Terre di Lunigiana

08 gennaio 2010

5 GENNAIO 2010: MASSA
Non il miglior giorno per le visite turistiche, ancora pioggia, che ormai da una settimana sembra non voler dare tregua nel cielo della Lunigiana. Due anni fa, in uguali condizioni, avevamo visitato Carrara.
L'idea principale è di visitare il castello Malaspina, che, vedremo, non ha un accesso facilissimo. Almeno per quanto riguarda la strada fatta da noi, lungo vie in cui passa solo una macchina, ma a doppio senso. Lo troviamo poi chiuso, incauti, non abbiamo controllato pensando che sotto le feste fosse comunque aperto.
Scendiamo in città allora, parcheggio vicino al teatro Guglielmi, addobbato a festa. La visita è breve, non solo per la pioggia. Vediamo Piazza Aranci, il Palazzo Ducale da fuori, la cattedrale, Piazza Mercurio con la chiesa del Carmine e l'edificio del Museo Diocesano (chiuso). Cosa dire, non vorrei attirarmi le ire dei massesi, ma la città non mi è piaciuta molto dal punto di vista turistico: sembra che si sia sviluppata senza controllo, accostando edifici moderni (e alcuni proprio brutti) ad antichi palazzi (pochi), isola pedonale praticamente inesistente, macchine ovunque in Piazza Aranci e Piazza Mercurio e quella chiesa nuova in centro...

07 gennaio 2010

4 GENNAIO 2010: RIOMAGGIORE D'INVERNO

Per chi è abituato a vedere le Cinque Terre d'estate o in primavera, affollate da turisti di ogni dove, Riomaggiore d'inverno offre uno spettacolo inconsueto in una giornata fredda e piovosa, con i turisti che quasi si contano sulle dita di una mano. La mattina del 4 gennaio aveva nevicato leggermente nel borgo (così mi informano telefonicamente all'ufficio di informazioni turistiche), ma neve non era rimasta per le strade. Ne incontriamo solo un po' lungo la litoranea, all'altezza di Biassa, ben imbiancata dietro al castello di Coderone. Nella discesa verso il borgo ci accompagna solo una pioggerellina battente che diminuisce e riprende d'intensità ogni poco. Parcheggiata la macchina (due ore, più di 5 euro), scendiamo solitari verso il borgo e prendiamo a destra per la chiesa. Alle nostre spalle, le colline sono imbiancate e anche Volastra (che abbiamo visto dalla litoranea), è appena ricoperta. Molto silenzio, nessun brulicare, la chiesa non è illuminata internamente e l'atmosfera sembra ancora più cupa. Fuori, i tetti e gli orti con limoni, aranci e pompelmi sono bagnati dalla pioggia. Salendo verso il castello incrociamo una coppia che parla tedesco, scrutiamo la via dell'Amore a destra e ridiscendiamo lungo un dedalo di scale verso il porticciolo. Le barche sono tutte al riparo ben allineate, il mare è molto calmo, ma nei giorni scorsi la sua furia si è fatta sentire, soprattutto a Vernazza e Monterosso.
Vista l'ora, ci concediamo un piccolo pranzo all'enoteca Daucila, proprio davanti alla marina. Siamo gli unici clienti, l'interno è confortevole, e caratteristico, ricavato nella pietra del monte sembra: antipasto di mare freddo e caldo (piccole porzioni di muscoli ripieni, ostriche, acciughe, gamberi, tortino di sardine e polpo) e risotto di mare per due (ben più di due porzioni però, è bastato e avanzato), più acqua e un bicchiere di Begasti di Monterosso. 48,50 euro ben spesi. Usciamo gonfi e risaliamo il borgo verso la macchina, una passeggiata che viene bene. Sempre poca gente, tre ragazze che sembrano americane che visitano con noi il bel presepe del borgo, piacevole sorpresa.
La neve è sempre ferma sulle colline, la pioggia ha dato una tregua. Per un giorno Riomaggiore è sembrato un paese dell'entroterra, più abitanti che turisti.

