Terre di Lunigiana

20 febbraio 2010

13 GENNAIO 2010: TRA ORTURANO, AGNETTA E VICO VALLE

Dopo averlo visto dal castello di Malgrate pochi giorni prima, eccoci ad Orturano, borgo ancora mancante alla lunga vista di paesi della Lunigiana visitati e fotografati. Ripercorro la stessa strada, salendo verso Malgrate e poi verso la chiesa di San Lorenzo (così simile a quella di San Maurizio di Mocrone che mi sono confuso per divesi anni). In breve appare Orturano di Sotto con la chiesa di Santa Maria Assunta. Mi avvicino per fare alcune foto, dal piazzale della chiesa si vede la piana di Mocrone, ed ecco uscire due persone macchina fotografica in mano. Altri due "pazzi" amanti di borghi isolati penso, non intavolo conversazione e giro un po' il borgo, rimonto in macchina e salgo verso Orturano di Sopra. Gran bel borgo devo ammettere, praticamente senza case diroccate, in parte in galleria, con bei portali e fregi. Giro a destra in una piazzetta e mi ritrovo uno dei due ragazzi. A questo punto la butto lì e chiedo con curiosità come mai è in giro a fare foto. Marco (si chiama) è di Orturano ed è appassionato dei borghi lunigianesi e mi consiglia di fermarmi ad Agnetta e di notare il campanile della chiesa, con due campane ad altezze diverse. Parliamo un po', mi spiega che alcune pietre murate nella scalinata di casa sua sono copie (proprio belle) di decorazioni che ha visto nel bagnonese. Mi consiglia di fare il giro in tondo del paese, fino all'oratorio di San Giuseppe e tornare poi in su. Ci salutiamo e proseguo, scendo verso l'oratorio, che sembra essere stato appena ristrutturato (continuando per la stessa strada tornerei a piedi a Orturano di Sotto) e poi giro intorno al paese. Un gatto sonnecchia su un Ape, nei pressi di quella che sembra una porta d'ingresso al borgo, protetta da una maestà. Torno alla macchina e proseguo per Agnetta e Corlaga. Tra una curva e l'altra spunta il castello di Bagnone in fondo e dopo poco Agnetta. Il borgo sono pochissime case e nel mezzo l'oratorio della Visitazione di Maria Vergine, che si vede dalla strada con il suo doppio campanile. Nessuno in giro. Passo tra le volte del paese, che sbucano proprio vel sagrato dell'oratorio, sembra un labirinto di pietra e una porta reca scolpito un medaglione che non riesco a decifrare.
Continuo quindi verso Corlaga e lungo la strada trovo una coppia di signori che passeggia. Si vede da lontano che non sono italiani. Fanno come un cenno per fermarmi, li saluto e chiedo se non hanno sbagliato persona. Dopo un malinteso iniziale, iniziamo a parlare, ora non ricordo i nomi, ma vivono a Corlaga da molti anni e hanno una casa vacanze, Villa Magnolia mi sembra. Sono arrivati in Lunigiana molti anni fa, parliamo un po' di turismo in Lunigiana, della loro scelta di venire a vivere qui, della qualità del turismo. Ci salutiamo e riparto per l'ultimo borgo in programma, Vico Valle. La sera sta ormai scendendo e in breve arrivo sotto il paese dopo aver passato Vico Chiesa. L'anno scorso avevamo visitato il presepe vivente, mi era sembrato un bellissimo paese, tutto in sasso e in galleria, con un oratorio al centro. Le impressioni rimangono le stesse, nonostante sia ormai quasi buio. La prossima sarà la volta di Canneto e Monterole.

