtRk/s1600-h/Lunigiana10-01-2008+351.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R7DDNvZJdjI/AAAAAAAAAVE/x44GMQgGtRk/s200/Lunigiana10-01-2008+351.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165843413421618738" /&gt;&lt;/a&gt; Proseguiamo per Collesino e proprio ad un solo km dal paese entriamo nella nebbia più fitta, non si vede proprio nulla, dietrofront e si torna indietro fino a Mochignano Chiesa dove ci fermiamo brevemente. Decidiamo allora sul da farsi e lasciamo la nebbiosa valle del Bagnone, non prima di aver fatto una veloce tappa anche a &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgonezzana.php" title="Nezzana"&gt;Nezzana&lt;/a&gt;, altro piccolo borgo posto appena prima di Bagnone, con un oratorio che non sembra particolarmente interessante. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R7DD3_ZJdkI/AAAAAAAAAVM/oQjk_JP4cCQ/s1600-h/Lunigiana10-01-2008+356.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R7DD3_ZJdkI/AAAAAAAAAVM/oQjk_JP4cCQ/s200/Lunigiana10-01-2008+356.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165844139271091778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Passiamo da &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/villafranca.php" title="Villafranca"&gt;Villafranca&lt;/a&gt;, la nebbia dall'altro lato della &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/natura/fiumemagra.php" title="Il fiume Magra"&gt;Magra&lt;/a&gt; sembra dare una tregua. Ne approffittiamo per fare una visita alla &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/mulapievemarti.php" title="La chiesa di San Martino di Mulazzo"&gt;chiesa di San Martino di Mulazzo&lt;/a&gt;, nel cimitero del comune. Inagibile, conserva intatta il suo fascino e anche la giornata aiuta. Respiriamo l'atmosfera di "Elegy Written in a Country Churchyard" di Gray... &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R7DErvZJdlI/AAAAAAAAAVU/C7FVi1TI_ek/s1600-h/Lunigiana10-01-2008+385.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R7DErvZJdlI/AAAAAAAAAVU/C7FVi1TI_ek/s200/Lunigiana10-01-2008+385.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165845028329322066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Terminiano la gita a &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/busatica.php" title="Busatica"&gt;Busatica&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/pozzo.php" title="Pozzo"&gt;Pozzo&lt;/a&gt;, dove si trovava un palazzo marchionale. Siamo quasi in preda all'oscurità, a Pozzo troviamo il portale del palazzo e le vecchie mura del paese, accolti dal cartello "Pozzo, una dei più bei paesi della Lunigiana". &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R7DFQPZJdmI/AAAAAAAAAVc/Opk1N7qbX_w/s1600-h/Lunigiana10-01-2008+434.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R7DFQPZJdmI/AAAAAAAAAVc/Opk1N7qbX_w/s200/Lunigiana10-01-2008+434.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165845655394547298" /&gt;&lt;/a&gt; Da Busatica invece, mi avevano detto si godeva una bellissima vista della Val di Magra, ma oggi non è proprio giornata, non incontriamo neanche nessuno da chiedere e fare due chiacchere. Tempo da lupi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-3052930441160688622?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/3052930441160688622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=3052930441160688622' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/3052930441160688622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/3052930441160688622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/02/10-gennaio-2008-dalla-valle-del-bagnone.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R7DCFPZJdhI/AAAAAAAAAU0/dvhR3YB9Yoo/s72-c/Lunigiana10-01-2008+339.