Terre di Lunigiana

26 maggio 2007

PASQUA IN LUNIGIANA: 7 aprile 2007
Il giovedì e venerdì santo avevo chiamato il castello di Castiglion del Terziere per una possibile visita. Uno dei pochi castelli della Lunigiana visitabili e non avevo ancora avuto modo di vederlo all'interno. A Castiglione c'eravamo già stati nel dicembre 2005, con Claudio e Manuela, ma io non avevo ancora una macchina digitale e l'oscurità ci avevo sorpreso troppo presto.
Dall'altro lato della linea una voce femminile ci invita a riprovare il sabato mattina per verificare la disponibilità. Fortunamente la signora ci conferma la possibilità della visita per il pomeriggio, verso le 6 di sera.
La mattina, un amico, Tazio e la sua ragazza, mi vengono a trovare da Milano, di passaggio verso Volterra per le vacanze di Pasqua. Era stato a Filattiera nel lontano 1997, quando nella Magra ai Bagni Roma avevamo preparato un campo da beach volley per l'estate, unico anno in cui il letto del fiume aveva lasciato sabbia sufficiente. Provo a fargli ricordare un po' i posti ma la memoria vacilla. Andiamo verso Filattiera alta, facciamo un veloce giro del borgo, poi Pontremoli, dove ci riempiamo di amor ed infine proviamo qualche specialità locale al Manhattan di Mulazzo: antipasti misti, testaroli, tagliatelle ai funghi. Dopo il pranzo i saluti di riti e fissiamo un appuntamento per il giorno dopo in quel di Siena, più o meno convinti.
Al casello di Pontremoli l'autostrada, noi ritorniamo verso i nostri posti e ci dirigiamo verso Bagnone. Mancano ancora più di due ora prima della visita del castello. Giriamo così alcuni borghi di Bagnone. Passato il ponte sul torrente, prendiamo per Castiglione, lo superiamo sulla destra e ci fermiamo a Corvarola. Subito ci accoglie una bella maestà rappresentante San Rocco. Il borgo è piccolo, con la chiesa di San Michele e bei palazzi. Cerchiamo i resti del castello di Corvarola, ma non mi sono portato gli appunti... ciò che rimane è inglobato nella chiesa e in alcune case, ma non riusciamo proprio a distinguerlo.
Da Corvarola continuiamo per Gabbiana e Lusana. Dalla prima solo passiamo con la macchina e vediamo sulla nostra sinistra la chiesa nuova di Sant'Andrea Apostolo, mentre ci fermiamo a Lusana, che ci appare da lontano con una vista molto suggestiva, con la chiesa sulla valle e l'Appennino alle spalle. Diamo un'occhiata velocemente, alla ricerca di maestà e decorazioni di portali, che puntualmente troviamo.
Ritorniamo sui nostri passi, rivediamo Gabbiana, Corvarola e Castiglione e saliamo per Vespeno e La Pieve, lungo una stradina ripida e stretta, che mi riprometto di non prendere mai più. Sbuchiamo nella piazza della Pieve, che prende il nome dalla chiesa dedicata ai Santi Ippolito e Cassiano e seguiamo la strada che ci riporta verso Bagnone con una bella vista su Castiglion del Terziere. Peccato che abbiamo il sole di fronte e le fotografie sono molto chiare. Manca ancora un po' per la visita al castello e visitiamo allora Pastina, il paese che si trova proprio sopra il castello di Bagnone, riconoscibile della torre campanaria rotonda. Anni fa c'ero venuto a mangiare, cucina casalinga lunigianese, il ristorante c'è ancora. Il borgo è molto interessante e la vicinanza dell'Appennino e di Bagnone dall'altra parte lo rende molto suggestivo. La zona dell'antico campanile era fortificata e sulla sinistra si conserva una porta d'entrata al borgo e un curioso affresco.
