Terre di Lunigiana

05 aprile 2008

22-23 MARZO 2008: VACANZA GASTRONOMICA IN LUNIGIANA

Sono state molto corte quest'anno le vacanze pasquali in Lunigiana, giusto il fine settimana da venerdì a domenica. Arriviamo affamati al casello di Pontremoli verso le due e mezza del pomeriggio. Sarà ancora possibile mangiare da qualche parte? Pagando il pedaggio noto un adesivo dalla trattoria La Vecchia Mignegno e chiamo. Risponde una bambina che chiama a voce alta la nonna. Chiedo se è possibile mangiare nonostante l'ora e la signora risponde positivamente. Comincia a piovere. Il bar trattoria si trova lungo la statale della Cisa, parcheggiamo nel borgo, vicino alla chiesa del presepe elettromeccanico. La sala della trattoria è rustica, voltata a botte, ci sediamo e la signora (la nonna) ci dice il menu: testaroli al pesto e... testaroli, ci ricorda che è Venerdì Santo e non si può mangiare carne. Più famigliare di così, era quello che cercavamo. Il piatto è ottimo, fatto in casa, nel bar accanto si sentono le voci semi alterate dei giocatori di carte. Ricordano a loro modo il venerdì santo ad ogni presunto errore del compagno di coppia. Dopo i testaroli è l'ora della torta d'erbi che spazzoliamo.
Salutiamo e andiamo verso casa, il tempo è quello che è, visita a parenti e amici ed è già sera. Il programma è la cena nel borgo di Filetto, alla Taverna al Tempo Ritrovato, che mi avevano consigliato tempo fa, così come la prenotazione. Il locale è a dir poco caratteristico, due salette al piano terra, una accanto all'entrata "La Sala delle Armi" e una dove si trova il cuoco. Al piano superiore un'altra sala. Direbbero gli inglesi "Very cosy". Tutto ricorda il Medioevo, dal menu, ai tavoli, all'illuminazione con candele. Ordiniamo un antipasto di formaggi, quattro tipi diversi e stagionati, con miele e marmellata di fichi senapata e due pizze ai funghi porcini. Chiudiamo con una crépe di nutella e un passito siciliano con cantucci. Consigliato per cene intime. Il venerdì finisce con una bevuta con gli amici programmando il giorno dopo a Villa Pescigola a Fivizzano, che poi racconteremo.
Il sabato di Pasqua comincia con una sana dormita, un giro a Grondola per curiosare in un campeggio lungo la strada del Brattello, l'Agricamping Grondola, completamente immerso nella natura della Valle del Verde. Per pranzo ci spostiamo a Malgrate, alla Torre di Malgrate, proprio davanti al castello, ristorante famigliare, non eccesivamente decorato all'interno ma con cucina ottima e servizio attento. La cameriera ci elenca i piatti, praticamenti tutti fatti in casa. Ordiniamo stringhetti, lasagne e una tagliata alla rucola. Non prendiamo il dolce e rimaniamo leggeri. Intanto che ci siamo, dopo pranzo facciamo un giro veloce per il borgo, fa un po' freddino, saliamo in macchina e ci ritroviamo con gli altri per andare a Villa Pescigola.
La visita vale la pena e nel frattempo ci mettiamo d'accordo per la sera. Alla fine la scelta cade sull'Osteria Boccon Divino di Pontebosio. Siamo in quindici e prenotiamo per le otto e mezzo. Ritrovo al bar con aperitivo, saluti a chi non avevamo ancora visto e partenza. Il borgo è piccolo, ma ha un castello e mezzo, uno dopo il ponte sul Taverone, l'altro il castello del Poderetto è oggi una casa privata e mantiene solo parte dell'architettura originale. Il ristorante si trova in un "sorchetto" davanti alla chiesa. L'impressione è ottima, si entra da un maestuoso portale in arenaria, sormontato da uno stemma nobiliare. A destra vediamo un antico pozzo. Le tre sale interne sono raccolte, calde e confortevoli. Forse è ideale per coppie, noi siamo una truppa, ma il menu sembra molto valido. La cucina non è solo lunigianese, ma toscana in generale. Ovviamente ci adeguiamo: lasagnette di farina di castagne fatte in casa, toppe saracene al ragù toscano, pasta di grano farro, tordelli di patate all'olio di frantoio e pecorino della Garfagnana e altro. Come secondi la carne chianina la fa da padrona con filetti e tagliate. Il rapporto qualità prezzo è ottimo. Decisamente da ripetere.

1 Commenti:

  • At ven lug 25, 03:27:00 PM, Anonymous Grace said…

    I am reading a book called "A Tuscan Childhood" by Kinta Beevor who was 5 yrs old in 1916 and talks of growing up at Fortezza della Brunella. In the menu, what is in potatoes tordelli? in Tuscan meat sauce. Here in the USA the lasagna is not made of chestnut flour, most pasta made of semolina,&durum flour(wheat). I enjoy reading of yor travels. Grace

     

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