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-83391145500371142</id><published>2008-01-28T11:14:00.000+01:00</published><updated>2008-03-03T00:19:21.943+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune di Pontremoli'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;9 GENNAIO 2008: DAL PASSO DEL BRATTELLO ALLA VALLE DEL VERDE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Giornata invernale, scura e un po' nebbiosa, ma dobbiamo approffittare di ogni momento, anche se il tempo non è proprio dei migliori per fare fotografie. Negli anni scorsi avevamo girato un po' la &lt;a href="http://www.terredilunigiana/pontremoli/valledelverde.php" title="La valle del Verde"&gt;valle del Verde&lt;/a&gt;, soprattutto d'estate, fermandoci lungo il torrente, cercando &lt;a href="http://terredilunigiana.blogspot.com/2007/07/1-luglio-2007-la-cascata-di-farfar-e-il.html"&gt;cascate&lt;/a&gt; e visitando alcuni borghi come Cervara, Guinadi e la torre di Grondola. La curiosità era di vedere Bratto e Braia, sempre nominati in coppia, paesi di forte emigrazione verso l'Inghilterra, ormai quasi spopolati. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55TfrzlvmI/AAAAAAAAASw/fzqjaEyCtXQ/s1600-h/Lunigiana09-01-2008+174.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55TfrzlvmI/AAAAAAAAASw/fzqjaEyCtXQ/s200/Lunigiana09-01-2008+174.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160654026813324898" /&gt;&lt;/a&gt; Man mano che risaliamo la valle e poi verso il Brattello, la neve che si accumula ai lati aumenta, ma la strada è molto pulita. Dopo alcuni km, un cartello sulla sinistra indica &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgobraia.php" title="Il borgo di Braia"&gt;Braia&lt;/a&gt;. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55UhbzlvnI/AAAAAAAAAS4/kYP8hP3qP6E/s1600-h/Lunigiana09-01-2008+147.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55UhbzlvnI/AAAAAAAAAS4/kYP8hP3qP6E/s200/Lunigiana09-01-2008+147.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160655156389723762" /&gt;&lt;/a&gt; Il borgo è molto piccolo, con la chiesa di San Michele Arcangelo (chiusa) e il possente campanile al lato. Sul campanile e su una casa noto dei faciòn, piccole sculture dal viso umano che avevano il compito di scacciare il maligno, tipici della valle del Verde. Le poche vie sono di sasso, la giornata grigia aumenta il senso di abbandono, alcuni operai stanno ristrutturando una casa, effettivamente tutte sembrano ben tenute. Sarà il potere della sterlina...&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55YcLzlvqI/AAAAAAAAATM/f4KJakhxNxQ/s1600-h/Lunigiana09-01-2008+158.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55YcLzlvqI/AAAAAAAAATM/f4KJakhxNxQ/s200/Lunigiana09-01-2008+158.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160659464241921698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Riprendiamo la nostra strada e saliamo ancora verso &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgobratto.php" title="Il borgo di Bratto"&gt;Bratto&lt;/a&gt;, posto appena prima del Passo del Brattello. Qua una maestà ci accoglie prima dell'entrata in paese, ci sono delle altre sulle case. Nella piccola piazza troviamo la chiesa di San Giorgio, abbastanza imponente per essere un paesino. Bellissima la lunetta sopra il portale con un bassorilievo di San Giorgio che uccide il drago (ci sembra). &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55ZorzlvrI/AAAAAAAAATU/ne26Xvne3q0/s1600-h/Lunigiana09-01-2008+185.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55ZorzlvrI/AAAAAAAAATU/ne26Xvne3q0/s200/Lunigiana09-01-2008+185.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160660778501914290" /&gt;&lt;/a&gt; Davanti alla chiesa, un edificio malinconico con il simbolo del telefono e di un'insegna della birra Wuhrer che non vedevo da anni. Doveva essere il bar del paese, esce fumo dal camino, ma non molto di accogliente. Visito ancora un po' Bratto, scopro altre maestà e una bella scalinata, persone umane zero. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55bC7zlvtI/AAAAAAAAATk/xjQ3ZUzJBCQ/s1600-h/Lunigiana09-01-2008+201.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55bC7zlvtI/AAAAAAAAATk/xjQ3ZUzJBCQ/s200/Lunigiana09-01-2008+201.