Ormai ci siamo, torniamo sui nostri passi e Castiglione del Terziere. Il tempo ci accompagna, lasciamo la macchina proprio sotto il paese e visitiamo il borgo. Castiglione si sviluppa su un'unica via che termina con il castello e la piazzetta della chiesa di San Leonardo. Entriamo dalla porta monumentale ed è un susseguirsi di portali in arenaria e case in pietra dominate dall'imponente mole del mastio del castello. Nel piazzale della chiesa scopriamo con sopresa un piccolo bar con tavolini e ombrelloni. L'ideale in questo momento. Il proprietario ci dice che apre solo in primavera e estate. Ha mollato tutto da Milano per la Lunigiana. Sono sempre di più.
Oltre a noi ci sono altre persone che aspettano per la visita del castello, tra cui un paio che dormono nel castello stesso. Ecco arrivare quindi la signora del castello, Raffaella, che ci chiede di aspettare un attimo l'arrivo di altri visitatori. Dopo poco cominciamo la visita, entriamo dal cancello sulla piazza e dalla porta sormontata dalla stemma mediceo, (Castiglione fu infatti in epoca fiorentina sede del capitanato), ci troviamo sotto le trifore del corpo principale del castello. Il cortile interno, al di sotto del quale si trova la cisterna, è dominato dalla torre, mentre dall'altra parte si vede bene la struttura del borgo dall'alto, accanto al campanile della vecchia chiesa del castello. La visita è gratuita. Saliamo alcune scale e ci accoglie il padrone del castello, Loris Jacopo Bononi. Di lui solo avevo letto su internet, nelle mie ricerche sul castello di Castiglione, di Groppoli e del Museo della Stampa di Fivizzano. Con il senno di poi, questa è stata in assoluto una delle esperienze più ricche provate in Lunigiana e sicuramente è arrivata tardi. Loris Jacopo Bononi è l'anima della Lunigiana. La visita al castello non è una fredda spiegazione della sua storia e la descrizione della sue sale. È un incontro con l'arte attraverso il percorso di uomo che ha ricostruito il castello così com'era in epoca medievale e che contiene opere d'arte che uniscono la loro storia tra di loro, così come il Bononi spiega in modo affascinante, temperamentale e appassionato. La ricchissima biblioteca ne è il vivo esempio. Il Bononi non si limta a mostrarti libri, ti racconta la loro storia, il perchè si trovano lì, te li fa toccare. Più di mille parole, rimando a questo splendido video scovato su internet. Qui si coglie cosa davvero si sente al ascoltare il Bononi, più di molte spiegazioni scritte. Ciò che più mi ha colpito e per cui lo ringrazio, è il fatto di farmi sentire orgogliosamente lunigianese.

