Terre di Lunigiana

20 dicembre 2007

LE ULTIME MANIFESTAZIONI PER IL NATALE: PRESEPI E CONCERTI
Cinque giorni a Natale, molti mercatini si sono già svolti ma sono ancora molte le opportunità per chi si trova in Lunigiana o nelle zone limitrofe:

Concerto di Natale
22 dicembre al castello di Terrarossa.
Serata Bianca a Pontremoli
22 dicembre, centro storico: si esibisce la Compagnia del Piagnaro alle 17.00 con musici e sbandieratori. Fino alle 23.00 negozi aperti e mercatini vari con la presenza di trampolieri natalizi alle 21.00.
Mercatini di Natale a Virgoletta
22 e 23 dicembre 2007, Virgoletta.
Concerto di Natale della Corale Santa Cecilia
23 dicembre 2007, Duomo di Santa Maria, ore 16.00, Pontremoli.
Aspettando Natale a Pontremoli
23 dicembre 2007, 14:30: musica, vin brulè, nutella party e spettacolo di burattini alle 18.00 in piazza San Geminiano.
Arriva Babbo Natale a Villafranca
26 dicembre 2007, ore 14.30, Piazza Negrari.
Aspettando Babbo Natale e la Befana
Dal 27 al 29 dicembre 2007, dalle 9.00 alle 13.00, Fortezza della Brunella, Aulla.
Un Panettone per la vita
30 dicembre, Piazza della Repubblica, Pontremoli.
Festa della Befana a Pontremoli
6 Gennaio 2008 dalle 10:00: mercatino e Miss Befana della Lunigiana.

Il 22 dicembre alle 10 di mattina nelle acque del fiume Vara riemerge la statua di Gesù Bambino in località Ponte Santa Margherita, a Carro. Il presepe subacqueo si terrà sul fondale sotto una parete rocciosa, con il Bambino adorato da pastori in muta che poi lo porteranno in superficie. Seguirà la santa messa nella chiesa del paese.
Verso il mare poi, tornano le suggestive rappresentazioni legate al presepe in mare. Il 24 dicembre all'Isola Palmaria, zona Terrizzo, si svolge l'undicesima edizione del "Natale della Gente di Mare". L'isola è raggiungibile con un mezzo nautico dalla passeggiata Morin alle 9.30 o alle 10 da Portovenere. La suggestiva processione subacquea e la nascita di Gesù Bambino dal mare verrano seguite dalle Messa officiata nella chiesa dell'isola. Rientro intorno alle 12.30.
A Fiumaretta sempre il 24 dicembre, ma alle 22,30, il Bambino Gesù arriva su barche illuminate e verrà poi portato in processione fino in Chiesa per la Messa di Natale.
Il 29 dicembre alle 15.00 nella chiesa di Casciana, a Casola in Lunigiana, la Compagnia di Teatro Popolare di Gorfigliano mette in scena la Sacra Rappresentazione della Natività.

Da ricordare i presepi viventi di Equi Terme dal 23 al 26 dicembre e il Presepe Vivente di San Terenzo Monti il 23 e 24 Dicembre dalle 21,00 alle 24,00 e il 26 Dicembre dalle 17,00 alle 21,00.
Oltre al presepe meccanico di Pallerone, ricco è il calendario delle manifestazioni legate alla sacra rappresentazione a Pontremoli. A Vignola, dalla notte di Natale fino al 6 gennaio si può visitare accanto alla pieve di San Pancrazio il presepe orientale dalle 15 alle 19. Al Teatro della Rosa a Pontremoli, fino al 10 gennaio è esposta la rassegna dei presepi organizzate in collaborazione con le scuole della provincia di Massa e Spezia. A Mignegno apre le porte il presepe meccanico dal 16 Dicembre al 6 Gennaio dalle 16.00 alle 19.00 nei giorni feriali e dalle 10.00 alle 12.00 14.00-19.00 in quelli festivi.
Per tutto il periodo natalizio fino al 6 gennaio, a Villafranca, alla confluenza tra il torrente Bagnone e il fiume Magra, accanto al Museo Etnografico, è visibile per il secondo anno il presepe all'aperto della Ven. Misericordia. Il suggestivo ambiente naturale e la scenografia sono arricchiti da strutture in movimento, effetti speciali e melodie natalizie.
Altra perla nel comune è il presepe panoramico di Mocrone, illuminato di notte, posto nella collina davanti alla piazza del paese e opera del pittore Francesco Pellegri.

Il tutto aspettando i falò di gennaio!

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02 dicembre 2007

CIPPI DI CONFINE IN LUNIGIANA E ALTRE PIETRE
Qui di seguito riporto qualche avventura fatte nei boschi della Lunigiana di Gianni Giusti e dei suoi amici, grandi appassionati di antiche strade lunigianesi e amanti della storia locale.
In alcune di queste uscite si sono imbattuti in oggetti storici dimenticati
ma importanti nel passato come i cippi o termini di confine e antichi altari. La Lunigiana era infatti divisa tra moltissimi feudi e i cippi erano fondamentali per stabilire i confini dei diversi possedimenti.

