Terre di Lunigiana

20 luglio 2011

26 GIUGNO 2011: ZERI, CODOLO, ADELANO...
Altra giornata di calore intenso in Lunigiana. Potremmo stare in panciolle sul greto del fiume Magra, anche se di "bozzi", ossia posti dove fare il bagno, per i profani, non se ne vedono, anzi, se arriva alla vita è già tanto. Comunque, la Magra è luogo di ritrovo, occasione per rinfrescarsi, l'acqua in questo periodo è gelata, e fare quattro chiacchere da bar o da fiume.
Noi stakanovisti dei borghi lunigianesi viaggiamo invece spediti verso le valli di Zeri, lungo i tornati che salgono la famigerata strada provinciale 37, con l'asfalto rattoppato qua e là, da poco riaperta dopo una frana... e già richiusa dopo uno scroscio di pioggia in questi giorni! Torniamo a noi, prendiamo per Codolo, vallata laterale del Gordana e curva dopo curva arriviamo a Codolo Chiesa, il borgo principale. La chiesa sembra più grande di tutto Codolo messo insieme, dal suo piazzale si ammira tutta la valle fino a Pontremoli e l'Appennino tosco-emiliano. Che giornata di sole! Una via principale attraversa Codolo, strettina, con alcune case in rovina e nascosto un vecchio forno in pietra. Su in macchina e senza fermarci facciamo una tirata da qua fino al Passo Due Santi, non mi ricordo mai di quanto è lunga: Noce, Patigno, Valditermine, Villaggio Aracci e su ancora. Il piazzale è vuoto, anzi no, c'è una macchina, tutto chiuso ovviamente. Ammiriamo un po' il panorama e riscendiamo piano piano fino al bivio di Adelano, con sosta obbligata alla grotta di Lourdes, a prendere un po' il fresco all'ombra, ragionando un po' sui toponimi zeraschi che i cartelli indicano sulla curva: dallo stellare Antara alla "stallare" Costa d'Asino. Si sente il vociare di ragazzini, sembrano scout, si fermano anche loro alla grotta. Noi riprendiamo verso Adelano. Questa parte di Zeri mi è totalmente sconosciuta, mai arrivato fino a qui, i nomi degli abitati si susseguono e dopo Calzavitello, un campanile aguzzo appare da sotto la valle tra le colline. Ma dove siamo, in Val d'Aosta? Momento cartolina. La chiesa di Santa Maddalena giustifica l'esistenza di Adelano, matrioska zerasca. Cioè, Adelano in sè non esiste come paese e si trova nel comune di Zeri, che non esiste come paese specifico. Comuni sparsi li chiamano, o sbaglio? Io che pensavo fossero comuni denuclearizzati, nel senso che non avevano un nucleo preciso... che abbaglio!
Insomma, alla fine arriviamo fino alla chiesa e l'amico accanto a me mi dice tutto serio "Oh, attento che c'è uno in gonna". Non scende neanche dalla macchina, che sarà mai. Si rivela invece una bella sopresa: "quello in gonna", è un frate molto giovane, che, mi spiega, è lì da ottobre e sta rimettendo a posto la canonica. Infatti è intento a lavorare con un trapano, alle prese con una porta o una tavola. Parliamo un po', mi fa visitare la chiesa, dedicata a Santa Maddalena, molto ben curata e tenuta bene, barocca (ma si lo azzardo, ricordi scolastici). Lo ammetto che la sorpresa è rimasta tuttora, un eremita così giovane ad Adelano di Zeri, complimenti!
È ora di ritornare, chilometri ne abbiamo fatti a sufficienza, risaliamo verso Bergugliara e giù da Castello, Coloretta, Noce...

