Terre di Lunigiana

02 settembre 2009

29 GIUGNO 2009: RITORNO ALLA CASCATA DELLA MONIA

Durante i giorni della festa della fame e della sete, non siamo proclivi a lunghe escursioni in macchina o a piedi. Torniamo allora alla cascata della Monia, tra Irola e Gigliana, passando però da quest'ultima. (Due anni fa avevamo risaliti il corso del torrente da Irola, praticamente il percorso al rovescio).
Guida d'eccezione, Giovanni; accompagnatore capo Roberto; accompagnatore in seconda Paolo. Confidiamo nelle doti di segugio di Giovanni, che ha raggiunto la Monia da qua altre volte. Cominciamo a scendere lungo una facile sterrata che dopo poco si restringe e diventa un piccolo sentiero. E da qua in avanti è stata un'odissea. Forse i fumi della festa, forse il sole a picco, forse l'età che avanza: la nostra guida si è persa. Vaghiamo tra improbabili strisce di terra battute solo dai cinghiali, piccoli spiazzi dove ci conforta un po' il sole, e rovi che martoriano le nostre gambe (ma che poi insegneremo come fossero trofei).
Paolo comincia a brontolare, a dire il vero, non hai mai smesso. Come per la via Francigena in bicicletta si pente di essere venuto accusandomi di averlo ingannato. Roberto invece è positivo, tasta il terreno, annusa l'aria e indica la strada.
In un modo o nell'altro, percorrendo per qualche metro anche un canale, riusciamo a trovare il vasto prato che precede la Monia e scendiamo finalmente nel torrente. In pochi minuti ecco la cascata, rimasta maestosa e spettacolare, con il mulino diroccato a guardia sulla destra.
Il tempo non invita a fare un bagnetto e decidiamo indagare più a fondo il mulino. Le vecchie macine sono ancora lì, belle ed inaccessibili, poi più in alto ecco il pozzo. Giovanni la prova e scende, non è profondo e ci sono scalini in ferro.
Apprezziamo l'iniziativa. A questo punto, con Paolo già provato da una caduta in acqua, con evidenti segni su una tibia e una faccia che è tutto dire, invece di tornare sui nostri passi, aggiriamo la cascata in alto sulla destra alla ricerca di un sentiero che ci riporti verso Gigliana e che Giovanni aveva già percorso una volta...
Richiamo e ci fidiamo, seguiamo un sentierino battuto, sulla sinistra il torrente che scorre tra piccole gole, a destra il monte. Paolo prende improvvisamente l'iniziativa ed afferma di sapere dove bisogna andare. Scendiamo un momento nel torrente, non senza difficoltà, per ammirare uno scorcio particolarmente suggestivo. Ovviamente ci riproponiamo di risalire il torrente partendo da sopra la cascata. Saliamo e saliamo e finalmente, proprio quando comincia a piovere, troviamo un campo recintato, segno inequivocabile della presenza umana, dal quale passiamo per fare ritorno stancamente verso Gigliana, prima tra i boschi, dove troviamo una strana formazione del terreno, quasi come fosse il buco lasciato dallo scoppio di una bomba, e poi per strade sterrate prive di interesse.

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