Terre di Lunigiana

28 marzo 2008

12 GENNAIO 2008, IL CASTELLO DELL'AQUILA DI GRAGNOLA
E ci svegliamo con un altro giorno di pioggia, stavolta piu battente, fin dal mattino. Ogni tipo di escursione per sentieri, il vecchio pallino della Via Francigena, viene abolito. Impossibile andare per borghi. Ultima spiaggia, la visita di un bel castello. La scelta cade sul castello dell'Aquila di Gragnola. Chiamiamo prima per assicurarci che sia visitabile nonostante la pioggia e la castellana, la signora Gabriella Girardin Faverio, ci risponde un po' sorpresa. Con quest'acqua d'altronde e arrivando da Pontremoli... Si fa una sana risata ma ci dà la sua disponibilità.
Partiamo allora in cinque, con ormai i fedelissimi Giovanni, Simone, Matteo e ragazza. Il viaggio non è breve, almeno mezz'ora, le condizioni della strada con la pioggia poi non sono delle migliori. Ma eccoci ormai a Gragnola, superiamo il passagggio a livello e dopo le prime case, prendiamo una stretta via sulla sinistra che porta al castello e che diventa presto sterrata. Tre anni fa era in condizioni peggiori e più stretta, adesso si sale agevolmente. Eravamo passati di qua nell'agosto del 2005, il castello era ancora in fase di ristrutturazione e proprio il giorno prima c'era stato un nubifragio che aveva provocato alcuni danni.
La castellana ci accoglie all'ingresso, siamo gli unici visitatori. Ci spiega alcuni passaggi della ristrutturazione, come che l'entrata come la vediamo era completamente coperta e che il castello quando lo vide per la prima volta era solo un ammasso di pietre, molte portate vie durante gli anni.
La visita è molto piacevole e le spiegazioni date con passione, vediamo l'antica cappella, diverse sale, il cortile interno dove si nota l'aggiunta cinquecentesca e naturalmente l'attrazione principale: il "Cavaliere di Gragnola". La sua identità è sconosciuta. Dalle analisi storiche e antropologiche era molto probabilmente un cavaliere o messo di qualche famiglia importante (Malaspina o altri) vissuto tra il 1310 al 1387. Durante i lavori di vennero ritrovate le ossa, con il raro particolare di avere una freccia di balestra conficcata nell'unione di due vertebre giusto dietro la bocca, quando normalmente avrebbe dovuto attraversare di netto il corpo. Il mistero riguarda soprattutto la sua sepoltura. Subito dopo la morte venne immediatamente coperto (l'hanno scoperto dopo aver trovato bozzoli di una mosca particolare) con tutti i crismi (lo dice la posizione delle ossa) e a lui non fa riferimento nessun testo. Venne ucciso? portava un messaggio importante? Fu infilzato per sbaglio?
Dopo questo momento di mistero completiamo la visita del castello salendo nella torre, dove sono state ricavate diverse suite per soggiorni e vacanze, fino in cima. Si vede Gragnola in basso e dall'altra parte i paesini di Alebbio e Luscignano, le Apuane dovrebbero, ma ci sono troppe nuvole basse. Qua scopriamo perchè la torre sembra sempre non finita quando la si vede da lontano. Durante i secoli non venne mai portata a termine e oggi si presenta come allora, secondo testimonianze scritte dell'epoca. Per evitare infiltrazioni d'acqua, il perimetro è stato coperto con materiale isolante. L'acqua è infatti un problema per le pietre, e qui scopriamo anche che nel Medioevo i castelli non avevano le pietre a vista, ma erano intonacati, proprio per evitare che l'acqua ne minasse le strutture.
Finita la visita, sempre con la pioggia come compagna, salutiamo la castellana, veramente molto disponibile.
Fotografie del castello di Gragnola

Etichette: ,

02 marzo 2008

11 GENNAIO 2008, I PAESI DI CASOLA IN LUNIGIANA VERSO LA GARFAGNANA
Oggi ci spostiamo verso la Lunigiana orientale, nel comune di Casola in Lunigiana, tra paesini sperduti al confine con la Garfagnana. Come è ormai abituale, il tempo non ci accompagna. Solita nebbia e solita pioggia fine. Speriamo che lungo il cammino la situazione migliori e in parte sarà così. Dalla SS63 del Cerreto entriamo nella Valle del Lucido e dell'Aulella. La SR445 della Garfagnana è quello che è e procediamo con attenzione. Passando da Gassano, Gragnola e Codiponte arriviamo a Casola e ancora su fino a Vigneta, Montefiore e infine Regnano. È proprio qui che comincia a piovere, quando parcheggiamo con difficoltà la macchina a Regnano Castello. Poche case, molte in rovine. L'obbiettivo era visitare la chiesa diroccata di Santa Margherita e i resti del castello. Non troviamo nè l'una nè l'altro. La pioggia si fa battente e dobbiamo tornare sui nostri passi. Scendiamo a Regnano Villa e ci fermiamo un momento davanti alla chiesa ad aspettare che spiova. La giornata non comincia bene. Quando il tempo si calma ci dirigiamo in basso verso la Pieve di Offiano. La porta laterale è aperta e ne approffittiamo per una visita. Di solito la pieve è chiusa se per le funzioni religiose. Due signore stanno facendo pulizie, non possiamo fare foto, purtroppo la pieve è stata visitata da ladri in passato.
In breve saliamo al vicino borgo di Castiglioncello, la nebbia e le nuvole basse ci impediscono di godere del panorama da qua su, ma le poche vie del borgo sono ornate da stupendi portali in pietra arenaria. Castiglioncello passò dai Malaspina ai Medici che vi costruirono residenze signorili. Tra le nubi si scorgono Reusa e Vedriano, le nostre prossime tappe. Entrambi i paesi sono piccolissimi, Reusa posto intorno alla chiesa, mentre Vedriano è formato da una sola via e un oratorio nascosto che sembra quasi una casa privata. Ce lo indica una ragazza dall'accento russo, Lunigiana terra di emigrazione e immigrazione.
Andiamo adesso verso Luscignano, la giornata si rischiara appena, anche se il tramonto è dietro l'angolo. La strada verso il borgo è stupenda. La vista della valle dell'Aulella con Codiponte, Alebbio, Sercognano e Gragnola è unica. Dopo uno dei tornatni spunta il paese, in posizione panoramica. Il borgo si sviluppa lungo la collina. Un monumento ai caduti con una vasca in marmo si trova all'ingresso, da dove parte la via principale che poi si divide e si unisce a semicerchio. Come Castiglioncello i portali in arenaria e i fregi sono ovunque.
Velocemente approffittiamo degli ultimi raggi del sole, raggiungiamo Terenzano, borgo posto sulla strada con la bella chiesa di San Jacopo e dopo molte curve scendiamo a Alebbio, piccola borgata con la bellissima chiesa di San Gimignano, in grandi bozze di arenaria, posto proprio davanti al castelo di Gragnola che intravediamo tra l'oscurità nella valle del Lucido.

Etichette:

 
eXTReMe Tracker