09 luglio 2011

25 GIUGNO 2011: VALLE DELL'OSCA, TRESANA
Comune di Tresana, ma quante frazioni hai? Quando iniziai con Terre di Lunigiana, nell'ormai lontano 2005, oltre a Barbarasco e a Tresana, trovai qua e là (poche) informazioni su Giovagallo, Villa di Tresana e Riccò. Adesso non mi ci raccapezzo più con tante località.
La prima volta da queste parti, dopo il ponte per Barbarasco, incauti, prendemmo per Montedivalli, non sapendo cosa ci aspettava, dopo Tassonarla, Riccò e Novegigola, cominciammo a preoccuparci dopo aver visto il mare da lontano... Un paio di anni dopo fu la volta di Tavella, Pietrasalta, Giovagallo e Bola, tornando da Groppo e Fontanedo. Da queste parti succede una cosa strana, sembrano borghi molto grandi da lontano, ben strutturati sulla collina con case imponenti, poi una volta lì, lungo la strada principale, si trova solo una strada parallela, mah... Poco tempo fa, dalle parti di Riccò un signore ci avvisò che Riccò non esisteva come borgo, così come Novegigola, insomma, una bella confusione. Nello stesso giorno passammo da Corneda e Popetto.
Stavolta, continuando la scoperta del tresanese, da Barbarasco, abbiamo preso Catizzola e Lorenzana. La prima sono poche case lungo la strada, con una chiesetta all'ingresso del paese, che, grazie a un suggerimento via Facebook, dovrebbe essere dedicata a San Remigio, con davanti una bella statua bianchissima in onore ai caduti della prima guerra mondiale; la seconda, pure... ma in questo caso abbiamo avuto una mezza disavventura con la macchina arrivando nei pressi della chiesa, marcia indietro un po' complicata e ci siamo ripromessi di ritornarci.
Poi è cominciata la risalita verso la valle dell'Osca, dopo Tresana, su su, fino a Villa di Tresana. Davanti alla chiesa dalla facciata rossastra ci saluta una signora in francese. Dietro il cimitero la strada porta al piccolo spiazzo con un circolo arci chiuso e una corte ben tenuta. Davanti, dall'altre parte della piccola valle, le tre borgate di Camporella, Ortigaro e Pera. Il castello è in fondo in fondo alla strada, ci ritorneremo. Fantasia toponimica lunigianese. Non incontriamo nessun altro e proseguiamo per Villecchia, grappolo di case, che, come si leggerebbe in qualche guida, si trova "completamente immerso nel verde", come d'altronde tutti i paesi vicini. Ammetto che Villecchia mi è proprio piaciuta: ben tenuta e curata, non ho visto case diroccate, pure una casa vacanza, Casa Nirvana, per trovare il paradiso qui. Borgo in galleria, portali, passaggi voltati, labirinto di viette: borgo lunigianese per riassumere. Tornando indietro, sosta obbligata al bar trattoria Lo Scoiattolo, che si trova davanti a un piccolo oratorio, per rifollacillarci brevemente e via per l'altro lato della valle. Su e giù fino a Pera, dove forse una volta c'era un bar o una posta o altro. C'è un vecchio cartello telefonico, con accanto appese una fila di pannocchie. Nella via che sale, una casa è affrescata con un quadro della Madonna, sorprese lunigianesi. Sotto il paese c'è il santuario della Madonna del Canale. Narra la leggenda che i paesani non si mettessero d'accordo se costruirlo al di qua o al di là del suddetto canale. Lasciarono i mattoni e tutto il resto da questa parte e nottetempo, uno che voleva si costruisse dall'altra parte, li spostò... Miracolo! E il santuario si costruì dove lo ammiriamo oggi.
Il programma prevedeva anche Camporella e Ortigaro, ma non riuscendo a parcheggiare a Ortigaro per l'ora punta, abbiamo anche sbagliato strada e siamo rispuntati nei pressi di Bola e da lì siamo scesi verso la Val di Magra. È balenata l'idea di andare fino a Calice al Cornoviglio, ma subito affossata, ma la strada è aperta poi?
Quindi, prossimamente, il nuovo tour di Tresana sarà simile: visita di Camporella e Ortigaro nella valle dell'Osca; Groppo e Fontanedo in quella del Penolo; Bottria, Serrapiana e Careggia tra le due valli. E chi più ne ha più ne metta!
 
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