Terre di Lunigiana

30 settembre 2006

IL TORRENTE GORDANA A NOCE DI ZERI

Partiamo una bella mattina soleggiata per Noce di Zeri, per fare una discesa del torrente Gordana. Con Andrea e Conchy, la nostra guida è Roberto, che si presenta con una corda in spalla. Un po’ intimoriti ci dice che è solo per casi di estrema necessità. Le scarpe da tennis sono obbligatorie. Ci dirigiamo allora verso Zeri, passando da Pontremoli e prendendo la SS36, un po’ accidentata, arriviamo in circa 25-30 minuti a Noce. Per arrivare al torrente bisogna parcheggiare appena prima di arrivare al paese (prima anche del ponticello sul Gordana), subito dopo una curva dove sulla sinistra scende un sentierino tra il guard-rail. Bisogna fare molta attenzione, non è facile incontrarlo. Una volta preso il sentierino si scende velocemente per cinque minuti (la salita al ritorno sono molti di più!) fino ad arrivare ad uno spiazzo dove si trova un campo di patate chiuso da un cancello. Si passa all’estremità del campo, facendo ben attenzione di non rovinare niente e si continua a scendere ancora per pochi minuti con alla sinistra abitazioni isolate abbandonate e una piccola fonte naturale.
Arrivati al greto del fiume, davanti a noi si vede il taglio della tecchia rossa di Zeri. Continuiamo tra i sassi per pochi metri e lasciamo zaini e asciugamani per proseguire nella discesa.

Il torrente adesso si restringe e il livello dell’acqua si alza. Subito all'inizio della discesa, l'acqua ci copre quasi interamente, sulla destra c'è una roccia molto liscia, Andrea prova a salire da lì, ma è troppo scivolosa e ci lascia le unghie. Roberto invece ce la fa. Io Conchy decidiamo di proseguire nell'acqua. A differenza degli stretti di Giaredo, qua sembra che ci sia una roccia unica che forma anche il letto del fiume. La corrente è un po' forte e Conchy decide di rimanere sotto la grande roccia all'inizio, a forma di orco, mentre noi scendiamo il torrente.
Conchy non ha le scarpe adatte e decide di fermarsi. Noi proseguiamo, Andrea e Roberto per le rocce, io nel letto del torrente, in un susseguirsi di pozze d'acqua, piccoli salti e cascatelle. In una di queste, ci guardiamo indietro e ci chiediamo se saremo poi capaci di risalire. Confidiamo nell'esperienza di Roberto e continuiamo ancora per un po'. Purtroppo non ho la macchina digitale con me, ma gli scorci sono bellissimi.
Decidiamo di tornare indietro e arrivati al punto di difficile risalita ci provo subito. L'acqua è alta un metro e la cascatella da superare circa 50 cm. È molto scivolosa e ci sono pochi appigli. Tasto continuamente i sassi e con grande sforzo sono quasi in cima. Mi manca però il piede d'appoggio e ricado scivolando, fortunatamente senza conseguenze. Dopo le immancabili risate (ricordo ad Andrea le unghie che ha lasciato sulla roccia ll'inizio), Roberto ce la fa a salire e poi ci aiuta facendo perno con il piede. Continuiamo allora la risalita, arrivati alla grande roccia, Roberto recupera la mia macchina fotografica, che avevo lasciato all'inizio attaccata a un ramo, non senza problemi. Riprendiamo Conchy e torniamo sui nostri passi fino alla macchina. L'ultima salita fino alla strada asfaltata spezza le gambe, ma dopo questa prima uscita ci riproponiamo di tornare ed arrivare fino alla diga sul Gordana.

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03 settembre 2006

IL TORRENTE VERDE A PONTREMOLI
Nonostante lo strano agosto estivo di quest’anno (2006), piovoso e nuvoloso, andiamo alla scoperta di un altro bel torrente. Ci dirigiamo verso la Valle del Verde, prendendo la strada che da Pontremoli porta a Casa Corvi, passa sotto il ponte dell’autostrada e sale poi verso i vari paesi della valle. Siamo in tre, io, Icio e Conchy e dopo aver incontrato il cartello di benvenuto, prendiamo per Guinadi. Dopo alcuni tornanti arriviamo al paese. Le macchine parcheggiate hanno tutte targhe straniere, francesi, inglesi e una anche spagnola. Facciamo un giro e chiediamo a un ragazzo dove si trovino “bozzi” nel torrente Verde. Ci dice di tornare indietro fino al primo cartello della Valle del Verde, accanto a un piccolo monumento. Scendiamo allora e troviamo subito il posto, c’è anche un piccolo spazio per parcheggiare. Attraversiamo la strada, scendiamo per un breve sentiero e ci troviamo subito nel torrente.
Ci sono alcuni bagnanti, il bozzo si trova un po’ più giù a sinistra, tra pietre di grosso dimensioni. Richiediamo se ci sono altri punti dove fare il bagno e ci dicono che risalendo il fiume qualcosa dovremmo trovare. Cominciamo allora a risalire il torrente, tra piccoli salti d’acqua, grandi rocce e brevi ramificazioni. Dopo circa 15 minuti ci fermiamo vicino ad una roccia molto grande posto quasi seduto. Indecisi sul da farsi ci fermiamo un momento. L’acqua è fresca ma un bagno anche in una pozza va fatto. Decido di andare in avanscoperta per alcuni metri dietro un’ansa del torrente e... sorpresa!
Vedo un piccola cascata non lontana e chiamo gli altri. Deve essere di circa 15 metri e cade da una piccola muraglia che sembra di una piccola diga. Non c’è moltissima acqua ma lo spostamento d’aria proprio sotto la cascata fa un po’ impressione e l’acqua che ricade in testa fa quasi male.
Qui ci vedete avvicinarci all’acqua (fredda). Rimaniamo un po’ a guardarla e ricordo che da qualche parte in internet ho visto una foto della cascata, ma con molta più acqua, dobbiamo ritornarci in autunno o inverno.
Guarda il video della cascata
QUI
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Decidiamo tornare indietro, stanno arrivando nuvole. Una volta al punto principale andiamo a vedere anche il piccolo bozzo. Con qualche difficoltà dovuta alla macchina fotografica e alle pietre scivolose ci facciamo un bagno veloce e ritorniamo alla macchina.
Abbiamo ancora voglia di esplorare e decidiamo andare in escursione verso Cervara a vedere i faciòn, le teste apotropaiche murate nelle case. Riprendiamo la strada verso Guinadi e invece di girare a destra, prendiamo a sinistra per Cervara. Passiamo Baselica e Monti e dopo poco passiamo un ponte dove sulla destra sono parcheggiate alcune macchine. Arriviamo a Cervara e facciamo un giro per il borgo per vedere i faciòn. Ci sembra una buona idea procedere anche per il lago Verde lungo la sterrata fuori dal paese, ma il tempo non è dei migliori. Decidiamo ritornare e andare a vedere il Verde dove si trovavano le automobili. Parcheggiamo e subito ci troviamo davanti ad un piccolo bozzo di acqua limpidissima e poco più in alto una cascata di 5-6 metri tra due rocce giganti e sulla destra una parete molto alta.
Prendiamo allora un sentierino sulla sinistra e dopo pochi minuti ci troviamo al di sopra della cascata. Purtroppo comincia a gocciolare e decidiamo di non fare il bagno. Per oggi è abbastanza. Si torna indietro con la promessa di tornare presto con un tempo migliore.

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