Terre di Lunigiana

31 ottobre 2006

IL RIO SASSINO
Il Sassino si trova a Filattiera, nella frazione della Rocca Sigillina. Da un paio d'anni mi dicevano del rio Sassino, di vaschette naturali d'acqua limpida, ma non avevo mai avuto tempo di andarci. Finalmente parto con Andrea e Giovanni, intrepidi delle Marmitte dei Giganti del torrente Mommio. Dalla piazza di Filattiera andiamo verso Caprio (al bivio di Gigliana prendere a sinisitra), entriamo nel paese, lo superiamo e seguiamo le indicazioni per la Rocca Sigillina, che raggiungiamo dopo molte ripide curve.

Abbiamo adesso le prime case del paese sulla sinistra e le colline sulla destra. Continuiamo lunga la strada asfaltata e poi ad un tornante verso sinistra, prendiamo la strada sterrata che prosegue diritta. Si procede agevolmente in macchina e dopo alcune centinaia di metri parcheggio accanto ad un grosso albero sulla destra. Appena scendiamo, veniamo quasi presi d'assalto da uno sciame di calabroni (!), che entrano nelle macchina. Manteniamo il sangue freddo, ci spostiamo e prendiamo un sentierino sulla destra, molto difficile da riconoscere se non si va con qualcuno del posto o che ci è già stato (Giovanni naturalmente). Continuiamo a scendere facendo molta attenzione, c'è fango e le rocce sono scivolose. Appena prima di arrivare nel letto del torrente, sulla destra si intravede una casa in rovina, forse un antico mulino.
I colori sono i tipici di tutti i torrenti lunigianesi, qua l'acqua è più limpida e con l'erosione si sono formate piccole pozze di un metro e mezo circa di profondità. È una roccia unica che si è modellata nei secoli.
Risalendo solo alcuni metri il torrente c'è un piccolo "bozzo" dove fare il bagno e una cascatella davvero bella. Proviamo a fare il bagno, ma è proprio fredda.

Prendiamo coraggio per fare due fotografie e usciamo. Sono le 6 di sera, bisogna venire quando il sole batte bene su tutto il Sassino. Prendiamo le nostro cose e ritorniamo verso la macchina pensando ai calabroni.

Meditiamo un po' sul da farsi. Sul lunotto posteriore, all'interno, ce ne sono una decina, altri girano davanti vicino al volante. Ci affidiamo all'uomo di esperienza. Giovanni mette in moto e noi a piedi davanti. Dopo alcune decine di metri i calabroni sono usciti, rimontiamo in macchina controllando che non ci siano sorprese. Stavolta è andata bene.

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21 ottobre 2006

LA CASCATA DELLA COLOMBARA
La bellissima cascata della Colombara merita una visita in qualsiasi stagione dell'anno. Noi ci siamo andati una mattina d'agosto. Per arrivarci da Pontremoli, si gira a destra al borgo dell'Annunziata, prendendo il ponte sul Magra e girando poi a destra allo stop. Dopo alcune centinaia di metri si gira a sinistra in direzione Arzelato. Dopo la lunga salita con numerosi tornanti, nei pressi della strada comunale di Bosco di Rossano, a Zeri, dopo un ponte, sulla destra c'è un piccolo spiazzo dove poter parcheggiare e un cartello quasi illeggibile che segnala la cascata.
La cascata prende nome dall'omonimo fosso Colombara. Il sentiero che porta alla cascata è di media difficoltà ed è molto umido per le piogge dei giorni anteriori. È facile scivolare. Una volta nei pressi della cascata però veniamo ricompensati dalla splendida grotta semiaperta dove cade l'acqua.
Vista l'ora, decidiamo di non fare il bagno, l'acqua è veramente fredda.

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