Terre di Lunigiana

11 aprile 2009

5 GENNAIO 2009: IL PRESEPE VIVENTE DI VICO VALLE

Avevo visto qualche poster qua e là annunciando il presepe vivente di Vico Valle. Per il 28 dicembre non avevo fatto in tempo, ma questo non volevo perderlo. A Vico Chiesa c'ero stato un paio di anni fa, in una grigia giornata invernale. A dir la verità, mi ero spinto fino a Vico Valle e (colpevolmente), non mi aveva chiamato l'attenzione. Quindi, dopo il nostro giro tra Panicale, Agnino e Moncigoli, arriviamo, un po' in ritardo, a Vico, passando da Bagnone e prendendo la strada per Corlaga. Comincia a essere già un po' scuro, parcheggiamo nei pressi di Vico Chiesa e cominciamo a incamminarci verso Vico Valle. In direzione contraria incrociamo gli sbandieratori di Pontremoli che tornano, ce li siamo persi. Così come abbiamo perso Claudio che si ferma a parlare e non si trova più. Fortunatamente ci accorgiamo di un pulmino che fa la spola tra i due paesini e saliamo, sarebbe stata una gran bella camminata, la facevo più corta.
Appena scesi a Vico Valle, ecco l'entrata del borgo dove lasciare un'offerta per poter entrare, firmiamo il libro delle visite intingendo il pennino nell'inchiostro.
Da qui in avanti sono tutte comparse in costume, tra persone che si congratulano per la riuscita del presepe vivente, orgogliose del loro borgo, per essere riusciti a organizzarlo e far rivevere Vico Valle e farlo conoscere a qualcuno. Ed effettivamente è proprio ben riuscito. Il percorso tra le viuzze lastricate è accompagnato da vino, dolci e musica. Mi sorprende il numero di "fondi" messi a disposizione, moltissimi, e la partecipazione della gente. In questi momenti ci attanaglia anche una nostalgia lunigianese per noi che ci viviamo, senso di comunità, di appartenenza, in queste feste comandate. Ogni due passi si apre un'antica casa con antichi mestieri: il fabbro, l'arrotino, la sarta, il falegname; non mancano ricchi re orientali con le loro dame e i conquistatori romani. Il percorso è ben fatto e permette anche di visitare tutto il borgo, le case in pietra ben tenute e non fatiscenti come incontrate alcune volte.
Prima di finire la visita, scopriamo anche un oratorio recentemente ristrutturato. Alla fine del presepe vivente, quando ormai è buio pesto nonostante siano le sei di sera, ci aspettano vin brulè, panettone e frittelle di castagno con formaggi. Grata sorpresa.

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