Terre di Lunigiana

12 luglio 2012

28 APRILE 2012: RITORNO NELLA VALLE DEL TAVERONE
Rieccoci ancora nella valle del Taverone per scoprire altri borghi storici, dopo essere stati due anni fa all'Apella e Taponecco d'estare e a Tavernelle d'inverno. Prima fermata a Pontebosio, antico borgo malaspiniano con l'imponente castello in fase di ristrutturazione (da un po' ormai), dovrebbe diventare un centro di informazione turistica.
Dall'ultima volta che siamo passati di qui hanno messo le finestre. Non troviamo nessuno un giro. Accanto al castello, la chiesa della Beata Vergine del Carmine, il resto del paese sono due o tre viottoli, in uno di questi si trova il ristorante Boccon Divino. Risaliamo la valle dalla parte sinistra del Taverone e capitiamo per caso a Gabanasco.
Incuriositi giriamo tra le pochissime case, di cui una però è una stupenda villa con davanti anche un oratorio. Altro gioiello nascosto. Da qui riprendiamo la nostra strada, sbuchiamo sulla via per Bastia, scendiamo a Licciana e poi lungo la statale verso Varano. Ci accoglie la pieve di San Nicolò, che nasconde un piccolo tesoro: la pala d'altare trecentesca di Angelo Puccinelli, il borgo si sviluppa concentrico, con le case in pietra ben tenute e in alto la torre campanaria, antica torre di avvistamento.
Ci passiamo accanto salendo verso Ripola, terra della cipolla di Ripola, prodotto tipico poco conosciuto. Da qui si ammira buona parte della valle del Taverone da Tavernelle a Catognano e Montale.
Anche qua zero incontri, ma dalle macchine parcheggiate, il paese è abbastanza abitato e le case iin buono stato. Quiete non ne manca. Lasciamo adesso Ripola e risaliamo ancora la valle verso il Lagastrello, scansiamo Tavernelle e cominciamo a salire tra i prati fino ai ruderi dell'abbazia dei Linari.
Era dal 2006 che non ci facevamo vedere da queste parti, allora d'inverno e ricoperti di neve. I ruderi son sempre lì, aspettano di crollare definitivamente. Qua e là salgono dalle pietre spuntoni di ferro, rudimentale pezza novecentesca? Respiriamo a pieni polmoni, ci sediamo e guardiamo la valle. Su ancora per prendere la strada che aggira il Monte Giogo verso Comano, dove c'era la base Nato, vittima di un'incursione di Striscia la Notizia del 2009 (mi sa che avevano ragione quelli del Gruppo Microonde Scatter che ce l'hanno in gestione).
Bellissimi i panorami dell'Appennino, in lontanaza si vedono Torsana e Camporaghena e iniziando a scendere ecco Comano con gli abitati che lo formano e la torre del castello. Un'altra torre, ridotta a rudere, ci appare da lontano, è quella di Groppo San Piero, di cui poco rimane dell'antica importanza.
Dall'inizio del paese dove si trova la chiesetta saliamo brevemente a piedi e siamo sotto la torre in rovina: il panorama è stupendo. Scivoliamo ormai verso valle, passando dai diversi abitati che formano Comano, poi verso Crespiano e infine ancora sulla provinciale del Lagastrello verso Licciana. Pontebosio - Ripola: 10,6 km Ripola - Linari: 14,8 km Linari - Groppo San Piero: 10,1 km Groppo San Piero - Monti: 16,7 km

03 luglio 2012

27 APRILE 2012: LE TERRE DEL PIOERO Finalmente dopo tanti anni, eccoci in direzione del Pioero, quella parte della valle del Lucido che raggruppa una dozzina di borghi dipendenti dalla pieve di San Martino di Viano. Da qui il nome, da piviere a Pioero, o almeno così ho letto da qualche parte. Risaliamo prima la valle del Bardine da Canova verso Ceserano e quindi Colla.
Prima tappa per questo bel borgo affacciato sulla valle, immerso nel verde secondo la più classica delle definizioni. Un signore ci chiede se siamo delle belle arti, iniziamo così a parlare e ci racconta che Colla sta resistendo allo spopolamento dei borghi lunigianesi, l'immigrazione è una ragione, sentiamo lingue straniere qua e là tra le viuzze che scendono alla chiesa, maestosa a dominio della valle.
Forse qui c'era una qualche torre d'avvistamento? A Colla c'è anche un bar, appena dopo il comodo parcheggio. Lasciamo il borgo proseguendo verso il Pioero, attenzione a distrarsi, la vista di Colla dalla strada è stupenda. Incontriamo il piccolo abitato di Maglietola e poi eccoci nella valle del Lucido, con i panorami sulle Apuane e una miriade di borghi da riconoscere.
Ci fermiamo a Gallogna, paese semiabbandonato che nasconde alla fine, tra le case diroccate la chiesa sulla valle. Poi Corsano, paese formato da una via lambita da case in pietra. Facciamo diversi incontri, il primo ci chiede ovviamente chi siamo e cosa facciamo, manca che ci chiede "un fiorino". Dopo le presentazioni, scopriamo che ha lavorato una vita a Spezia con il padre di un nostro amico. Momento strappalacrime, ci raccomanda di salutarlo e la sera stessa ottemperiamo al nostro dovere portando i saluti di "Fiscet del Muggiano".
In fondo al paese, parliamo con un anziano seduto a prendere il fresco, ricorda i bei tempi del borgo, ora poche persone e poco da fare, se non qualche vigna, ma anche il lavoro nei campi vale poco la pena. Ora di salutare e continuare verso Campiglione, qua le case sono cresciute ai bordi della strada e il borgo vecchio è proprio nascosto. Troviamo più gente che ci scruta, un signore anziano ci invita a vedere il panorama di Viano, ci racconta delle famiglie più importanti e snocciola i dodici paesi del Pioero come una litania.
Saliamo adesso verso Vezzanello, appena sopra Campiglione, allungato sulla collina come tanti paesi lunigianesi, un oratorio nel mezzo e cartelli di "Vendesi" qua e là. Nessun incontro. Ed eccoci finalmente alla meta della nostra gita, come direbbe la Settimana Enigmistica: Viano. Saliamo stancamente, per modo di dire, siamo in macchina, le poche curve che ci separano dalla torre.
Grata sorpresa, circolino Acli aperto, anzi, in fermento per la festa del Primo Maggio. Facciamo due discorsi con la signora al bar, appesi alle pareti quadri del borgo con la torre in bella vista. Il paese è poco sotto, preceduto da una porta d'accesso monumentale, lo percorriamo seguendone l'andamento concentrico, da sotto l'oratorio di San Biagio e sbuchiamo poi nello spiazzo davanti alla torre.
Lasciamo allora il paese e scendiamo alla maestosa Pieve di San Martino di Viano, complice il tramonto che arriva ci sediamo ad ammirarla e stiamo un po' così, senza parlare. Ora di ritornare, prossimamente passeremo dal resto del Pioero: Terma, Colognola, Lorano, Isolano e Pian di Molino.
 
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