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14 febbraio 2010

7 GENNAIO 2010: AULLA: UN PASSATO GLORIOSO DA RECUPERARE
Giorni dedicati ai centri principali della Lunigiana storica. Aulla era una meta da tempo rimandata, consapevole che il centro pochissimo ha salvato della sua bellezza pre-bellica. Le bombe della seconda guerra mondiale hanno spazzato via la storia della città, salvatesi solo in pochi punti, visitati negli anni scorsi: la Fortezza della Brunella con il Museo di Storia Naturale della Lunigiana e l'Abbazia di San Caprasio con annesso museo. Poi, siamo sinceri, la città in sè è moderna, a tratti di una modernità già vecchia, con palazzoni e centri commerciali ovunque, sviluppatisi smangiando anche terreno all'alveo del fiume Magra che puntualmente se lo riprende dopo copiose piogge. Mi raccontavano che la zone del piazzale degli autobus non esisteva proprio, lì c'era il fiume con i suoi bei sassi; poi venne fatto un terrapieno e costruito un quartiere nuovo di zecca... Ma il fiume poco assai gliene importa.
Sicuramente Aulla è il centro della Lunigiana più dinamico dal punto di vista economico, negozi un po' ovunque, supermercati, magazzini, traffico (strisce pedonali non proprio rispettate), via vai di gente. La macchina la lasciamo davanti al cinema teatro "Città di Aulla", dove bellamente si erge un pomo attuale della discordia aullese: la statua di Bettino Craxi in marmo di Carrara che l'ammnistrazione comunale sta cercando di vendere. Accanto dovrebbe esserci un giardino pensile, ma la piante se ne sono andate da un po'. Camminiamo qua e là per negozi e, nonostante il freddo, prendiamo un ottimo gelato. Non ricordo il nome della gelateria, si trova nella via per andare alla vecchia stazione dei treni, davvero buono. In vetrina poi fanno bella mostra "ferri" di cioccolato.
Da qui ci spostiamo verso il comune, notiamo alcune case che dovevano far parte della parte antica della città, un passaggio voltato con gli stemmi dei quartieri e delle frazioni di Aulla. Poi sbuchiamo davanti a Palazzo Centurione, sede comunale, andiamo a vedere il Magra per curiosità, torniamo verso Piazza Corbani, dove inglobata in una casa si trova una torre dell'antica cinta muraria e in breve siamo ancora alla macchina.

In conclusione: Aulla poco mostra del suo splendido passato sulla Via Francigena, ma una giornata tra la fortezza della Brunella, l'abbazia di San Caprasio, un buon gelato e una sbirciatina ai negozi sono motivi più che sufficienti per farci un salto.

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09 febbraio 2010

6 GENNAIO 2010: PALLERONE, SOLIERA E ROMETTA

Gita strana il giorno della Befana, ma l'obiettivo era tornare a vedere il presepe meccanico di Pallerone e già che c'eravamo fare alcune foto di questi borghi "di passaggio", di cui sempre rimandavo la visita, tanto erano sulla strada...
Nulla da dire per il presepe meccanico, sempre piacevole da vedere, nonostante la nostalgia di un 6 gennaio che chiudeva le feste. Il borgo invece non ci ha fatto una buonissima impressione. Oltre la chiesa, spazzatura un po' ovunque, case diroccate, una macchina lì chissà da quanti anni. Poi girando si scoprono scorci tipici da borgo lunigianese e cresce il rimpianto per come è tenuto.
In breve siamo a Soliera, seguiti da nuvoloni minacciosi, borgo che mi ricorda un po' Castiglioncello di Casola: due vie principali che attreversano il paese, bei portali in arenaria con fregi. Non incontriamo nessuno, il freddo è rigido, in fondo al borgo si trova un bel palazzo, mentre nei pressi della chiesa nuova si vedono in alto i ruderi della pieve di Santa Maria, ridotti a due muri. In una casa vicina, sembra ci sia murata un capitello della pieve forse, con una immagine da bestiario medievale. Il giro è breve anche perchè comincia a piovere, ma è un falso allarme.
Arriviamo allora in breve a Soliera, che nonostante l'obbrobrio di quella chiesa moderna all'inizio del paese, (esagonale? ottogonale? boh) è un bellissimo borgo in pietra, caratterizzato come Soliera da bei portali, alcune volte imponenti, in quello che doveva essere l'antico castello. Girando qua e là arriviamo alla chiesa vecchia, dove, sotto una targa in ricordo del canonico Giuseppe Centauri, ecco un bel mucchio di sacchi di spazzatura... Forse non è giornata!

Per vedere le foto dei tre borghi:
Fotografie di Pallerone
Fotografie di Soliera
Fotografie di Rometta

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