Primo resoconto: Succisa
"Torno a scriverti, perchè, in mezzo al bosco, in una frazione di Succisa, mi sono imbattuto in questo altare in pietra. E' un piccolo altare posto sulla sommità di una collina. Non mi chiedere ne chi lo ha costruito, ne quando è stato costruito. Un amico della zona, mi ha detto che uno uguale, è presente in paese ed è usato durante le processioni, come appoggio per la statua della Madonna. Probabilmente,
quello aveva la stessa funzione."

Secondo resoconto: caccia al castello di Stadano.
"Partiamo con gradi. Prima di tutto del castello/torre o quel che era, non c'è traccia. Tuttavia, in un tratto di monte molto ripido, son presenti dei muretti di contenimento che fan riflettere. Per non stare a disturbare nessuno, la salita è iniziata passando di fianco al campo sulla sinistra, appena si attraversa il fiume. Poi, arrivati contro il monte abbiamo iniziato a risalire a casaccio, in un
punto ripidissimo (forti del GPS che ci diceva che sopra lì, da qualche
parte, iniziava il sentiero).
Si sale ancora, fuori da ogni sentiero, in mezzo a scope, in salita molto ripida, nella speranza di trovare una traccia..... poi, sorpresa.
In mezzo al bosco, circondato da quella salita impervia c'è una specie di piccolo spiazzo di pochi metri ed in cima a questo, un bellissimo cippo segna confine del 1775!!
Da una parte si legge:
ALB 1775
quindi ALBIANO MAGRA 1775
Dall'altra parte c'è scritto:
BOL 19
quindi Bolano 19 (quell'19 non ho la più pallida idea a cosa si riferisca.... sempre che sia un 19)
Il cippo si trova a circa 200 metri salendo sul monte zecchino, nel lato di Aulla.
Metto il punto sul GPS ed appena sono a casa cosa scopro? quel punto corrisponde esattamente al punto di confine Toscana-Liguria. Quindi dopo l'unità d'Italia (1861), probabilmente, molti confini, hanno ricalcato la situazione esistente circa cento anni prima (1775)."
(Le fotografie del cippo sono di Gianni Giusti e Nino Tongiani).

Terzo resoconto: le quattro strade a Giovagallo
"Stamattina, con Sergio, approfittando del fatto che il Sabato NON ci sono battute al cinghiale, siamo riusciti ad andare sopra il monte Mirone, posto sopra Giovagallo. Come ti dicevo, ero attratto dal nome della località "quattro strade" in cui convergono 4 sentieri provenienti da Tresana, Giovagallo, la vallato posta a Nord oltre il monte e un sentiero che va fino in Liguria. Come al solito, la Toponomastica non è mai causale. Su quel monte c'è una mulattiera non lastricata, ma molto ampia, talmente
ampia che ci poteva passare tranquillamente un piccolo carro a cavallo.
L'abbiamo trovata con grande difficoltà, ma dopo esser passati tra rovi, felci e bosco fitto, siamo arrivati in un punto pulito, in cui si vedeva bene il tracciato. Proseguendo verso Tresana, ad un certo punto, abbiamo trovato due cippi di confine che hanno dell'incredibile, da tanto che son belli e da tante informazioni che potrebbero dare......a quel punto... porc...putt... ci siamo accorti di non avere la macchina fotografica, ne un telefonino con fotocamera!!! mi son mangiato le mani. Comunque, ci frughiamo e troviamo carta e penna e tiro via uno schizzo dei cippi.
Ti ho ridisegnato le scritte che contengono:

Il cippo A, presenta una grande V, un fianco con scritto 1563, una T
ed un fiaco con una croce. V non so che significa, ma probabilmente è il nome del feudo di confine con Tresana, T immagino stia per Tresana, 1563 è la data e la
croce è un mistero..... tra le congetture che abbiamo fatto, c'è quella che la croce possa indicare le "quattro strade" appunto.

Il cippo B è ancor più interessante. Esso presenta un solco sulla parte superiore. Da un lato ha una riga, con delle righe laterali.... purtroppo è molto consumato, ma credo ci fosse scolpito lo "spino fiorito" simbolo dei Malaspina... giusto per capirci, questo http://www.terredilunigiana.com/images/malaspina.jpg
Dall'altra parte c'è una specie di riga.... sembra quasi una freccia a due punte. Ma la cosa più incredibile la si deduce proprio da quest'ultimo: esso è consumato a metà, per sfregamento, in senso orizzontale. Noi ci siamo fatti l'idea che lì ci legassero dei cavalli e, da come è consumato, direi che è stato utilizzato per secoli. Questo avvalora anche ciò che ho letto su Bagnonemia, ossia che i cippi spesso erano sorvegliati."

Per la pagina di Bagnonemia in questione di cui parla Gianni, dove si tratta dei cippi di confine bagnonesi, clicca qui.

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