Terre di Lunigiana

21 gennaio 2009

30 DICEMBRE 2008: L'ABBAZIA DI SAN CAPRASIO
Ed eccoci a sorpresa all'abbazia di San Caprasio. Sorpresa perchè non era una delle mete previste in queste vacanze lunigianesi, ma Carlo ha già preso informazioni sugli orari del museo e per le tre del pomeriggio siamo davanti ad Aulla con Giovanni, che da tempo la voleva visitare e Simone, aggiunto all'ultimo momento come al solito...
Siamo gli unici visitatori e abbiamo la guida tutta per noi. Il Signor Enrico ci fa una breve presentazione della storia dell'abbazia, dalla fondazione con Adalberto di Toscana prima dell'anno Mille, fino ai giorni nostri.
Ci dice che da sempre si parlava di una leggenda che voleva nella chiesa le spoglie di San Caprasio, ma fino al ritrovamento della tomba si trattava appunto di una leggenda. Gli scavi iniziarono perchè nella parte absidale esterna, al livello del suolo, notarono una fila di pietre poste a spiga di grano, non normale per un semplice edificio religioso. Da lì, ci spiegano, nacque tutto: il ritrovamento di due absidi più antiche, fregi di marmo romani e soprattutto le spoglie del santo. Cominciamo la visita dalla chiesa, dalla zona dell'abside, dove si trovano la parte più importante degli scavi. La spiegazione del Signor Enrico è briosa e ci mostra come nel tempo l'abbazia si sia ingrandita grazie alla testimonianza delle due antiche absidi, lascito di successivi ingrandimenti della chiesa, in cui si trova l'urna di San Caprasio. Riposava nascosta sotto il calcestruzzo, perchè i frati benedettini dell'abbazia non volevano che fosse trovata e trafugata durante una delle scorribande dei nemici. Intorno si sono trovate anche numerose ossa e anche due bombe inesplose della seconda guerra mondiale, proprio accanto alla tomba del santo, altro miracolo di San Caprasio...
Dopo aver visto gli scavi interni usciamo all'esterno, nella zona absidale esteriore, dove si trova la fila di pietre a spiga di grano, poste in modo diverso dalle altre pietre di fiume. Altri scavi si stanno facendo e il sogno è quello di sollevare tutto il pavimento della chiesa per vedere cosa si trova sotto. Rientriamo in chiesa e ci spostiamo nel piccolo museo, antica sala benedettina di cui si conserva il pavimento, in cui si conservano alcuni reperti ritrovati durante gli scavi: fibbie, monete antiche, fregi romani. Più interessante in assoluto sono però i magnifici capitelli scolpiti con figure zoomorfe e altri disegni. L'ultima saletta del museo è invece occupata da stemmi dalla famiglia Centurione, che comprò il feudo di Aulla dai Malaspina, un busto in marmo di un esponente della famiglia e le relique di San Severo, a cui era intestata prima la chiesa.
Gentilissimi, alla fine della visita ci offrono pure caffè e tè.

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