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160662328985108178" /&gt;&lt;/a&gt; Anzi no, tornando verso la macchina, una signora anziana sta spaccando un po' di legna, saluto, ma si rifugia in casa sospettosa. Tempi moderni. Ormai che ci siamo andiamo fino al Brattello, entriamo nella Val di Ceno e Taro, ma rigiriamo subito. La prossima meta è il paese di &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgogrondola.php" title="Grondola"&gt;Grondola&lt;/a&gt;.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55cFrzlvuI/AAAAAAAAATs/4dBoQ79eb-o/s1600-h/Lunigiana09-01-2008+205.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55cFrzlvuI/AAAAAAAAATs/4dBoQ79eb-o/s200/Lunigiana09-01-2008+205.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160663475741376226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In 8 km ci siamo, siamo fortunati e parcheggiamo proprio all'entrata del paese lungo la strada. Qui ci accoglie la "Prima Piazza della Repubblica d'Italia", come leggiamo con sorpresa in una targa murata nel bar del paese. Accanto un pannello esplicativo del borgo davvero utile, dovrebbe essercene uno in ogni paesino. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55c5rzlvvI/AAAAAAAAAT0/mDF1mGK-ec0/s1600-h/Lunigiana09-01-2008+215.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55c5rzlvvI/AAAAAAAAAT0/mDF1mGK-ec0/s200/Lunigiana09-01-2008+215.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160664369094573810" /&gt;&lt;/a&gt;Sono spiegate la storia e le curiosità, con la descrizione e fotografie dei fregi delle architravi e delle maestà. Una di queste è proprio nella piazza, il fregio della margherita a sei petali, frequentissima in Lunigiana nei portali, simbolo di buon augurio forse di origine celtico (addirittura). Tra l'altro, a Bratto, dimenticavamo, erano famosi per la produzione di culle in legno e la margherita a sei petali vi veniva incisa per proteggere il nascituro. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55dyrzlvwI/AAAAAAAAAT8/YnFSzxtjJgU/s1600-h/Lunigiana09-01-2008+247.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55dyrzlvwI/AAAAAAAAAT8/YnFSzxtjJgU/s200/Lunigiana09-01-2008+247.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160665348347117314" /&gt;&lt;/a&gt; Andando verso la chiesa di San Nicomede, comincia a farci compagnia un cane, incontro tipico dei borghi della Lunigiana. Troviamo altri fregi, indagando un po' tra i passaggi voltati: uno con una croce, qualche data scolpita, fregi che non riconosciamo e un bel portale. Dallo spiazzo della chiesa si vedono poi i &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/castelli/torregrondola.php" title="La torre di Grondola"&gt;ruderi della torre&lt;/a&gt;, perfetta cartolina della Lunigiana in inverno: nebbia, umidità, silenzio, pietra arenaria. Ci siamo già stati un paio di anni fa e non ci avventuriamo tra i suoi ruderi, per chi volesse andarci, ci si arriva scendendo verso Guinadi (in macchina) e prendendo una stradina asfaltata sulla sinistra. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55eYbzlvxI/AAAAAAAAAUE/zZTaom49hKU/s1600-h/Lunigiana09-01-2008+244.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55eYbzlvxI/AAAAAAAAAUE/zZTaom49hKU/s200/Lunigiana09-01-2008+244.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160665996887179026" /&gt;&lt;/a&gt; Arrivati ad alcune case si parcheggia e poi si va dritti oltrepassando una casa in rovina e i campi. Come sempre, attenti ai cani.&lt;br /&gt;Noi invece ritorniamo a &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgoguinadi.php" title="Guinadi"&gt;Guinadi&lt;/a&gt;, in piena valle del Verde, come ci indica il cartello stradale. Arrivati in paese ci accoglie un cartello di benvenuto in dialetto tradotto in molte lingue, dove una volta si trovavano le poste. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55fX7zlvyI/AAAAAAAAAUM/-WPeaAVxXOs/s1600-h/Lunigiana09-01-2008+254.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55fX7zlvyI/AAAAAAAAAUM/-WPeaAVxXOs/s200/Lunigiana09-01-2008+254.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160667087808872226" /&gt;&lt;/a&gt; Adesso per trovarle bisogna andare all'unico ufficio che c'è a Pontremoli. Anche le vie del paese sono segnalate in italiano e in dialetto, mi piace. Non sono un esperto, ma mi ricorda un po' il genovese per l'uso della "u". Andiamo verso la chiesa, incontriamo un ristorante chiuso e poi nella piazzetta della chiesa due signori. Uno di loro mi chiede di dove sono, se vengo da lontano. