Terre di Lunigiana

22 settembre 2011

15 AGOSTO 2011: LA LUNIGIANA COME ERA UNA VOLTA

O almeno così mi piace pensare. Sarà la crisi, sarà la riscoperta della
casa dei nonni o altro, fatto sta che il 15 agosto c'era pienone in tutti i
borghi lunigianesi. Noi l'abbiamo visto nel bagnonese, ma credo sia stato
così ovunque. Macchine da tutte le parti, impossibile parcheggiare, paesi
che ritornano alla vita, vociare di bambini. Solo a Leugio abbiamo
parcheggiato senza problemi e di gente ce n'era comunque; a Canale abbiamo
rinunciato, macchine qua e là sul ciglio della strada, a Mochignano Sopra
stavamo entrando in una casa privata, alla fine abbiamo parcheggiato al
cimitero; a Collesino Castello, un colpo di fortuna ci lascia uno spazio
libero nello stretto spazio tra Codivalle e Castello; a Pieve altro colpa
di fortuna, un solo posto nella piazza dei Barsan; a Vespeno altro
parcheggio complicato, soprattutto per uscire.
In questi giri lunigianesi, non siamo abituati a trovarci così tanta
gente. In assoluto Pieve è il paese dove abbiamo trovato più movimento:
persone sedute in piazza, bambini alla fontanella a riempire palloncini
d'acqua, televisioni accese e finestre aperte, processioni verso l'oratorio
di San Terenzio, musica dei Nomadi qua e là. Anche a Mochignano Sopra il
movimento era parecchio, macchine targate Milano, Brescia e Bergamo
soprattutto, vecchi discorsi di chi si rivede una volta all'anno o dopo
tanto tempo, sedie in strada a cercare l'ombra.

Un giorno così dura troppo poco però, le bellezze dei borghi le lasciamo
un momento da parte e ci gustiamo il ritorno alla vita dei paesi.
Un po' sabato del villaggio e un po' sera del dì di festa.

06 settembre 2011

7 AGOSTO 2011: RISALENDO LA VALLE DEL BARDINE

Parzialmente si intende, non tutta tutta. Leggo qua e là che il Bardine è lungo circa 10 km, di cui i primi 4 nel comune di Fivizzano e i restanti 6 in quella di Aulla. È composto da due rami: il torrente Pesciola e il torrente Bardinella che si uniscono a a Bardine di San Terenzo e poi corre a tuffarsi nell'Aulella presso Pallerone.
Quindi dalla statale del Cerreto dopo Pallerone prendo a destro verso Canova e Ceserano. Non sono mai passato da qua. Dopo poche curve arrivo a Canova e parcheggio nei pressi della chiesa. É di recente costruzione, un cartello all'esterno dice che è stata ristrutturata fortemente dopo il terremoto del 1995. La dedicazione a San Jacopo fa pensare a un antico borgo di passaggio lungo la via per Santiago di Compostella in Lunigiana o così mi piace immaginare. Il paese infatti si sviluppa su una strada principale, dove si affacciano interessanti portali e una bellissima maestà. C'è anche un maestoso villone con tanto di viale d'accesso. A causa della mia curiosità di girare qua e là, finisco con la macchina in una casa privata, da dove ne esco con una retromarcia azzardatissima e lo sguardo stranito dei residenti...
Insomma, in breve sono a Ceserano, paesone allungato sul crinale della collina, con una scuola elementare, bar e attività varie: uno dei centri della valle. Su un poggio c'è la parte più antica, accanto alla chiesa, sorta dove si trovava il castello, poi il paese sono due file di case da una parte all'altra della strada, molto scenografico, sia proveniendo da Rometta o Bardine San Terenzo. Mi dirigo verso quest'ultimo, ma mi fermo proprio brevemente nei pressi della chiesa, la salitona per visitare il paese in alto mi scoraggia... Ci ripasso sicuro. Intanto stavolta ne approffitto per vedere con calma San Terenzo Monti, secondo la tradizione sede della chiesa più antica della Lungiana. Si racconta infatti che il Vescovo Gualtiero, nel IX secolo decise di far costruire una chiesa dedicata a San Terenzo, dove si fosse fermata una coppia di buoi. E così fu... e i buoi venivano da Carrara!
Il paese è grande, durante la seconda guerra mondiale soffrì un brutale eccidio e un museo lo ricorda. Nella parte alta si trova la chiesa, anzi, due chiese! una accanto all'altra, davanti a un'imponente villa, che sembra delimitare tutto il borgo in alto e di cui si vede solo il fiabesco accesso chiuso con un catenone. Dalla chiesa una vietta sale e diventa sterrata tra le case in arenaria.
La risalita lungo la valle del Bardine si interrompe qui, ma a Bardine ci devo ritornare, probabilmente quando visiterò poi Posterla, Marciaso e Pulica, sperando che la stagione delle piogge non faccia disastri...
 
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