Terre di Lunigiana

09 settembre 2007

18 AGOSTO 2007: LA SORGENTE DELL'ACQUA SALATA E IL TORRENTE CAPRIO A CAVALLANA
Ultimo giorno di vacanza, la partenza è prevista per il pomeriggio, ma la mattina facciamo ancora in tempo per due mini escursioni. Da qualche giorno sono d'accordo con Fabio per andare a vedere la sorgente dell'Acqua Salata a Boceda di Mulazzo. Non è lontana, una volta arrivati a Villafranca, si va verso la stazione dei treni, si segue la strada per Mulazzo, oltre il ponte sul Magra, si prende a sinistra verso Castevoli e dopo pochi tornanti si supera il viadotto dell'autostrada "Acqua Salata". Sulla destra si trovano un paio di case e sulla sinistra comincia un breve sentiero che in due minuti porta alla sorgente. Non vi aspettate acque cristalline o una fonte scenografica. Niente di tutto questo, la sorgente dell'Acqua Salata è una piccola e debole fontanella che scende dell'altrettanto povero Rio dell'Acqua Salata. La fontanella esce da un rudere di case, forse anticamente una capanna per i pastori. Accanto si trovano alcune bottiglie, sembra che l'acqua faccia molto bene per chi ha problemi di stitichezza. Ne bevo un sorso ma la sputo subito, è come se fosse acqua di mare. Sugli alberi ci sono alcuni segnali di trekking bianchi e rossi, ma oltre la sorgente il sentiero si fa sempre più stretto e invaso dalla vegetazione.
Ritorniamo sui nostri passi e visto che è ancora presto, decidiamo di andare nel torrente Caprio nei pressi di Cavallana, dove da ragazzi ci andavamo spesso. Ormai sono almeno 6 anni, da quando il fido Rainer passò nelle terre di Lunigiana. Arrivati a Filattiera saliamo al borgo alto, poi verso Caprio superiamo il borgo basso e il borgo alto e quindi seguiamo la strada per Cavallana. Parcheggiamo alla fine del ponte sulla sinistra, dove inizia il sentiero che scende al torrente Caprio. All'inizio bisogna fare molta attenzione, proprio il primissimo tratto è un po' complicato, poi si fa più facile, anche se in alcuni punti la discesa si fa abbastanza in rapida. In meno dieci minuti siamo comunque nel torrente, tra le sue pareti della collina che salgono quasi verticalmente. In alto si vede il ponte e ci si rende conto dell'altezza (non saprei quantificare). In questo punto il torrente è molto alto, per una piccola chiusa artificiale, di cui ignoramo la funzione, forse per qualche mulino della zona o per deviare l'acqua per annaffiare i campi (ma sono proprio lontani, mah...). L'acqua è ovviamente molto fredda, non al livello degli Stretti di Giaredo, ma sono le undici di mattina e lasciamo stare. Arriviamo all'altro lato del "bozzo" passando sulla destra, superando il grande sasso, da cui ci si può tuffare, grazie a una scaletta e poi lungo la roggia. Negli anni Fabio non ha perso la sua agilità. Una volta salivamo tra gli alberi a sinistra e ci tuffavamo da una decina di metri...
Risaliamo anche per un breve tratto il torrente, che in questo tratto scorre stretto tra le pareti che scendono a picco e grossi massi. Purtroppo è ora di andare. Alla prossima estate la risalita di parte del torrente Caprio nei pressi della Rocca Sigillina.

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