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55f-LzlvzI/AAAAAAAAAUU/aeXYzs-0rMk/s1600-h/Lunigiana09-01-2008+255.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55f-LzlvzI/AAAAAAAAAUU/aeXYzs-0rMk/s200/Lunigiana09-01-2008+255.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160667744938868530" /&gt;&lt;/a&gt; Cominciamo così a parlare e scopriamo di conoscere una persona in comune, Sauro. Mi invita allora a prendere un prosecco al suo bar. Entrare nel bar/alimentari/negozio del simpaticissimo Pietrino è un po' come fare un salto indietro nel tempo, tutto nostrano e vecchio stile e anche un po' freddino. Mi racconta che ormai d'inverno non c'è proprio più nessuno, però d'estate c'è fin troppo gente! Tornano i villeggianti, dalla Francia e dall'Inghilterra, poi ad agosto fanno una festa al campo sportivo e lì scopriamo di conoscere una seconda persona in comune, Elisabetta di Lagoscuro. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55gmrzlv0I/AAAAAAAAAUc/AXHj_HP7c04/s1600-h/Lunigiana09-01-2008+266.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55gmrzlv0I/AAAAAAAAAUc/AXHj_HP7c04/s200/Lunigiana09-01-2008+266.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160668440723570498" /&gt;&lt;/a&gt; Momento serendipity. Pietrino lavorava come postino a Pontremoli, quando c'era tanta gente però, tanti suoi amici son dovuti partire. Ribeviamo un altro prosecco ed entra Andrea, un suo amico, facciamo quattro chiacchere e poi è il momento dei saluti, gli lascio l'indirizzo del blog, chissà se lo leggerà e mi dice che anche Guinadi ha il suo sito internet. Andrea mi accompagna però fino alla zona chiamata "Castello", dove c'è una maestà sormontata da un sinistro teschio tipo pirata. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55hILzlv1I/AAAAAAAAAUk/STOGxuurnHA/s1600-h/Lunigiana09-01-2008+276.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55hILzlv1I/AAAAAAAAAUk/STOGxuurnHA/s200/Lunigiana09-01-2008+276.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160669016249188178" /&gt;&lt;/a&gt; Ormai si sta facendo tardi, torniamo alla macchina e decidiamo visitare &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgobaselica.php" title="Baselica"&gt;Baselica&lt;/a&gt;, ultimo borgo della giornata. Dalla strada è molto scenografico, il borgo è piccolino, ma la chiesa, di cui non riusciamo a trovare la dedicazione (ogni suggerimento è benvenuto) è molto grande. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55h0Lzlv2I/AAAAAAAAAUs/pn0A8jZbBaI/s1600-h/Lunigiana09-01-2008+287.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55h0Lzlv2I/AAAAAAAAAUs/pn0A8jZbBaI/s200/Lunigiana09-01-2008+287.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160669772163432290" /&gt;&lt;/a&gt; Facciamo un giro veloce fino al sagrato, la chiesa è chiusa e sprangata, persone viste: zero...&lt;br /&gt;Poco prima della cinque di sera è ormai quasi scuro, diamo per finita la giornata fotografica, peccato per la nebbia e il brutto tempo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-83391145500371142?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/83391145500371142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18732210&amp;postID=83391145500371142' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/83391145500371142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18732210/posts/default/83391145500371142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/2008/01/9-gennaio-2008-dal-passo-del-brattello.html' title=''/><author><name>Terre di Lunigiana</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00635608658207544224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R55TfrzlvmI/AAAAAAAAASw/fzqjaEyCtXQ/s72-c/Lunigiana09-01-2008+174.