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05 maggio 2007

PASQUA IN LUNIGIANA: 6 aprile 2007

Il venerdì Santo è una giornata stupenda. Sole alto nel cielo e neanche una nuvola. Ci svegliamo presto e vista la temperatura decidiamo andare verso le Cinque Terre. La macchina non è il mezzo migliore per arrivarci, ma vogliamo conoscere un po' la Val di Vara durante il percorso. Dal casello di Pontremoli andiamo verso La Spezia e quindi prendiamo direzione Genova al bivio prima del casello di Santo Stefano Magra. La prima uscita è Borghetto Vara-Brugnato dove poi prendiamo a sinistra seguendo il segnale Cinque Terre. Passiamo attraverso diversi paesini, di cui non mi ricordo il nome, Beverino e poi seguiamo sulla sinistra in salita le indicazioni per Monterosso.
Vediamo un cartello che segnala la presenza del castello di Corvara e prendiamo una piccola deviazione. A volte questi cartelli possono essere veramente ingannevoli. Castello!?!?! Nulla da togliere al paesino, con una bella chiesa affrescata (dove lasciando un'elemosina puoi prendere dei piccoli panini all'anice) e le case costruite su una roccia, ma il castello? Saliamo (i castelli sempre sono in alto), ma non vediamo niente, passiamo accanto ad una casa dove sento dei ragazzi parlare tedesco, anche a Corvara... Poi un ammasso di pietre senza forma con alberi in mezzo e materiale di costruzione. Del castello non c'è rimasto praticamente niente. Chiediamo anche a due signori che ridendo ce lo indicano...
Lasciamo Corvara e continuiamo per Monterosso. La strada ha molte curve ed è piacevole. Poi ad un altro bivio, dopo una piccola salita ecco il mare che si presenta davanti a noi. Monterosso è proprio lì sotto e si vede il profilo delle Cinque Terre. Alcune persone fanno trekking lungo la strada, passano poche auto. Prima di iniziare la discesa visitiamo il santuario della Madonna di Soviore. Una comitiva di scout sta pranzando con i fornellini e riposando un po' all'ombra, sembra piena estate. Entriamo nella chiesa, facciamo un giro veloce (non ci sono spiegazioni di nessun tipo) e ammiriamo poi un po' il panorama dall'alto. Risaliti in macchina scendiamo finalmente a Monterosso, l'ultima tratto di strada è un po' stretto ma sempre agevole. Dopo una cinquantina di minuti parcheggiamo all'inizio della via Fegina, dove c'è un parcheggio a pagamento (neanche carissimo) proprio sul mare.
Era da 6 anni che non ci tornavo e comunque i miei ricordi risalgono a una ventina di anni fa quando da bambino passavamo quasi tutto agosto qui. Sveglia alle 8 per prendere il treno delle 9.18 a Villafranca fino a Monterosso, che fermava solo ad Aulla, Santo Stefano e Spezia. Avevamo un ombrellone al bagno dove c'è lo scoglio. Poi il pomeriggio verso le cinque si prendeva il localone per La Spezia, sempre strapieno e poi la coincidenza per Villafranca, che di solito partiva dal binario morto. Un treno bollente, a volte con le panche di legno. Altre volte invece si rimaneva fino alle nove di sera, mangiando una pizza nella parte vecchia e poi con il treno veloce fino a casa.
Comunque, la prima impressione è che la spiaggia si è ridotta e di molto, sarà che è primavera. La parte sabbiosa che andava fino al Gigante poi è stata occupata da un ampliamento del parcheggio (???) mah... C'è molta gente in spiaggia e alcuni fanno anche il bagno, è proprio una giornata stupendo. Camminiamo sul lungomare di Fegina per un tratto e poi scendiamo in spiaggia. Anche lo scoglio mi sembra rimpicciolito di molto, sarà che da bambino vedevo tutto più grande. Ci prendiamo una granita, passiamo sotto la torre Aurora ed entriamo nella parte vecchia. Qua non sembra cambiato nulla, la spiaggia di sabbia con il particciolo, la chiesa di San Giovanni Battista, i carrugi. Molti stranieri ovunque. Visitiamo la chiesa e il vicino oratorio dei Neri e ci perdiamo nella stradine. Non può mancare il tempo per una focaccia e una pizza al taglio al "Frantoio". Passiamo davanti all'oratorio di Santa Croce e poi ritorniamo verso il mare. Ci fermiano al primo stabilimento andando verso la stazione, stanno ristrutturando un po' tutto, ci sediamo nella terrazza con vista mare per pranzare: insalata caprese, gnocchi al pesto e muscoli ripieni. Di più non si può chiedere, relax totale. Ci aggiungiamo anche un gelato e per buttare giù il tutto saliamo al monastero dei Francescani e al cimitero. La salita la ricordavo molto più faticosa, invece è molto piacevole. Davanti a noi la torre Aurora e sotto il bunker della seconda guerra mondiale e una vista che spazia quasi fino a Riomaggiore.
Sono bene visibili Vernazza, Corniglia e Manarola. Giunti alla statua di San Francesco si vede la parte antica di Monterosso alla sinistra e continuiamo a salire fino alla chiesa del monastero, dove entriamo e sentiamo canti gregoriani (non è una cassetta, sembrano proprio i monaci). Saliamo ancora verso il cimitero, che si trova dove sorgeva l'antico castello di Monterosso, si vedono ancora resti di mura. Il campo santo è molto suggestivo, con le lapidi più antiche che mostrano petiche dedicatorie.
Sono le 4 e scendiamo verso la spiaggia di Fegina verso la macchina. Una giornata perfetta. Anche sulla strada del ritorno incontriamo poche macchine, peccato per non avere portato un asciugamano e il costume, sembrava estate piena.
Ormai tornati in Lunigiana, la sera ceniamo da Carolina a Cravilla di Mulazzo, sempre un ottimo posto per la cucina lunigianese: antipasti misti con torta d'erbi e crostoni e testaroli al pesto. Stiamo leggeri.

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