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03 gennaio 2010

3 GENNAIO 2010: VISITA AL CASTELLO DI MALGRATE

L'anno comincia con una visita a uno dei castelli della Lunigiana raramente visitabili: il castello di Malgrate. Il borgo è una cartolina tipica del passato medievale lunigianese: case abbarbicate sulla collina e arroccate intorno alla torre castellana. Abbiamo chiamato qualche giorno prima per sapere gli orari di visita (informazioni 0187 494400) ed arriviamo verso le 3 del pomeriggio. Poche anime in giro complice il freddo che promette nevicate proprio mentre scrivo. Il portone del castello è aperto e ad attenderci ci sono due avvisi contraddittori: "Aperto 1, 2, 3 e 6 gennaio" e subito sotto "Visite sospese per maltempo". Entriamo comunque e la custode ci informa che la neve e le piogge dei giorni scorsi hanno allagato diverse sale e che non è possibile accendere la luce. Un giro lo possiamo comunque fare, vedere alcuni cartelli espositivi e fotografie al buio. Il prezzo di due euro a biglietto va comunque pagato e in nessun caso ci sono visite guidate, ci dice chiaramente. Ci fa uno sconto visto la situzione e ci dà un piccolo depliant cartaceo con spiegazioni sulla storia e la struttura del castello indicandoci da dove cominciare.
Iniziamo la nostra visita leggendo di sfuggita le informazioni e notando le travi metalliche utilizzate per il restauro del castello, praticamente ovunque. Un breve accenno storico: il castello di Malgrate venne costruito del XIII secolo, quando il borgo era dominio dei Malaspina di Filattiera. Venne ampliato quando divenne feudo autonomo nel 1351 secolo con Bernabò Malaspina e con il suo passaggio nel 1641 agli Ariberti di Cremona, divenne una residenza signorile, prima di entrare in decandenza dopo l'abolizione dei feudi nel 1797.
I nostri occhi profani però sono attirati soprattutto dalla torre, alta 25 metri (purtroppo non ci si può andare in cima) e dal panorama che si gode dalle sua mura. Ci fermiamo ad osservare nell'oscurità alcune foto del castello prima della ristrutturazione e di un'immagine medievale al massimo del suo splendore; la cappella di San Celso (sembra nuovissima) e, nel basamento della torre alcuni stemmi marchonali e i resti di un affresco, (oltre alle firme incise sul muro lasciate dai soliti idioti). Il recupero è stato notevole, ma si è fermato alle strutture portanti sembra, lasciando, come un pugno in un occhio, le travi metalliche viste all'inizio. L'interesse maggiore per noi è il panorama che si gode dall'alto, sul borgo stesso e sulla vallata del Bagnone, dove sull'altro lato sta Virgoletta con il suo castello, l'altra sentinella della valle; mentre nel mezzo svetta il campanile della chiesa di Filetto, borgo fortificato. Dietro di noi, verso l'Appennino, spunta Orturano, mentre verso nord, si alza la chiesa di San Maurizio di Mocrone.
Siamo comunque contenti della visita, anche se, in questi casi, come per Castiglion del Terziere o Gragnola, una visita guidata, magari a orari pretabiliti, aiuterebbe moltissimo a fruire in modo più completo del castello.

Avremmo voluto terminare la giornata con la visita al presepe vivente di Vico Canneto, ma sbagliamo clamorosamente orario ed arriviamo con 4 ore di anticipo, quando fervono i preparativi. L'anno scorso, a Vico Valle, era iniziato già dal pomeriggio, e quet'anno non avevo fatto caso all'orario. Sono disponibilissimi, ma non possono farci vedere ovviamente niente, incontriamo l'organizzatrice che ci invita a tornare più tardi, ma purtroppo non ce l'abbiamo fatta. La invito a mandarci foto e video della manifestazione semmai legerà questo post!

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