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18732210.post-2659064668868649318</id><published>2008-01-16T23:59:00.000+01:00</published><updated>2008-03-28T00:02:49.331+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizioni della Lunigiana'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;31 DICEMBRE 2007: VISITA AI PRESEPI DELLA LUNIGIANA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Finalmente cominciano un po' di giorni da passare in Lunigiana. Arrivati il 30 dicembre, il giorno dopo ci accompagna un sole stupendo. Avendo letto in queste settimane dei diversi presepi presenti nei paesini della Lunigiana, decidiamo di visitarne alcuni tra &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/pontremoli.php" title="Pontremoli"&gt;Pontremoli&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/villafranca.php" title="Villafranca"&gt;Villafranca&lt;/a&gt;. Cominciamo da quest'ultimo, nel letto del torrente Bagnone, ai piedi del mulino che ospita il &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/musei/museoetnografico.php"&gt;Museo Etnografico della Lunigiana&lt;/a&gt;. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R5JuHnyaXgI/AAAAAAAAASg/eLEfz5O-ci4/s1600-h/Presepi+Lunigiana+017.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R5JuHnyaXgI/AAAAAAAAASg/eLEfz5O-ci4/s200/Presepi+Lunigiana+017.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157305600511204866" /&gt;&lt;/a&gt; Grosse figure stilizzate ornano le acque e rimaniamo ad ammirare per qualche minuto la composizione. Ne approfittiamo per visitare anche la vicina chiesa di San Giovanni, con all'interno un presepe e un altro appena fuori, chiuso dietro ad un inferriata.&lt;br /&gt;Ci dirigiamo quindi verso Mocrone, dove avevo letto si trovasse un presepe panoramico. Dopo casa Benedicenti e prima del ristorante Gavarini, in un piccolo spiazzo di una curva a gomito, un cartello ci indica il presepe che veste un tratto di costa della collinetta di fronte. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R5Jvb3yaXhI/AAAAAAAAASo/M8WuS-eLpio/s1600-h/Presepi+Lunigiana+039.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_mKJZ5qSE51g/R5Jvb3yaXhI/AAAAAAAAASo/M8WuS-eLpio/s200/Presepi+Lunigiana+039.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157307047915183634" /&gt;&lt;/a&gt; Un po' deludente, senza volerne a nessuno, facciamo fatica ad individuare le figure; una ripulita ad alberi e sterpaglie lo avrebbe reso più chiaro. Visitiamo anche la chiesa, anch'essa decorata da un presepe e saliamo anche fino alla bella chiesetta di San Maurizio, accanto al cimitero, da dove si gode un bel panorama di Malgrate.&lt;br /&gt;Riprendiamo la macchina e ora destinazione &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgomignegno.php"&gt;Mignegno&lt;/a&gt;, per la visita al presepe elettromeccanico. La porta del locale accanto alla chiesa dove si trova il presepe è chiuso, ma due signore ci dicono di aspettare un attimo: vanno a chiamare chi ha le chiavi. &lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rUPoqqWTe1k&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/rUPoqqWTe1k&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;br /&gt;Il presepe di Mignegno ricorda quello di Pallerone, visitato l'anno scorso, è molto suggestivo e rimaniano ad ammirarlo una buona mezz'ora, scoprendo poco a poco tutti i movimenti delle statuine. Dopo l'arrivo di una famigliola, lasciamo il presepe e prendiamo per &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/borghi/borgovignola.php"&gt;Vignola&lt;/a&gt;, dove è esposto accanto alla &lt;a href="http://www.terredilunigiana.com/chiese/pievevignola.php"&gt;pieve di San Pancrazio&lt;/a&gt; il presepe orientale. Anche questo è arricchito dai movimenti delle figure, anche se meno ricco del precedente, ci sembrano movimenti più dolci e meno meccanici. &lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/IiiHw-FcDjA&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/IiiHw-FcDjA&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;br /&gt;Meritava comunque una visita, anche per vedere i pipìn all'interno della chiesa. Una signora intenta nelle pulizie ci racconta che il 2 maggio svolgono ancora la festa appena sopra Vignola, dove una volta li bruciavano per buon augurio.