Terre di Lunigiana

24 febbraio 2006

GLI STRETTI DI GIAREDO
Un'escursione imperdibile per chi si trovi in Lunigiana in estate, sono gli Stretti di Giaredo, canyon naturali alti fino a 50 metri, formati dal torrente Gordana.
Con tre amici "rischiamo" solitari l'avventura. Arrivati all'entrata degli stretti, l'acqua gelida ci blocca per qualche momento, ma continuiamo lentamente, immergendoci poco a poco fino a dover nuotare per un tratto molto breve. È il prezzo che si deve pagare per godere di questa fantastica opera della natura. Per la maggior parte del percorso infatti, procediamo nel greto del torrente, con l'acqua che arriva alle caviglie, ma dovendo sempre scovare passaggi per risalirlo, ostacolati da grosse e numerose pietre e tronchi d'albero e legname vario. Quando le gole si stringono, filtrano solo pochi raggi di sole e dall'alto scendono cascatelle d'acqua. Le gole più belle si trovano verso la fine, dopo una trentina di minuti a passo leggero. Le pareti si stringono e bisogna tuffarsi e nuotare per circa trenta metri per proseguire. La larghezza è forse di un paio di metri e lo spirito d'avventura raggiunge il suo apice. L'acqua è torbida e non si vede il fondo, si procede a tentoni, avvisando chi sta dietro che può passare, ma ci fermiamo nel mezzo, nonostante il freddo, a godere inebetiti di questo spettacolo imprevisto. Siamo verso la fine ormai, una piccola cascata e una grande roccia rendono un po' difficile il percorso, ma le superiamo e continuiamo per altri 10 minuti, incontrando una piccola gola. Ormai il Gordana torna ad aprirsi e decidiamo tornare indietro con calma, dopo circa di due ore (anche se a passo più veloce, si può vedere tutte le gole in un'ora e un quarto di tempo).

Gli stretti di Giaredo si trovano a Cavezzana Gordana. Arrivando da Pontremoli, poco prima del ponte sul Gordana, davanti ad un grosso mobilificio (Sordi arredamenti), prendere per una piccola strada sulla destra che costeggia il torrente. Arrivati ad un gruppo di case e vedendo l'abitato di Cavezzana sulla sinistra, abbandonare la strada asfaltata che sale verso Dozzano e procedere lungo una strada sterrata stretta ma percorribile abbastanza agevolmente in macchina. Arrivati in uno spiazzo, parcheggiare e scendere a piedi lungo il greto del Gordana. Dopo poche centinaia di metri verso destra, si raggiunge l'entrata degli stretti di Giaredo.
Gli stretti si trovano in una zona esondabile.


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16 agosto 2007
Ci siamo ritornati. Dopo due anni abbiamo ripercorso gli Stretti di Giaredo, trovandoli bellissimi come la prima volta. Il tempo variabile di questi giorni ha fatto saltare due volte la gita, prima fissata per il 10 agosto, poi per il 14 e infine per il 16. Quando piove il giorno prima infatti, non è consigliato percorrere gli Stretti; oltre all'acqua che scende sporcata dal fango e non si vede dove si mettono i piedi (qui si deve fare molta attenzione, pena pericolo di cadute come mi è successo), bisogna sempre tenere in mente che siamo in una zona esondabile e dopo le piogge è più facile che la piccola diga sul Gordana venga aperta in parte.
Con il ritardo accumulato però, aumenta anche il numero dei partecipanti. Ci troviamo in otto alle 3 nella piazza di Filattiera: capocordata (in ricordo della gita sul Gordana a Noce di Zeri, quando si presentò con una corda da alpinista, "giusto se c'è ne bisogno..."), Roberto; immancabile agli appuntamenti delle escursioni lunigianesi, Giovanella, sempre a piedi nudi; il più emozionato, da giorni mi martella con telefonate sulla gite agli Stretti, Wilmoz; non soddisfatto della precedente esperienza alla cascata di Farfarà, Carlo, che giura stavolta di arrivare fino in fondo;
Manuela, new entry direttamente arrivata con il superespresso da Collecchio, sognava anche lei questa gita da anni; Gabriele, fotografo ufficiale delle gite di Roberto; Conchy, aficionada di tutte le uscite di Terre di Lunigiana e io, che rischio la macchina fotografica (si bagna, smette di funzionare, si asciuga e ritorna a posto).
In una ventina di minuti siamo agli Stretti, passiamo da Dozzano, la strada è più larga e migliore di quella di Cavezzana Gordana. Cominciano i preparativi. Avevo consigliato a chi veniva per la prima volta di portarsi dietro un k-way, giusto per attenuare un po' l'impatto con l'acqua gelida e scarpe da tennis con suole non usurate. Wilmoz esagera e si presenta con grasso di foca che si spalma copiosamente su tutto il corpo, si sta ancora lavando per toglierlo. Prendiamo asciugamni e k-way e scendiamo nel torrente fino all'entrata degli Stretti, che è davvero imponente.
L'acqua è più bassa rispetto ad altri anni, ma non perde il suo fascino. Passiamo subito nella prima gola e già non si tocca. Roberto ha il materassino e nuota, con il k-ay si è un po' pesanti ma la differenza si nota; Giovanella entra tremando. Penso che se questi piccoli canyon li avessero in un'altra parte della Toscana sarebbero straconosciuti. Almeno così ce li godiamo solo noi. È un susseguirsi di camminare nel torrente o nuotare, non è difficile la risalita, ma alcuni sassi di grandi dimensioni nell'acqua possono provocare qualche incidente. In un'ansa del Gordana si apre una grotta a qualche metro di altezza, Giovanella scala veloce, si mette in posa e la ribattezza Grotta di San Giovanella. Le pareti sono lisce e levigate, i colori variano dal rosa al grigio scuro. A bocca aperta. Ogni volta che si entra in un'acqua si patisce un po', ma sono poche, quattro o cinque. L'ultima gola è la più bella in assoluto. Una cinquantina di metri si traversata a nuoto tra due pareti che scendono strette a picco nell'acqua. Poi la vegetazione si apre e il livello dell'acqua torna normale.
Continuando si arriva i piedi della diga di Noce, ma ci fermiamo a prendere un po' il sole tra sassi enormi. Il ritorno sarà completamente all'ombra, la soddisfazione però è tanta. Bisogno scendere il fiume in primavera con una tuta di neopreno...

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