&lt;br /&gt;Chiudiamo con questa poesia sulla nascita del Salvatore di Mauro Rocati, poeta dialettale pontremolese, che dopo la nostra visita ci regala il suo libro &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;"L'om sarvàdghe"&lt;/span&gt; (L'uomo selvatico):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;LA SCRANA D'GEŜÜ BAMBIN&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quand a nas al fië d'ün Rë, i canùn i fan trunar&lt;br /&gt;or, argent, cüne, pisi, ŝmërli, d'tüt i'g fan truvar&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I fan festa par na stmana, bai e canti, nota e dì&lt;br /&gt;ma, se a tir la tramuntana, stë ben godi i è bèl e fnì&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I g'han tüti al scrane d'or, gran lachè e servitü,&lt;br /&gt;ma a baste un vëntarel che stà scrana la dà šü.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Të t'è nad là an cla grota, o më car Bambinèl,&lt;br /&gt;fra n'aŝnët, un bë, an tal foi e, dal fen, forsi un manel.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nun canùn, ma Alelüia, mës'ci a canti d'Serafìn,&lt;br /&gt;i ang'li an coro i'han cantà, sul par Të o më Bambin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul trei Savi, Saraŝìn, cun na branca de Pastùri,&lt;br /&gt;povri, sturpi, a sënt a sënt, i t'han fat i së unuri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti Rë e Imperaturi i han pruvà a spasarte via,&lt;br /&gt;ma i meschin, ben anca siuri, i han fat mal la së gunia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi chëi dai sulìn düri, chisà quanti à n'è pasà,&lt;br /&gt;cun suldati, sodi, unuri, tüti quanti i'én trabücà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Erode ai nostri dì, sëmpr i t'han perseguità&lt;br /&gt;e pënsar che mai na vota, la të scrana l'à scrulà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I atri Rë i g'han preputënsa, al terùr, s'ciopi e gùŝa.&lt;br /&gt;Të che t'si al Rë dal mundë, të, par scrana, t'gh'è na Cruŝa.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;IL TRONO DI GESÙ BAMBINO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quando nasce il figlio di un Re, i cannoni fanno tuonare,&lt;br /&gt;oro, argento, culle, pizzi, smerli, di tutto gli fanno trovare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fanno festa per una settimana, balli e canti notte e giorno,&lt;br /&gt;ma, se tira la tramontana, questo bengodi è subito finito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno tutti troni d'oro, gran lacchè e servitù,&lt;br /&gt;ma, basta un venticello che stò trono cade giù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu sei nato in una grotta, o mio caro Bambinello,&lt;br /&gt;fra un asinetto, un bue, nelle foglie e, del fieno, forse, un fascio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non cannoni, ma Alleluia, mescolati ai canti dei Serafini,&lt;br /&gt;gli Angeli, in coro, hanno cantato solo per Te o mio Bambino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo tre Savi Saraceni, con un branco di Pastori,&lt;br /&gt;poveri, storpi a cento a cento, ti hanno fatto i loro onori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti Re e Imperatori hanno provato a spazzarti via,&lt;br /&gt;ma i meschini, ben anche se signori, hanno fatto male la loro agonia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E, poi, coloro dai colletti duri, chissà quanti ne son passati,&lt;br /&gt;con soldati, denari, onori, tutti quanti son cascati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Erode ai giorni nostri, sempre ti hanno perseguitato&lt;br /&gt;e pensare che, mai una volta, il tuo Trono ha traballato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli altri Re hanno prepotenza, il terrore, fucili e voce.&lt;br /&gt;Tu che sei il re del mondo, tu, per trono, hai una croce.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18732210-2659064668868649318?l=terredilunigiana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://terredilunigiana.blogspot.com/feeds/2659064668868649318
